Recensione di un articolo sulle indagini scientifiche recenti sull’assenteismo scolastico pubblicato in inglese nella rivista USA Teachers College Record, rivista fondata dq Dewey.

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Dati carenti o fastidiosi

Ci si deve chiedere se l’assenteismo scolastico, la cui importanza numerica è poco nota anche se non è insignificante, è un sintomo della crisi dei sistemi scolastici. Un tempo si marinava la scuola, ma l’assenteismo non è riducibile a questa forma di resistenza alla scolarizzazione. Mancano gli strumenti appropriati per misurare il volume delle giornate di scuola perse, non si sa bene se il fenomeno si dilati o si restringa, si fanno supposizioni sul profilo degli studenti assenti, non si sa neppure come misurare il fenomeno, le informazioni su questi comportamenti danno fastidio e si manipolano. Questa è una terra incognita che pero’ esiste. Questo articolo, in inglese nella stesura originale, ne descrive una esplorazione possibile.

Ripresa parziale in libera traduzione dell’articolo di Michael A. Gottfried e Seth Gershenson:Student Absences: How They Hurt and What Works, in Teachers College Record, Primo maggio 2015. [1]

L’assenteismo: una nebulosa

In generale tutti quelli che si occupano del servizio scolastico d’istruzione ritengono che l’assenteismo conti.Quando gli studenti sono assenti perdono delle lezioni e dimenticano quanto imparato. Quando gli studenti assenti tornano a scuola, creano problemi sia agli insegnanti che devono ricuperare il terreno perso, recuperarli con spiegazioni apposite e esercizi specifici che richiedono una preparazione particolare e anche un lavoro supplementare di correzione e di valutazione, sia ai compagni della classe i quali devono subire un rallentamento dell’insegnamento mentre il docente si occupa di coloro che erano assenti. Ma le conseguenze non sono solo queste. I compagni conoscono le ragioni dell’assenza e quando queste minano lo spirito di corpo, la fiducia nell’insegnante o nella scuola, le conseguenze possono anche essere assai pericolose. L’assenteismo è davvero un problema per il tipo di organizzazione e di funzionamento della scuola odierna. Quando si è messo a punto l’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, l’Australia aveva posto sul tappeto il problema dell’assenteismo ma fu avversata dai delegati tedeschi i quali sostenevano che da loro l’assenteismo non esisteva perché era legalmente proibito. Pertanto la Germania non sarebbe stata in grado di fornire nessuna statistica sull’assenteismo. Questo succedeva venticinque anni fa circa. Probabilmente il quadro generale non è cambiato. Le statistiche mancano ma l’assenteismo forse cresce. Il dubbio è di rigore proprio perché non ci sono dati oggettivi che permettono di essere precisi a questo riguardo.

Correlazioni e causalità tra assenteismo e risultati scolastici

Per lottare contro l’assenteismo si dovrebbero costruire banche dati adeguate ma proprio qui risiede il problema. Si ritrova qui una situazione analoga a quella che si riscontra con la recensione degli atti di violenza nelle scuole. La difficoltà non è tanto di ordine tecnico, quanto di natura politica: il trattamento esplicito della questione è avversato da molti responsabili scolastici che propugnano una teoria della scuola diversa da quella che si suppone ispiri coloro che vorrebbero invece raccogliere informazioni oggettive su questi fenomeni. In primo luogo si dovrebbe per esempio giungere a bene distinguere tra assenze giustificate e assenze non scusate, poi tra assenze lunghe e assenze brevi, ma già questi semplici aspetti di classificazione sollevano questioni giuridiche e di definizione. La relazione tra assenteismo e risultati scolastici misurati, lo si può concedere, con metodologie da concordare, non è una semplice faccenda di correlazioni. Tutti ammettono come già detto che ci sono relazioni tra i due fenomeni. Poco si sa invero sulla estensione del fenomeno. Il pregio principale dell’articolo consiste nelle referenze bibliografiche che includono indagini recenti svolte con metodologie diverse, in contesti diversi e che giungono pero’ a conclusioni analoghe. Gli articolisti citano indagini a livello distrettuale, ossia di provveditorato, a livello di stato e a livello nazionale USA sull’assenteismo che sembrano concordare nelle conclusioni.

 

Le indagini USA in corso sono essenzialmente imperniate sull’incidenza dell’assenteismo sui risultati scolastici dei singoli discenti. Non si tratta invece la questione dei costi e quella degli aspetti finanziari connessi all’assenteismo. Questo costa. Quali sono pero` i costi dell’assenteismo ? La questione è delicata perché i ricercatori hanno dimostrato che l’assenteismo ha conseguenze inattese sugli altri, ossia su coloro che non sono assenti. Un’indagine condotta in un distretto di Filadelfia ha dimostrato per esempio che nelle classi in cui ci sono compagni assenti il rendimento scolastico cala ed è più basso [2]

Rimedi

Si brancola ancora nel vuoto per quanto concerne i rimedi e non esiste nessun inventario degli interventi più efficaci per ricuperare il tempo perso a scuola.La riduzione dell’assenteismo dovrebbe produrre un miglioramento dei risultati scolastici e qui già si pone una prima verifica da organizzare e quindi una questione di costi causati dall’assenteismo. Inoltre la lotta contro l’assenteismo potrebbe correggere le abitudini dei discenti provenienti dai ceti sociali poveri o da quelli marginalizzati e quindi ridurre il divario scolastico esistente tra ricchi e poveri. 

Ovviamente il ruolo degli insegnanti è primordiale.Le indagini recenti sulle scuole efficaci riservano un’attenzione anche alla questione dell’assenteismo nonché allo sviluppo e alla promozione di competenze non-conoscitive. Il ruolo degli insegnanti della scuola primaria è cruciale. Occorre interessarsi alle modalità inventate da questi insegnanti per far fronte ai problemi suscitati dall’assenteismo, studiare il loro modo di pensare e le loro reazioni. Un’altra dimensione da prendere in considerazione è la presenza o l’assenza di modalità di supporto degli studenti nelle scuole. Su questo punto Rosario Drago ha fornito informazioni preoccupanti sul ritardo del servizio scolastico italiano.Si vedano i suoi interventi su questa questione nel sito dell’ADI. Si pensi per esempio al ruolo dei documentalisti e dei bibliotecari nelle scuole francesi dove queste figure professionali sono presenti su vasta scala e svolgono un lavoro prezioso accanto a quello degli insegnanti.

 

L’assenteismo è un comportamento appiccicoso, subdolo. La prima cosa da fare è mirare alle mentalità, sradicare il riflesso della faciloneria e della tolleranza verso l’assenteismo nelle classi popolari e nei ceti sociali diseredati, come pure tra le minoranze etniche o in certi gruppi religiosi o del mondo della migrazione. La lotta contro l’assenteismo potrebbe sfruttare al meglio la teoria del contagio: si sradica una mentalità per inculcarne un’altra; il miglioramento dei risultati scolastici diventa un incentivo e un potente argomento motivazionale che contrasta il ricorso all’assenteismo.

Moltissimo resta da fare in questo settore. Si conoscono poco gli effetti dei vari interventi contro l’assenteismo. Anche in questo campo si dovrà distinguere tra interventi a corta scadenza e riflessioni generali riguardanti la configurazione della scuola di domani. Se questa sarà diversa da quella odierna, il che è assai probabile, con un’organizzazione del tempo scolastico flessibile, con programmi liberi, con una didattica imposta sul gioco, con modalità di organizzazione della frequenza scolastica diversa da quella di stampo militare o ospedaliera odierna [3], forse si potranno ipotizzare interventi diversi e forse l’assenteismo non sarà più un problema scottante come lo sta diventando ora; 

[1] Cliccare qui per accedere al testo originale in inglese

[2]  Gottfried, M. A. (2011a). Absent peers in elementary years: The negative classroom effects of unexcused absences on standardized testing outcomes. Teachers College Record113(8), 1597–1632

[3] Tutto ciò potrà forse avvenire tra un centinaio di anni