Messaggio tradotto di un esperto olandese che denuncia il comportamento dell’Agenzia Nazionale Spagnola che funziona come corrispondente del progetto Erasmus+ dell’Unione Europea.

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Politica scolastica dell’Unione Europea

L’Unione Europea non ha competenze specifiche nel settore della politica scolastica ma ha nella Commissione (che corrisponde al governo esecutivo dell’Unione) una Direzione Generale dell’educazione la quale funziona con molti esperti lautamente pagati e con una lunghissima lista di Agenzie Nazionali ( i corrispondenti ufficiali) che curano lo svolgimento dei progetti scolastici del’Unione come per esempio il progetto Erasmus. La DG dell’educazione cerca una via originale per impostare una politica scolastica europea diversa da quella dell’ OCSE o dell’UNESCO, ma i soldi scarseggiano. Non mancano però gli intrighi e la validità di molti progetti è discutibile anche se permette ad un certo numero di insegnanti di fare del buon turismo pedagogico in Europa , di conoscere colleghi di altri sistemi scolastici e di apprendere modalità originali di lavoro. In ogni modo la strategia scolastica dell’UE è un giochino di potere marginale che rivela la presenza di inghippi prima ancora che nasca una politica scolastica europea. Un esperto olandese denuncia vigorosamente quanto succede in Spagna. Forse la Spagna non è un caso a parte; ma si dovrebbero raccogliere le prove per dimostrarlo. Ciò è assai difficile per dimostrare che non tutto fila per il verso giusto in un ambiente assai opaco e nebuloso La denuncia del malandazzo spagnolo è riportata in questa sede perché in Italia si proiettano molte speranze su quanto potrebbe essere fatto in campo scolastico nell’ambito dell’UE, senza mai mettere in discussione né la teoria che sottende l’impostazione dei progetti europei e men che meno la loro organizzazione.

Vale la pena presentare in libera traduzione in italiano un testo di Jan Geisel (jan.gejel@skolekom - jangejel@gmail.com), olandese, specialista di progetti scolastici europei, che conosce molto bene l’ambiente europeo di Bruxelles poiché ha a che fare quotidianamente da anni con quelle cerchie, testo recentemente pubblicato nel sito Linkedin (cliccare qui per l’originale in inglese). L’articolo descrive quanto succede in un insieme di 4 progetti scolastici finanziati dall’Unione Europea (Erasmus+). Cose simili succedono in altri progetti scolastici europei . Siccome in Italia si esaltano queste iniziative perché propongono progetti scolastici che in Italia si sognano è bene conoscerne i retroscena anche per costringere il MIUR ad essere più attento, più critico, più dinamico sulla scena europea. Si puo’ e si deve essere presenti in modo critico e non solo subire passivamente le indicazioni emanate dalla burocrazia dell’ UE oppure partecipare al malandazzo generale senza aprire bocca.

Nel testo Jan si denuncia l’operato dell’Agenzia Nazionale Spagnola ossia del corrispondente spagnolo per il progetto Erasmus+ . Quale è il corrispondente italiano ? Forse è l’INDIRE di Firenze, ma non ne sono certo e altri enti perché Erasmus+ copre tematiche varie.

Ecco il testo di Jan Geisel. Chi lo desidera puòpartecipare alla discussione che è aperta nel sito Linkedin e più precisamente nel forum "Future of learning".

In diverse occasioni ho duramente criticato le prestazioni di talune Agenzie Nazionali di svariati sistemi scolastici europei che funzionavano come corrispondenti diretti della direzione generale dell’educazione degli affari culturali dell’Unione Europea a Bruxelles.

Siamo ora a metà strada nella procedura di valutazione del progetto Erasmus+ ed in quella di rinnovamento dei contratti. Adesso devo purtroppo ammettere che mi sbagliavo di grosso !

Le prestazioni dell’Agenzia Nazionale Spagnola sono infatti molto peggiori di quanto immaginavo. Finora ho scelto di non citare direttamente questa agenzia in una comunicazione scritta ma ora non posso più tacere.

Le prestazioni dell’Agenzia Nazionale Spagnola connesse al progetto di valutazione di Erasmus+ sono semplicemente disastrose e tali da peggiorare ogni giorno, minando la credibilità dell’intero progetto. La Direzione generale dell’educazione degli affari culturali dell’Unione Europea deve essere informata di questa situazione e dovrebbe reagire. Anche la comunità europea impegnata in questo progetto deve essere tenuta al corrente di quanto succede.

Sono incapace di fornire una lunga lista di errori, di incompetenze, di incapacità, ma lasciatemi semplicemente esporre alcuni aspetti di questa lista scandalosa.

In primo luogo l’Agenzia invita i colleghi spagnoli a sottoporre le richieste in spagnolo ed in questo modo è sicura che nessuno dei partner europei può leggerle e capirle. Questo punto è stato corretto dalla Direzione generale dell’educazione e degli affari culturali.

La Direzione spagnola finanzia progetti che conseguono nelle valutazioni i punteggi più elevati in Europa - e nel contempo taglia il budget di questi progetti di circa 100.000 - 130.000 € (nel partenariato strategico i budgets ruotano attorno a circa 280 mila euro l’uno). Questa operazione determina l’eliminazione di incontri, di riunioni dei partner, nonché di qualsiasi contributo intellettuale , di qualsiasi tipo di controllo della qualità e di valutazione !

Dopo queste azioni molto creative, l’Agenzia fornisce informazioni del tutto inutili sulle valutazioni ai coordinatori dei progetti ; succede perfino che le comunicazioni siano indirizzate a coordinatori di altri progetti !

Tutto ciò succede senza fornire nessuna spiegazione sui tagli che hanno un effetto drammatico sui progetti sottoposti dalle scuole o dalle istituzioni che lavorano per mesi a preparare i documenti richiesti dagli appalti europei . Inoltre tutte le comunicazioni sono inviate in ritardo di settimane e talora di mesi rispetto alle scadenze fissate il che rallenta tutti i cantieri connessi ai progetti. Ci si può quindi immaginare cosa succede ai progetti europei che sono realizzati con la collaborazione dell’Agenzia nazionale spagnola e con la partecipazione di istituzioni spagnole. Allo stato attuale, il finanziamento di un progetto spagnolo corrisponde di più a una punizione più che non a una opportunità positiva. Va senza dirlo che la Direzione generale dell’educazione e degli affari culturali dell’Unione Europea dovrebbe reagire a tutto ciò perché un modo di fare di questo tipo non corrisponde affatto a come si lavora in Europa. L’aspetto più grave però risiede nel fatto che molte istituzioni spagnole coinvolte in questo circo vi partecipano per la 1a prima volta. Immaginate quindi quanto possa essere difficile in futuro motivare e le istituzioni spagnole a collaborare con l’Europa ! Orbene, la Spagna è uno dei paesi europei che avrebbe molto bisogno di innovazioni nel settore scolastico e sociale ! Quindi, mi ero sbagliato di grosso quando avevo pensato che qualcosa non funzionasse in Europa. Sono molto arrabbiato di scoprire questo circo che non avevo mai visto durante quasi 15 anni di collaborazione con l’Unione Europea [1].

 

[1] ndr. : Beato lui che in 15 anni non si è accorto del disfunzionamento delle procedure in voga a Bruxelles nel settore scolastico e degli intrighi tra la burocrazia europea e le Agenzie Nazionali delegate a tenere i contatti con l’amministrazione europea per finanziare i progetti scolastici europei