Ripresa parziale di un articolo di Bassok e Rorem, due ricercatrici dell’Università della Virginia sui cambiamenti che stanno trasformando in pre-scuola l’educazione prescolastica infantile come conseguenza della pressione esercitata sulle scuole per conseguire risultati migliori nei test e per responsabilizzarle ("accountability"-rendicontazione).

Version imprimable de cet article Version imprimable

La crisi dell’educazione prescolastica

E’ bene precisare che non si dispongono qui di elementi per tratteggiare lo stato delle scuole per l’infanzia in Italia. Il termine stesso di "scuola per l’infanzia" è di per sé discutibile e forse sarebbe più opportuno servirsi del sintagma "educazione prescolastica" ma lo si dovrebbe definire: quando inizia, quando termina?

Un settore del servizio scolastico in espansione, ma.....

Le scuole italiane per l’infanzia fruiscono di una grande fama nel mondo e sono spesso additate come un esempio da imitare. In altri paesi le scuole per l’infanzia ( questa espressione fa rabbrividire ) sono pressoché assenti. In altri, l’educazione prescolastica è diventata obbligatoria a partire dai 3-4 anni.

L’educazione prescolastica sta cambiando. Sul piano internazionale la teoria dominante nel settore dell’educazione prescolastica è ormai quella della preparazione dei piccoli alla scolarizzazione. Non si sa bene cosa succede in questo campo. Ci sono indagini limitate sulle conoscenze dei piccoli a 6 anni, tranne un paio di indagini longitudinali ( in Inghilterra e negli USA in particolare, svolte quando i bimbi iniziano ad andare a scuola ed alcune indagini piuttosto azzardate sulle scuole per l’infanzia perché effettuate su un numero di casi molto ridotti, sugli effetti della prescolarizzazione a lunga scadenza, dopo dieci, quindici, venti anni, le quali dimostrerebbero l’effetto benefico della prescolarizzazione. Talune indagini sono ben fatte, altre sono mal congegnate, le conclusioni sono contradditorie. 

Indagini rilevanti e ardue con i piccoli

Queste indagini sono molto interessanti perché mettono in discussione le teorie sullo sviluppo dell’intelligenza elaborate nel corso del XX secolo e meritano quindi di essere studiate con attenzione. Chi ha una certa pratica di bambini piccoli sa bene quanto sia difficile valutarli. La maggioranza dei piccoli non sa scrivere, non sa esprimersi in modo fluente , ha una logica speciale. Le indagini sui piccoli costano, sono lunghe, richiedono un grande tatto. Eppure la classe dirigente della scuola e gran parte del mondo insegnante sono convinti che la pre-scuola sia benefica per tutti, sia perfino un’arma per rendere più equa la scolarizzazione, per trasformare i bambini in alunni e prepararli ad andare a scuola, per compensare i deficit culturali, linguistici, etici delle famiglie povere, per ridurre la violenza , la percentuale dei crimini e dei furti nella società, per rendere più equa la società.

La scolarizzazione precoce

L’indagine è stata segnalata in un articolo pubblicato nel sito del quotidiano di Charlotteville, l’Examiner, da Ginger Mc Carthy collaboratrice dell’Università della Virginia (cliccare qui) ma non è molto preciso per cui occorre andare alla fonte , nel sito del centro dell’Università per ritrovare l’articolo originale di Bassok e Rorem al fine di sapere come è stata svolta l’indagine. Il saggio di può consultare in inglese cliccando qui oppure è allegato a questo articolo.

Ci sono stati negli USA ma anche in Europa cambiamenti radicali nell’educazione prescolastica tra il 1998 e il 2006. Le ricercatrici si avvalgono delle informazioni raccolte da due ampie indagini sull’educazione prescolastica effettuate negli USA. Nel 1998, il 31% degli educatori operanti nell’educazione prescolastica negli USA dichiarava che la maggioranza dai bambini avrebbe dovuto apprendere a leggere nei giardini per l’infanzia ; nel 2006, questa percentuale era più che raddoppiata ed era salita al 65%. Il tempo dedicato negli USA all’apprendimento della lettura nell’educazione prescolastica in questo periodo è aumentato del 25%, mentre si è dimezzato il tempo riservato alla musica, all’espressione artistica, alle attività sportive, al giuoco.

Come sono cambiate le scuole per l’infanzia ?

Il mutamento del nome (chiamarle "scuole" genera un prurito) non è casuale. In un paio di decenni questo servizio si è trasformato ed è diventato una pre-scuola, in cui si valutano i bambini.

 

Si riprendono qui in libera traduzione italiana alcuni spunti dell’articolo di Daphna Bassok Anne Rorem, le ricercatrici, intitolato "IS KINDERGARTEN THE NEW FIRST GRADE ?THE CHANGING NATURE OF KINDERGARTEN IN THE AGE OF ACCOUNTABILITY". L’articolo, risulta da un’indagine scientifica, ed è in inglese. E’ allegato a questo articolo.

L’indagine

Nel 2009, la celebre associazione di militanti USA favorevole allo sviluppo dell’educazione prescolastica, la " Alliance for Childhood " , ha rilasciato un documento intitolato “Crisis in the Kindergarten : Why Children Need to Play in School”  [1 che suonava il campanello d’allarme sull’evoluzione dell’educazione prescolastica.Gli argomenti dei due autori sono stati comprovati dalle due ricercatrici che hanno avuto accesso a due banche dati USA molto rilevanti ed alcuni elementi di questa indagine meritano di essere messi in evidenza.

I due autori dell’articolo del 2009, Miller,E. e Almon, J. sostenevano già che nell’educazione prescolastica da due decenni a questa parte, negli USA, si erano trascurati il giuoco, l’interazione sociale e l’esplorazione, ossia attività fondamentali per l’apprendimento, sostituite dall’imposizione di curricoli esigenti e rigorosi, da test per preparare in modo esplicito alla scolarizzazione i bambini. In questo modo, la scolarizzazione è stata in un certo senso anticipata. Questa tendenza si è manifestata anche in Europa dopo il 2000, ossia dopo la pubblicazione dei punteggi della prima indagine PISA sulle competenze in lettura. I due autori attirano l’attenzione su questa tendenza che ha serie implicazioni sullo sviluppo dei bambini e invitano a ribaltarla (Miller e Almon, 2009, pag.63). Occorre molta cautela quando si modificano i curricoli dell’educazione prescolastica.

Le ricercatrici si basano sui dati provenienti da due mega-indagini nazionali USA che hanno seguito dalla nascita fino all’inizio della scolarizzazione circa 20 000 bambini  [2]. La banca dati sui bimbi ha raccolto dati su una popolazione 20 000 bambini che frequentavano i giardini per l’infanzia [3] che sono stati seguiti fino all’ottavo anno di scuola, ossia fino alla terza media . Si trattava di un campione rappresentativo della popolazione USA di quella età. Tutti gli insegnanti o gli educatori dei "Kindergarten" hanno dovuto rispondere ad un questionario anche se non avevano in classe bimbi del campione.Il gruppo degli insegnanti e degli educatori era composto di circa 2800 persone. Quando nel 1999 i bimbi iniziarono la scolarizzazione anche tutti gli insegnanti della prima elementare furono invitati a rispondere al questionario ; il totale delle risposte fu di 3500. Le banche dati sono abbreviate ECLS-Band, banca dati che riunisce i dati organizzati in funzione della classe frequentata e ECLS-K che raggruppa i dati dei bimbi nati nel 2001 fin quando hanno iniziato il "Kindergarten". La ricerca si concentra su quattro temi :
 
(1) Le opinioni delle educatrici sulla preparazione alla scolarizzazione e sugli apprendimenti nel corso dell’educazione prescolastica ; 
(2) il tempo dedicato alle materie fondamentali ; 
(3) il rispetto del curricolo e ; 
(4) le modalità di valutazione. 
 

[1] "Crisi nell’educazione prescolastica : perché i bimbi devono giuocare a scuola"

[2] L’indagine è la" Early Childhood Longitudinal Study" finanziata dal governo federale USA

[3] Detti in inglese USA " Kindergarten" i quali accolgono in generale i bambini nell’anno precedente quello della scolarizzazione

Les documents de l'article

Bassok_Is_Kindergarten_The_New_First_Grade.pdf