Articolo pubblicato nella rivista USA Teachers College Record nel quale si spiega come è cambiato nel corso della seconda metà del secolo scorso il modo di concepire la scolarizzazione e il ruolo dei sistemi scolastici

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L’OCSE e le politiche scolastiche

L’articolo spiega il ruolo di locomotiva tenuto dall’OCSE nei decenni del dopoguerra , ossia dopo il 1945 (si allude al periodo successivo alla fine del secondo conflitto mondiale). Agli albori dell’OCSE ( si risale agli inizi degli anni 60 del secolo scorso) l’OCSE ha iniziato a assumere un ruolo chiave nella trasformazione della concezione della scolarizzazione. Si è passati in quegli anni da una concezione culturale del sistema scolastico a una tecnologica e si sono prodotti in seguito gli strumenti necessari per sostenere questo cambiamento nei paesi membri dell’Organizzazione. Nell’articolo si spiega la strategia messa in atto in seno all’OCSE per coinvolgere i responsabili politici dei Paesi Membri dell’Organizzazione.

Articolo di  Daniel Tröhler professore di scienze dell’educazione alla scuola dottorale di scienze dell’educazione dell’università del Lussemburgo. L’articolo è stato rilasciato recentemente dalla rivista USA Teachers College Record che lo aveva pubblicato nel volume 116 , numero 9 del 2014. Il titolo dell’articolo in inglese è il seguente: Change Management in the Governance of Schooling: The Rise of Experts, Planners, and Statistics in the Early OECD. ( Si può consultare l’articolo completo in inglese cliccando qui)

Qui di seguito, una presentazione molto succinta in italiano dell’articolo di Tröhler.

Questo articolo ha un significato storico nel quale si tenta di spiegare la trasformazione radicale avvenuta dopo la fine del secondo conflitto mondiale, tra il 1950 e il 1970, del significato attribuito alla scolarizzazione. Si è passati da un’ideologia culturale, umanistica, a una concezione tecnologica, gestionaria, dei sistemi scolastici. Per l’autore, il cambiamento di prospettiva è stato soprattutto operato dall’OCSE. Nell’articolo si tratteggiano gli interventi dell’OCSE nel campo scolastico tra il finire degli anni 50 del secolo scorso e gli inizi degli anni 60. Fu in quegli anni infatti che all’OCSE si impose tra le organizzazioni internazionali con i temi della pianificazione dell’educazione, quello dello sviluppo della formazione professionale, quello del contributo dell’educazione allo sviluppo economico e sociale, e quello delle statistiche scolastiche. In filigrana apparve in questi diversi lavori il discorso di una nuova concezione dell’istruzione e della scolarizzazione e si forgiò una cultura che proponeva un modello di società nonché di comportamenti compatibili con un tipo di sviluppo economico, sociale e politico suscettibile di garantire benessere alle società che vi si sarebbero conformate.

 

Il tutto è cominciato con la guerra fredda e con la ricerca di un sistema di ragionamenti e di ideali che aveva dato in embrione la vittoria nel corso della seconda guerra mondiale.

I nuovi ideali o sistemi di ragionamento non erano però soltanto semplici sviluppi di ideali tradizionali sulla cultura nazionale, sulla democrazia, sulla giustizia e sullo stato del benessere( Welfare State) ma erano anche qualcosa di opposto a questi ideali., qualcosa di nuovo La scolarizzazione e i sistemi scolastici erano una componente delle nuove esigenze ideologiche sorte nel corso della guerra fredda e furono pertanto oggetto di trasformazioni che posero al centro le nozioni di standardizzazione, di centralizzazione, di gestione scientifica dell’istruzione che erano modalità per concepire una scolarizzazione avulsa dai modelli tradizionali imperniati sul controllo locale, sull’organizzazione locale, sulle relazioni inter-personali.

 

La standardizzazione, la centralizzazione e la gestione scientifica delle politiche scolastiche divennero molto visibili grazie al lavoro dell’OCSE. Il tutto iniziò nel 1958 con la costituzione del comitato scientifico dell’OCSE. La divisione della scienza dell’Organizzazione internazionale ( Tale direzione esiste tuttora) fu all’inizio diretta da Alexander King, un chimico britannico che divenne più tardi uno dei cofondatore del club di Roma il quale reclutò come suo aggiunto James Ronald Gass, un sociologo britannico, che in seguito prese la successione di King. Secondo Eide, brillante delegato norvegese nel comitato di direzione del CERI (il Centro per l’innovazione e la ricerca nell’educazione dell’OCSE) istituito da Gass dopo i moti del maggio 1968,afferma che Gass non conosceva molte cose scolastiche, non capiva molto di scuola insomma [1]. La connessione tra istruzione scolastica e crescita economica era uno dei grandi temi dell’OCSE. Da allora in poi tutti progetti scolastici dell’OCSE furono imperniati attorno a questa questione.

 

Nell’articolo, l’autore esplora anche come l’OCSE sia pervenuta a vendere le proprie teorie a imporle divari governi. In particolare, l’autore illustra in modo egregio la retorica dei testi dell’OCSE che maschera assai bene l’ ideologia culturale implicita nelle prese di posizione dell’organizzazione internazionale.

[1] Eide, K. (1990). 30 years of educational collaboration in the OECD. Oslo: Norway: Royal Ministry of Education and Research.