Una riforma scolastica avviata 40 anni fa: decentralizzazione, pochi test, insegnanti professionisti. Adattamento di un articolo di Adam Taylor pubblicato il 14.12 2011 dal Business Insider International.

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Finlandia: nulla di straordinario

Caratteristiche di un servizio scolastico che inanella successi da anni. Poca scuola, molta responsabilità alle scuole e agli enti locali, università eccellenti, investimenti nel capitale umano. Un caso da studiare: come un sistema scolastico può tenere il passo delle trasformazioni economiche. In mezzo secolo la Finlandia rurale e povera è scomparsa ed è diventata un’economia post-moderna, d’avanguardia, competitiva. La saggezza delle autorità finlandesi, dei governi di centro-destra e centro-sinistra, dei sindacati degli insegnanti, fu la volontà di cambiare, di modificare sul serio una scuola che era per pochi, arretrata, ingiusta e di fare una buona scuola per molti (ma non per tutti). Ci sono nondimeno buchi neri anche nel sistema scolastico finlandese.

Riassunto di un articolo di Adam Talor pubblicato dal Business Insider International, corredato da magnifiche fotografie (cliccare quiper l’originale). L’articolo è stato scritto per gli Stati Uniti e quindi talune osservazioni non pertinenti sono state adattate per esser comprensibili nel quadro scolastico italiano :

Scuola dell’obbligo :

  • La scuola dell’obbligo inizia a sette anni. La scuola materna è pressoché inesistente. La filosofia educativa imperante è che prima dei sette anni soprattutto si gioca e che si impara giocando. Lasciare tempo al tempo.
  • Pochi esami e pochi compiti fino all’adolescenza (quindi per tutta la durata della scuola elementare e della scuola media italiana).
  • Nessun test nei primi nove anni di scuola, nessuna valutazione dei risultati fino al secondo anno della scuola media italiana.
  • Una sola prova strutturata e obbligatoria simile ad un test solo a 16 anni ossia alla fine della scuola dell’obbligo la quale è unica dai 7 ai 16 anni.
  • Il 30% degli alunni beneficia di aiuti (supporto pedagogico) durante la scuola dell’obbligo (che dura nove anni).
  • Nessuna selezione delle classi per livelli di capacità. Le classi sono eterogenee : tutti sono assieme, forti e deboli. Classi eterogenee nel gergo pedagogico non italiano.
  • Il divario tra studenti deboli e studenti forti nei test dell’indagine PISA a 15 anni (un anno prima della fine della scuola dell’obbligo) è il più ridotto al mondo.Gli studenti finlandesi con i più bassi punteggi nell’indagine PISA in media conseguono punteggi pressapoco equivalenti a quelli dei migliori studenti italiani. Siccome la media dei punteggi nei test è altissima con una proporzione elevata di studenti con punteggi eccellenti, questo vuol dire che il sistema scolastico finlandese si occupa molto degli studenti che fanno fatica a scuola. Questo è il risultato del sostegno individuale esistente nel corso della scuola dell’obbligo.

Insegnamento secondario di secondo grado :

  • Il 66% degli studenti frequenta dopo la scuola dell’obbligo una specie di liceo di cultura generale. Questa tendenza è il frutto della decisione politica presa 40 anni fa di trasformare l’economia finlandese per farne un’economia della conoscenza. In realtà non si tratta di un liceo come lo intendiamo in Italia ma di un corso propedeutico triennale all’università. Non è necessario restare tre anni in questo tipo d’insegnamento. Ci si presenta agli esami quando ci si sente pronti.

Formazione universitaria o terziaria :

  • L’accesso all’università non è libero. Si deve superare un esame per matricole al quale ci si può presentare solo dopo i 18 anni. Gli studenti possono scegliere il livello di difficoltà a seconda degli studi che intendono svolgere. Per esempio in matematica esiste un livello esigente ed uno di base valido per tutti. Impossibile inscriversi ad una facoltà scientifica senza avere superato con successo la prova in matematica a livello avanzato. L’esame consiste in 10 problemi di matematica da scegliere tra 15. Si passa la prova se si risolvono correttamente almeno otto o nove problemi, dipende dagli anni.
  • La proporzione dei laureati nelle discipline scientifiche è pari al 30%.

Formazione e reclutamento degli insegnanti :

  • Non esiste una formazione universitaria specifica per l’insegnamento. Il 10% dei migliori laureati con laurea di secondo livello in tutte le facoltà (quelli che in Italia prendono un 110 e lode) è reclutato per l’insegnamento. Formazione pedagogica iniziale ad hoc per loro completata dalla formazione permanente o formazione in servizio.
  • Stipendi degli insegnanti relativamente modesti. Lo stipendio iniziale nella scuola dell’obbligo , nel 2008, era di 29 000 dollari annui.
  • Non esiste uno stipendio in base al merito.
  • Gli insegnanti sono obbligati a stare a scuola tutto il giorno e non possono andarsene quando hanno terminato l’onere delle lezioni da impartire.
  • In media , per ogni 4 ore di lezione ce ne sono due di perfezionamento professionale. In altri termine metà delle ore lavorative per contratto sono ore consacrate al perfezionamento professionale.

Organizzazione del sistema scolastico :

  • Il sistema scolastico è totalmente decentralizzato. La responsabilità principale della gestione e del controllo delle scuole incombe agli enti locali. I comuni sono estesi in superficie, sono pochi ed possono essere comparati ai comuni urbani italiani. Il Ministero dell’istruzione centrale, al livello dello Stato, a Helsinki, nella capitale, ha poche competenze. Tra queste quella delle statistiche scolastiche (di qualità non eccezionale), della valutazione del sistema ( adottata solo di recente) , della rappresentazione internazionale (molto attiva a Bruxelles nell’Unione Europea).
  • Sistema scolastico poco costoso : il costo di un allievo della scuola dell’obbligo in media è del 30% inferiore al costo pro capite di un allievo negli USA.
  • Esiste un curricolo nazionale ma è solo indicativo. Si tratta di direttive generiche che sono interpretate liberamente dalle scuole
  • Non esiste un servizio ufficiale d’ispezione delle scuole

Conclusione :

Il sistema scolastico finlandese è lungi dall’essere perfetto come lo dimostra molto bene l’articolo di Olli Martio, professore emerito dell’università di Helsinki e segretario generale della Finnish Academy of Science and Letters, che riguarda l’apprendimento della matematica, l’evoluzione delle mode matematiche nel corso di questi ultimi cinquant’anni che sono state recepite anche in Finlandia, la diffusione delle calcolatrici nelle scuole, il quadro teorico dell’indagine PISA (cliccare qui, articolo in inglese).