Resoconto del libro di Joel Klein, ex-responsabile scolastico a New York

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Riformare un sistema scolastico

Non c’è un metodo comprovato per riformare un sistema scolastico o per lo meno non se ne conosce uno. Dipende dalle circostanze: in certi casi va bene il pugno di ferro e in altri invece si negozia. L’ex-sindaco di New York Michael Bloomberg ha riformato con Joel Klein che ha funzionato come un assessore all’istruzione della città il sistema scolastico di New York che è uno dei più grandi degli Stati Uniti e che era anche uno dei peggiori. Klein è un personaggio notevole ed ha sconvolto, si può anzi dire che ha rivoluzionato il sistema scolastico della città e conseguito eccellenti risultati, comprovati da valutazioni indipendenti, con un pugno di ferro e con decisioni coraggiose ma che ha anche suscitato una virulenta opposizione . Non tutto è filato liscio a New York ma Klein, che non viene dal mondo della scuola, ha dimostrato che qualcosa si può fare per migliorare rapidamente l’istruzione scolastica dei meno abbienti e dei più poveri . Il personaggio si è fatto numerosi nemici che hanno denunciato le incongruenze e le insufficienze della sua strategia. In questo libro Klein si difende, talora malamente. La recensione del volume a cura di Jonathan Zimmerman sul numero 4 del volume LXII del 2015 della rivista New York Review of Books è assai interessante. Zimmerman professore di storia dell’educazione alla New York University descrive assai bene la strategia di Klein e ne descrive anche gli errori.

 Il libro:

Lessons of Hope: How to Fix Our Schools

by Joel Klein
HarperCollins, 292 pp., $27.99
 
La recensione sulla rivista New York Review of Books:

He Transformed the Schools, But…

di Jonathan Zimmerman, 15 marzo 2015
 
Articolo in inglese protetto da copyright, consultabile solo a pagamento . Per accedere all’articolo della New York Review of Books cliccare qui.
 
In libera traduzione e con molta indipendenza( ossia con commenti personali non segnalati) si riproduce qui una parte del testo iniziale dell’articolo:
 
Sono stati nove anni tumultuosi alla testa del sistema scolastico della città di New York. Klein prese in mano un sistema scolastico che stava affondando e che era particolarmente inefficace soprattutto per i bambini e gli studenti provenienti dei ceti più poveri.Klein decise che si doveva scuotere da capo a piedi questo sistema ed impostò la sua strategia interpretando alla lettera il concetto di" accountability" o di responsabilizzazione che è qualcosa di più importante , di più grande spessore, che non il concetto di autonomia che si sbandiera in Italia. L’autonomia presuppone l’"accountablitty". Per una volta, ci fu qualcuno alla testa di un mega- sistema scolastico che non si è accontentato delle belle parole e delle declamazioni pompose ma che ha preso sul serio un concetto che nel corso del primo decennio di questo secolo era diventato uno slogan proclamato nei discorsi ufficiali dei responsabili scolastici USA ma anche di altri sistemi scolastici.
 
Cosa ha combinato Klein?
 
Klein ha fatto chiudere scuole della periferia cittadina dove gli studenti ottenevano punteggi insufficienti nelle prove strutturate. Ha fatto aprire nuove scuole soprattutto più piccole con alla testa una nuova generazione di presidi, giovani, formati dalla sua amministrazione , che condividevano quindi una visione del futuro della scuola. Ha autorizzato l’apertura di una valanga di scuole charter finanziate da fonti miste, in parte statali ed in parte private. Ha gestito il sistema scolastico dando prova di grande tatto e prudenza nelle relazioni con i potentissimi sindacati degli insegnanti di New York, ha ottenuto la liquidazione del principio d’anzianità come unico criterio per determinare la progressione degli stipendi degli insegnanti il che impediva ai presidi di assumere gli insegnanti che avrebbero preferito. 

 

Per finire è giusto riconoscere che Klein ha conseguito successi e ha migliorato il sistema scolastico della città. Talune scuole charter hanno ottenuto per esempio risultati spettacolari con gli studenti dei ceti poveri , smentendo in questo modo il mito secondo il quale non si può alleviare l’effetto negativo della povertà nell’istruzione ( ammetto che la penso in questo modo).

 

Il cambiamento più spettacolare Klein l’ha realizzato con l’apertura di un gran numero di piccole scuole medie e scuole superiori di secondo grado ed ha smantellato le mega-scuole pre-esistenti. Klein era un fervente difensore della bontà e della superiorità delle piccole scuole. In due indagini pubblicate dopo la comparsa del suo libro realizzate da ditte prestigiose aventi uno statuto indipendente e specializzate nella valutazione scolastica si è constatato che nelle piccole scuole frequentate in maggioranza da studenti provenienti da comunità povere o dalle minoranze etniche, la proporzione di studenti che hanno conseguito il diploma finale e che in seguito sono riusciti a immatricolarsi in un’università era aumentata di quasi il 10% rispetto alla proporzione dei loro compagni di un gruppo di controllo analogo composto di studenti provenienti da ceti sociali simili ma inscritti in scuole gigantesche. Inoltre questo risultato è stato conseguito ad un costo pro capite di circa il 15% inferiore a quello del costo pro capite dell’istruzione nelle scuole anteriori grazie al fatto che la maggioranza degli studenti delle piccole scuole medie e secondarie superiori giungevano al diploma in quattro anni, senza ripetenze. Questa situazione ha consentito risparmi considerevoli. 

 

Sul fronte delle scuole charter Klein ha conseguito pure tutta una serie di eccellenti risultati particolarmente benefici per gli studenti poveri della città di New York. Gli studenti che hanno seguito nelle scuole charter il progetto equità per quattro anni hanno conseguito un punteggio nei test di matematica equivalente a un anno e mezzo di corsi di matematica in più rispetto ai punteggi dei compagni aventi un background sociale simile ma frequentanti scuole « normali ». Infine, la proporzione degli studenti ripetenti oppure di quella degli studenti seguiti dai servizi per gli studenti a rischio non era dissimile dalla proporzione di questi studenti nelle scuole simili della città. Secondo i critici, le charter school in genere ottengono questi risultati perché si disfano degli studenti a rischio oppure degli studenti deboli o di quelli che non hanno l’inglese come lingua madre, ma non ci sono indicazioni che ciò sia successo nel progetto equità oppure nelle charter schools create a New York durante l’epoca Klein. Indubbiamente, questo personaggio con la sua strategia ha fatto la differenza in senso positivo e ne hanno beneficiato gli studenti poveri che erano stati trascurati dalle amministrazioni precedenti.

 

 

La strategia di Klein

 

 

Come ha fatto Klein a conseguire questi risultati e a realizzare questi cambiamenti? Una delle vie percorse fu quella di attirare verso l’ insegnamento nuovi talenti. Questa politica che fu uno dei leitmotiv del primo decennio del 21º secolo nel mondo pedagogico ha indubbiamente permesso di realizzare miglioramenti spettacolari. Per troppo tempo si erano reclutati nell’insegnamento a New York persone di scarso peso, si erano assunti insegnanti mediocri, laureati in università di secondo ordine. L’offerta di rimunerazioni attraenti ha permesso di attirare nell’insegnamento laureati di prim’ordine, ma non sarebbe corretto dire che tutte le scuole potevano permettersi di pagare $ 125.000 annui come è stato il caso per ogni insegnante del progetto equità sviluppato nelle charter schools. Klein ha potuto aumentare significativamente lo stipendio degli insegnanti perché ha ottenuto dalla sua amministrazione risorse straordinarie per attuare I suoi esperimenti, specialmente quello delle piccole scuole e quello dell’autorizzazione delle scuole charter finanziate in parte da risorse statali. Chiaramente, la politica di Klein ha attirato nelle scuole della città di New York una tipologia nuova di insegnanti. Inoltre, Klein ha promosso una nuova categoria di presidi formati in un centro apposito da lui voluto, ovverosia la « Leadership Academy ». Nel suo libro Klein è piuttosto avaro di dettagli su questa Academy, su quanto vi era insegnato tranne che per il fascino che aveva per le scuole americane di gestione (Business Schools). Non a caso il presidente del comitato di consulenza della Academy non era niente altro che l’amministratore delegato di General Electric. 

 

 

Prove

 

 

Non si samuele se gli incentivi concepiti e proposti da Klein, e tra questi si possono includere anche la valutazione e la classificazione delle scuole, cioè se questo sistema per altro molto complesso abbia influenzato i comportamenti del corpo insegnante e determinato i progressi osservati nell’apprendimento degli studenti. Per ora, il collegamento causale tra I provvedimenti presi da Klein ed i risultati scolastici non è stato comprovato ma i suoi sforzi hanno sedotto I migliori insegnanti e i più bravi presidi ed hanno inoltre ottenuto il plauso di tutti coloro che a New York militavano per una migliore istruzione scolastica in un grande centro urbano. Se si considerano gli scarsi risultati ottenuti in passato per migliorare le scuole di New York, si dovrebbe pensare che Klein sia diventato un eroe per una parte degli insegnanti, dei genitori e dall’opinione pubblica della città orientata verso posizioni progressiste. Questo però non è il caso. Klein fu una figura che ha polarizzato le opposizioni e che è stata detestata dai suoi critici nei sindacati degli insegnanti e nella stampa mentre invece è stata molto amata dai fautori delle charter school, dai sostenitori della bontà delle piccole scuole nonché dalle commissioni scolastiche di quartiere. Il suo spirito rivoluzionario non andava a genio a molti, dava fastidio. Questa era una sua debolezza secondo Zimmerman ed era pure un suo punto di forza. Secondo Zimmerman, Klein era incapace di capire le persone che non condividevano il suo punto di vista.

 

Conclusione

 

Il caso di New York è interessante perché dimostra che i pieni poteri lasciati a una figura carismatica riescono a smuovere l’inerzia di un sistema scolastico paralizzato dai centri di potere che vi si annidano e che ne impediscono la trasformazione. Questo potrebbe essere una lezione, anche se poco gradita, proveniente da quanto successo nel primo decennio del 21º secolo nel sistema scolastico di New York. In ogni modo alcuni aspetti della riforma di Klein vanno ritenuti perché si ritrovano nei migliori sistemi scolastici che finora si conoscono: il riconoscimento degli insegnanti, l’assunzione di insegnanti giovani, l’aumento degli stipendi degli insegnanti, la chiusura delle scuole inefficaci, una nuova leadership, lo smantellamento delle mega-scuole, lo stanziamento di fondi straordinari. Per terminare si potrebbe dire che non si fanno riforme senza soldi.