Resoconto dell’analisi svolta dalla DEPP dei risultati all’esame finale della scuola media in Francia.

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Nove anni di scuola con esiti dubbi

L’analisi dei risultati all’esame finale della scuola media organizzato nel giugno del 2014 dopo nove anni di scolarità dimostra che svariate cose non funzionano nel sistema scolastico francese. Per esempio due terzi dei candidati all’esame finale non superano la prova di matematica. Ci sono altre cose note, come per esempio il fatto che la proporzione degli studenti provenienti dalle classi sociali benestanti che conseguono il certificato di studi di fine della scolarità supera di gran lunga quella degli studenti provenienti dalle classi sociali povere tra gli studenti che ottengono il diploma finale della scolarità il che comprova una volta ancora che il sistema scolastico e’ ingiusto perche’ non corregge affatto le disuguaglianze sociali. Infine, l’analisi dimostra che esiste una forte divergenza tra la valutazione delle competenze di base che compongono lo zoccolo comune delle competenze ovverosia il bagaglio di competenze ritenuto fondamentale per vivere nelle societa’ contemporanee e i voti per materie. Tutte queste osservazioni inducono ad interrogarsi sul senso della scuola media. Serve ancora a qualcosa?

Bollettino numero 10, marzo 2015, della DEPP (Direzione della valutazione, della prospettiva e dei risultati del Ministero francese dell’istruzione pubblica). Titolo del bollettino: Diplôme national du brevet 2014: Près de deux tiers des candidats ont une note inférieure à la a moyenne à l’épreuve de mathématiques.

 
 
Questa direzione del Ministero francese della Istruzione Pubblica è si può dire l’equivalente di una Direzione degli studi o delle ricerche ed infatti è pure la direzione delle statistiche scolastiche del ministero, continua a sfornare mese dopo mese I suoi bollettini che invece all’epoca del governo della destra, sotto la presidenza di Sarkozy, erano censurati. Quest’lultimo bollettino fornisce dati molto interessanti sul conseguimento del diploma alla fine della scuola media e interpreta in maniera critica le informazioni statistiche raccolte con l’analisi dei risultati del 2014 alla fine della scuola media. Questo diploma è il l’più condiviso in Francia, ovverosia é il certificato rilasciato alla fine della scuola media; che in Francia dura quattro anni ; il quale attesta che lo studente quindicenne ha terminato con successo la scuola dell’obbligo e possiede un bqgqglio di conoscenze e competenze che gli permettono di inserirsi nella vita attiva e nella vita sociale contemporanea, Alla luce dei dati raccolti ci si puo’ chiedere se ha ancora un senso oggigiorno questo diploma e soprattutto se la scuola media si giustifica ancora. Questa è una delle questioni poste dall’ultima pubblicazione della direzione degli studi del Ministero dell’educazione nazionale, altrimenti detta con l’acronimo DEPP (Direzione della valutazione, della prospettiva e dei risultati) che pubblica i risultati del 2014 del certificato di studio alla fine della scuola media che si chiama »Brevet » o "diploma nazionale". Questa domanda ne suscita un’altra in filigrana: come trattare l’insegnamento per competenze previsto dallo zoccolo comune di competenze proposto come un obiettivo fondamentale delle politiche scolastiche impostate per ridurre le disparità connesse alle classi sociali e che sono impostate in un certo modo perche’ considerano che l’uguaglianza e l’equità siano una base della società democratica francese.
 
Il diploma di fine della scuola media ha ancora un senso?
 
Se c’è un diploma comune alla maggioranza dei francesi questo e’ proprio il certificato alla fine della scuola media. Nel 2014, 791.000 giovani su un totale di 810.000 equivalente della popolazione della generazione dei quindicenni di quell’anno sono giunti alla fine della scuola dall’obbligo. 675.000 hanno ottenuto il diploma perche’ sono stati promossi, un numero molto elevato perché superiore di 50.000 giovani al totale dei giovani che nello stesso anno avevano ottenuta la maturità, tutte le categorie incluse. Nel 2014, il 91% dei quindicenni aveva ottenuto il diploma mentre tra i sedicenni questa percentuale era solo del 66%. Questo strepitoso miglioramento in un anno è imputabile alla politica di lotta contro la bocciatura. Questo dato di per sé comprova il peso che ha nella scolarizzazione la disuguaglianza sociale. Il 96% dei figli delle categorie professionali superiori ha infatti terminato la scuola dell’obbligo con il diploma di scuola media mentre solo il 76% dei figli di operai o dei disoccupati ottiene questo diploma di base. Quindi, con questi dati alla mano, si capisce come le differenze sociali incidono sul percorso scolastico. Per questa ragione, il certificato di fine scuola media ha perso molto del suo prestigio. Una parte dell’opinione pubblica sa ormai perfettamente che tale diploma non ha nulla a che fare con gli apprendimenti oppure con il bagaglio di conoscenze che si dovrebbero avere a quell’età. Il diploma di fine della scuola media premia soprattutto l’appartenenza sociale, ovverosia quanto si eredita alla nascita più che altro. La scuola sancisce dunque le diversità sociali e per questa ragione la possessione o meno di questo diploma non è più circondata da una aureola particolare. Questo stato di cose mette in discussione il senso e la sopravvivenza stessa della scuola media.
 
Come si attribuiscono le competenze alla fine della scuola media?
 
Secondo il redattore capo del sito francese«Le café pédagogique», François Jarraud, l’incognita più grave che pesa sul futuro della scuola media è l’incapacità oppure l’impossibilità di gestire la valutazione delle competenze. Secondo l’indagine della DEPP, oggi come oggi il 92% dei candidati convalida le sette competenze previste dallo zoccolo comune. Orbene, soltanto l’86% dei candidati ottiene il diploma. Il 44% degli studenti che non hanno ottenuto il diploma, ossia che sono stati bocciati all’esame di fine della scuola media, sono considerati capaci nelle sette competenze dello zoccolo comune. Questa proporzione tra l’altro cresce d’anno in anno. Qualcosa non quadra. Come e’ possibile di essere promosso perche’ si ritiene che si posseggano le competenze mentre invece si e’ bocciati perche’ non si passano le prove disciplinari? Peggio ancora, due candidati su tre tra gli studenti promossi non hanno nemmeno la media in matematica, conseguono nell’esame finale un voto inferiore a quello minimo per ottenere la promozione ( in Francia 10 su 20).
Queste cifre rinviano direttamente al dibattito in corso sui criteri per convalidare il conseguimento con successo della fine della scolarità obbligatoria. Chiaramente, il modello concepito in Francia di una doppia valutazione (quello dello zoccolo più quella delle discipline) non funziona correttamente. Non è normale che si convalidi il possesso dello zoccolo e che non si ottenga il certificato di fine della scuola media. La situazione evidenziata dalla DEPP conferma la stranezza di questa situazione. A decorrere dal 2011 per ottenere il certificato di scolarizzazione di base e’ necessario dimostrare di padroneggiare le competenze dello zoccolo comune. Orbene, nell’analisi svolta dalla DEPP si scopre che questo non e’ affatto il caso.