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Sotto gli occhi di tutti

Il Consiglio superiore dell’educazione in Francia propone di eliminare la scuola media unica perché non funziona più come tampone tra la scuola primaria e l’insegnamento superiore. Al suo posto si dovrebbe creare la scuola dello zoccolo comune di conoscenze e competenze che incorpora la scuola materna,la scuola primaria e la scuola media unica, ossia un solo grado il cui compito fondamentale sarebbe quello di dotare tutti gli allievi di un bagaglio comune di conoscenze e competenze.E’ giunta l’ora di aprire gli occhi e di prendere una decisione radicale.

Una constatazione impietosa: la scuola media unica è un fallimento


In Francia, il consiglio superiore dell’educazione , ente "super partes" privo di poteri decisionali, ha licenziato il primo ottobre 2010 il rapporto annuo dedicato questa volta alla scuola media unica  [1]. Il consiglio, composto di nove membri indipendenti, rende conto direttamente al presidente della Repubblica e non al ministro alla pubblica istruzione.

Una constatazione: la scuola media unica è un fallimento

Il consiglio constata che la scuola media unica creata in Francia nel 1975 non consegue gli obiettivi per i quali è stata realizzata, perché è stata mal concepita. Ora annaspa più che mai. È il momento di cambiarla, di rivedere con coraggio i principi che l’hanno ispirata e che non sono quelli che ne orientano né gli sviluppi né l’attività odierni.

Un allievo su cinque giunge alla fine della scuola media senza riuscire a leggere facilmente un testo e senza capire testi semplici

Il consiglio attira l’attenzione sul fatto che "un allievo su cinque (quindi circa 150.000 allievi ogni anno) arriva alla fine della scuola media con gravi lacune in francese e in matematica". Il consiglio si permette dunque di segnalare al presidente della Repubblica questo colossale fallimento. "Nonostante gli sforzi e la buona volontà degli insegnanti, la scuola media unica è incapace di ridurre le gravi difficoltà scolastiche , di attuare un sistema di supporto e ricupero efficaci, di tener conto delle differenze dei ritmi d’apprendimento esistenti tra gli allievi, di compensare le disparità sociali".

Dalla "scuola media unica" alla "scuola dello zoccolo comune"

Il consiglio superiore dell’educazione propone di modificare completamente la scuola media unica e di sostituirla con "una scuola dello zoccolo comune" che garantirebbe ad ogni studente la padronanza delle competenze di base indispensabili. L’errore iniziale fu quello quello di calcare la scuola media unica sul modello del liceo, di farne un liceo in miniatura, di copiare il liceo. Bisogna smetterla con questa mania ed occorre invece costruire una scuola dell’obbligo che vada dalla scuola materna fino a 16 anni nella scuola è incorporata la scuola media unica. Il consiglio superiore dell’educazione propone quindi di eliminare questo segmento intermediario tra la scuola primaria e la scuola secondaria di secondo grado e di fonderlo con la scuola primaria, analogamente a quanto si è fatto nei paesi scandinavi, di creare una nuova scuola di zecca. "E’ ora, afferma il consiglio superiore dell’educazione, che il nostro paese prenda coscienza della necessità di innalzare significativamente il livello medio del profitto dei suoi studenti se si vuole allargare la base di selezione della sua élite e rispondere alle sfide mondiali".

Questo obiettivo costituisce oggigiorno "un’ambizione analoga a quella che Jules Ferry aveva nutrito per la scuola primaria nel 19º secolo quando ha reso gratuita e obbligatoria l’istruzione elementare".

Situazione preoccupante

La scuola media unica si trova tra l’incudine e il martello: da un lato il modello liceale alla francese il cui compito è quello di selezionare le élite ossia gli studenti migliori, i più forti, quelli che proseguiranno gli studi e che frequenteranno gli indirizzi prestigiosi dell’insegnamento superiore francese; dall’altro la scuola elementare.La scuola media è una brutta copia del liceo e nel contempo eredita i difetti e le lacune della scuola elementare. Peggio, non solo le eredita ma le aggrava. Gli allievi che iniziano la scuola media unica con gravi insufficienze in lettura e in matematica, non solo non riescono nei quattro anni della scuola media unica francese a correggere queste insufficienze e a recuperare il ritardo scolastico, ma in genere lo aggravano, peggiorano la loro situazione. La scuola media unica non riesce a trarli dalla palude in cui annaspano, magari bocciando ripetutamente le classi. Nei quattro anni che passano nella scuola media questi gli allievi che l’hanno iniziata con molte carenze affondano ogni anno sempre di più.

Questa situazione non può più perdurare a lungo perché è contraria a tutti principi di democratizzazione dell’istruzione dell’insegnamento che sono stati sbandierati al momento della creazione della scuola media unica. La scuola media unica non è una scuola democratica, non è riuscita a democratizzare l’insegnamento, anzi è una scuola durante la quale le disparità sociali di fronte all’istruzione si accentuano. Tutto il contrario di quanto pensavano i promotori della scuola media unica nel primo dopoguerra.

Divario persistente delle disuguaglianze sociali d’istruzione

Numerose valutazioni nazionali svolte in Francia hanno ripetutamente indicato che un quarto circa degli allievi dell’insegnamento primario (il 25%) non padroneggia la lingua francese e legge con fatica alla fine della scuola primaria. Il 15% di questo gruppo incontra difficoltà colossali quando si trova di fronte a un testo da leggere. Come già detto, questa situazione non fa che peggiorare durante gli anni della scuola media unica. In difficoltà già alla fine della scuola primaria, gli studenti sono condannati ad una scolarità difficile, si vedono chiudere tutte le porte, non solo quelle che conducono verso il liceo di cultura generale ma anche quelli che sfociano nella formazione professionale. Qualsiasi percorso scolastico diventa impossibile in queste condizioni. Orbene, è ormai comprovato che la scuola media unica non riesce affatto ad eliminare questo handicap. Se ne deduce che è ora di rivederla da capo a piedi. Il consiglio superiore dell’educazione non esita a proporne l’eliminazione. La scuola media unica è diventata inutile, va dunque sostituita.



Una scuola unica solo di nome


Frattura territoriale

La scuola media unica è unica solo di nome. La più patente smentita all’unicità della scuola media unica è fornita dalle disparità esistenti tra scuole dal punto di vista delle loro dimensioni.

In Francia le 250 scuole medie più grandi (quelle con più di settecento allievi) non rappresentano che il 5% del totale delle scuole medie e accolgono il 9% degli studenti; all’altra estremità, le 330 più piccole scuole medie (quelle con meno di 200 allievi), ovverosia il 6% del totale delle scuole medie, accolgono soltanto il 2% degli studenti. La dimensione ha un’influenza enorme sulla diversità dell’offerta educativa. Le scuole medie più piccole che non hanno che una o due classi per livelli, non possono proporre la stessa varietà di opzioni degli istituti più importanti. Orbene, siccome queste scuole piccole si trovano generalmente nelle zone rurali o di montagna, questa disparità di dimensione accentua la frattura territoriale.



Frattura sociale



Non esiste soltanto una frattura territoriale ma anche una ben nota frattura sociale tra scuole medie uniche: in effetti, il 6,5% delle scuole medie uniche ha una popolazione scolastica molto svantaggiata, con più del 65% degli studenti provenienti dei ceti poveri o marginali, mentre invece l’8% delle scuole medie ha una popolazione scolastica privilegiata con almeno il 45% degli studenti iscritti provenienti dai ceti benestanti e privilegiati. Due pesi due misure. La direzione della valutazione del ministero della pubblica istruzione ha più volte messo in evidenza l’esistenza di disparità colossali tra le scuole medie uniche pubbliche e ha identificato cinque tipi di scuole medie diverse. Ai due estremi ci sono le seguenti:

  • Le scuole medie "privilegiate urbane" (21% delle scuole medie)
  • Le scuole medie "urbane sfavorite" (18% delle scuole medie)

Sono due tipi di scuole entrambe situate in zona urbana ma che sono una il contrario dell’altra, per tutta una serie di parametri. Di fronte a situazioni come queste non si può più parlare di struttura unica quando il primo tipo di scuola è frequentato nel primo anno di scuola media da più del 34% di studenti di origine sociale privilegiata mentre questi studenti sono meno del 5% nel secondo tipo di scuola media urbana. Per altro si sa che il 71% delle scuole medie urbane sfavorite si trovano in zone di educazione prioritaria mentre solo l’1% delle scuole urbane privilegiate si trovano in queste zone. La frattura sociale combinata con quella territoriale crea due tipi di scuole del tutto diverse tra loro. Gli studenti che le frequentano hanno un destino scolastico diverso, vanno a scuola con progetti di vita diversi, sono animati da speranze opposte e hanno un grado di fiducia in sé del tutto differente. La scuola coltiva queste diversità invece di aiutare i più disperati, gli studenti meno fortunati a modificare la il grado di fiducia in sé nonché la visione dell’esistenza che li aspetta.


La combinazione della fattura scolastica sociale con la frattura territoriale ha condotto alla costituzione di scuole ghetto: in certe scuole medie il problema non è più quello dell’eterogeneità degli studenti ma piuttosto quello dell’ omogeneità sociale o etnica della popolazione scolastica.

Le resistenze al cambiamento


Le resistenze che si oppongono ad una revisione della scuola media unica sono molteplici e si annidano ovunque, dentro e fuori dal sistema scolastico: nell’amministrazione scolastica, tra gli insegnanti, tra le famiglie privilegiate è chi le rappresenta sul piano politico.

L’ostilità verso la scuola media unica tra gli insegnanti resta vivace almeno in Francia come è stato rivelato negli anni scorsi da diversi sondaggi d’opinione. Molti insegnanti sono favorevoli ad una scuola nella quale la selezione sia precoce e nella quale le filiere siano chiaramente separate l’una dalle altre.

Nel 2002, in Francia, due terzi degli insegnanti (66%), e il 78% dei professori della scuola media unica ritenevano che "non è una buona cosa che tutti gli studenti seguono lo stesso insegnamento generale fino alla fine della scuola media unica perché ci sono studenti che non sono fatti per passare tutto il loro tempo nella nella scuola media unica e che potrebbero invece crescere meglio indirizzi scolastici specializzati".da conseguire per democratizzare il servizio scolastico statale.

L’attuazione della scuola dello zoccolo comune implica un ribaltamento delle abitudini e delle mentalità degli insegnanti in servizio, una formazione iniziale del tutto diversa per gli insegnanti neofiti, una riorganizzazione da lamentazione scolastica, in altri termini una vera e propria rivoluzione scolastica. Forse, è proprio per questa ragione, che questa proposta è rimasta nei cassetti ed è sintomatico che il consiglio superiore dell’educazione riproponga come una strategia che permetta di risolvere il disagio di molti insegnanti e il malessere tantissimi studenti Le famiglie, condannati ad arrancare, espulsi dalle file prestigiose, abbandonati al loro destino che impietosamente riproduce storie familiari dolorose, prive di prospettive e di speranza di una vita migliore.

 

Conclusione



La scuola media unica, spesso presentata come "l’anello debole" del sistema scolastico, è più un mito che non una realtà. Nella relatà non esiste. Almeno in Francia. Le condizioni necessarie per la sua attuazione non sono mai state predisposte. La scuola media unica non ha mai fruito delle risorse necessarie per poter svolgere la missione che le era stata assegnata agli albori.



La scuola media unica è un esempio brillante di incompetenza del modo di gestire e amministrare il servizio scolastico pubblico. Tutti convengono che quest’istituzione non funziona più eppure nessuno riesce o ha il coraggio di prendere le decisioni che si impongono, di riflettere sulle finalità di questa scuola, di stanziare le risorse necessarie per farla funzionare, di ripensarla, perché no, di sana pianta. Per fortuna le numerose valutazioni svolte in questi ultimi anni hanno permesso di evidenziare le terribili insufficienze della scuola media unica, i risultati disastrosi, gli effetti tremendi su una parte degli studenti.



Quali soluzioni?



Il ritorno alla selezione precoce non è certamente la soluzione ideale dal punto di vista dell’equità scolastica, della giustizia sociale, come lo dimostrano del resto i risultati di numerose indagini internazionali.



Il ripristino delle filiere non è neppure una soluzione proponibile come lo dimostrano ancora una volta le indagini internazionali sul profitto degli allievi svolte in questi ultimi decenni i quali concordano nel mostrare che i sistemi scolastici con filiere sono anche quelli nei quali i divari tra i punteggi nelle prove strutturate secondo lo statuto economico, sociale e culturale dei genitori sono molto importanti. I sistemi scolastici nei quali invece i divari di punteggi tra studenti provenienti da classi sociali diverse sono meno pronunciati nei sistemi scolastici che sono riusciti a mettere in piedi un insegnamento individualizzato (i paesi scandinavi, la Corea del sud, il Giappone, con certe riserve). La Francia è in testa tra paesi nei quali la predestinazione scolastica in funzione dell’origine sociale è più pronunciata. Questo non è certo un primato brillante.

Da qualsiasi parte ci si rivolga, non ci sono dubbi in materia: i ritocchi alla scuola media unica ( moltiplicare i gruppi di livello per discipline, introdurre molteplici opzioni) per evitare di ricostituire le filiere non sono serviti a rimettere sui binari questa scuola, ossia a democratizzare l’istruzione al di là dell’insegnamento primario. Altre soluzioni si impongono, più drastiche, per riuscire a valorizzare le qualità e i talenti di ogni studente, a non soffocare le motivazioni, la voglia di imparare dapprima scuola e poi nella vita.

Numerose indagini internazionali svolte in questi ultimi anni hanno dimostrato che il successo scolastico non è una fatalità e che tutti gli studenti, in maggioranza, sono in grado di imparare e di acquisire le competenze necessarie per vivere nella società contemporanea. Per questa ragione, il Consiglio superiore dell’educazione francese propone di passare dalla scuola media unica alla scuola dello "zoccolo comune". Con questa affermazione, il Consiglio superiore dell’educazione invita a prendere sul serio la proposta dello zoccolo comune di conoscenze e di competenze che finora in Francia è rimasta sulla carta, boicottato da un lato sia dall’amministrazione scolastica è dall’altro da una parte degli insegnanti e dell’opinione pubblica. La scuola dello zoccolo comune non è stata realizzata, rimane un obiettivo, un ideale. Non la si può realizzare ritoccando il sistema scolastico, con un semplice restauro della facciata, cambiando il libretto scolastico oppure con altre amenità pedagogiche. Per realizzarla occorre cambiare l’impianto , l’architettura, della scuola vigente. In altri termini si deve avere il coraggio di rivoluzionare la struttura della scuola, gli ordinamenti ereditati dal passato.

 

Questo è il messaggio mandato in Francia dal Consiglio superiore dell’educazione.Purtroppo non succederà nulla. O per fortuna: ad un certo punto, siccome il sistema non cambia, diventerà insostenibile e cadrà da solo. Ma ci vorranno decenni prima che ciò accada.


[1] Documento originale allegato, in francese

Les documents de l'article

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