In questo blog una delle figure principali delle fila repubblicane negli USA denuncia i caratteri obsoleti dei sistemi scolastici contemporanei e sostiene la necessita’ di profonde modifiche delle politiche scolastiche.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Il sistema scolastico contemporaneo e’ obsoleto

Si segnala questo post di Patricia Levesque per la denuncia della natura obsoleta dei sistemi scolastici che è del tutto valida. L’esercizio dell’autrice è pero’ ambiguo poiché schizza poche proposte alternative. Le privilegiate fanno parte del programma classico dei partiti di destra come per esempio la denuncia dei malanni del servizio scolastico statale. Levesque non dice nulla né della competizione tra scuole né della decentralizzazione, né dell’autonomia scolastica e tanto meno dei rischi di disuguaglianza connessi con le soluzioni preferite, cioè non discute la pertinenza delle critiche delle cerchie conservatrici che se da un lato attaccano con argomenti pertinenti l’apparato scolastico dall’altro non delineano soluzioni convincenti per sostituirlo o rinnovarlo.

 Il 29 aprile scorso, nel blog di Education Next, Patricia Levesque, che lavora nella fondazione USA Excellence in Education e che è stata una collaboratrice di Jeb Busch in Florida, ha pubblicato un testo che denuncia la struttura obsoleta e ottocentesca dei sistemi scolastici odierni presentati come pezzi da museo. Le scuole sono comparate all’organizzazione fordiana della produzione industriale perché ancora tutt’ora a scuola si progredisce passando da una classe all’altra. Attorno a questa concezione si è poi sviluppata una burocrazia mastodontico. L’autrice che ha lavorato nella Florida tratteggia le caratteristiche del sistema scolastico che si attanagliano assai bene al sistema scolastico vigente in Italia ed è per questa ragione che lo si segnala [1].

 La catena di montaggio scolastica

Poco importa che il sistema scolastico non si preoccupi affatto della maggioranza della popolazione che lo frequenta perché milioni di adulti occupati nel sistema scolastico sono più importanti di tutto il resto. Ognuno ha un posto dei preciso nella catena di montaggio. Per venire a capo delle incongruenze connesse a questo modello, taluni hanno proposto di prolungare la giornata scolastica o l’ anno scolastico. Altri invece ritengono che il rimedio si colloca nell’ampliamento dei curricoli; altri infine propongono di ridurre le lunghe vacanze estive. La gamma dei ritocchi è amplissima, ma ben pochi mettono in discussione gli anacronismi che caratterizzano I sistemi scolastici vigenti. Per esempio, gli studenti sono trattati come un gruppo e non come individui con varie abilità che vanno nutrite e curate con misure appropriate. Studenti con competenze diverse sono invece raggruppati in classi composte secondo criteri anagrafici, stanno assieme per un periodo predeterminato durante il quale si somministrano loro nozioni identiche. È giunta ormai l’ora di ribaltare questo modulo e di gettare al macero il calendario scolastico così come è tuttora concepito. Quando uno studente dimostra di aver imparato le nozioni che gli si presentano dovrebbe essere libero di proseguire e quando invece uno studente fa fatica a apprendere determinati concetti dovrebbe poter disporre di maggior tempo per capire.

Nell’ Ottocento probabilmente era più difficile immaginare una gestione personalizzata dell’apprendimento, ma oggigiorno ci sono gli strumenti che permettono senza dubbio alcuno di ipotizzare una scuola su misura. Per fare in modo che la gestione compiuterizzata dell’istruzione funzioni, occorre pero’ che i genitori siano rassicurati perché oggigiorno le famiglie esigono di controllare l’istruzione dei loro figli.

 Due culture dell’istruzione opposte

In coda all’intervento si trova una tavola molto interessante che compara il sistema scolastico tradizionale con il sistema scolastico impostato sulle competenze che si incolla qui nella versione in inglese.

  

 

Commento conclusivo

 

Questo articolo non dice cose nuove ma ribadisce considerazioni risapute. L’autrice analizza correttamente i difetti dei sistemi scolastici vigenti ma propugna soluzioni che non collimano né con le opinioni delle cerchie conservatrici né che sono realmente innovative. La sua posizione è ambigua.

[1] Alla versione originale in inglese si puo’ acceder cliccando qui