Presentazione di una relazione TED di Sir Ken Robinson, inglese emigrato negli USA, senza peli sulla lingua, che critica le riforme scolastiche contemporanee ma che come molti salva quelle dei paesi con i migliori punteggi nelle indagini PISA. Questi risultati certificano la bontà di alcune politiche scolastiche.

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Come uscire dalla valle della morte?

Sir Ken Robinson è una personalità inglese emigrata circa dieci anni fa con moglie e figli negli USA. Fu membro del gruppo di consiglieri di Tony Blair per le politiche scolastiche. Commenta e critica da inglese la politica scolastica. Denuncia riforme scolastiche in voga negli USA, le smantella, forse anche perché ben sa che presto o tardi arriveranno in Europa. La sua è una voce controcorrente. Occorre ascoltarla. Delinea uno scenario scolastico alternativo adatto per il 21esimo secolo. Questo è il grande problema politico. I sistemi scolastici odierni ereditati dall’Ottocento non reggono più. I curricoli disciplinari nemmeno. Le procedure proposte per fronteggiare i problemi lasciano allibiti: test in due o tre materie, anticipazione della scolarizzazione, militarizzazione degli insegnanti. Non sono queste le vie da seguire per migliorare l’istituzione scolastica come lo comprovano i rari esempi di successo dell’istruzione che si hanno tra le mani.

Chi è Ken Robinson ?

Robinson è un inglese che ora vive negli USA e che fu un consigliere di Tony Blair per la politica scolastica 

In questa relazione pronuncia un attacco in piena regola alla legge USA No Child Left Behind (NCLB) , critica la valutazione con test imperniata unicamente su tre discipline, denuncia i guasti della dispersione scolastica, contesta la pertinenza delle riforme scolastiche in corso.

Il testo si può ascoltare cliccando qui. La relazione è in inglese con sottotitoli in francese. L’intervento esiste anche in traduzione italiana ma il nome dei traduttori non è noto. Una parte di questo articolo riproduce questa traduzione. La riproduzione dell’intervento di Robinson non è integrale. Chi desidera ascoltare o leggere l’integralità del testo deve accedere al sito TED Talk.

 

Uscire dalla valle della morte

 

Questa è una metafora di cui si serve Robinson per criticare le politiche scolastiche , per dare speranza e fiducia agli insegnanti. La valle della morte si trova nello stato della California, [1] ed è nota per la sua aridità. E’ presente in numerosi film.

Dopo un’inizio divertente Robinson entra in materia e mette l’accento su tre principi essenziali che permettono allo spirito umano di svilupparsi ma che la cultura scolastica dominante soffoca e non promuovere . Sviluppa la relazione con molti esempi e spiega alla fine le sue idee su come uscire dalla “Valle della morte” del sistema scolastico attuale e su come invece si possono incoraggiare nelle giovani generazioni la voglia di crescere, la fiducia in se stessi, il piacere di inventare, la rivolta per non subire il destino del popolo gregario. 

La creatività

Ken Robinson è un esperto della creatività e sfida i sistemi scolastici, tutti quanti e non solo quello statunitense, a stimolare la creatività dei bambini. Da questo punto di vista è uno degli esponenti più radicali tra coloro che propendono per una riforma profonda del sistema scolastico che favorisca la creatività e lo sviluppo di molteplici tipi di intelligenza. Per questa ragione, per le sue idee e opinioni , è ammirato ed anzi adorato dal corpo insegnante.

La perversione dei sistemi scolastici

 

Robinson si chiede perché si debba rinunciare a ottenere il meglio da ogni persona. La sua risposta è la seguente : i sistemi scolastici sono stati concepiti per produrre buoni lavoratori, per generare una popolazione obbediente piuttosto che una popolazione di persone creative che pensano con la propria testa. Molti studenti riluttanti, renitenti, che non si adattano alla vita scolastica, sono ignorati e stigmatizzati invece di essere incitati a valorizzare la loro energie e la loro curiosità. Il messaggio di Robinson diffuso mondialmente grazie alla rete TED Talk è visionario e pone l’accento sulla creatività nel sistema scolastico attuale e sull’importanza della creatività nella vita economica.

 

Si riprendono in questa sede alcuni passaggi significativi dell’intervento di Robinson.

 

"Non uno di meno" : obiettivo ingannevole

 

In primo luogo Robinson critica la legge USA “No Child Left Behind" [2] .Orbene, secondo Robinson, in modo ironico, negli Stati Uniti molti bambini sono lasciati indietro. Il sistema scolastico, da questo punto di vista, funziona a meraviglia, perde cioè per strada molti ragazzi e ragazze. In alcune zone degli Stati Uniti [3] il 60% degli studenti abbandona l’insegnamento secondario di 2º grado. Questo capita anche in Francia, in Spagna, in Grecia, ed in altri paesi dell’OCSE. Per rendersene conto basta consultare il volume “EAG 2013’, ossia "Education at a Glance" che è l’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione]]. Nelle comunità indigene statunitensi la proporzione di studenti che abbandonano qualsiasi tipo di formazione arriva all’80%. Robinson fa proprie le tesi di alcuni economisti del capitale umano ed afferma che se si dimezzasse questa cifra si genererebbe un guadagno netto per l’economia degli Stati Uniti [4] di quasi 1000 miliardi di dollari nel giro di 10 anni. "Come assodato da molte indagini, costa davvero un sacco subire i danni prodotti dalla dispersione scolastica" afferma Robinson.

 

I danni socio-economici non sono solo quelli della dispersione

 

Robinson precisa per altro che la crisi della dispersione scolastica è in netta ma è solo la punta dell’iceberg. Non tiene infatti conto di tutti i ragazzi e le ragazze che vanno a scuola ma che sono disinteressati, che sopportano la scuola, che non ci vanno con piacere, che si annoiano e che non ne traggono nessun beneficio. Il motivo non risiede, specifica Robinson, nelle spese per l’istruzione. Gli Stati Uniti, come del resto tutta una serie di altri paesi spendono molto per l’istruzione scolastica , ma non è l’importo di questa somma che conta. In certi paesi, e qui possiamo citare l’Italia le classi scolastiche non sono sovraffollate. Stessa cosa negli USA. Eppure i risultati sono mediocri. In genere ci sono centinaia di iniziative scolastiche, di esperimenti ogni anno per cercare di migliorare l’istruzione. Il problema è che tutto sta andando nella direzione sbagliata. Ci sono tre principi sui quali la vita umana prospera e questi tre principi sono contraddetti dalla cultura scolastica che molti docenti devono applicare e che molti studenti devono sopportare.

 

 

Il primo di questi principi è il seguente : gli esseri umani sono naturalmente diversi e diversificati.

 

 

Moltissime riforme scolastiche non tengono affatto conto di questo principio e sono basate non sulla diversità ma sulla conformità. Quello che le scuole sono incoraggiate a fare è scoprire cosa possono fare gli studenti in un ambito molto ristretto di discipline. Una delle conseguenze per esempio è stata quella di limitare l’attenzione degli insegnanti alle discipline scientifiche.

 

 

Il secondo principio che guida la crescita umana e la curiosità.

 

Se riuscite ad accendere la scintilla della curiosità in un bambino, il bambino imparerà velocemente senza nessuna ulteriore assistenza. I bambini sono allievi [5] naturali. Riuscire a spegnere una particolare abilità, o a reprimerla come succede oggigiorno nelle scuole è davvero un risultato straordinario. Orbene, la curiosità è il motore dell’apprendimento. Il motivo per cui dico questo è perché uno degli effetti della cultura attuale, se così posso dire, è stata la deprofessionalizzazione degli insegnanti.… Una cosa che fanno tutti i buoni insegnanti è orientare, stimolare, ispirare, coinvolgere. Alla fine, l’istruzione si occupa di apprendimento. Se non c’è apprendimento, non c’è nemmeno l’istruzione. E si può passare un sacco di tempo a discutere di istruzione senza mai parlare di apprendimento. Lo scopo dell’istruzione fare in modo che la gente impari.

 

 

Il ruolo dell’insegnante è quello di facilitare l’apprendimento. Tutto qui. Parte del problema, secondo me, è che la cultura dominante dell’istruzione si è concentrata non sull’insegnamento e sull’apprendimento, ma sulla valutazione. Ora, la valutazione è importante. I test standardizzati hanno il loro posto. Ma non dovrebbero essere la cultura dominante dell’istruzione. Dovrebbero fornire una diagnosi. Dovrebbero aiutare. [6].

 

 

Il terzo principio è questo : la vita umana è intrinsecamente creativa.

 

Ecco perché ognuno di noi ha un curriculum differente. Noi creiamo le nostre vite, e possiamo ricrearle mentre viviamo. È la caratteristica comune dell’uomo. È il motivo per cui la cultura umana è così interessante, varia e dinamica. [7].

Si prenda il caso della Finlandia. Il sistema scolastico finlandese riesce bene perché non è ossessionato dai punteggi nelle prove strutturate in talune discipline. In Finlandia si è continuato a a mantenere un approccio molto ampio di istruzione che comprende discipline umanistiche, educazione artistica, educazione fisica. Gli studenti finlandesi imparano anche se non sono valutati regolarmente ed anche se per anni, soprattutto nei primi anni della scuola primaria, non ricevono nemmeno dei voti. [8]

 

Conclusione

 

Nella conclusione della sua presentazione, Robinson riprende le posizioni delle correnti socio-costruttiviste che forgiano le politiche scolastiche nei sistemi scolastici che conseguono i migliori risultati nelle indagini internazionali sulle prestazioni scolastiche dei quindicenni organizzate dall’OCSE.

 

Robinson non ha una visione futurista. Non ritiene che i sistemi scolastici debbano cambiare. È un sostenitore dei restauri e propone ai responsabili scolastici di andare controcorrente. Difende coloro che nei sistemi scolastici persistono a ritenere che si possa fare meglio, molto meglio di quanto si faccia ora, adottando comportamenti e indirizzi didattici diversi. Per esempio, a proposito del sistema scolastico statunitense, che com’è noto è molto ingiusto, afferma che nelle scuole USA si sta facendo un lavoro fantastico nonostante la cultura dominante dell’istruzione e non grazie ad essa. Con questa affermazione elogia la resistenza, l’opoosizione alla politica scolastica ufficiale. Afferma che negli USA "c’è molta gente che ha il coraggio di navigare controcorrente perché ritiene che molte delle politiche scolastiche attuali si basano su concetti meccanicistici dell’istruzione, come se la formazione e l’istruzioni fossero una procedura industriale che può essere migliorata solo con dati migliori". Afferma anche che "nella mente di qualche politico alberga probabilmente l’idea che se si regolamenta il sistema, se lo si fa funzionare meglio, andrà via spedito verso il futuro. Ma non è così e non è mai stato così".

 

 

Per concludere, possiamo riprendere la metafora della "Valle della morte" : "La Valle della morte è il posto più caldo, più arido degli Stati Uniti dove non cresce mai nulla. Non si cresce nulla perché non piove. Ma nell’inverno del 2004 ha piovuto nella Valle della morte : sono caduti 17 cm di acqua in poco tempo e nella primavera del 2005 si è verificato uno strano fenomeno : l’intera valle della morte è stata coperta di fiori per un po’. Questo fenomeno prova che la Valle della morte non è morta. È solo addormentata. Sotto la superficie sono sepolti i semi delle possibilità che attendono le condizioni adatte per emergere e nei sistemi organici, se le condizioni sono quelle giuste, la vita è inevitabile. Succede sempre così. Prendete un’ area, una scuola, un quartiere, cambiate le condizioni, date alla gente un diverso senso delle possibilità, un panorama di aspettative diverso, una gamma più ampia di opportunità, curate, valorizzate le relazioni tra docenti e allievi, offrite alle persone la facoltà di essere creativi e di innovare quello che fanno, e le scuole che prima erano deprivate rinasceranno a nuova vita".

 

Robinson è un ottimista. In parte ha anche ragione. Non è tutto sbagliato quanto afferma. Ma, ignora completamente le conseguenze dello sviluppo tecnologico e soprattutto il peso determinante delle istituzioni, della burocrazia , dei giochi di potere e dell’apparato scolastico. Non è sempre facile disubbidire ed andare controcorrente. È utile ricordare che qualcuno in Italia ha affermato una cinquantina di anni fa che la disubbidienza è una virtù.

 

 

[1] " Death Valley"

[2] ndr. : In italiano traduciamo il titolo della legge con la formula “non uno di meno” mentre Robinson interpreta il titolo come “nessun bambino resti indietro” Questa legge ha dieci anni. E’ stata votata quasi all’unanimità dal Congresso e dal Senato USA agli inizi della legislazione Bush jr.nel 2001. In questo sito svariati articoli ne parlano e si possono ritrovare con una ricerca utilizzando l’acronimo NCLB

[3] Ma qui si potrebbe anche pensare a diverse regioni italiane

[4] ndr. : In questo caso Robinson si rivolge soprattutto al pubblico americano

[5] ndr. : Questo è il termine utilizzato da Robinson, ma sarebbe meglio dire discenti, perché non sono naturalmente degli allievi. Infatti molti programmi propongono corsi per effettuare la metamorfosi dal bambino all’allievo

[6] ndr.:Robinson si dilungua alquanto sugli effetti perniciosi dei test come sono attuati ora e come sono previsti nella legge USA NCLB

[7] ndr.A questo punto Robinson si dilunga sui risultati dei sistemi scolastici reperiti come più efficaci dall’indagine PISA dell’OCSE

[8] ndr. : Il sistema scolastico finlandese è flessibile, inizia a sette anni, rispetta i ritmi di apprendimento di ognuno, i gusti e le preferenze di ogni studente