Il deputato francese del centro-destra Eric Ciotti ha presentato al parlamento francese una proposta di legge repressiva per combattere l’assenteismo scolastico . Il progetto contempla la soppressione degli assegni familiari in caso di ripetute assenze scolastiche ingiustificate dei figli. L’assenteismo va infatti imputato, per il proponente, alle famiglie che si disinteressano di quanto fanno i figli a scuola. La scuola sarebbe del tutto incolpevole, innocente, di fronte a un fenomeno dilagante.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Assenteismo scolastico

Ecco un problema ignorato dai sistemi scolastici fino a una ventina d’anni fa quando i ministeri dell’educazione dichiaravano spudoratamente alle organizzazioni internazionali che siccome esiste l’obbligo scolastico l’assenteismo non c’è.

Nel 1990, nella maggior parte dei sistemi scolastici non esistevano dati statistici sul fenomeno. Le autorità scolastiche, organizzazioni sindacali comprese, ne negavano la presenza e l’importanza facendo valere l’obbligo di andare a scuola. La musica è cambiata a furia di insistere sulla responsabilità delle scuole (accountability), che è stata contestata fin che si è potuto da coloro che preferiscono la politica dello struzzo e delle dichiarazioni pompose sulla funzione educativa della scuola. Le indagini internazionali comparate sui risultati scolastici hanno evidenziato il divario crescente tra il profitto scolastico degli allievi poveri e quello degli allievi provenienti dai ceti benestanti o dalle famiglie degli insegnanti e hanno innestato una serie di riforme scolastiche miranti a non lasciare in dietro nessun studente.

Marinare la scuola

L’assenteismo scolastico dilaga: non è più solo uno sport o un divertimento di adolescenti ma è un male diffuso che riguarda perfino gli allievi della scuola primaria. Secondo il quotidiano francese "La Provence" del 15 giugno 2010, a Marsiglia si stima che ci sarebbero già circa 200 allievi di 8-9 anni che non vanno più a scuola. Si stima che in Francia il 7% degli studenti di scuola media, ovverosia circa 300 000 studenti, marina regolarmente la scuola con una scusa o con un’altra. Le assenze si ripetono e si moltiplicano durante l’anno.

L’assenteismo è massiccio nella formazione professionale scolastica del tipo sviluppato in Italia e in Francia, I giovani dell’istruzione e formazione professionale che si trovano in indirizzi di formazione poco motivanti, che non capiscono, che subiscono perché non hanno avuto altre scelte, marinano alla grande la scuola. Il fenomeno riguarda sia i ragazzi che le ragazze. Per esempio a Marsiglia , in certi indirizzi prevalentemente femminili, come la formazione per diventare segretarie, la contabilità, la gestione, assenteismo e abbandono scolastico sono vertiginosi, in proporzioni superiori a quelle che si verificano negli indirizzo professionali tipicamente maschili come la carrozzeria oppure l’edilizia.

In Italia a che punto siamo?

Il fenomeno colpisce anche la scuola italiana, ma tutti o quasi chiudono un occhio. Pochissimi ne parlano. Non ci sono dati attendibili sulla sua ampiezza, mancano quasi del tutto le indagini scientifiche, perché la pedagogia italiana si occupa di ben altro. Ne ha parlato l’ADI che fornisce nel suo sito informazioni su quanto succede …in Inghilterra e in Francia nonché su un’indagine svolta dal’ associazione Assoutenti nel 1997-1998 e una dall’ADI in un istituto professionale bolognese.

La proposta di legge del deputato francese Ciotti


"Nel caso in cui, nel corso di uno stesso anno scolastico, si verifica una assenza di un minorenne superiore a quattro mezze giornate d’assenza in un mese nonostante gli avvertimenti rivolti dall’ ispettore scolastico alla famiglia, l’ispettore scolastico, dopo aver informato le persone responsabili dell’allievo o dello studente e dopo averle invitate a presentare le loro osservazioni, in mancanza di un motivo legittimo o di scuse valide, informa il direttore del servizio che versa gli assegni familiari il quale sospende immediatamente i versamenti stanziati per figli a carico" [1]. Questa proposta instaura una sospensione quasi automatica degli assegni familiari. Infatti si aggiunge: "Il versamento degli assegni familiari non sarà ristabilito che quando l’ispettore scolastico avrà segnalato al direttore del servizio degli assegni familiari che il minore à stato assiduo per un mese di seguito perché non ha più avuto nessuna assenza ingiustificata o priva di scuse valide. Le eventuali vacanze scolastiche che dovessero interrompere il periodo di un mese non vanno prese in considerazione. Si calcola il mese a partire dal momento in cui il versamento degli assegni familiari è stato sospeso".



Ciotti appartiene al partito del presidente Sarkozy, il partito UMP [2]. Questo partito da mesi sollecita una sospensione degli assegni familiari per i genitori e le famiglie degli allievi e degli studenti ripetutamente assenti dalla scuola con scuse fasulle. Per il partito del presidente "se si constatano assenze ripetute e ingiustificate di un allievo o di uno studente, la responsabilità incombe ai genitori", per cui è legittimo sanzionarli. Il presidente della Repubblica Sarkozy è intervenuto più volte questo riguardo a sostegno di una proposta come quella presentata da Ciotti. Recentemente, il 21 aprile, ha dichiarato: "anche le famiglie hanno una responsabilità... è troppo facile deresponsabilizzare la gente. Quando la famiglia non riesce a far fronte ai suoi impegni, dobbiamo aiutarla. Ispettori scolastici, dirigenti, i servizi sociali, ci sono per questo. Ma quando una famiglia non si cura affatto di sapere se il proprio figlio frequenta o meno la scuola, si disinteressa di quello che succede a scuola e rifiuta gli aiuti, è normale che la società reagisca". Il presidente ritiene quindi che la famiglia abbia una responsabilità nella scolarizzazione, e questo è in parte senz’altro anche vero, ma dovrebbe anche aggiungere che pure la scuola ha una sua responsabilità, ma non osa affermarlo, perché l’apparato scolastico è talmente potente da reagire in maniera imprevedibile sino al punto da paralizzare la scuola. Occorre quindi trattare con i guanti bianchi i responsabili scolastici, i dirigenti, gli insegnanti, la caterva di organizzazioni che li rappresentano, mentre invece si può sparare ad alzo zero sulle famiglie che non fanno il loro dovere, renitenti ad ottemperare all’obbligo scolastico, a educare i figli come si deve, ossia secondo i canoni e i codici della società dell’ordine costituito.

 

Le critiche

Sono molteplici, anche nel campo politico del centro-destra, non solo nel centro sinistra. Per esempio l’ex-primo ministro del centro destra, Jean-Pierre Raffarin, obietta che "occorre aiutare di più le famiglie piuttosto che punirle".

I rappresentanti del sistema scolastico, gli insegnanti, le organizzazioni sindacali e professionali si oppongono alla politica repressiva della maggioranza di centro destra, del presidente della Repubblica Sarkozy, del ministero dell’istruzione pubblica. Si contesta la validità di un approccio del genere, come lo si afferma in un editoriale del sito francese l’Expresso del 15 giugno 2010. Il caporedattore François Jarraud sciorina argomenti a iosa che contestano la validità della repressione ed espone una serie di considerazioni educative che invalidano questa politica, non a torto, del resto. Purtroppo però, non menziona nessuna responsabilità da parte della scuola. Orbene, per quanto spiacevole possa essere, occorre anche riconoscere che molti allievi che marinano la scuola lo fanno perché a scuola si annoiano, non sono ascoltati, non capiscono quanto si chiede loro di fare, non sono interessati dai testi che devono leggere e studiare. Il mondo pedagogico ha senz’altro ragione quando contesta l’inadeguatezza e l’ ingiustizia di provvedimenti iper-repressivi di stampo poliziesco, che puniscono in generale le famiglie più bisognose di aiuto, le famiglie dissestate, scombussolate, che vivono in condizioni disagevoli, che fanno fatica a sbarcare il lunario.

Queste considerazioni però non sono sufficienti per spiegare l’assenteismo dilagante degli allievi e degli studenti che hanno trovato il modo per salvarsi di fronte all’indifferenza delle autorità scolastiche e dei professori rispetto al loro malessere e protestano alla loro maniera contro un sistema scolastico che nonostante le dichiarazioni e i proclami di buona volontà continua a non ascoltarli, a non rispettarli, a segregarli, a non aiutarli ad apprendere quanto serve per condurre un’esistenza decente, per entrare nel mondo del lavoro attrezzati con un bagaglio adeguato di conoscenze e competenze. Occorre pure ammettere che allievi e studenti sono anche loro interessati al loro destino, al loro futuro e che hanno anche ragioni da vendere per non credere alle promesse che anno dopo anno dirigenti e insegnanti fanno loro.

Allievi e studenti hanno trovato a loro modo la parata: non vanno più a scuola e si servono della tolleranza pedagogica e delle difficoltà sociali e culturali dei genitori per svignarsela, per stare a casa o con i compagni, inventando scuse fantasiose per giustificare le loro assenze.

Per i genitori e le famiglie il problema è un altro, almeno fin quando la scuola non sarà riuscita a articolare una cooperazione degna di questo nome con loro. In un contesto contraddistinto quindi da responsabilità vaghe, nel quale taluni adulti detengono il monopolio della verità e della buona educazione, il capro espiatorio è presto trovato: i genitori e le famiglie inadempienti, lassiste, che non si occupano dei figli, che si disinteressano di quello che succede a scuola, colpevoli di non aiutare la scuola e gli insegnanti a svolgere il loro lavoro, pardon, la loro missione.


La sospensione degli assegni familiari è un provvedimento inefficace e ingiusto



Il progetto di legge sull’assenteismo scolastico proposto dal deputato Ciotti non è soltanto inefficace ma instaura una specie di" responsabilità familiare collettiva" facente le veci dell’applicazione di un diritto sociale, afferma François Jarraud, nell’editoriale del sito "L’Expresso" del 15 giugno 2010. Da questo punto di vista, il progetto di legge di Ciotti, voluto anche dal presidente Sarkozy, contraddice i principi dei diritti individuali che in Francia sono stati riconosciuti con la rivoluzione francese e che sono alla base della Repubblica. Al loro posto si instaura una nuova morale tribale o comunitarista. Questo è il giudizio impietoso di un intellettuale di sinistra che ancora ritiene costitutivi i principi sanciti dalla rivoluzione francese, che costituiscono il caposaldo della Repubblica.

Nello stesso editoriale, si afferma anche che il metodo proposto è del tutto inefficace dal punto di vista scolastico. Non c’è bisogno di ulteriori prove per valutare l’efficacia delle proposte inserite nel progetto di legge Ciotti. E’ comprovato che sono del tutto fasulle. Per esempio, la politica delle sanzioni familiari è applicata in Inghilterra da anni dove sono in vigore provvedimenti iper-repressivi nei confronti delle famiglie e dei genitori, che vanno ben oltre la soppressione degli assegni familiari. Tra il 2005 e il 2007, in Inghilterra sono stati imprigionati ben 133 genitori proprio perché tolleravano l’assenteismo dei loro figli. Sempre in Inghilterra, circa 10.000 contravvenzioni all’anno vengono inviate ai genitori renitenti, che non svolgono coscienziosamente il loro mestiere di educatori, che non collaborano con la scuola. Orbene, questa politica estremamente repressiva, si è rivelata del tutto inefficace come lo dimostrano le cifre dell’assenteismo scolastico che non sono mai state così tanto elevate come nell’anno scolastico 2008-2009. Anno dopo anno, l’assenteismo scolastico non ha smesso di progredire in Inghilterra nonostante la politica repressiva che colpevolizza i genitori, questo perché le cause dell’assenteismo sono molteplici: talune sono perfino legittime, afferma l’editorialista del sito L’Expresso, come per esempio la volontà di sottrarsi al racket, oppure la necessità di lavorare, oppure una situazione familiare difficile, un orientamento scolastico disastroso, ecc.

Che senso ha andare a scuola?

Il sistema scolastico reagisce come un elefante in un negozio di porcellana: moltiplica i controlli, inasprisce le punizioni, rende responsabili i genitori e come succede in Inghilterra li manda perfino in prigione. La colpa sarebbe tutta loro se i figli non vanno a scuola: carenza di sorveglianza, boicotto della scuola. I genitori sarebbero inadempienti perché non si occupano di quel che fanno i figli, li lasciano fare, chiudono gli occhi, non capiscono o non vogliono capire le loro bugie, sono lassisti.

In Europa, il sistema scolastico all’avanguardia in materia repressiva contro l’assenteismo scolastico è quello inglese; adesso ci si mette anche la Francia. Per ora, non è ancora successo nulla in Francia, ma se ne parla molto e si prospettano minacce severe alle famiglie che non mandano i figli a scuola o che tollerano che i figli marinino la scuola, o che firmino giustificazioni fasulle per assenze ripetute. Le autorità scolastiche non sanno più che pesci pigliare per trattenere gli studenti.

Non si risolve questo problema con mezze misure , come per esempio si procede nel provveditorato scolastico di Marsiglia dove sono stati creati, nelle scuole medie, in questi ultimi due anni, 164 posti di mediatori di vita scolastica, per prevenire il fenomeno e intervenire rapidamente nelle famiglie in caso di assenze ripetute. Operazioni di questo genere sono del tutto efficaci tranne che per gli adulti reclutati che hanno trovato un’occupazione oppure per i dirigenti ai quali viene offerto uno pseudo-sostegno. Si inventa di tutto pur di far finta di lottare contro ’assenteismo: SMS mandati alle famiglie quando i figli non si presentano a scuola, telefonate alle famiglie per avvertirle che i figli sono assenti e chiedere dove si trovano, messaggeria elettronica: tutti i mezzi sono buoni e inefficaci. Spesso i numeri di telefono sono falsi, o errati, gli indirizzi postali del domicilio pure,i genitori sono assenti o del tutto disinteressati, i numeri di telefono sono quelli di fratelli e sorelle o cugini che coprono "le malefatte" degli assenteisti.

L’assenteismo scolastico per molte famiglie in grave difficoltà, poverissime, non è affatto il problema principale. Molte scuole non lo capiscono. In questi casi è del tutto inutile tentare di raggiungere i genitori e fare loro una romanzina per convincerli che la scuola conta, che è importante per i figli, per il loro futuro. Sono prediche al vento perché la scuola non ha senso, è una perdita di tempo, è tempo sprecato. Meglio fare altro.

Il sistema socio-educativo ha forgiato il concetto di "carenza educativa" per designare il lassismo dei genitori, la loro incapacità a educare i figli, il loro disinteresse per i risultati scolastici dei figli. Quando si constata la presenza di una cosiddetta "carenza educativa", il sistema scolastico e l’apparato dei servizi sociali si mette in moto. Orbene , per questa popolazione colpevole di "carenze educative", la scuola non ha più un senso. Quale è il senso della scuola, lo scopo di andare a scuola?

Molte famiglie si ribellano di fronte all’ ingerenza dell’apparato psico-socio-pedagogico nella loro vita privata. Gli insegnanti aspettano in aule-bunker, disadorne, poco decorose, che gli studenti ritornino, che gli specialisti del lavoro di strada riescano a pescare gli sbandati e a riportarli a scuola. Per fare che? Per scappare di nuovo.

La scuola inventa a sua volta un ventaglio inverosimile di provvedimenti per trattenere non solo i buoni insegnanti ma anche i peggiori studenti. Per esempio, in Inghilterra si pagano gli studenti assidui, che non marinano, oppure si offrono posti allo stadio per assistere alle partite di calcio della squadra locale, oppure si distribuiscono T-short premio con il logo della scuola e via dicendo. Insomma, dal bastone alla carota , senza però cambiare nulla nel curricolo , nella pedagogia, nelle relazioni in classe, nel supporto. I giovani si divertono un mondo a sbeffeggiare queste penose soluzioni. Loro lo sanno che non si va a scuola per ricevere un posto allo stadio o una caramella. In generale succede che lì per lì l’assenteismo cala, si prendono i premi e gli incentivi, si fa finta di essere diventati saggi, ossia di essere diventati buoni studenti, e poi l’assenteismo riparte alla grande.


E se aliena fosse la scuola?


Ecco la domanda non retorica posta da Alessandra Cenerini, presidente dell’ADI in occasione del seminario internazionale dell’ADI svoltosi a Bologna nel febbraio 2010 sul tema dell’apprendimento personalizzato e intitolato"Perché mi bocci?":
"Quando le statistiche a livello mondiale ci mettono di fronte al crescente numero di insuccessi, all’aumento costante dell’assenteismo e della violenza nelle scuole, non è il caso di fermarci a pensare che forse gli E.T. non sono loro, ma che aliena in questo panorama è oggi la scuola?
Una scuola ancora organizzata attorno all’orario, centrata su un curricolo frammentato, imperniato sul libro di testo, con lezioni chiuse entro le quattro pareti dell’aula, organizzata attorno al lavoro individuale degli studenti, con poca o nessuna libertà concessa loro nell’organizzazione dei propri studi, con valutazioni basate sulla media dei voti, con basse aspettative rispetto alla possibilità che tutti riescano, con nessun legame fra lo svolgimento del programma e gli interessi e le caratteristiche, le diversità dei singoli studenti che devono apprenderlo, con l’utilizzo della carta stampata come principale veicolo dell’informazione e della formazione."


 

[1] " Dans le cas où, au cours d’une même année scolaire, une nouvelle absence de l’enfant mineur d’au moins quatre demi-journées sur un mois est constatée en dépit de l’avertissement adressé par l’inspecteur d’académie, ce dernier, après avoir mis les personnes responsables de l’enfant en mesure de présenter leurs observations, et en l’absence de motif légitime ou d’excuses valables, saisit le directeur de l’organisme débiteur des prestations familiales qui suspend immédiatement le versement de la part des allocations familiales dues au titre de l’enfant en cause"

[2] Union pour un mouvement populaire situato nel centrodestra