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USA: Funzionamento delle"Charter Schools"

Il movimento delle "Charter Schools" sorto una ventina di anni fa negli USA fu un tentativo, del resto ancora in corso, di rinnovamento della scuola statale. Le "Charter Schools" sono istituti scolastici statali, meglio sarebbe dire pubblici, che funzionano con l’importo stanziato per pagare i costi dell’istituto e che non sono tenuti a seguire nessun programma, nessun regolamento, nessuna circolare che invece regolano il funzionamento delle scuole tradizionali statali. Alla base di questo movimento, tra l’altro molto contestato negli USA, c’era l’idea secondo la quale le scuole sarebbero migliori se liberate dagli oneri della burocrazia scolastica e che alla fin fine i risultati scolastici e degli studenti sarebbero stati superiori a quelli attuali. L’esperienza è stata iper-valutata e non ha preso piede negli USA. I risultati non sono stati eccelsi a dimostrazione che non basta liberare le scuole dagli obblighi burocratici per ottenere risultati migliori. Ma qualcosa di buono è pure successo. Non si può parlare di fallimento totale.

E’ stato pubblicato questa primavera il quinto documento sulle modalità di autorizzazione delle "Charter Schools" negli USA da parte della "National Association of Charter Schools Authorizers" [1], un ente che distribuisce consigli su come si valutano le richieste delle scuole che desiderano essere riconosciute come "Charter Schools" e funzionare come " Charter Schools". Il documento in inglese è allegato.

La NACSA opera all’interno della scuola statale e offre consigli ai distretti scolastici , ossia ai provveditorati, sui criteri di scelta delle domande per aprire scuole autorizzate a sottrarsi alla burocrazia scolastica tradizionale. Il sistema adottato negli USA per autorizzare le "Charter Schools" è diabolico : le autorità competenti per autorizzare una scuola a passare dal settore tradizionale al settore cosiddetto "libero" sono i distretti scolastici , ossia gli enti amministrativi che in Italia sono più o meno equivalenti ai provveditorati scolastici, ossia in gran parte enti incompetenti che decidono secondo criteri ideologici a favore o contro le "Charter Schools". Si suppone che certi distretti autorizzano l’apertura di "Charter Schools" deboli solo per amicizia oppure che altri inaspriscano i criteri che autorizzano l’apertura di una"Charter School" per impedirne la proliferazione. Questo meccanismo ha permesso di porre condizioni draconiane alla concessione alle scuole della libertà d’azione amministrativa, didattica, gestionale, finanziaria, organizzativa ed ha quindi permesso di frenare lo sviluppo delle "Charter Schools" a tutto vantaggio delle scuole statali tradizionali. Di questi enti autorizzatori se ne parla nel sito dell’ADI cliccando qui.

 

La lettura di questo documento annuo della NACSA è istruttiva perché tratteggia le modalità di difesa del sistema scolastico tradizionale. E’ per questa ragione che lo proponiamo in questo sito. Vale infatti la pena reperire tutte le sottigliezze dei contratti , dei rapporti tra contraenti, delle furbizie e degli inganni che si celano in questi contratti. Si può già sin d’ora supporre che quando questo movimento sbarcherà in Italia ci sarà da divertirsi, si inventeranno sotterfugi a non più finire per bloccare la trasformazione del sistema scolastico tradizionale.

Missione della NACSA

La NACSA si prefigge di consigliare i distretti scolastici su come valutare le richieste per aprire una "Charter Schools", su come monitorare le prestazioni delle " Charter Schools", su come aiutare le "Charter Schools" a diventare migliori ed a conseguire risultati eccellenti, " su come chiudere una "Charter Schools" che non funziona, ecc. Da queste indicazioni si capisce subito che lo sviluppo delle "Charter Schools" non può essere lasciato al caso, non è anarchico, deve essere regolamentato e che va quindi pensato in modo accurato. Negli USA si è scelto un modello ma ce ne sono degli altri e la scelta del modello per autorizzare a usare liberamente le risorse pubbliche nella scuola non è una banalità. Questo è il problema da affrontare.

 

La NACSA propone 12 regole o 12 criteri per valutare le richieste di autorizzazione. Non le riprendiamo in questa sede. Si trovano a pagina 7 del documento in inglese.

 

Scoperte sorprendenti

 

In realtà le scoperte non sono poi tanto sorprendenti se si pensa alla cultura dominante nel corpo insegnante fatta di slanci missionari, di passioni ed emozioni, di devozione e di angelismo. Il 34% delle autorità decisionali non hanno nessun criterio esplicito per decidere quando imporre la chiusura di una "Charter School" carente, debole. Nondimeno la faccenda dell’autorizzazione a livello nazionale USA sta diventando seria. Solo un terzo delle domande, il 33%, è stato approvato nel 2012. Secondo la NACSA si tratta di una prova di serietà, ma si può anche interpretare questo dato in un altro modo, ossia come il segnale di una maggiore resistenza delle scuole tradizionali di fronte alla novità del modello delle " Charter Schools". Occorre però anche dire che solo il 53% delle "Charter Schools" USA è autorizzato da un ente statale, dunque poco più della metà. Le altre "Charter Schools" sono autorizzate da altri meccanismi. Non si scordi che che gli USA sono un paese molto più grande dell’Italia e che solo lo Stato della California sfiora i 50 milioni di abitanti. 

 

Quindi, prima di proporre che in Italia si sperimenti o magari si adotti il modello delle "Charter Schools" sarebbe opportuno riflettere su questi temi, anticipare i problemi, trarre profitto dalle esperienze altrui. 

 

 

 

 

Les documents de l'article

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