Presentazione del computo del costo globale dell’istruzione scolastica dall’inizio nella scuola primaria fino alla fine dell’istruzione secondaria di sceondo grado. Il calcolo e’ stato effettuato dalla DEPP (la Direzione generale francese della valutazione) in un’ottica comparata.

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Il costo accumulato dell’istruzione e della formazione in Italia : quasi nella media OCSE

Le spese accumulate per l’istruzione di uno studente considerano tutti gli elementi che intervengono per effetuare l’istruzione scolastica (servizi educativi, servizi ausiliari, ricerca scientifica e sviluppo), includono le spese globali sia dell’amministratore centrale sia degli enti locali sia quelle delle economie domestiche(le spese private) e anche quelle delle aziende(per esempio laddove si applica realmente l’alternanza scuola-lavoro) sia i contributi che provengono dal settore internazionale che non sono indifferenti nell’ambito dell’Unione Europea. Il computo dei costi reali d’ istruzione per il percorso di scolarizzazione e’ un esercizio molto delicato che è stato gradualmente perfezionato dall’OCSE. Si può pertanto affermare oggigiorno che i valori prodotti sono assai comparabili tra loro nonostante gli ostacoli che questo tipo di calcolo presenta. Per assicurare la comparabilità dei dati tra paesi non si sono prese in considerazione le spese effettuate dalle economie domestiche in materia di beni e servizi d’ istruzione (acquisto di forniture, lezioni private, giochi didattici, ecc.) effettuate per l’istruzione al di fuori degli istituti scolastici. Sono stati pure esclusi i contributi statali destinati a finanziare le spese derivanti dalla vita quotidiana(per esempio sussidi per lei spese d’alloggio o per la mensa). Sono state invece incluse le borse di studio destinate alle economie domestiche nonché le spese che risultano dal trasferimento di fondi da un livello dell’amministrazione pubblica o statale a un altro livello. I calcoli si basano sui dati forniti dall’OCSE per le spese d’ istruzione nel 2012. È stata presa in considerazione la durata degli studi teorica nel 2012, senza ripetenze. Occorre precisare che l’assenza di taluni paesi modifica enormemente la media OCSE e quindi anche le classifiche presentate. Questo esercizio e’ salutare per le amministrazioni statali che sono obbligate a raffinare la contabilità dell’istruzione e sono pure utili per i responsabili scolastici dell’istruzione e per la classe politica che si occupa del budget dello Stato. Va precisato che non sempre chi spende molto per l’istruzione si classifica in modo eccellente nella graduatoria costruita con i punteggi conseguiti dagli studenti nel test di valutazione degli apprendimenti dell’indagine PISA. La clasifica dipende dal modello di scuola che si intende premiare.

 Si riprendono in questa sede alcune informazioni presentate nel bollettino numero cinque della DEPP (Direzione generale del Ministero nazionale dell’educazione per la valutazione, la prospettiva e i risultati) del febbraio 2016. Il bollettino e’ dedicato alle spese di istruzione di un alunno o di uno studente in Francia e nei paesi dell’OCSE nel 2012. Si può consultare la versione in francese del bollettino cliccando qui, ma è d’uopo rilevare che il bollettino e’ soprattutto imperniato sulla situazione francese e non su quella italiana. Nondimeno taluni confronti con il caso italiano sono possibili ed è quanto si farà in questa sede. Il punto di riferìmento di tutti i calcoii e’ l’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione (acronimo INES) pubblicato dall’OCSE. Questi dati non dicono pero’ nulla sulle modalita’ di spesa, ossia su come le risorse sono utilizzate a qual pro sono usate. Per esempio si sa che in Italia la parte del leone e’ fatta dalla spesa per gli stipendi per cui ben poco resta per gli investimenti o per altre spese di funzionamento come per esempio ii supporto o la formazione in servizio.

 Leggero ritardo italico

Tenendo conto dei costi annui per alunno(detta anche spesa pro capite) nonché della durata media di ogni ciclo di studi si può calcolare per ogni sistema scolastico il costo medio pro capite di una scolarità teorica per ogni ciclo di formazione. Il costo del percorso dall’ insegnamento primario alla fine della formazione secondaria di secondo grado in Italia e’ leggermente inferiore a quella di un quartetto di paesi comprendenti i Paesi Bassi, il Giappone, la Francia e la Finlandia. La spesa italiana pro capite di un percorso di studi che va dell’istruzione primaria alla fine dell’istruzione secondaria di secondo grado e’ leggermente inferiore alla media OCSE mentre la spesa del quartetto indicato precedentemente e’ pari alla media OCSE che è circa di 115.000 dollari globalmente. Campione di tutte le categorie e’ il sistema scolastico norvegese dove il costo per tutta la durata degli studi fino alla fine per i soggetti secondari di secondo grado e’ pari a $ 174.000. Per capire queste cifre si deve considerare lo stipendio versato agli insegnanti . Il sistema scolastico italiano leggermente spende meglio della Spagna e della Corea del sud. In questa classifica ci sono sistemi scolastici che si ritiene brillino perché le loro scuole sono conformi al modello scolastico targato OCSE e ci sono sistemi scolastici invece che si distanziano notevolmente dal modello di scuola targato OCSE, come per l’appunto il sistema scolastico norvegese. Non si puo’ affatto dire che il sistema norvegese costa di piu’ di quello finlandese ma e’ meno buono perche’ i due sistemi scolastici si prefiggono finalita’ diverse e funzionano diversamente. Il sistema scolastico finlandese sembra piu’ economo e forma studenti che riescono bene nelle prove PISA. Serve come punto di paragone ai sistemi scolastici che si prefiggono lo stesso obiettivo e che vorrebbero spendere poco come quello finlandese.

La scuola primaria italiana al traino

Il bollettino francese in sé e per se’ non è strepitoso ma i dotti calcoli effettuati dagli statisti francesi sono interessanti. Il bollettino e’ insoddisfacente perché tratta soprattutto degli studi superiori e non entra nei dettagli del montante della spesa. Ci sono però alcuni spunti meritevole di attenzione. Per esempio quello riguardante la scuola primaria. Si evince che la spesa pro capite per la scolarizzazione nei cinque di scuola primaria in Italia e’ inferiore alla spesa pro capite per otto anni d’ istruzione secondaria. Questo di per sé è logico ma il confronto internazionale permette di capire perche’ in Italia si spende poco per la scuola primaria. Vediamone i dettagli.

Le spese accumulate per la durata della scolarizzazione della scuola primaria nel 2012 variano da un massimo di $ 89.100 tenuto conto dell’indice della parita’ del potere d’acquisto (acronimo PPA) in Norvegia eaun minimo di $ 31.000 tenuto conto della parità del potere d’acquisto in Germania. La media OCSE e’ di $ 49.420. In generale si spende di più per l’istruzione secondaria: in una proporzione che varia tra il 2,9 e l’1,9. ( tra il triplo e il doppio di quanto si spende per la scuola primaria). Anche in questo caso, la Norvegia si distingue(l’80% al di sopra della media OCSE), seguita dagli Stati Uniti (34% di sopra della media OCSE). In coda alla classifica la Germania e la Francia con rispettivamente un divario del 37% e del 29% di meno della media OCSE. Per i paesi dell’OCSE presi in considerazione dall’indagine, la scolarità di un allievo nell’insegnamento secondario di primo e secondo grado e’ del 28% più costosa di quella di un alunno nella scuola primaria. Questa differenza e’ molto più importante in Germania, in Francia ed Italia che non negli altri sistemi scolastici presi considerazione: la Germania spende tre volte di più per una scolarizzazione secondaria che non per una scolarità primaria. Questa proporzione e’ di 2,2 volte per la Francia e di 1,8 volte per l’Italia. Il costo pro capite di uno studente nell’insegnamento secondario nel 2012 varia da $ 94.930 corretti con l’indice della parità del potere d’acquisto in Germania e $ 49.980 nella Corea del sud (Quasi il doppio tra questi due casi estremi). La media OCSE e’ di $ 63.230. La Francia spende $ 77.560 per il percorso di uno studente nell’insegnamento secondario cioè il 23% in più della media OCSE, Però questa spesa e’ nferiore a quella della Norvegia (85.860 dollari) ed e’ simile a quella della Danimarca($ 76.670 dollari)e a quella degli Stati Uniti($ 74.750).

Finanziamento del settore privato

Il finanziamento delle scuole paritarie e’ in Italia un oggetto molto polemico. La struttura del finanziamento delle spese d’ istruzione scolastica varia considerevolmente secondo i livelli di formazione nei vari sistemi scolastici. In genere, il potere centrale statale e’ preponderante nel finanziamento della scolarità obbligatoria. Invece è molto meno importante nel finanziamento dell’insegnqmento superiore. Nei paesi dell’OCSE, per l’insieme della scuola primaria e secondaria l’84% della spesa per l’ istruzione e’ di origine statale. La parte relativa finanziamento statale passa dal 67% nella Corea del sud al 98% in Finlandia con uno scarto di 31 punti in percentuale. E’ nei paesi nordici e nel Belgio che questa parte e’ la più importante(almeno il 95%). Il terzetto Francia, Italia e Germania viene in seguito con una parte pari grosso modo all’ ottantotto percento della spesa statale. I sistemi scolastici asiatici e anglosassoni si distinguono dagli altri perche’ la parte del settore privato nel finanziamento della spesa scolastica e’ molto più importante della media(tra il 24 e il 34% contro il 16%). In tutti i paesi dell’OCSE il finanziamento statale e’ più centralizzato per l’istruzione superiore che non per gli altri livelli scolastici. In media, gli enti locali partecipano all’altezza del 62% al finanziamento statale dell’istruzione primaria-secondaria. La Francia, l’Italia e i Paesi Bassi si distinguono dai restanti paesi dell’OCSE con un insegnamento statale centralizzato predominante. I sistemi scolastici federalisti presentano un finanziamento scolastico statale piuttosto decentralizzato. I sistemi scolastici nordici e asiatici ci distinguono per un finanziamento piuttosto decentralizzato dell’ insegnamento primario-secondario e un finanziamento molto centralizzato dell’istruzione superiore. In genere prevale per l’istruzione primaria-secondaria un finanziamento decentralizzato. Spetta ora alle autorità politiche e all’opinione pubblica italiane decidere se un finanziamento decentralizzato per l’istruzione primaria-secondaria si impone come una modalità per migliorare il funzionamento e il rendimento dell’istruzione scolastica.