Presentazione di una valutazione del rinnovamento dell’insegnamento secondario nel Quebec. La provincia del Quebec ha iniziato alla fine degli anni 90 del secolo scorso una riforma molto progressista della scuola. Dapprima si è avviata la riforma dell’insegnamento primario, poi nel 2007 la riforma è stata applicata all’insegnamento secondario. Prima di generalizzarla il Ministero ha voluto conoscerne gli effetti sull’insegnamento ed ha incaricato due ricercatori dell’Università Laval di realizzare una valutazione degli effetti del rinnovamento. Qui si presentano alcune conclusioni della valutazione e si fornisce il rinvio ai documenti completi dello studio.

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Il progressismo pedagogico in crisi

La provincia canadese del Quebec ha un proprio sistema scolastico come del resto tutte le province canadesi poiché il Canada ha un sistema scolastico federalista. Per altro il sistema scolastico del Quebec è a maggioranza francofono ( circa l’80 degli studenti del servizio scolastico statale frequentano scuole francofone) per cui le trasformazioni attuate nella scuola del Quebec sono molto seguite in Francia e nei paesi europei francofoni nonché in quelli latini, per esempio in Spagna. Si può anche dire che il rinnovamento della scuola nel Quebec ha inspirato diverse riforme della scuola in Francia ed anche nella Svizzera francofona, in particolare a Ginevra. Appare ora una valutazione dell’estensione della riforma scolastica del Quebec all’insegnamento secondario. La valutazione non è del tutto favorevole al rinnovamento proposto. Tra l’altro in materia di curricoli si pasticcia alquanto tra approccio per competenze e approccio disciplinare. Questo è uno dei grandi ostacoli da affrontare nelle prossime riforme scolastiche. In ballo è l’abbandono dell’approccio disciplinare che ha dominato tutti gli impianti scolastici dal medioevo in poi.

 Il Quebec è stato in quest’ultimo decennio il faro delle novità pedagogiche per tutto il mondo latino. Prima del pellegrinaggio pedagogico in Finlandia, ben prima dell’ubriacatura per il sistema scolastico della città-stato di Singapore e prima ancora della sorpresa per l’andamento dell’istruzione nei sistemi scolastici asiatici come il Giappone, la Corea del Sud o la città di Shanghai, troppo distanti e diversi dalla cultura occidentale, c’è stato il culto e l’ammirazione per la riforma scolastica della provincia del Quebec. I pedagogisti d’avanguardia dei paesi latini hanno fatto tutti un viaggio o un soggiorno prolungato nel Quebec. Alcuni si sono perfino fermati a Montreal o a Sherbrook, la cui università divenne un polo d’attrazione per tutti coloro che sognavano una scuola nuova, diversa da quella tradizionale, dove si formavano secondo schemi nuovi gli insegnanti di domani. Forse tra coloro che si sono recati nel Quebec per ispirarsi o per diffondere la buona novella pedagogica c’è anche qualche accademico italiano. Non si sa. 

Adesso il Ministero dell’Istruzione del Quebec con sede a Quebec pubblica una lunga e straordinaria indagine di valutazione della riforma scolastica le cui conclusioni sono negative. La riforma non ha dato i risultati scontati e l’opinione pubblica è insoddisfatta. In Europa la riforma scolastica che fu più simile a quella intrapresa nel Quebec fu la riforma dell’insegnamento primario a Ginevra detta "rénovation" pilotata da Philippe Perronoud, il deus ex-machina della riforma, sociologo, e professore alla Facoltà di scienze dell’educazione dell’università di Ginevra. Perronoud fu più volte nel Quebec prima di cambiare meta ed andare nel Brasile. Le sue riforme, come quella del Quebec non hanno però attecchito.

 

I pilastri della riforma pedagogica realizzata nel Quebec, ossia l’approccio per competenze, nuovi programmi scolastici che incrociano le discipline, priorità attribuita agli apprendimenti fondamentali, personalizzazione, eliminazione delle ripetenze, hanno prodotto un miglioramento dei risultati scolastici, ovverossia degli apprendimenti? Il verdetto reso alla fine dell’indagine valutativa realizzata da Simon Larose e Stéphane Duchêne dell’Università Laval è severo a questo riguardo. Globalmente il livello degli studenti sarebbe un pochettino meno buono rispetto a quello conseguito nelle scuole prima della rinnovazione, il clima scolastico tra genitori e scuole sarebbe anche meno soddisfacente.

Questa valutazione mette in discussione gli indirizzi della politica scolastica seguita nel Quebec e indirettamente tutte le riforme scolastiche che si sono ispirate a questa politica, per esempio alla riforma scolastica francesi. Quello di Ginevra, riguardante la scuola elementare, fallì già un decennio fa quando l’opinione pubblica in una votazione popolare(questa è un’espressione tipica della democrazia elvetica) bocciò sonoramente l’abrogazione dei voti che era l’ultimo elemento sopravvissuto della proposta di rinnovamento della scuola primaria ginevrina, un simbolo che a torto o a ragione rappresentava il nucleo di una nuova concezione dell’insegnamento scolastico.

 

Il ministero dell’istruzione, del tempo libero e dello sport del Quebec ha confidato a due ricercatori dell’Università Laval il mandato di valutare gli effetti della rinnovazione pedagogica dell’insegnamento secondario. Questa valutazione mirava a alimentare la riflessione del ministero sulla continuazione delle azioni intraprese in questo campo, ossia prima della generalizzazione della riforma.

 

La valutazione si è svolta dal 2007 al 2013. In totale, 3724 studenti e 3913 genitori ripartiti in tre coorti distinte vi hanno partecipato. Il primo gruppo( coorte di controllo) era composto di studenti che non hanno frequentato la scuola rinnovata e che sono entrati nell’insegnamento secondario nel 2004-2005. I risultati di questo gruppo sono stati comparati a quelli degli altri due gruppi di studenti che invece hanno vissuto integralmente il rinnovamento pedagogico. Questi due gruppi erano composti di studenti che hanno iniziato l’insegnamento secondario nel 2006-2007 e nel 2007-2008, due annate corrispondenti a quelle dell’avvio e della generalizzazione del rinnovamento pedagogico dell’insegnamento secondario. Le variabili prese in considerazione dall’indagine sono stata raccolto tramite questionari oppure prove standardizzate e test ministeriali somministrati agli studenti del secondo, quarto e quinto anno dell’insegnamento secondario. Inoltre l’indagine si è servita di un certo numero di indicatori scolastici prodotti dal ministero, per essere più precisi dal Dipartimento di statistica del ministero che è noto mondialmente come uno degli eccellenti servizi di statistica scolastica, che fu diretto per anni da Robert Maheu ora scomparso.

 

 

Il documento finale della valutazione della riforma dell’insegnamento secondario è allegato a questo articolo ed è in lingua francese.Occorre dire che fino a una trentina di anni fa il sistema scolastico del Quebec era totalmente cattolico e religioso. La rivoluzione del sistema scolastico del Quebec fu un miracolo ed ora i candadesi francofoni hanno tentato una seconda riforma ancora più radicale ma molti indizi , compresa questa valutazione, lasciano supporre che questa seconda rivoluzione dell’insegnamento non sia del tutto riuscita o, detto altrimenti , sia riuscita solo parzialmente.

 

 

Si riprende in questa sede la presentazione di questa valutazione pubblicata il 5 febbraio scorso nel sito francese « L’Expresso ». La traduzione italiana è libera.

 

 

Il rinnovamento pedagogico nel Quebec

 

 

All’origine di questa valutazione si colloca la nuova politica scolastica avviata nel Quebec nel 1997 e applicata all’insegnamento secondario dal 2005. La riforma riposa su cinque cambiamenti maggiori: 

  • Il primo consiste nell’adozione dell’ approccio per competenze." Le competenze costituiscono un saper-fare fondato sulla mobilitazione e l’uso efficace di un insieme di risorse". L’allievo, uno studente dovrebbe potere utilizzare le risorse a sua disposizione a seconda delle caratteristiche della situazione nella quale una determinata competenza deve essere mobilitata… Finalmente, questo concetto" implica la capacità a esporre il percorso seguito per realizzare i compiti assegnati e risolvere dei problemi".

 

  • Il secondo cambiamento consiste nell’ adozione di un nuovo quadro di riferimento per le conoscenze scolastiche. Nei programmi scolastici compaiono" nuovi punti di ancoraggio per situazioni di apprendimento realizzate in classe come campi molto generali di formazione che fanno riferimento a problemi sociali attuali quali la salute e il benessere, l’orientamento e lo spirito di iniziativa, l’ambiente e i consumi, i media, il vivere insieme e la cittadinanza. Questi campi favoriscono l’interdisciplinarità e "concretizzano la missione della scuola, ispirano le prassi scolastiche e concorrono a dare maggior senso e autenticità alle situazioni di apprendimento". Come complemento di questi campi generali di formazione, si propongono I seguenti sei temi di apprendimento: lingue, matematica, scienze e tecnologia, universo sociale, arte, sviluppo della persona e sviluppo professionale. [1].

 

  • Il terzo pilastro della riforma implica il potenziamento delle conoscenze fondamentali. Il programma di francese [2] fu aumentato di 50 ore tra la fine dell’insegamento primario che dura sei anni e il quarto anno dell’insegnamento secondario [3]. Il programma di storia e di educazione civica riceve 150 ore supplementari nell’insegnamento secondario. Anche alla matematica sono attribuite più ore di insegnamento.

 

  • Il quarto pilastro mira a modificare la prassi pedagogica." Il successo per tutti passa dapprima da un programma che vuol prendere in conto l’eterogeneità degli studenti. In questo contesto, il ricorso a situazioni di apprendimento variate, significative e adattate ai fabbisogni degli studenti deve essere promosso. Inoltre, l’insegnante è invitato a tenere un ruolo di accompagnatore degli studenti con l’esercizio di una supervisione nel corso dei lavori in gruppo".

 

  • L’ultimo cambiamento proposto dalla riforma è la possibilità per lo studente di scegliere un percorso scolastico in funzione dei propri centri di interesse e delle proprie attitudini. Una scelta di percorso scolastico è ormai proposta nel secondo grado dell’insegnamento secondario.

 

Calo dei risultati, aumento delle disuguaglianze

 

Per studiare gli effetti del rinnovamento pedagogico gli autori hanno lavorato durante sei anni dal 2007 al 2013. Hanno svolto due grandi inchieste presso 3724 studenti e 3913 genitori. Inoltre hanno recuperato i risultati dei test del ministero ed hanno realizzato una valutazione con una prova strutturata delle conoscenze in matematica e in francese. Questi strumenti hanno permesso di comparare i risultati scolastici degli studenti che hanno seguito il rinnovamento pedagogico con quelli di una coorte di studenti dell’epoca anteriore.

  • L’indagine presso i genitori e gli studenti mostra per prima cosa la presenza di un grado inferiore di soddisfazione verso la scuola tra i gruppi che hanno sperimentato la scuola del rinnovamento. Gli studenti di questi gruppi dichiarano la presenza di un clima scolastico meno positivo che non la coorte che non ha frequentato le scuole del rinnovamento. In matematica per esempio I problemi di disciplina sono percepiti come più importanti con il rinnovamento. Stessa cosa nei corsi di storia e di scienze… L’impegno civico degli studenti al contrario sembra essere migliore per gli studenti del rinnovamento.

 

  • Sul piano dei risultati," gli studenti del rinnovamento hanno ottenuto nelle prove strutturate di matematica una media globale di punteggi leggermente inferiore a quella ottenuta dagli studenti che non hanno vissuto il rinnovamento." La varianza tra le coorti che hanno frequentato le scuole del rinnovamento e la coorte di controllo si è accentuata per gli studenti ritenuti a rischio dai loro genitori e per gli studenti che frequentano le scuole delle zone di educazione prioritaria, ossia quelle frequentate in maggioranza dagli studenti provenienti dei ceti sociali poveri". Altrimenti detto, l’obiettivo della lotta contro le disuguaglianze non è stato conseguito. In francese, il livello resta elevato ma è meno buono per gli studenti del rinnovamento." Il criterio" ortografia" è quello per il quale il tasso di riuscita è stato il più basso e questo, particolarmente, nel caso degli studenti della seconda ondata del rinnovamento. Questa differenza è maggiore per i ragazzi".

Quali insegnamenti trarre?

Se la riforma scolastica del Quebec è per certi punti di vista diversa dalla rifondazione francese, si ritrovano nel rinnovamento pedagogico promosso nella provincia del Quebec elementi che sono stati ripresi in Francia. Per esempio l’approccio per competenze, la filosofia generale della riforma che vuole nello stesso tempo potenziare le conoscenze fondamentali e incoraggiare le iniziative degli studenti. Tutto ciò Illustra a meraviglia la prossimità esistente tra la riforma scolastica del Quebec e la riforma scolastica francese [4]. La stessa cosa vale per la faticosa e confusa combinazione tentata tra mantenimento delle discipline nel programma scolastico e il passaggio ad un approccio per competenze che esiste in quasi tutte le riforme scolastiche messe in cantiere in questi ultimi anni in Europea, inclusa l’Italia.

Forti reticenze

Si ritrovano sia in Francia, sia nel Quebec, forti reticenze nei confronti della riforma, come del resto fu già il caso a Ginevra per quel che riguarda l’insegnamento primario. La valutazione della riforma del Quebec fatta nel Quebec da universitari non evidenzia I motivi dello smacco del rinnovamento. Prima di prendere come oro colato le conclusioni di questa valutazione si dovrebbe conoscere in dettaglio cometa valutazione è stata impostata. L’accompagnamento della riforma, la sua giustificazione agli occhi degli insegnanti, la loro formazione, sono altrettanti criteri che possono permettere di capire ciò che succede. Questa valutazione non ha finito di interpellarci e di interpellare tutti coloro che tentano di cambiare la scuola.

 

 

 

 

[1] ndr.: Questo elenco illustra assai bene gli sbandamenti connessi alla ricerca e alla elaborazione di un nuovo sapere scolastico. Finora non si riesce a fare il passo e ad abbandonare totalmente l’organizzazione del sapere scolastico secondo un ventaglio di discipline che risale al medioevo come ha dimostrato il sociologo britannico Bernstein

[2] ndr.: Il francese è la principale lingua ufficiale dell’insegnamento nel Quebec

[3] ndr.: Non molto per la verità. Si tratta di una spalmaturaL’insegnamento secondario nel Quebec ho una struttura particolare che non corrisponde all’organizzazione dell’insegnamento secondario esistente in Italia

[4] ndr.: Magari anche con la riforma scolastica della" Buona scuola" in Italia; certamente questa prossimità esisteva a livello d’insegnamento primario tra il Quebec e la riforma scolastica proposta a Ginevra altrimenti detta "il rinnovamento »