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Restaurare la scuola con le TIC?

Molti riformatori credono che per risollevare le sorti del servizio scolastico pubblico basti inoculare nel sistema scolastico una buona dose di nuove tecnologie. Finora si è proceduto dapprima con molto scetticismo, poi con tante esitazioni ed ora ci si lancia alla grande. Le TIC su vasta scala in tutte le salse, dalla gestione degli istituti fino ai corsi on-line scodellati a domicilio. Talune esperienze riescono e resistono qualche annetto, molte invece naufragano. Gli insegnanti ribelli gongolano, sperano di farsi un nome, di riuscire una carriera, di avere le mani libere, di imporre finalmente le proprie vedute, di ottenere la stima,l’ammirazione dei colleghi. Ma non va proprio così. Ci vuole dell’altro, un’altra concezione dell’istruzione, una diversa rappresentazione del servizio scolastico pubblico. I restauri non riescono.

 

In questo sito si è già presentata l’esperienza scolastica nel Dipartimento delle Lande in Francia che va considerata come una delle esperienze scolastiche più rilevanti in Europa di applicazione delle nuove tecnologie dell’informatica nell’apprendimento. Il documento nel quale si descrive questa esperienza è una delle prime valutazioni esterne pedagogiche dell’esperienza e lo si può consultare cliccando qui.

L’esperienza del Dipartimento delle Lande [1] era caratterizzata dal fatto di attribuire a tutti gli studenti della scuola media del dipartimento un computer portatile che poteva essere portato a casa e che gli studenti nonché le loro famiglie potevano utilizzare liberamente. Il computer non era quindi soltanto uno strumento per l’apprendimento utilizzato nelle scuole ma era una proprietà dello studente che lo doveva restituire alla scuola alla fine dell’anno scolastico.

Nel sito del "Café Pédagogique" più volte citato in questa sede è stato pubblicato il 24 maggio un ’ analisi molto critica di questa esperienza redatta da quattro ispettori generali francesi [/span]. Si tratta della prima valutazione di questa esperienza svolta da specialisti della scuola, operanti all’interno della scuola. Per questa ragione riteniamo valga la pena segnalarla e mettere a disposizione il documento dei lettori italiani che leggono il francese.

Sterilità del progetto

 

Secondo il "Café Pédagogique", tra tutte le esperienze di integrazione nell’insegnamento e dell’apprendimento delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, quella delle Lande è senz’altro la più antica e la più esemplare. Un computer portabile è dal 2001. A 12 anni di distanza si può pertanto stendere un bilancio di quest’esperienza e le conclusioni dell’ispezione generale dell’istruzione che, in Francia, sono molto rispettate, non sono del tutto positive. Gli ispettori esprimono tutta una serie di riserve e di critiche che attirano l’attenzione sui problemi che pone l’integrazione dei computer nell’insegnamento, sull’uso su vasta scala dei computer della scuola, sulla faciloneria con la quale molte esperienze sono intraprese. Secondo gli ispettori questa politica volontarista ha cambiato senz’altro alcune pratiche pedagogiche in alcune discipline ed ha migliorato il supporto dato dalla scuola a certe categorie di studenti e di genitori, ma questa politica non è bastata per trasformare in modo massiccio le pratiche pedagogiche e neppure per migliorare in maniera significativa il livello d’apprendimento degli studenti. In altri termini non basta mettere a disposizione degli studenti e dei professori materiale d’avanguardia per attendersi cambiamenti radicali nella scuola. Il commento del sito francese che è un sito d’avanguardia, molto favorevole alla divulgazione delle nuove tecnologie nella scuola, è senza mezzi termini : occorre anche che la scuola voglia cambiare… [2]

Gli ispettori che hanno redatto il documento e che hanno valutato l’esperienza sono molto prudenti quando si tratta di parlare di "successo" a proposito di questa esperienza come si è fatto in passato e delineano nella loro perizia che, per quanto incompleta possa essere, tratteggia assai bene i limiti dell’azione volontarista intrapresa da una collettività locale come per esempio lo è il dipartimento in Francia. Tenuto conto del carattere esemplare dell’esperienza intrapresa nel Dipartimento delle Lande, questa esperienza non può essere accantonata facilmente e dovrebbe invece essere esaminata in modo oculato per trarre le conclusioni che si impongono nel caso in cui altri progetti analoghi vengano intrapresi dai dipartimenti e dalle regioni in Francia.

Esperienza esemplare ?

Quanto è successo nel Dipartimento delle Lande è un caso eccezionale di impegno costante di una collettività territoriale determinata ad integrare le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’insegnamento e nelle scuole. A decorrere dal 2001, il consiglio generale del Dipartimento ha sperimentato la distribuzione di computer portatili a tutti gli studenti della scuola media. Nel 2002, tutti gli studenti dei primi 3 anni della scuola media del dipartimento [3] avevano ricevuto un computer portatile. All’inizio dell’anno scolastico 2002-2003, 24.200 computer portabili erano stati distribuiti agli studenti del Dipartimento. Le case editrici scolastiche attive nel Dipartimento ricevettero l’ingiunzione di pubblicare manuali scolastici adattati alle nuove tecnologie dell’informazione della comunicazione. Questo nuovo genere di manuali fu distribuito all’inizio dell’anno scolastico 2003-2004. Negli anni successivi numerose nuove applicazioni sono state installate su tutti i computer. Nel 2004, il Dipartimento ha organizzato il primo incontro sulla sua politica in materia di diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione dell’informazione. Nello stesso anno, anche gli studenti frequentanti la scuola nel Dipartimento ricevettero un computer. Il numero totale dei computer distribuiti agli insegnanti fu di 1200. Da allora in poi, il dipartimento gestisce uno stock di circa 10.000 computer ed ha reclutato tutta una serie di specialisti presenti nelle scuole medie per occuparsi della manutenzione degli apparecchi. Nel 2009, tutte le aule delle scuole medie del dipartimento furono attrezzate con una lavagna luminosa (LIM). Il Dipartimento ha speso in 12 anni più di 50 milioni di euro per promuovere questa politica di diffusione massiccia delle nuove tecnologie dell’informazione da comunicazione nelle scuole. [4].

Quali risultati ?

L’operazione “Un computer per ogni studente” è senz’altro riuscita dal punto di vista organizzativo. L’esperienza non è stata di corta durata e permette oggigiorno di raccogliere risultati ed informazioni estremamente utili sugli usi che si fanno dei computer personali a scuola quando sono distribuiti su larga scala nonché sui risultati che si conseguono nell’apprendimento. I quattro ispettori che hanno svolto la valutazione hanno ricevuto la missione di constatare sul posto i livelli e le modalità di uso di questo strumento nelle varie scuole medie. La varianza tra scuole è senz’altro importante ma globalmente l’immagine che ne risulta, per gli ispettori, è molto positiva.

Punti critici

Nondimeno, una lettura attenta del documento lascia un’ impressione molto meno positiva. Globalmente, i risultati scolastici degli studenti soprattutto al momento del passaggio dalla scuola media inferiore alla scuola secondaria superiore non sono migliorati come non è stata debellata la bocciatura che è una delle piaghe del sistema scolastico francese. La percentuale dei ripetenti non è calata. Secondo gli ispettori “non è possibile stabilire un legame tra le attrezzature di cui dispongono gli studenti dal punto di vista delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed i risultati conseguiti”.

 

 

Il modo di servirsi di questi strumenti varia moltissimo da una classe all’altra ma globalmente è inferiore alle aspettative. La constatazione più deludente riguarda senz’altro il settore della formazione all’informazione. “La formazione all’informazione resta marginale… Sovente si riduce unicamente ad operazioni di sensibilizzazione e a trattare i rischi di Internet, oppure ad attirare l’attenzione su iniziative molto locali intraprese con il coinvolgimento della direzione della scuola” scrivono i relatori. In molte scuole il computer è percepito come un pericolo e l’accesso ad Internet generalizzato in tutte le scuole medie del Dipartimento a partire dal 2007 rimane molto sorvegliato.

In alcune materie la presenza dei computer ha avuto un impatto massiccio sulle pratiche degli insegnanti. Questo è successo soprattutto nel settore delle lingue moderne, particolarmente per lo spagnolo che è una lingua molto importante nel Dipartimento delle Lande che confina con la Spagna. Ciò vale pure per l’educazione artistica e l’educazione musicale oppure per la matematica dove si è fatto ampio uso delle applicazioni per l’insegnamento della geometria.… In queste discipline l’operazione è stata senz’altro efficace.

Nessuna rivoluzione pedagogica

“Agli inizi, l’individualizzazione dell’attività era evidente e appariva come una delle sfide maggiori delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione adottate nelle scuole ; nondimeno, questi strumenti sono stati raramente utilizzati per recuperare i ritardi pedagogici e per compensare le difficoltà d’apprendimento”, rivelano i relatori. L’obiettivo di migliorare i risultati degli studenti con uno strumento informatico adattato ai bisogni di ciascuno non è stato conseguito.

Gli usi in classe sono al di sotto delle speranze e delle aspettative. Si assiste perfino a resistenze come se il computer fosse percepito come un concorrente dell’insegnante. Questo è successo per esempio in francese che è la disciplina più importante della scuola media : “l’uso del computer da parte degli studenti ha suscitato innumerevoli dibattiti tra gli insegnanti”. Il documento esplicita questa relazione ambivalente soprattutto a proposito della lettura. “I professori svolgono una riflessione interessante sull’uso del computer come supporto per la lettura dalla quale deriva una certa reticenza rispetto ai manuali scolastici informatizzati di letteratura che tra l’altro non sono neppure stati copiati sui computer. I professori distinguono chiaramente la lettura per ricercare un’ informazione, (possibile su uno schermo) e la lettura-immersione in un’ opera letteraria che è invece difficile da attuare su uno schermo. Se da un lato i professori incoraggiano la prima modalità di lettura (soprattutto a casa), utilizzano relativamente poco i computer degli studenti per la seconda modalità di lettura.

 

La rivoluzione informatica è estranea alla scuola

 

 

Per gli ispettori i veri cambiamenti avvengono al di fuori della scuola media. I professori hanno totalmente integrato il computer nel loro lavoro di preparazione dei corsi. Gli studenti sono soddisfatti di avere un computer personale a disposizione. Talune famiglie si sono si sono perfino trasferite nel Dipartimento delle Lande per approfittare di questa occasione. Tutti gli studenti utilizzano alla grande per il lavoro scolastico i computer e se ne servono assai poco per scopi ludici (anche se tecnicamente ciò è possibile e non è affatto proibito). La parte ludica si svolge soprattutto sul computer domestico e non su quello portabile scolastico. Per gli studenti non ci sono dubbi : il computer portatile è per loro uno strumento scolastico che si utilizza nell’insegnamento e per l’apprendimento. Gli studenti della scuola media auspicherebbe che il computer sia utilizzato molto di più in classe. Senza nessuna sorpresa nel documento gli ispettori sottolineano l’abilità con la quale gli studenti si servono del computer in classe.

Istituzione scolastica sotto accusa

L’ Ispezione generale francese non esita a denunciare l’ostilità vero i computer esistente tra numerosi gruppi di insegnanti e professori. “Organizziamo perquisizioni a sorpresa nelle aule autonome per impedire agli studenti di sbandare” afferma un responsabile scolastico. Nel documento si parla di “iper-sorveglianza” e di un uso esagerato di applicazioni che permettono di sorvegliare i computer degli studenti creando “un clima di sospetto poco propizio ad un’ attività intellettuale o allo sviluppo di un clima di fiducia”.

 

Il documento è molto meno prolisso sull’assenza d’accompagnamento del progetto dipartimentale da parte dell’istituzione scolastica.[ndr. : questo punto a che fare con la questione della decentralizzazione della ripartizione dei compiti tra autorità locali e autorità nazionali]]. Per esempio l’esperienza delle Lande è stata molto poco sostenuta dalle autorità che derivano dal ministero centrale dell’istruzione nazionale di Parigi. Le antenne locali del ministero hanno lasciato fare il consiglio generale, non sono intervenute, hanno fatto sì che il consiglio generale del dipartimento se la sbrogliasse da solo. In altri termini queste autorità non hanno per nulla legittimata l’azione del dipartimento. Il risultato si legge per esempio nei documenti ufficiali per esempio nei progetti di istituto [5] hanno approfittato di questa opportunità. Questo freno istituzionale è stato chiaramente percepito dai professori che si sono ben guardati dal presentare attività imperniate sull’uso delle nuove tecnologie e dell’informazione nel corso delle ispezioni [6] L’esperienza del dipartimento è stata dunque ritenuta illegittima da molti professori fin dagli inizi il che non è stato un ostacolo di poco conto.

Quali lezioni trarre da questa esperienza ?

Per concludere, la lezione principale che si può trarre dall’esperienza del Dipartimento delle Lande è che non si può cambiare la scuola semplicemente con molto materiale nuovo, con strumenti didattici gadget anche quando i problemi di manutenzione sono ben gestiti. La rivoluzione delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione pone un problema di gestione politica. Fin quando due autorità si ripartiranno il potere sugli istituti scolastici (finanziaria e materiale da parte del Dipartimento locale , amministrativa e pedagogica da parte del Ministero della Pubblica Istruzione Centrale) non succederà nulla di importante.

L’altra lezione che si può trarre da questa esperienza è che molte cose succedono ma dietro le quinte, nella vita quotidiana dei professori, degli studenti e delle famiglie. L’ effetto è molto reale anche nel settore degli apprendimenti scolastici in un certo senso nonostante la scuola. Siccome la norma scolastica non cambia e poiché le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione non sono imperniate sui risultati scolastici l’impatto è debole. La scuola non cambia e non si farà la rivoluzione informatica senza traumi. Occorrerà presto o tardi affrontare di petto la questione della "governance" del sistema scolastico scuole e della pedagogia.

 

Il documento può essere scaricato cliccando qui.

 

[1] In Francia i dipartimenti sono stati creati da Napoleone e sono in tutto per tutto 100. Si possono considerare i dipartimenti francesi equivalenti alle province italiane

[/span] Jean-Louis Durpaire, Didier Jouault, Annie Lhérété e Michel Pérez

[2] ndr. : Orbene le scuole non vogliono soprattutto cambiare

[3] in Francia la scuola media dura 4 anni dopo la fine della scuola primaria

[4] ndr. : vale la pena qui sottolineare l’importanza delle risorse finanziarie impegnate da un Dipartimento semplicemente per attrezzare in maniera conveniente tutti gli studenti della scuola media. Questo importo dà un’ idea dei costi di trasformazione dell’impianto scolastico per adottare in pieno le nuove tecnologie dell’informazione della comunicazione

[5] ndr. : in Italia sarebbero i POF] nei quali le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono generalmente assenti. Pochissimi ispettori scolastici[[ Gli ispettori scolastici in Francia dipendono dal ministero

[6] ndr. : Ciò dimostra una volta di più come la maggior parte degli insegnanti sia subdola alle autorità scolastiche e non abbia nessuna voglia di trasgredire le istruzioni che provengono dal ministero.

Les documents de l'article

Lande.pdf