Il primo luglio è cambiato il regime dell’educazione prescolastica in Svezia.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Fine di un’epoca

Nulla di nuovo forse per l’Italia, dove da anni si parla di scuola materna e non più di educazione prescolastica o di giardini d’infanzia. Grande novità : l’educazione prescolastica passa dagli affari sociali all’educazione. Questa mutazione non è affatto anodina soprattutto in un paese dove fino ad una ventina d’anni fa l’educazione prescolastica quasi non era presente. Adesso la Svezia si allinea sulle posizioni del discorso che domina nell’ambito pedagogico : l’educazione prescolastica è ritenuta un servizio benefico per la scuola. Non ci sono prove certe a queste riguardo ma ciò non conta. Quel che conta invece è trovare modalità per espandere il sistema scolastico. Tutti ne anticipano gli inizi. La Svezia si adegua.

Il nuovo "Far West" dei sistemi scolastici : l’educazione prescolastica

Continua, seppure al rallentatore, l’espansione dei sistemi scolastici. L’ultima moda è l’anticipo dell’obbligo scolastico ; lo si sposta a monte e si rende obbligatoria l’educazione prescolastica. Il sistema scolastico si espande e sposta i suoi confini. Si entra prima nella scuola. Per svolgere questa operazione si sbandierano positivi effetti della scolarità precoce. Prima si inizia, meglio è. Si accelera insomma la metamorfosi da bambini a alunni .

 

Questa operazione è iniziata almeno una quarantina d’anni fa negli Stati Uniti dove l’educazione prescolastica non esisteva. I militanti americani dell’educazione prescolastica sono diventati un gruppo di pressione dinamico che ha sfruttato tutti gli argomenti possibili per incitare le autorità statali a costituire e a generalizzare l’educazione prescolastica.

Il programma "Head Start" creato nel 1965 in seno al Dipartimento federale USA per la Sanità e i servizi sociali allo scopo di aiutare le famiglie povere ad educare i piccoli è stato un terreno sperimentale straordinario ed è stato ipervalutato. [1] Questo programma di educazione prescolastica, di impronta più sociale che non educativa , tuttora in vigore, era però concepito per i bambini poveri e non si prefiggeva di trasformarli precocemente in alunni oppure di prepararli ad essere buoni alunni all’inizio della scolarità obbligatoria. Per questo motivo, "Head Start" è stato avversato e criticato dai gruppi di militanti dell’educazione prescolastica i quali hanno condotto la loro azione su tre fronti :

  • la promozione delle buone pratiche europee con particolare riferimento a quelle italiane, soprattutto alle esperienze di Loris Malaguzzi a Reggio Emilia [2] ;
  • il coinvolgimento della comunità scientifica internazionale nel settore della valutazione con il finanziamento di un progetto dell’IEA sull’educazione prescolastica per misurare gli effetti a lunga scadenza dell’educazione prescolastica. A questo scopo si raccolgono prove con i confronti internazionali. L’anima di questa corrente fu David Weikart , psicologo americano, che aveva condotto una sperimentazione di un suo curricolo di educazione prescolastica [3] a Ypsilanti nel Michigan su un esiguo gruppo di bambini delle minoranze etniche. Questa sperimentazione ha subito variazioni nel tempo ed è diventata famosa come il "Perry Preschool Project" ;
  • l’inclusione nell’insieme di indicatori dell’educazione USA di un indicatore sul grado di preparazione dei bambini a frequentare la scuola dell’obbligo.

 

Negli Stati Uniti non si è riusciti finora a generalizzare l’educazione prescolastica soprattutto per motivi di ordine finanziario (una parte dell’opinione pubblica non vuole pagare più tasse per finanziare un servizio che ritiene debba restare di competenza delle famiglie), ma in Europa la trasformazione dei giardini d’infanzia e dell’educazione prescolastica in una scuola per l’infanzia ha dilagato ed è diventata una carta vincente sul piano politico. Questa evoluzioni ha più cause che qui non analizzeremo. Un caso emblematico è quello francese dove "les écoles maternelles" sono diventate sempre più scuole. Per esempio, gli insegnanti delle scuole materne devono valutare regolarmente i piccoli. Non danno voti ma assegnano colori : rosso quando va male, mi pare blu o verde quando va bene. I bambini imparano ad essere valutati, a ricevere premi e punizioni per quel che fanno, ad essere sgridati o lodati dalle famiglie, soprattutto da quelle che capiscono le conseguenze di questa operazione, ossia le famiglie dei ceti medi e delle classi sociali benestanti. [4]

 

La scheda del ministero svedese dell’educazione (traduzione libera) sul nuovo regime dell’educazione prescolastica (la proposta integrale, in inglese, è allegata)

Il primo luglio 2011 è entrata in vigore la nuova legge sulla scuola [5] approvata dal parlamento (Riksdag) il 22 giugno 2010, nella quale sono inserite le nuove norme che riguardano l’educazione prescolastica. Con questa legge l’educazione prescolastica è diventata una parte integrante del sistema scolastico, mentre fino ad ora tutto il comparto prescolastico era nell’ambito della politica sociale. I pedagogisti hanno vinto la battaglia iniziata nel 1998.

 

La ragione principale addotta dalle autorità scolastiche per spiegare questo cambiamento è stato il consolidamento della funzione educativa dell’educazione prescolastica che è diventata la prima pietra del sistema scolastico. Per il monistero questo passo accresce la qualità e l’importanza dell’educazione prescolastica. Resta da dimostrare la pertinenza di questa argomentazione che implica l’applicazione all’educazione prescolastica di svariate norme di portata generale della legge della scuola applicate all’intero sistema scolastico.

La finalità pedagogica dell’educazioone prescolastica verrebbe potenziata con un curricolo più chiaro che prevede per i bambini nuovi obiettivi di sviluppo del linguaggio, della matematica, della cultura scientifica e tecnologica. Inoltre, la resposnabilità pedagogica degli insegnanti dell’educazione prescolastica è meglio precisata come pure si chiarificano le responsabilità dei direttori delle sezioni per l’infanzia nelle scuole sia per quel che riguarda il supporto, la valutazione e lo sviluppo. A questo scopo si presterà maggiore cura alla formazione continua degli insegnanti delle scuole per l’infanzia mentre e a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012 partirà un nuovo programma di formazion iniziale degli insegnanti dell’educazione prescolastica.

 

Le novità introdotte dalla legge (Education Act)

  • L’educazione precolastica diventa una forma specifica di scuola
  • Tutti i tipi di scuola condividono obiettivi comuni universali
  • Le scuole materne municipali e indipendenti sono tenute a rispettare le stesse norme, gli stessi regolamenti
  • Anche nelle scuole materne vale il binomio "insegnamento-educazione"
  • Sono stanziate risorse apposite per un lavoro sistematico imperniato a migliorare la qualità
  • E’ creata la figura di direttore dell’educazione prescolastica
  • Sono precisate le norme relative alla nomina degli insegnanti dell’educazione prescolastica
  • E’ delineato un profilo di carriera nell’ambito dell’educazione prescolastica con la creazione della figura di insegnante esperto
  • Sia le scuole materne municipali che quelle indipendenti devono applicare il nuovo curricolo dell’educazione precolastica
  • Si definiscono le responsabilità per la qualità dell’ambiente nel quale si colloca l’educazione prescolastica
  • La legge fisserà le norme che riguardano il supporto alla lingua materna e le interazioni per lo sviluppo personale dei bambini.

 

 

 

 

 

 

[1] Le valutazioni di Head Start sono di per sé un materiale favoloso per l’analisi degli approcci valutativi

[2] Nel dicembre del 1991, la rivista americana Newsweek nomina l’asilo Diana, situato all’interno dei giardini pubblici di Reggio Emilia, come la più avanzata istituzione per la prima infanzia nel mondo, generando un enorme interesse negli Stati Uniti e nel resto del mondo per gli asili-nido di Reggio.

[3] Noto come HighScope Curriculum

[4] Questa evoluzione è ben descritta negli atti del secondo colloquio dello SRED sui costruttivismi e l’educazione, svoltosi a Ginevra nel 2003 : "Constructivisme et éducation". Scolariser la petite enfance ? SRED, Ginevra, 2005
ISBN 2-940238-14-6 (cahier 11, 423 pages)
ISBN 2-940238-15-4 (cahier 12, 373 pages)

[5] Education Act

Les documents de l'article

Svezia_asilo.pdf