Il 26/05/10 l’ISTAT ha presentato il Rapporto annuale sulle situazione del paese nel 2009. Ne risulta un quadro impietoso dell’istruzione e formazione.

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Italia: il rapporto ISTAT 2009

Intervista concordata con l’ADI, e pubblicata nel sito dell’ADI (www.adiscuola.it).

Per redigere questa relazione, l’ISTAT ha approntato un questionario apposito per conoscere le opinioni e lo stato d’animo della popolazione italiana adulta, dai 15 anni in su. Non si tratta di un’indagine sulla scuola. L’ISTAT dedica solo un capitolo, il quarto, al tema della formazione del capitale umano nel quale mette in evidenza la precarietà di cinque fattori che affliggono il gruppo dai 15 ai 29 anni, ossia la popolazione giovane odierna:
- il tasso bassissimo dei ricercatori operanti nelle università e nel mondo aziendale;
- le debolezze in lettura dei giovani : pochissimi leggono e quindi moltissimi ridiventano analfabeti a trent’anni, il che vuol dire che la scuola non serve a nulla, è sprecata;
- l’altissima percentuale di giovani che non studiano, né lavorano, né cercano un lavoro, ossia che non fanno nulla. L’Italia è al primo posto tra i paesi Europei per questo flagello;
- la poca dimestichezza dei giovanissimi, questa volta si tratta della popolazione che va ancora a scuola, con le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione. Peggio, non solo non si usano i computer ma quelli che se ne servono non hanno imparato a farlo a scuola. La scuola italiana si trova in fuori gioco.Anche in questo caso non serve a ben poco: è senz’altro una manna per chi vende l’hardware e il software, mentre non è di grande aiuto ai discenti, ai "digital natives";
- la discriminazione sociale di fronte all’istruzione. La scuola italiana è al servizio delle classi dirigenti e benestanti, e non al servizio della nazione.

L’intervista è stata condotta dalla presidente dell’ADI Alessandra Cenerini ed è allegata a questo articolo per rispettare l’impaginazione fatta dall’ADI. Sono pure allegati il rapporto dell’ISTAT nonché una sintesi uficiale del rapporto prodotta dall’ISTAT.

Les documents de l'article

pdf_Avvio2009.pdf
pdf_sintesi.pdf
pdf__Istat-ADI.pdf