Presentazione del secondo documento del progetto di ricerca sulla valutazione degli insegnanti svolto negli USA all’intenzione dei responsabili scolastici e degli insegnanti sulla misura dell’efficacia dell’insegnamento (MET). Questo documento discute i limiti delle osservazioni svolte in classe per valutare gli insegnanti.

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La valutazione degli insegnanti

Le soluzioni non possono essere né ideologiche né dottrinarie. Occorre rigore e immaginazione per impostare indagini sistematiche, controllate e criticate dalla comunità scientifica del settore dell’istruzione (sempreché ce ne sia una degna di questo nome). Il progetto non è futurista, nel senso che propone miglioramenti alla valutazione degli insegnanti nei sistemi scolastici così come sono tuttora, con alunni e studenti ripartiti in classi, insegnanti e professori specialisti di una disciplina, curricoli scolastici, titolari, precari e supplenti. Non è detto che questa sarà la configurazione della scuola del futuro.

Le indagini sulle qualità degli insegnanti si moltiplicano come del resto lo si può constatare in questo sito dal numero di articoli dedicati a questa questione. Non si tratta soltanto di un problema di formazione iniziale, né di supporto, né di accompagnamento, né di perfezionamento professionale. Se ne parla perché il profilo di insegnanti sta cambiando e non p detto che nel sistema scolatico futuro occorrerà un numero altrattano elevato di insegnanti pari a quello odierno. La professione cambia, la sua missione pure e il profilo tecnico e umano del funzionario-educatore non sarà più quello del passato né quello dominante oggigiorno.

Il progetto sulle misure dell’efficacia degli insegnanti [1] realizzato negli Stati Uniti e finanziato dalla Fondazione Bill&Melinda Gates esamina diversi metodi applicati per valutare le prestazioi degli insegnanti, compresi i metodi del valore aggiunto che hanno ricevuto moltissima attenzione in questi ultimi tempi e di cui si discute parecchio anche in Italia. Il documento finale di questo progetto [2] è stato recentemente pubblicato, è allegato nella versione originale in inglese a quest’articolo ed è stato discusso e criticato come si usa di solitop negli USA dal Centro nazionale americano sulle politiche scolastiche dell’Università del Colorado a Boulder [3].

Questo è il secondo resoconto del progetto e verte soprattutto sull’analisi delle valutazioni delle osservazioni in classe utilizzando una grande varietà di strumenti.

La lettura critica del documento svolta da Cassandra Guarino e da Brian Stacy commenta con un apprezzamento positivo l’analisi svolta in quanto il documento offre un importante contributo alla ricerca di base sulla valutazione degli insegnanti ma lo critica anche perché pecca per omissioni importanti e soprattutto perché convalida la validità delle osservazioni in classe con i punteggi conseguiti nelle prove strutturate (ossia nei test).

 

La critica è impostata sul fatto che i punteggi delle osservazioni in classe sono talora poco affidabili e sono poco correlati, ancorché in modo leggermente positivo , alle misure del valore aggiunto. L’affidabilità di queste misure può essere accresciuta combinando tra loro osservazioni multiple. Inoltre, la combinazione dei punteggi delle osservazioni con quelli delle valutazione degli studenti e con le informazioni provenienti dai punteggi conseguiti nei test può migliorare la qualità della predizione del valore aggiunto del futuro insegnante.

Guarino e Stacy scrivono che il documento è un importante contributo alla ricerca di base quando mette in evidenza la variabilità delle misure dell’osservazione in classe. Inoltre, nel rapporto si esprimono anche preoccupazioni al riguardo della validità di queste misure. [4]. I due autori dell’analisi critica, Guarino e Stacy, contestano l’accento posto sulla validità delle osservazioni in classe attuata con i punteggi conseguiti nelle prove strutturate. I punteggi dell’osservazione possono infatti captare aspetti della qualità dell’insegnante che invece sfuggono del tutto alle misure effettuate con i test. È peraltro possibile che nessuno dei due tipi di misura usati singolarmente misuri il contributo reale di un insegnante allo sviluppo della personalità degli studenti e a quanto gli studenti apprendono a scuola. Da questo punto di vista, gli autori concludono che misure molteplici dell’efficacia dell’insegnante sono necessarie ed anzi sono indispensabili.

Omissione d’informazioni rilevanti


Questa è un’osservazione tecnica ossia che riguarda la natura dell’indagine. E’ giusto parlarne perché si tratta di una critica che riguarda l’impostazione e lo svolgimentoo del lavoro scientifico, aspetto al quale non si presta sufficinte attenzione in particolare in Italia dove si ha l’abitudine di ritenre solo i risultati finali e di non esamnare la procedura adottata per ottenerli. L’omissione di informazioni rilevanti è un difetto del documento rilasciato dalla Fondazione Bill&Mdelinda Gates. Per esempio tra le lacune si cita il caso della non-descrizione dei dettagli del progetto di ricerca, l’assenza della descrizione dell’approccio metodologico che è stato seguito. Dal punto di vista scientifico questa lacuna è del tutto inaccettabile.
Il progetto di ricerca come è sommariamente descritto nel documento specifica che si è proceduto ad una scelta casuale degli studenti degli insegnanti nell’ultimo anno del progetto, ma le osservazioni in classe sono state apparentemente svolte prima di quest’operazione. In questo modo si è persa un’ occasione d’oro per valutare le correlazioni tra misure diverse in modo pulito con una relativa neutralizzazione delle condizioni suscettibili di influenzarle.

Conclusione


Gli autori concludono il loro esame dicendo che il documento offre informazioni descrittive rivoluzionarie riguardanti gli strumenti per l’osservazione in classe e che solleva numerose questioni sul modo di procedere in futuro nello svolgimento di questa indagine. Questo documento farebbe compiere un bel passo avanti alla ricerca scientifica sulla valutazione degli insegnanti ma nondimeno scalfisce soltanto la superficie dei problemi esplorando come queste misure possono essere usate al meglio o essere migliorate come strumenti di valutazione particolarmente quando si avrà a che fare con sistemi nei quale la posta in gioco sarà elevata.


Questo documento attira dunque l’attenzione sui limiti dell’osservazione in classe. Questa è una procedura di per sé valida ma non perfetta, che ha i suoi limiti, che non può sostituire del tutto altri metodi di valutazione degli insegnanti. In ogni modo l’osservazione in classe non è uno scherzo, non può essere improvvisata né fatta da chichessia. Riichiede persone preparate e competenti per effettuarla. Questo è un argomento da tenere in considerazione quando si prepareranno, come si intende farlo in Italia, gli ispettori scolastici che dovranno assumere il compito di valutare gli insegnanti ed effettuare le osservazioni in classe.

[1] Measures of Effective Teaching - acronimo MET

[2] Combining High-Quality Observation with Student Surveys and Achievement Gains a cura di  Thomas J. Kane and Douglas O. Staiger

[3] Critica a cura di Cassandra Guarino dell’ University of Indiana e di Brian Stacy della Michigan State University, che si può ottenere cliccando qui

[4] ndr. : Questi aspetti sono del tutto nuovi perché finora nessuno metteva in dubbio la pertinenza della validità dell’osservazione in classe come se i risultati di queste osservazioni fossero di per sé incontestabili e rappresentassero di per sé un’ alternativa credibile a qualsiasi altro tipo di valutazione degli insegnanti

Les documents de l'article

MET_Gathering_Feedback_Practioner_Brief-2.pdf