Sondaggio d’opinione tra gli insegnanti in Inghlterra

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Insegnanti: bella vita

La vita degli insegnanti: insegnare non e’ solo bello e talora anche gratificante ma e’ anche comodo. In genere gli insegnanti decantano la bellezza del loro lavoro e contestano la pertinenza delle critiche che ne denunciano la comodità’. Un’indagine condotta in Inghilterra dal Times Educational Supplement nel 2002 aveva invece dimostrato che gli insegnanti sono ben consapevoli di avere scelto una professione non proprio terrificante, che presenta svariati vantaggi. Di solito nei negoziati sul contratto di lavoro si dibatte a lungo sugli stipendi o sul numero di alunni per classe ma non si mettono in discussione i parametri che concorrono a rendere la professione assai attraente. I vantaggi esistono. Non si menziona il tempo libero in questa indagine. La principale differenza con l’Italia risiede nel fatto che in Inghilterra va ormai da se’ che non si insegna per tutta la vita. Un posto nell’insegnamento pubblico, oncia nel settore statale o in quello privato, non e’ percepito come una sinecura.

Non e’ proprio una vita da cani, commenta l’autorevole Times Educational Supplement. Sembra anzi un paradiso. L’insegnante inglese tipico, forse anche quello francese o quello italiano, si sveglia in casa sua, di solito in un immobile che possiede ( nove insegnanti su dieci oltre i trent’anni possedevano la loro casa) o in un appartamento sito in un edificio per bene. Parte da casa tra le sette e mezzo e le otto; torna a casa tra le cinque e le cinque e mezza del pomeriggio, impiega in media 22 minuti per andare a scuola di solito con la propria auto che ha al massimo quattro anni. Solo il 2% impiega più di un’ora. L’11 % impiega 5 minuti o di meno, quindi abita vicino alla scuola. Il 42% spende un’ora o due in media per preparare le lezioni correggere compiti alla sera . Quindi il lavoro non e’ finito quando si arriva a casa, e il 25%, un buon quarto dunque, lavora tra le quattro e le sei ore per la scuola durante il fine settimana. La maggioranza e’ soddisfatta del proprio lavoro , vive in modo confortevole ( il 74%). Un insegnante su tre ha sposato o convive con un/una insegnante. Due stipendi chge addizionati generano un reddito domestico interessante.

 

La giornata di lavoro e’ meno idilliaca. Lo stress e’ enorme. Quando un insegnante pensa di smettere, di cambiare lavoro, la ragione principale addotta e’ l’eccesso di lavoro. Lo stipendio troppo basso e’ citato da solo il 13% del campione intervistato. Solo tre insegnanti su cinque pensava di insegnare ancora cinque anni dopo. Dunque non si e’ più’ insegnanti a vita.

L’indagine ha coinvolto 500 insegnanti delle scuole pubbliche in Inghilterra e nel Paese di Galles.

 

Risultati in breve:

 

Sette insegnanti su dieci sono soddisfatti del loro lavoro.

Otto su dieci ritengono di fruire di condizioni di vita confortevoli.

L’82% ritiene che la pressione nel lavoro e’ aumentata rispetto all’anno precedente.

Soltanto sei insegnanti su dieci pensa che insegnerà ancora tra cinque anni.

Tra coloro che ritengono che cesseranno di insegnare , il carico di lavoro e’ la ragione principale addotta da quelli con meno di cinquant’anni per dimissionare.

Otto insegnanti su dieci rifiutano di avere assistenti che possano impartire lezioni al loro posto.

L’82% possiede un computer ( dato del 2002)