Presentazione di un documento del Centro nazionale USA sulle politiche dell’istruzione riguardante gli incentivi versati agli insegnanti.

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Gli aumenti di stipendio non bastano

Gli incentivi finanziari versati agli insegnanti che riescono meglio in base ai risultati nelle prove strutturate dei loro studenti lasciano il tempo che trovano. Molte indagini lo comprovano. Altri incentivi sono richiesti dagli insegnanti . In primo luogo le condizioni di lavoro

In Italia si straparla di stipendi che non sono all’altezza della media europea; si parla pochissimo invece di altri incentivi tranne ogni tanto di carriera degli insegnanti, di statuto giuridico degli insegnanti, di differenziazione della professione con l’assunzione di nuove figure professionali nelle scuole come per esempio i bibliotecari. Quest’ultimo punto è un elemento che concorre a migliorare le condizioni di lavoro. Recentemente si è anche parlato di animatori digitali che non sono veramente una figura professionale nuova ma si tratta più di un riconoscimento che non di una carriera nuova nell’ambito delle professioni scolastiche. Le risorse stanziate per la scuola essendo quel che sono gli aumenti di stipendio restano un sogno, l’assunzione di nuove figure professionali è praticamente preclusa e la carriera degli insegnanti resta un pio desiderio. Ma gli insegnanti che accettano anche rimunerazioni basse optano per provvedimenti suscettibili di rendere più interessante la loro professione , anche meno pesante. Questi provvedimenti spesso esigono solo decisioni a livello di istituto , possono essere adottati senza risorse supplementari, ma ci si può`anche chiedere se la dirigenza attuale delle scuole e l’impianto dell’apparato scolastico consente di prenderle, di migliorare la vasta gamma di provvedimenti che potrebbero migliorare le condizioni di lavoro.

Documento elaborato per il Centro nazionale USA sulle politiche scolastiche domiciliato presso la scuola di dottorato dell’Università del Colorado a Bolder. Il documento è in inglese e può essere consultato cliccando qui ed è stato pubblicato il 12 gennaio 2012.Gli autori sono tre: Barnett BerryJon EckartScott R. Bauries.

Barnett Berry è il fondatore e il presidente del Centro Nazionale USA per la qualità degli Insegnanti, Jonathan Eckart è professore di scienze dell’educazione all’università di Wheaton nell’Illinois e ha lavorato nel governo federale a Washington sia per Bush junior che per Obama sui temi della qualità dell’istruzione e Scott Bauries è professore nella facoltà di diritto dell’Università del Kentucky. Bauries ha composto un allegato politico al documento e ha trasposto l’analisi in raccomandazioni scritte con un linguaggio giuridico in modo da permettere la redazione di una legge sulla questione. [1].

 

Nel documento Berry e Eckart scrivono che raramente le decisioni politiche riguardanti gli incentivi previsti per gli insegnanti tengono conto delle indicazioni provenienti dalla ricerca scientifica. Per esempio la ricerca scientifica suggerisce che gli incentivi più efficaci sono le condizioni di lavoro e non i contributi finanziari. Inoltre le condizioni di lavoro non si limitano alla dimensione delle classi, alle ore di insegnamento oppure alla durata della giornata di lavoro. Le condizioni di lavoro che contano per gli insegnanti sono quelle che consentono loro di insegnare meglio. Per esempio:

  • dirigenti scolastici in gamba , formati, competenti, che posseggono una cultura della direzione scolastica;
  • tempo e strumenti che consentono agli insegnanti di apprendere gli uni dagli altri;
  • formazioni adeguate e risorse per occuparsi degli alunni e degli studenti, delle scuole che soffrono molto, che vanno male nonché per insegnare le discipline più difficili;
  • l’abrogazione di tutti i compiti che non hanno nulla a che fare con l’insegnamento;
  • un onere di insegnamento non rigido ma differenziato in funzione della mobilità e delle esigenze degli studenti e degli alunni;
  • la possibilità di rischiare, di sperimentare con sostegni adeguati;
  • l’integrazione nella scuola dei servizi sanitari, sociali e di ricupero;
  • edifici scolastici sicuri, ben tenuti, puliti.

Inoltre nel documento si tratta anche delle ricompense da versare agli insegnanti che condividono con i colleghi le loro competenze. Questo aspetto non è affrontato in quasi nessuna indagine.

Da un punto di vista amministrativo gli insegnanti sono sempre stati isolati gli uni dagli altri. [2]. Sono quindi dea privilegiare gli interventi che vanno in senso contrario. Per esempio le compensazioni strategiche vanno usate per ricompensare gli insegnanti che promuovono la cooperazione e non la competizione tra gli insegnanti. Questo è il principio ma come applicarlo ? 

 In conclusione gli autori del documento affermano che " la maggioranza degli insegnanti desidera sapere come insegnare le componenti del programma e desiderano sapere come l’autonomia e i sostegni concorrano a soddisfare al meglio i fabbisogni dei loro studenti" . Non è pero`affatto semplice provvedere gli aiuti che i migliori insegnanti auspicherebbero ricevere per sostenere in modo efficace la loro attività professionale specialmente nell’insegnamento secondario nonché i corsi di perfezionamento professionale.

 

 

 

[1] ndr.: Non è successo gran che, come ci si poteva aspettare

[2] ndr.: La gestione politica degli insegnanti fin qui ha mirato a indebolire il corpo insegnante , a dividerlo