Descrizione dell’esperimento in corso nello stato delle Hawaii di valutazione degli insegnanti con i giudizi degli alunni e degli studenti fin dalla scuola dell’infanzia.

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Valutazione degli insegnanti

Ripresa parziale delle informazioni pubblicate dal quotidiano "Honolulu Star-Advertiser" e diffuse dal settimanale USA "Education Week" del 4 giugno 2012. Articolo in inglese, protetto da copyright e accessibile solo agli abbonati. L’informazione merita di essere conosciuta e commentata per dimostrare a quali livelli di assurdità si può arrivare chiedendo perfino ai piccoli della scuola dell’infanzia un giudizio sui loro insegnanti, parere che sarà poi preso in considerazione con altri fattori nella valutazione che determinerà la rimunerazione o gli incentivi finanziari supplementari che saranno versati ai migliori insegnanti. Per ora si tratta di un esperimento, ma il Dipartimento dell’educazione delle Hawaii ha l’intenzione di estenderlo e di generalizzarlo.

Di per sé non sarebbe errato chiedere ed ascoltare il parere degli studenti sui loro insegnanti. Si può supporre che ne abbiano di cose da dire. Chi meglio di loro nel sistema scolastico conosce gli insegnanti, vizi e virtù, competenze e difetti ? Dato quindi per scontato che il giudizio degli alunni e degli studenti merita di essere preso in considerazione ci si deve chiedere come raccogliere queste opinioni, quali sono i rischi connessi a una simile operazione, quali fattori potrebbero giocare per deformare i giudizi dei giovani ed infine quale peso attribuire loro una volta espressi in cifre. Nel caso che qui si presenta si è deciso di tenere conto del parere dei bambini della scuola per l’infanzia, nonché di quello degli alunni della scuola primaria , di quello dei grandicelli delle medie e degli studenti dell’insegnamento secondario di secondo grado.

Cosa succede alle Hawaii ?

Il ministero dell’istruzione pubblica nelle Hawaii ha ritenuto che fosse necessario tenere conto del parere degli studenti e degli alunni nella valutazione degli insegnanti. A questo scopo, il ministero ha varato un programma pilota composto di indagini sperimentate per la prima volta nel marzo di quest’anno in 18 scuole e che saranno ripetute in altre 82 scuole il prossimo anno scolastico. Nel ventaglio di scuole sono incluse scuole per l’infanzia, scuole elementari, scuole medie e istituti liceali.

La sperimentazione in corso

Il ministero ha rifiutato di rendere pubblici i risultati dell’indagine svolta per la prima volta a titolo sperimentale nel marzo di quest’anno. Come ci si poteva aspettare, una parte degli insegnanti teme che i questionari non siano in grado di rispecchiare con precisione le competenze degli insegnanti, ma gli specialisti di psicometria che hanno costruito i questionari sostengono il contrario. Questi strumenti, ossia i questionari, permetterebbero di conoscere cosa si prova in classe, nelle aule. Non si tratta di un’indagine sulla popolarità degli insegnanti come invece si è tentato di fare con il progetto "Valorizza" in Italia.
Il costo dell’operazione, nella fase sperimentale, alle Hawaii, è ammontato a 100 000 dollari USA. Il costo per la duplicazione dell’esperienza il prossimo anno non è stato ancora calcolato.

 

Significato dei questionari sugli insegnanti

Secondo il Ministero delle Hawaii il pregio principale delle indagini sul giudizio che bambini, alunni e studenti danno dei loro insegnanti è quello di ascoltare "la voce dello studente". Questa filosofia è in sincronia con la scomparsa delle aule e delle classi , con la loro sostituzione con comunità d’apprendimento. Dunque questa è proprio la posta in palio : la trasformazione delle scuole, la fine della scuola tradizionale suddivisa in classi raggruppate in aule di solito ermeticamente chiuse agli estranei, anche ai colleghi, luoghi impenetrabili, nelle quali regnano sovrani gli insegnanti. Non si tratta dunque di una sfida banale. Per questa ragione occorre essere molto attenti a quanto sta succedendo perché un’operazione come questa è un campanello d’allarme che anticipa la trasformazione in corso nelle scuole. La si può contestare per considerazioni nostalgiche che mirano a preservare l’ impianto scolastico d’origine ottocentesca ritenuto di grande qualità oppure criticarla per i rischi che comporta in quanto nessuna valutazione è di per sé facile. La valutazione degli insegnanti, ormai è comprovato, è tra le più delicate da svolgere. La costruzione di questionari concepiti per i bambini delle scuole materne, della scuola elementare e i pre-adolescenti delle medie sulle capacità e le competenze degli insegnanti è un esercizio molto arduo ancorché non impossibile nonostante i numerosi problemi che solleva.


La forma dei questionari per gli studenti


 Ai bambini della scuola dell’infanzia e agli alunni della prima e seconda elementare viene sottoposto un questionario semplificato con domande come la seguente : “Il mio maestro è molto bravo a spiegare ?” A questo tipo di domande si risponde con “si”, “no”, o “non lo so”. Agli studenti in età più avanzata si chiede invece di dare le risposte su un scala comprendente cinque punti (da "totalmente falso" a "totalmente vero").

Giustificazione dei questionari

Come succede sempre in questi casi l’argomento utilizzato per giustificare questi questionari è quello dell’utilità per gli insegnanti. I risultati delle indagini servirebbero per migliorare le lezioni oppure la condotta delle classi e quindi per farsi un’ idea del tipo di corsi di perfezionamento da seguire allo scopo di correggere i propri difetti, di migliorarsi, di compensare le proprie incertezze. Questo è un argomento classico per giustificare questo tipo di indagini, ma l’argomentazione non è mai stata seriamente verificata o comprovata.

Il seguito

Le autorità scolastiche delle Hawaii avrebbero intenzione di generalizzare la valutazione degli insegnanti entro il 2014. I questionari agli studenti sarebbero una delle quattro componenti utilizzate per determinare l’efficacia degli insegnanti. Le altre tre componenti sarebbero i risultati degli studenti nei test, l’osservazione in classe, le valutazioni da parte degli insegnanti dei progressi realizzati dagli studenti. Dunque, il modello che si sta applicando nelle Hawaii è diverso da altri modelli sperimentati negli Stati Uniti come per esempio nella capitale Washington oppure a New York. Le autorità delle Hawaii non hanno tra l’altro ancora specificato l’indice di ponderazione che sarà utilizzato per soppesare l’importanza attribuita alle risposte degli studenti. Per ora si sa soltanto che i punteggi dei test di conoscenza conteranno per la metà nel giudizio di valutazione degli insegnanti.

Le critiche

La prospettiva di utilizzare i questionari nelle valutazioni delle insegnanti il cui esito sarà connesso al versamento di incentivi finanziari, alla conferma della nomina o ad altre decisioni concernenti la carriera professionale è di per sé preoccupante e suscita molte critiche dei sindacati degli insegnanti i quali non si peritano di attirare l’attenzione sulle vendette che gli studenti potrebbero realizzare con questa pratica dopo che si son resi conto che lo stipendio dei loro insegnanti oppure la loro nomina dipende anche dal loro giudizio.

Il contagio in nuce

Per concludere quest’informazione vale la pena attirare l’attenzione sui rischi di contagio mondiale di queste operazioni. Per ora le sperimentazioni sono locali, ma quando potenti organizzazioni internazionali come per esempio l’OCSE o la Banca Mondiale si approprieranno dell’argomento saranno guai perché gli esperti che entreranno in azione a livello mondiale saranno scelti tra quelli che hanno costruito test come questi. In questo momento si sta fabbricando l’autorità degli esperti.