Analisi svolta dal NEPC (USA) dell’’indagine "Fixing Classroom Observations" svolta dal centro TNTP ( The New Teacher Project) che impiega 300 persone negli USA che si occupano del profilo degli insegnanti.

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Faciloneria

Gli avversari della valutazione degli insegnanti ( ce ne sono a iosa tra gli insegnanti) propongono spesso come alternativa all’uso dei test la cooperazione di colleghi invitati ad osservare l’operato di uno di loro in classe. La proposta è rassicurante: in classe viene qualcuno che si conosce e che capisce quali sono i problemi ai quali si è confrontati quando si insegna ad una classe. Al bando dunque i test, l’uso dei punteggi degli studenti nelle prove strutturate. Il rimedio sarebbe imparabile. Ma i problemi posti dal ricorso ai colleghi per valutare l’insegnamento in classe sono molteplici. L’indagine pubblicata di recente negli USA li trascura e il Centro Nazionale USA sulle politiche scolastiche la critica duramente. Questo documento è assai utile per chi si illude di avere trovato la via per evitare gli ostacoli ed i problemi posti dal ricorso ai test.

L’analisi pubblicata dal Centro nazionale USA sulle Politiche scolastiche che si trova a Boulder nell’Università del Colorado, presso Denver, all’interno della scuola di dottorato di scienze dell’educazione, è stata svolta da Jennie Whitcomb , direttrice del Dipartimento "Formazione degli insegnanti", dell’università del Colorado. Il testo è in lingua inglese. Vi si può accedere cliccando qui. IL NEPC è citato più volte in questo sito per il carattere molto stimolante dei documenti che pubblica e per il ruolo di sentinella svolto con le analisi critiche di svariate indagini scientifiche sull’ istruzione di cui denuncia gli errori ed i difetti. Si può consultare il sito del NEPC cliccando qui

Il documento del TNTP "Find Fixing Classroom Observations : How Common Core Will Change the Way We Look at Teaching" pure in inglese, si può consultare cliccando qui.

Si riprende qui in libera traduzione parte parte del comunicato stampa che presenta la valutazione di Jennie Whitcomb. 

 

Il documento sull’osservazione in classe è zeppo di problemi la cui origine risale al fatto che i rimedi proposti sono pressoché privi di fondamento e probabilmente non sono nemmeno molto utili. Il documento vorrebbe attirare l’attenzione su rubriche, in generale si tratta di punti, utilizzati per osservare e valutare gli insegnanti nell’ambito dei programmi di valutazione. Il documento insiste sul fatto che queste rubriche dovrebbero essere più chiare e molto più precise, particolarmente per quel che riguarda il contenuto delle elezioni svolte dagli insegnanti. La fondazione che ha patrocinato questo documento, la TNTP, ritiene che sia assolutamente indispensabile andare in questa direzione, ossia che siano un “must” inserire le sue rivendicazioni in un progetto di valutazione degli insegnanti se si vuole migliorarlo.

L’autrice dell’analisi critica invece sostiene che il documento “non include nessun argomento proveniente dalla ricerca scientifica che contribuisca a convalidare le richieste del TNTP”. L’osservazione in classe è senz’altro utile, secondo l’analista, per aiutare gli osservatori ad essere meglio attenti al contenuto delle elezioni ma il documento non fornisce nessuna argomento razionale solido per giustificare questa richiesta.

L’autrice conclude che al centro dei problemi posti dalla valutazione gli insegnanti ci sono questioni troppo complesse per essere affrontate seriamente con semplici strumenti di osservazione oppure impostando l’osservazione nel rispetto del curricolo. Piuttosto di essere di fronte ad un documento utile per l’indagine scientifica, questo testo, secondo l’analista, non è altro che una lista di punti che non offrono nessuna indicazione reale per guidare i responsabili politici dell’istruzione scolastica.

 

Commento

A proposito dell’osservazione in classe dei colleghi da parte di insegnanti ci sono pubblicazioni molto valide svolte nel corso degli anni 80 quando non si parlava ancora di valutazione degli insegnanti tra le quali meritano di essere citate quelle di Mike Huberman, il titolare della cattedra di pedagogia generale all’Università di Ginevra oppure la serie di documenti che redatti dopo l’esperienza Video TIMSS a metà degli anni 90, a seguito dell’indagine internazionale TIMSS dell’ IEA che ha permesso di filmare in una decina di servizi scolastici dispersi nel mondo pressapoco un migliaio di lezioni di matematica con procedure comparabili e che ha anche incluso un confronto tra l’analisi empirica dei clips ( di solito della durata di un’ora) , che sono stati tutti digitalizzati, con la valutazione di esperti tra i quali erano inseriti anche professori di matematica delle scuole medie. Purtroppo, questi filoni di ricerca che sono in generale molto costosi perché sono delicati da seguire sono stati trascurati nel primo decennio del 21º secolo. Sarebbe auspicabile che si riprendessero anche perché il tema della valutazione degli insegnanti è sempre sul tappeto ed è un tema molto scottante di cui non ci si sbarazzerà tanto facilmente nel corso dei prossimi anni.