Indagine sulle condizioni di lavoro nella scuola svolta tra gennaio e maggio 2008 dalla sezione scuola della CFDT francese. 20.000 persone occupate nelle scuole medie in 900 scuole hanno risposto al questionario (un tasso di risposta di circa il 50%, una proporzione accettabile di risposte, che consente di sfruttare al meglio il questionario incrociando tra varie categorie di personale le varie domande.

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Francia: metà dei professori di scuola media vuole cambiare mestiere

I professori francesi delle scuole medie in maggioranza sono malcontenti del sistema scolastico, denunciano la mancanza di un piano di carriera decente e auspicano mutazioni radicali.

Il decentramento alla francese che attribuisce agli enti locali e intermedi (le regioni, i dipartimenti) la responsabilità della manutenzione degli edifici scolastici e delle attrezzature scolastiche è fortemente contestata non per principio ma per l’insolvenza degli enti locali che non assumono le loro responsabilità in materia.

Il documento in francese "Enquête sur les conditions de travail des personnels de collège" nella sua integralità è accessibile solo agli aderenti al sindacato CFDT [1]. Allegato è il comunicato stampa che presenta per sommi capi l’indagine. Si riprendono qui gli aspetti chiave risultanti dall’indagine condotta tra il personale della scuola media che ha avuto un notevole successo poiché circa 20 000 persone operanti nella scuola media hanno partecipato all’indagine. 

Un mestiere che cambia

L’indagine è stata svolta tra il personale scolastico della scuola media e quindi riflette le opinioni di questo personale che ovviamente parla del proprio mestiere nella scuola media. Ancora una volta ci si sofferma quindi sull’anello debole dei sistemi scolastici strutturati in tre parti : insegnamento primario, scuola media e insegnamento secondario di secondo grado. Cosa risalta da questa indagine ?

Un mestiere faticoso ma di grandi soddisfazioni

Nulla di nuovo. Questo è un ritornello ben noto : nonostante le difficoltà il mestiere è apprezzato perché dà soddisfazioni.Non pecuniarie s’intende, ma emotive, intellettuali, sociali, politiche in parte. Qui si lavora con i pre-adolescenti e con gli adolescenti, ovverosia con i giovani dell’età ingrata. Eppure, la maggioranza del personale della scuola media è soddisfatta dei risultati che si conseguono. 

Soltanto la metà del personale della scuola media che ha risposto all’indagine, ovverosia una proporzione rappresentativa del personale, ritiene che la missione principale della scuola media sia quella di insegnare, in altri termini di svolgere programmi disciplinari (il 49%). La maggioranza dei professori della scuola media ritiene invece che la missione prioritaria di questa scuola sia educare e socializzare (70%). Il 39% considera che l’obiettivo della scuola media sia di imparare ad imparare. La maggioranza dunque del personale francese che lavora nella scuola media concorda con gli obiettivi soffici (Soft-skills) che provengono dalle teorie socio-costruttiviste e che sono imperniati sugli obiettivi trasversali ai curricoli disciplinari la cui adozione implica però una profonda trasformazione della scuola media. Quindi una proporzione importante del personale che opera nella scuola media in Francia ritiene che gli obiettivi di questa scuola debbano essere diversi da quelli ufficiali. Qui probabilmente risiede una delle ragioni per le quali una gran parte del personale della scuola media si trova a disagio nella scuola in cui lavora : gli obiettivi condivisi non concordano con gli obiettivi ufficiali in vigore di questo settore scolastico.

Mancanza di riconoscimenti

Anche questa non è una novità. Anno dopo anno sindacati e personale scolastico deplorano la mancanza di riconoscimenti sia da parte delle autorità scolastiche che da parte dell’opinione pubblica. La soddisfazione del mestiere non proviene da questi interlocutori.

L’84% del personale della scuola media francese ritiene che il lavoro nella scuola è stimolante e appassionante. Questo significa che nonostante la demoralizzazione derivante dal contrasto tra obiettivi ufficiali della scuola media e aspirazioni del corpo insegnante, una buona parte del personale che lavora nella scuola media è interessato da quel che fa, è fortemente implicata nel proprio lavoro. Nondimeno, il contrasto segnalato poco fa si manifesta con un sentimento di fatica e di delusione. L’assenza pressoché completa della medicina del lavoro specializzata nel settore della scuola e la mancanza di prospettive di carriera sono il riflesso di disturbi importanti denunciati dal personale scolastico (in Francia, 3 persone su 5 che lavorano nella scuola media ricorrono ad un servizio di consulenza psicologica, stando almeno alle dichiarazioni raccolte), induce a prendere in considerazione cambiamenti di carriera, a riconversioni, a considerare la prospettiva di abbandonare l’insegnamento. Il 10% del personale è poco motivato, il 5% è scoraggiato. Non si tratta di proporzioni importanti e questo è di per sé alquanto sorprendente se si tiene conto delle costanti difficoltà denunciate dal personale che a che fare con una popolazione scolastica molto difficile, che deve effettuare senza grandi riconoscimenti un lavoro ingrato, svolgere programmi ambiziosi che poco hanno a che fare con gli interessi degli studenti.

Fine dell’individualismo

Il mestiere cambia : si lavora vieppiù in gruppo anche nella scuola media. Questa è davvero una novità.

Poco per volta, il lavoro di gruppo si diffonde anche nella scuola media. Nondimeno, nelle scuole medie francesi è presente una forte minoranza di personale che si oppone al lavoro di gruppo (circa 1 insegnante su 4, ovverosia poco più del 25% del personale). La metà del personale concorda sul fatto che si dovrebbe sviluppare il lavoro di gruppo ma considera che ciò può essere fatto soltanto se le condizioni ed i mezzi messi a disposizione siano adeguati. Nelle condizioni prevalenti oggigiorno l’adozione o l’imposizione del lavoro di gruppo non si giustificano perché il personale non ha né il tempo, né i mezzi, né la formazione adeguati per lavorare in questo modo. Soltanto un quinto del corpo insegnante francese ritiene che si debba promuovere questa pratica anche se tutto non è perfetto.

Conservatorismo persistente

I dubbi sulle opinioni del personale della scuola media sono però leciti. Quando si interrogano questi attori su un tema scottante come quello della valutazione degli studenti e dell’abrogazione dei voti si aprono le cataratte del cielo. L’opposizione è massiccia. Meno di un quinto degli insegnanti favorevoli è all’abrogazione dei voti

La maggioranza degli insegnanti non è contraria ai voti numerici ( che in Francia si danno su 20 e non su 10 come in Italia).

 

Le rivendicazioni della CFDT

In conclusione, il sindacato CFDT ritiene di avere raccolto una massa significativa di informazioni sulle condizioni di lavoro nella scuola media francese. Il sindacato considera che i responsabili politici non possono ignorare questa indagine. Il sindacato si propone pertanto di :

  • invitare le autorità a ridefinire la professione ;
  • limitare e ridurre l’onere di lavoro, in particolare diminuire il ricorso alle ore supplementari ;
  • migliorare gli ambienti fisici nei quali gli insegnanti lavorano, le aule scolastiche, i servizi, il materiale messo a disposizione per l’insegnamento, la manutenzione di questo materiale ;
  • rendere possibile la riconversione professionale per tutte le categorie del personale che opera nella scuola media ;
  • tenere conto delle difficoltà di questo lavoro con la creazione di comitati che si occupano dell’igiene, della sicurezza e delle condizioni di lavoro in seno ad ogni istituto scolastico ;
  • impostare d’urgenza un servizio di medicina del lavoro che garantisca agli insegnanti e al personale scolastico attivo della scuola media la possibilità di beneficiare di un sostegno medico e psicologico degno di questo nome ;
  • instaurare la valutazione del lavoro di gruppo e in generale proporre forme di riconoscimento delle competenze nonché dell’impegno dei singoli per migliorare il clima scolastico ;
  • attuare programmi di insegnamento di tipo nuovo che siano realmente impostati secondo i principi che strutturano lo zoccolo comune di conoscenze competenze che dovrebbero essere acquisite da tutti gli studenti, senza nessuna eccezione, alla fine della scuola dell’obbligo.

[1] Più o meno equivalente alla CISL in Italia

Les documents de l'article

Voti_numerici_in_Francia.jpg
CFDT_personnels_colleges.pdf