L’evoluzione dei sistemi scolastici in un periodo di crisi economica è di fronte a un dilemma di nuovo genere: aumentare la manodopera così com’è, senza specializzarla, oppure ridurla in modo drastico ma in compenso formarla meglio e pagarla di più. L’articolo descrive l’apparizione di una nuova tendenza che conforta questa seconda opzione: meno insegnanti, meno lezioni frontali, ricorso alle applicazioni informatiche per controbilanciare la diminuzione del numero di insegnanti.

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Insegnare senza insegnanti

Si può fare a meno degli insegnanti? Si può. Forse i tempi non sono ancora maturi ma prove e tentativi non mancano. Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono un pretesto ideale per queste operazioni che peannunciano la scomparsa della prima professione intellettuale di massa. La penuria di insegnanti non fa più paura. Se mancano le persone per insegnare, le si sostituiscono con le nuove tecnologie. Quale è il valore aggiunto di un insegnante? L’insegnamento a distanza è più o meno efficace di un insegnamento frontale? Costa di più o costa di meno?

E’ strano trattare questo tema in italiano perché in Italia esiste un esubero di insegnanti unico nel mondo occidentale e c’è un gran numero di candidati abilitati all’insegnamento che aspettano un posto fisso da decenni. In altri sistemi scolastici la situazione per quel che riguarda gli insegnanti è del tutto diversa. C’è penuria d’insegnanti. Quasi ovunque si fa fatica a trovare nuovi candidati all’insegnamento e le politiche adottate per reclutare nuovi insegnanti tra i migliori studenti universitari non permettono di lottare contro la penuria di candidati in tutti gli ordini di scuola.

Crisi economica e risorse per la scuola

Per altro, gli insegnanti costano. Anche se in genere gli stipendi sono bassi o mediocri, il loro numero è talmente elevato da rendere colossale la spesa pubblica per le retribuzioni. Questa è del resto una delle ragioni per le quali è molto problematico migliorare in modo significativo lo stipendio di tutti gli insegnanti. Non ci sono soldi per farlo. La crisi economica non risparmia nessuno e sottomette le autorità scolastiche al beneplacito di quelle che detengono i cordoni della borsa ossia dei colleghi che hanno la responsabilità di gestire i bilanci pubblici. Dopo decenni di espansione è giunto il periodo delle vacche magre : anche nel servizio scolastico si deve risparmiare ed anche le scuole devono fare i conti con i tagli nel bilancio. Non si discute qui delle cause della crisi finanziaria che attenaglia il mondo occidentale. Il fatto è che il settore scolastico non è più un santuario intoccabile come lo fu per decenni. Si è entrati in una nuova configurazione, quella della crisi strutturale dei sistemi d’insegnamento.

I gruppi di potere annidati nel sistema scolastico

Cosa fare dunque per salvare il salvabile, per proteggere il sistema scolastico, per fronteggiare una situazione difficile contraddistinta da risorse ridotte senza troppo penalizzare il reticolo di rapporti di forza che si è sviluppato dentro e attorno al sistema scolastico ? Come difendere gli interessi costituiti senza gravi conseguenze per i guardiani delle nicchie di potere e per gli insegnanti ? Va da sé che la qualità degli apprendimenti, le condizioni di lavoro, il livello di conoscenze e la natura delle competenze degli studenti, insomma tutto quanto viene di solito inteso con il termine "educazione", non hanno nulla a che vedere con questi elaborati giochi di potere e con gli algoritmi della politica.

Un avvertimento dagli USA

Un caso proveniente dagli Stati Uniti aiuta a capire in che direzione potrebbe andare la politica scolastica nei prossimi anni se la crisi permane oppure, anzi, se la crisi verrà superata. Si traggono sempre lezioni utili dalla storia, da eventi che non si scordano soprattutto se sono serviti a risolvere situazioni complesse. Questa ne è una : di colpo, poche risorse, meno fondi per pagare gli insegnanti , troppi insegnanti. Come risolvere l’equazione senza tagliare gli stipendi che sono già bassi e che non invogliano più di quel tanto ad intraprendere una carriera nella scuola ?

Licenziamento di insegnanti

La soluzione sperimentata nel Colorado è assai semplice : si licenziano gli insegnanti non necessari che possono essere sostituiti convenientemente da applicazioni informatiche già sul mercato. Chi sono questi candidati potenziali al licenziamento ? Sono gli insegnanti di talune materie nelle quali la didattica dell’insegnamento a distanza ha fatto grandi progressi in questi ultimi tempi, per esempio gli insegnanti di lingue straniere. Questo provvedimento è poco rischioso perché gli insegnanti di lingue straniere non sono molto numerosi, non costituiscono un gruppo di pressione pericoloso, perché in molti sistemi scolastici l’insegnamento delle lingue straniere è opzionale o non è prestigioso, è preso sottogamba. Ci sono altre discipline che si trovano in situazioni analoghe. Ogni sistema scolastico ha i suoi propri capri espiatori.

Riveniamo al Colorado. La novità viene dal provveditorato scolastico di Eagle County [1] che è un minuscolo provveditorato, con soli 850 insegnanti dalla scuola per l’infanzia al liceo, 6214 studenti in tutto e per tutto. E’ in questo minuscolo contesto che si colloca l’esperimento che potrebbe servire come modello universale. Di cosa si tratta ? Le autorità scolastiche hanno deciso di licenziare tre professori di lingue straniere (francese, tedesco) e di sostituirli con un insegnamento online offerto da programmi informatici d’insegnamento delle lingue. Benintenso le proteste non sono mancate. Si sono sobillati anche gli studenti, si è scesi in strada per protestare contro la sostituzione dell’insegnamento frontale con un insegnamento informatico. Come ci si poteva aspettare l’argomento classico sfoderato in questa occasione è quello della natura insostituibile della relazione personale tra insegnanti e studenti. I programmi informatici non potranno mai e poi mai essere significativi e efficaci come lo sono le persone.

Reazioni passionali

La decisione ha provocato una reazione emozionale fortissima, carica di passioni. Ciò è inevitabile ed occorre già sin d’ora prevedere che ciò succederà ovunque. Perché tanta emozione ? Si può a questo riguardo formulare un’ipotesi : molti insegnanti si stanno accorgendo che le nuove tecnologie potrebbero prendere il loro posto e che l’avvento delle nuove tecnologie potrebbe sbarcarli dalla scuola. Altrimenti detto ci sarebbe una correlazione tra TIC e disoccupazione magistrale.

Un nuovo modello di scuola all’orizzonte ?

Inoltre si sta delineando un nuovo modello di scuola : pochi insegnanti ma eccellenti, iper-selezionati, ben pagati associati a molto personale parascolastico di ogni genere, una combinazione di professionisti e di personale ausiliario. Questa tendenza è già in atto. Meno posti di lavoro in cambio di condizioni di lavoro allettanti.

L’esperienza di Eagle non è del resto unica. Un altro provveditorato USA nella periferia di Cincinnati [2] ha deciso di rendere obbligatorio l’insegnamento online di tutti i corsi di pronto soccorso, igiene, educazione alla salute.

Difetti nei programmi sul mercato di formazione online

La sostituzione di tre insegnanti di lingue straniere con programmi d’insegnamento online forniti da applicazione educative è servita però a rivelare le pecche di questi programmi. Non tutto è filato liscio. In altri termini non si può fare pieno affidamento all’insegnamento "digitale", alle applicazioni informatiche d’insegnamento delle lingue straniere. Eliminare gli insegnanti per offrire agli studenti soltanto programmi online non sembra sia proprio la soluzione ideale. Si rischia di infilarsi in un vicolo cieco, di sbarazzarsi di buoni insegnanti per sostituirli con pessimi programmi d’insegnamento.

Episodio congiunturale oppure crisi strutturale ?

E’ difficile sapere se l’emozione suscitata dalla decisione delle autorità scolastiche della contea di Eagle che si trova a circa 120 miglia a ovest di Denver, nelle Montagne Rocciose, sia giustificata o meno. Ci si può chiedere se questa decisione sia congiunturale, ossia se sia dovuta alle circostanze eccezionali prodotte dalla crisi finanziaria, oppure se sia strutturale, ossia se non è che l’anticipazione di decisioni simili che in ogni modo si prenderanno nei prossimi anni. In altri termini è difficile per il momento sapere se con questa decisione si aprono le porte della scuola a qualcosa di nuovo, oppure se i programmi d’istruzione e formazione che si trovano sul mercato possono realmente sostituire gli insegnanti oppure se non sono altro che un supporto che serve alla scuola per resistere alla concorrenza con un miglioramento della didattica e degli apprendimenti: una dose di TIC come se si trattasse di una vitamina per rinvigorire l’organismo.

 

Nuovi ruoli in vista per gli insegnanti ?

 

E’ prematuro tratteggiare il profilo della scuola di domani. Molti, anzi quasi tutti gli esperti e le organizzazione internazionali, ritengono che l’indomani del servizio scolastico statale avrà la configurazione di una soluzione ibrida, sarà un miscuglio di insegnamento frontale e di apprendimenti individuali o di gruppo mediante le TIC, senza intervento di insegnanti in carne ed ossa. Le TIC funzionerebbero in questo caso come uno stimolante per gli insegnanti che sarebbero in questo modo incitati a non disperdersi, ad essere rigorosi e efficienti, insomma ad autocontrollarsi.

Le scuole adottano le applicazioni informatiche non solo per adattarsi alle circostanze culturali e tecnologiche ma per assimilarle, farle proprie, neutralizzarle. Si aprono le porte della scuola non tanto per andare verso nuovi orizzonti ma per lasciare penetrare "il nemico", per attirarlo, per indebolire la concorrenza, per digerire le proposte "rivoluzionarie" insite nelle TIC. La scuola come un boa!

Il ruolo degli insegnanti non sarebbe più quello odierno ma quello di esperti che intervengono quando gli studenti si imbattono in situazioni difficili con i computer, quando il ribaltamento delle modalità di apprendimento che è propugnato per esempio dal movimento "flipped classroom", ovverossia delle aule capovolte [3] genera ostacoli nella comprensione di un concetto oppure nella manipolazione di un’applicazione informatica, ossia quando l’apprendimento si blocca. Ancora un piccolo passo e si giungerà all’apprendimento personalizzato, su misura, secondo i ritmi di ognuno. Gli insegnanti potrebbero allora costituire un nucleo di specialisti a disposizione degli studenti quando se ne farà sentire il bisogno. Discutono tra loro, esaminano il caso, formulano la miglior diagnosi possibile e stabiliscono una strategia d’intervento.

In tutti i casi il numero degli insegnanti è destinato a diminuire e si dovranno prendere in considerazione nuove strategie d’organizzazione e funzionamento delle scuole. Quelle vigenti un po’ ovunque, salvo qualche eccezione, sono arcaiche, consumano molto tempo, sprecano risorse, sono alquanto inefficaci, esigono troppa manodopera male utilizzata.

[1] Non ci sono provveditorati scolastici negli USA ma distretti scolastici

[2] Si tratta del provveditorato di Oak Hills

[3] Si veda la relazione di Cecchinato al seminario estivo dell’ADI a Lecce nel 2012, cliccando qui