Presentazione di un lavoro effettuato negli USA da "Russ" Whitehurst che fu alcuni anni fa , all’epoca della presidenza Bush jr. , direttore dell’Istituto Nazionale USA di ricerche sull’educazione e che è stato effettuato nell’ambito del Brookings Institute a Washington D.C. Si presenta l’indagine effettuata negli USA, gli esiti dell’indagine e le raccomandazioni che si possono fare sulla base degli esiti constatati.

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Valutazione degli insegnanti

Come effettuare in maniera corretta le osservazioni in classe? Le osservazioni in classe possono sostituire integralmente altri metodi di valutazione degli insegnanti nonostante il favore di cui godono presso gli insegnanti? Le buone osservazioni in classe non devono sfociare in giudizi generici e banali. Se ci si aspetta questo esito allora è meglio non parlarne e nemmeno farne. Le osservazioni in classe ben fatte non si improvvisano, vanno preparate e possono fornire un contributo significativo alla valutazione individuale degli insegnanti, possono servire sia ai dirigenti che agli insegnanti e dunque alle scuole.

 L’osservazione in classe è spesso proposta come una forma di alternativa di valutazione degli insegnanti. Fa meno paura della valutazione empirica ed è quindi più accettabile perché si ritiene che quando a svolgerla sono i colleghi allora ci sarà più empatia, più tolleranza, più rispetto di come si agisce di fronte a una classe quando si insegna. Nell’osservazione in classe si ritene che gli osservatori percepiscano le dimensioni nascoste insite nell’apprendimento, che colgano il secondo livello ( questo è già un termine scientifico) della comunicazione in classe. Tutto ciò è proprio vero? L’osservazione in classe è davvero neutrale e olistica come si ritiene spesso? E’ davvero facile per un collega accettare altri colleghi che lo osservano mentre si insegna? E’ inoltre semplice osservare quel che succede nelle lezioni? Queste sono solo alcune domande che si possono porre quando si ha a che fare con l’osservazione in classe e quando si sente dire che l’osservazione in classe è una forma superiore di valutazione dell’operato di un docente, forse la sola forma accettabile, corretta, non manipolata di valutazione.

 

Si riportano qui alcuni passaggi tradotti liberamente in italiano e in parte commentati di un saggio di "Russ" Whitehurst che fu alcuni anni fa , all’epoca della presidenza Bush jr, direttore dell’Istituto Nazionale USA di ricerche sull’educazione [1] presso il Dipartimento Federale USA dell’Educazione e che è direttore del Brown Center sulle politiche scolastiche al Brookings Institute a Washington D.C. Il saggio, pubblicato nel bollettino d i EducationNext dell’inverno 2015 e si intitola in inglese " Getting Classroom observations right" ( EducationNext, Inverno 2015, vol. 15 No. 1) [2].

Scappatoia oppure prospettiva valida?

La valutazione degli insegnanti è una pietra d’inciampo ovunque. Una delle procedure più discusse e anche dibattute di valutazione degli insegnanti è il ricorso al metodo del calcolo del valore aggiunto di un insegnante. Se ne parla spesso anche in questo sito [3] .Tra l’altro solo un quinto degli insegnanti coinvolti nell’indagine di Whitehurst e colleghi può essere valutata con il ricorso al metodo del valore aggiunto . Per 4/5 degli insegnanti la loro valutazione non può servirsi dei test a alta posta in gioco che si somministrano con il metodo del VA e va organizzata con il ricorso a svariati metodi di valutazione. Il più comune è l’osservazione in classe. Questo significaa che se si vuole migliorare la valutazione degli insegnanti si deve lavorare sulla osservazione in classe. Ragionamento ovvio di Whitehurst. Le raccomandazioni fornite dagli autori del saggio alla fine dell’indagine sono le seguenti:

  1. Le valutazioni degli insegnanti devono comportare almeno tre osservazioni in classe all’anno e una delle osservazioni in classe deve essere diretta da un osservatore sperimentato estraneo alla scuola;
  2. Le valutazioni in classe che contano devono incidere almeno in una proporzione identica a quella del VAM (i punteggi forniti dai metodi che misurano il valore aggiunto) nella determinazione della valutazione finale di un insegnante allorquando si usa nella procedura di valutazione degli insegnanti il metodo del VA ;
  3. Quando si ricorre all’osservazione in classe si deve tenere conto della caratteristiche socio-professionali del profilo degli studenti. Per ridurre le deformazioni del ricorso al VAM si è prestata molta attenzione alle questioni tecniche poste da questo fattore.Orbene una simile attenzione va prestata anche all’impatto delle caratteristiche socio-professionali della popolazione studentesca quando si pratica l’osservazione in classe.

L’indagine

Il saggio si basa sui risultati di un’indagine condotta in quattro provveditorati USA ( in USA si chiamano distretti scolastici) ripartiti su tutto il territorio USA, con una popolazione scolastica compresa tra i 25 000 e i 110 000 studenti e un numero di scuole cha andava grosso dalle 70 alle 220 a seconda dei distretti scolastici. I ricercatori disponevano di dati individuali degli studenti e degli insegnanti tra il 2009 e il 2012, estesi dunque su un periodo di tre anni. Nell’indagine si è osservata la stabilità lungo un periodo di tre anni della capacità degli insegnanti a incidere sui punteggi degli studenti nei test. Questo parametro ovviamente poteva essere considerato solo nei casi nei quali si ricorreva al VAM per valutare gli insegnanti. La stima della capacità di un insegnante a migliorare i punteggi degli studenti nei test ( metodo del VA) è risultata simile alle stime ottenute con altri metodi di valutazione. Le differenze erano statisticamente minime. L’alto grado di correlazione tra questi metodi conferma che i vari metodi di valutazione della prestazione di un insegnante sono tutti molto migliori dei metodi di valutazione tradizionali basati sulle visite degli ispettori e sul criterio dell’anzianità in servizio. 

Stabilità dei punteggi conseguiti nelle osservazioni in classe

I punteggi conseguiti nelle valutazioni in classe sono in genere più stabili da un anno all’altro che non i punteggi del VAM. Perché? Gli autori del saggio credono che ciò sia dovuto al fatto che le osservazioni in classe sono generalmente effettuate da amministratori scolastici [4] i quali hanno un’idea preconcetta del buon insegnante. Se un dirigente vede di buon occhio un insegnante, costui può ricevere un voto alto nell’osservazione in classe. Al contrario se un dirigente vede di malocchio un insegnante, anno dopo anno il suo punto di vista non cambia e sarà sempre negativo o pregiudiziale verso questo insegnante. Stessa cosa per le ispezioni. Questo rischio di travisamento è ben noto da tempo per cui si può dire che la stabilità dei giudizi derivanti dalle osservazioni in classe non va esagerata metodologicamente e non va inneggiata.

Il peso attribuito ai risultati del VAM e ai risultati delle osservazioni in classe va ponderato. L’aumento del peso delle osservazioni in classe nella valutazione finale di un insegnante quando i risultati di quest’ultima contano per meno del 50% in un sistema di valutazione degli insegnanti può essere accresciuto in modo significativo senza causare una diminuzione importante del valore di predizione dei metodi del VAM per calcolare la validità di un insegnante nell’anno seguente [5].

Osservazione in classe

La struttura, la frequenza e la qualità delle osservazioni in classe contano moltissimo. L’osservazione in classe non è una procedura banale, richiede competenze, regole, preparazione. Non si può affidare a chiunque l’osservazione in classe; né si può pretendere di farla alla garibaldina. Se si ambisce a sfruttare i risultati dell’osservazione in classe nella valutazione di un insegnante, se l’osservazione in classe può avere un’incidenza sull’esito finale della valutazione di un insegnante e quindi sulla sua carriera e sulla sua rimunerazione, allora l’osservazione in classe va preparata e organizzata in modo rigoroso. In altri termini l’osservazione in classe non è una scappatoia ma non può essere nemmeno la sola forma di valutazione di un insegnante [6].

Le osservazioni in classe dovrebbero produrre distinzioni significative tra gli insegnanti. Un sistema di osservazione in classe che si limita a formulare un giudizio globale generico come per esempio "soddisfacente" o "insoddisfacente" non è buono, non serve perché molti insegnanti riceverebbero lo stesso giudizio. Un metodo di osservazione che si conclude con una debole varianza dei giudizi è difficilmente usabile con gli insegnanti delle discipline per le quali non si possono fare test [7].

Nell’indagine USA si è notato che il passaggio da una osservazione annua a due o più osservazioni, indipendentemente da chi le effettua, accresce la stabilità dei risultati senza avere nessun effetto sul valore predittivo del VAM, cioè non modifica le previsioni che si possono fare con il VAM oppure non attenua il valore predittivo delle misure che si effettuano con il VAM. Due osservazioni in classe sono senz’altro meglio che non una. Tre, quattro o di più non modificano sostanzialmente la previsione che si deduce dal VAM. E’ quindi inutile aumentare il numero delle osservazioni in classe ma se ne dovrebbero fare almeno due. [8].

La qualità delle osservazioni dipende anche da chi le fa. Il volontariato è da bandire. Le persone che effettuano le osservazioni in classe devono essere persone di scuola e devono essere formate a osservare quanto succede durante una lezione. Ciò non è affatto semplice. Nell’indagine si sono raccolte prove che dimostrano la migliore qualità delle osservazioni effettuate da persone estranee all’istituto in cui lavora l’insegnante che si valuta. In genere si osserva anche che il dirigente non è la persona adeguata per condurre un’osservazione in classe il cui esito entra nella valutazione finale dell’insegnante. 

Costi dell’osservazione in classe

Non ci si illuda. Una buona osservazione in classe che serva per la valutazione degli insegnanti è costosa ma per la stragrande maggioranza degli insegnanti l’osservazione in classe fornisce il migliore contributo alla loro valutazione individuale. Si può discutere su chi debba organizzare l’osservazione in classe. Può essere il dirigente scolastico a condizione però di esigere un prodotto che serva alla scuola e non un giudizio generico e banale. Il dirigente deve imporre esigenze, norme, obiettivi a chi valuta, deve insomma preparare l’esercizio anche perché deve stanziare fondi versati alla scuola per pagare l’osservazione in classe. [9]. Almeno due osservazioni annue in classe sono necessarie ed è più che auspicabile di coinvolgere almeno in un caso persone estranee all’istituto. Però tutti coloro che effettuano osservazioni in classe devono essere preparati, competenti. Un’osservazione in classe non si improvvisa.

 

 

 

 

[1] Acronimo IES

[2] L’originale in inglese si può consultare cliccando qui

[3] SI effettui a questo riguardo una ricerca nel sito con la sigla VAM. In questo testo si usa l’acronimo VAM per indicare il metodo del valore aggiunto

[4] "School administrators" in inglese. Difficile trovare un equivalente in italiano. Si potrebbe pensare al dirigente scolastico per esempio

[5] Queste spiegazioni metodologiche contano perché indicano un tipo di interrogazioni e di lavori che non si fanno in Italia dove nondimeno si dibatte moltissimo delle procedure di valutazione degli insegnanti

[6] Si riassumono qui considerazioni espresse nel saggio

[7] Almeno per ora

[8] Farle bene s’intende

[9] ndr.E’ quindi giusto che si esiga una rigorosa forma di osservazione in classe , con relazioni finali discusse anche con gli insegnanti valutati. Forse non solo la relazione finale ma anche l’impostazione della valutazione. Ci si può anche chiedere se il risultati finale della valutazione di un insegnante debba o non debba essere reso pubblico almeno nell’Istituto