Articolo di Ben Levin, già membro del governo del Manitoba e dell’Ontario in Canada, titolare della cattedra di politiche scolastiche all’OISE (Ontario Institute for the Study of Education), Università di Toronto

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Il contagio americano!

Da alcuni anni si discute molto nelle cerchie politiche sull’opportunità di una modifica del calcolo delle retribuzioni degli insegnanti che fino a non molto tempo fa teneva conto soltanto dell’anzianità di servizio, con scatti annui, più o meno rilevanti, talora scaglionati nel tempo, ossia accelerati agli inizi di carriera oppure rallentati alla fine, oppure viceversa. In taluni casi gli aumenti erano distribuiti in maniera uniforme lungo tutta la durata teorica della professione, in genere stimata a 40 anni. I responsabili delle politiche scolastiche di vari paesi sembrano oggigiorno assai sedotti da un sistema di retribuzione che tenga conto del profitto degli studenti. Questo modello è contestato dagli specialisti e dagli insegnanti. In quest’articolo redatto da uno specialista mondialmente noto nel settore delle politiche scolastiche si contesta la pertinenza di questo approccio.

Articolo pubblicato nel mensile americano di politca scolastica "Phi Delta Kappan", maggio 2011, vol. 92, no. 8, 89-90. Traduzione libera.


L’idea di stabilire le retribuzioni degli insegnanti in funzione dei risultati dei loro allievi prende piede ovunque e si diffonde a macchia d’olio. I responsabili politici della scuola sono in gran parte sedotti da questa proposta che invece è recepita con molto scetticismo dagli specialisti della valutazione ed anche dai responsabili di alcuni importanti sistemi scolastici come per esempio quello canadese. Ben Levin, professore all’Università di Toronto dove occupa la cattedra per le politiche scolastiche, ha recentemente pubblicato nel mensile statunitense che si occupa di scuola Phi Delta Kappan (articolo accessibile solo se si è abbonati alla rivista) un articolo nel quale si sostiene che quest’idea è una pessima idea ed si espongono otto ragioni a suffragio di questo giudizio. Ben Levin è una figura nota nel mondo scolastico nordamericano perché prima d’intraprendere una carriera accademica è stata una figura politica di primo piano in Canada dove ha occupato posizioni prestigiose nel governo di due province canadesi, il Manitoba e l’Ontario.



Nell’articolo, Ben Levin afferma che quest’idea di politica scolastica è sventolata ed è adottata nonostante la mancanza assoluta di prove della sua validità. L’articolo pubblicato nella rivista statunitense riprende idee esposte in un altro testo scritto recentemente per la Federazione degli insegnanti della scuola elementare dell’Ontario.

 

Ecco le otto ragioni addotte da Levin per contestare il salario in base al merito oppure sulla base del profitto scolastico degli studenti :


1. In qualsiasi mestiere poche persone sono retribuite sulla base di prestazioni misurate

Secondo indagini svolte recentemente [1] soltanto una proporzione variante tra il 15% e il 30% di tutti i lavoratori riceve un salario che tiene conto nel computo delle prestazioni del lavoratore o dell’impiegato. La maggior parte delle retribuzioni non è stabilita in funzione delle prestazioni e nell’insieme dei sistemi di retribuzione soltanto il 6% degli schemi salariali è determinata unicamente dai risultati. La maggior parte di queste retribuzioni si trova nel settore del commercio. Nel mondo delle grandi aziende, non esiste nessuna correlazione tra la paga degli amministratori delegati e i risultati conseguiti dall’azienda. Se lo stipendio basato sui risultati sembra talmente allettante, perché dunque è poco applicato perfino nel settore privato ?

2. In nessun’ altra professione lo stipendio è stabilito in funzione della misura dei risultati

I professionisti sono essenzialmente stipendiati sulla base di contratti di lavoro che non prevedono nessuna misura dei risultati. In genere, lo stipendio è fissato in funzione della quantità di lavoro oppure della responsabilità connessa al posto che si occupa. Nei rari casi nei quali lo stipendio è stabilito in funzione delle prestazioni dei professionisti, la misura delle prestazioni è raramente fatta sulla pelle dei clienti.

3. La maggioranza degli insegnanti è ostile a questo schema di retribuzione

Le numerose indagine svolte svolte ovunque tra gli insegnanti comprovano la presenza di una forte ostilità (circa il 70% del corspo insegnante) all’adozione di un sistema di retribuzione modulato in funzione dei risultati degli studenti. Siccome il miglioramento della scuola dipende alquanto dall’impegno degli insegnanti, tutto quanto concorre a ridurre il loro impegno non serve affatto a migliorare le scuole.

4. Lo stipendio calcolato in funzione dei risultati degli studenti può generare con grande probabilità una diminuzione dell’attenzione prestata ad altri importanti obiettivi dell’istruzione scolastica

Quando qualcuno vi offre un incentivo finanziario per conseguire uno scopo ben preciso, questo incentivo può causare un disimpegno rispetto a determinate attività altrettanto auspicabili. Poiché con i modelli di remunerazione in funzione dei risultati non tutti gli obiettivi dell’istruzione sono misurati, quelli che vengono presi in considerazione per calcolare lo stipendio logicamente riceveranno maggiore attenzione a scapito di altri obiettivi. La ricerca psicologia ha dimostrato che le ricompense estrinseche possono incidere sulle motivazioni intrinseche a svolgere una determinata attività. Lo stipendio basato sui risultati degli studenti potrebbe dunque attenuare il desiderio degli insegnanti a svolgere bene il loro lavoro e modificarele loro motivazioni semplicemente perché questo metodo mette in ballo la loro responsabilità professionale. Se lo stipendio in base al merito è individuale e competitiva, gli insegnanti avranno minori occasioni per cooperare tra loro e per condividere i loro problemi con i colleghi.

5. Non esiste nessun consenso su cosa si debba misurare

I risultati accademici non sono la sola prestazione importante della scolarizzazione ; oggigiorno si presta molta attenzione e si attribuisce molta importanza alla capacità della scuola e degli insegnanti a sviluppare negli allievi l’abilità ad apprendere, a imparare da soli o in gruppo, a documentarsi, alle strategie d’apprendimento, alle motivazioni ad apprendere, alla capacità di lavorare con altri, alla tolleranza, alla capacità di difendere le proprie idee in modo ragionevole. Purtroppo questi obiettivi che sono presi sul serio in molti sistemi scolastici non sono quasi mai considerati negli schemi di computo dello stipendio degli insegnanti impostati sulla misura del profitto scolastico degli studenti .

Tra l’altro, anche se si restringesse l’obiettivo della scolarizzazione al miglioramento delle conoscenze di stampo accademico, resta sempre in sospeso una questione : come misurarle. Si devono misurare tutte le materie oppure una sola ? Si deve misurare il livello assoluto di profitto, il quale è fortemente influenzato dalle esperienze anteriori, oppure si deve prestare attenzione al miglioramento progressivo nell’apprendimento ? In questo caso risulta assai difficile dimostrare che ci sono stati miglioramenti o progressi se gli studenti già in passato, sin da piccoli, sono sempre stati bravi.

Il profitto è misurato una volta sola all’anno e in un solo anno [2] oppure in diversi anni di seguito ? Le prestazioni degli insegnanti saranno misurate in funzione di una qualche norma oppure rispetto a un metro convenzionale di confronto, a un punto di riferimento esterno ? Oppure si misurano rispetto alle prestazioni di altri insegnanti ? In questo caso quali insegnanti vengono presi come punto di riferimento ? Insegnanti della stessa scuola ? Dello stesso provveditorato scolastico oppure saranno confrontati a insegnanti di altre scuole che hanno le stesse caratteristiche demografiche ? Con insegnanti della stessa materia oppure con insegnanti di altre materie ?



6. Qualsiasi misura delle prestazioni comprende un grado di errore significativo



Qualsiasi misura del profitto degli studenti-che si tratti di voti assegnati dagli insegnanti oppure di prove strutturate-è soggetta ad errore [3]. La presenza di un errore deve essere presa in considerazione. L’errore può essere più o meno grande, più o meno significativo, con conseguneze più o meno gravi se le somme o la posta in giuoca sono considerevoli. Inoltre, studenti differenti saranno valutati usando differenti strumenti di misura (per esempio diverse prove strutturate usate per livelli scolastici diversi, per la seconda, la terza, la quarta o la quinta elementare per esempio) e ciò costituisce di per sé una sorgente di errore. Un piccolo errore può essere alquanto significativo ed avere importanti conseguenze.



7. I dettagli degli schemi di stipendi fissati in base al merito variano moltissimo, ma questi dettagli contano moltissimo

Di quali insegnanti si tiene conto per calcolare le prestazioni ? Che cosa fare con gli insegnanti che non insegnano a una classe di studenti o che non hanno studenti (per esempio gli insegnanti di canto o di ginnastica oppure gli insegnanti per disabili oppure i consiglieri) oppure degli insegnanti che insegnano materie che non si valutano ? Gli insegnanti alle prime armi (quelli che insegnano per il primo o il secondo anno , ovverosia gli insegnanti neofiti) , oppure quelli che insegnano per la prima volta in un nuovo livello scolastico [4] oppure una nuova disciplina devono essere valutati come si fa con gli altri ?

La misura si applica individualmente a qualsiasi insegnante oppure a gruppi di insegnanti ? in quest’ultimo caso, se si prende in considerazione il gruppo o l’équipe di insegnanti, si tratta di prendere in considerazione tutto il personale della scuola o soltanto un sottogruppo ? Se ci si riferisce a un gruppo, si tiene conto della media di tutti i membri o si applica un altro criterio di computo ? Se si ricompensa il gruppo, in che modo il premio va distribuito ? Tutti i membri del gruppo ricevono una parte uguale del premio oppure spetta al gruppo decidere come il premio dovrà essere utilizzato ? Potenzialmente, tutti gli insegnanti sono candidati a ricevere un premio, nessuno escluso, oppure si fissa una soglia, una percentuale, che limita la proporzione di insegnanti che possono aspirtare a ricevere un premio salariale ? In quest’ultimo caso quanti possono aspirare ad ottenere il premio e quali saranno gli effetti sulle motivazioni dei colleghi, ovverosia di coloro esclusi a priori dalla premiazione ?

Il premio finanziario di quale importanza deve essere ? Una piccola somma, per esempio l’uno o il 2% dello stipendio, nel qual caso l’effetto dell’incentivo sugli insegnanti sarà alquanto ridotto, oppure la ricompensa salariale potrà essere più sostanziosa - per esempio il 10% dello stipendio - e presentarsi quindi con un aspetto alquanto allettante ? Occorre qui segnalare che molti schemi di questo genere sono falliti proprio per la crescita costante dei costi nel tempo, anno dopo anno, diventati estremamente elevati, per cui alla fin fine lo schema è diventato insostenibile.

8. Prove evidenti dell’efficacia dello stipendio in base al sono scarse e deboli. I tentativi non mancano ma nessuno è durato a lungo.

Lo stipendio in base al merito non è una nuova idea. Si è cominciato a parlarne oltre un secolo fa. A dire il vero, non ci sono molte indagini empiriche svolte in maniera rigorosa su questa questione, ma buone indagini ci sono ed hanno dimostrato che gli effetti sugli studenti sono o inesistenti o molto deboli. Inoltre, pochi schemi di remunerazioni strutturate in base al merito sono durate a lungo, il che ci induce a credere che per una ragione o per un’altra non erano duraturi. Quando l’evidenza è debole e l’esperienza non è positiva ci sono buone ragioni per indurre ad essere vigilanti rispetto a qualsiasi politica di questo tipo. Perché non concentrarsi allora su cambiamenti nell’ambito scolastico che si basano su prove evidenti e che sono meno controversi come per esempio il supporto fornito agli insegnanti per migliorare le loro competenze ?

[1]  Adams Scott J.,Heywood John :``Performance Pay in the U.S. Private Sector : Concepts, Measurement, and Trends.’’ In : "Teachers, Performance Pay, and Accountability : What Education Should Learn from Other Sectors", ed. Adams Scott J., Heywood John, Rothstein Richard : 11-64. Washington, D.C. : Economic Policy Institute, 2009

[2] Per esempio a quindici anni come si fa nell’indagine PISA oppure a 13 anni come succede nelle indagine dell’IEA

[3] ndr. La presenza dell’errore di valutazione è comprovata da centinaia di indagini docimologiche e non

[4] ndr. : per esempio che prendono per la prima volta una terza elementare