Una grossa grana che dimostra come non si è mai al riparo da sviste nella ricerca. "Federal education officials called the errors an "embarrassment" for government officials and the private contractor responsible for administering the exam".

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PISA 2006: gli Stati Uniti esclusi dal test sulla lettura

L’errore commesso è grave ma in questo caso è interessante osservare come si tratta il caso. Non è la prima volta che un fatto simile succede. Bisogna però sapere come gestirlo. Abbiamo qui la dimostrazione di come si deve reagire: trasparenza dell’informazione, tempestività della reazione (prima della comunicazione dei risultati), anticipazione, assunzione delle responsabiilità, ammissione delle colpe e provvedimenti disciplinari. Cosa è successo all’INVALSI quando sono capitati incidenti analoghi?

La notizia è stata pubblicata dal settimanale americano Education Week (articolo leggibile solo se si è abbonati) nell’edizione elettronica del 19 novembre 2007.

Si tratta di una vera e propria bomba negli ambienti della ricerca internazionale sulla valutazione degli apprendimenti, perché nessuno poteva aspettarsi di un errore simile compiuto in un paese noto per la professionalità della ricerca sulla valutazione e che è stato la locomotiva principale dell’indagine PISA. Sin dagli inizi del programma PISA gli Stati Uniti hanno presieduto il comitato di direzione ed hanno in pratica imposto le loro pretese ai paesi partecipanti, lasciando loro uno stretto margine di manovra. Quando si scriverà la storia di questa vasta impresa si potrà constatare l’influsso di questa potenza imperiale sullo sviluppo della ricerca internazionale nel campo dello sviluppo dei sistemi scolastici.

Annullando la prova condotta negli Stati Uniti sulla comprensione dei testi scritti inserita nel test PISA della primavera 2006, gli Stati Uniti subiscono un grave danno scientifico perché interrompono la serie ciclica di test iniziata nel 2000 che prevedeva la ripetizione del test ogni tre anni per monitorare il progresso degli apprendimenti dei quindicenni in lettura alla fine della scuola dell’obbligo. Gli Stati Uniti, i cui risultati non erano in media eccellenti, dovranno aspettare il 2010 per disporre di dati comparabili con quelli di altri paesi sulla capacità di lettura dei loro quindicenni e farsi così un’idea dello stato degli apprendimenti nonché dei risultati delle riforme (numerose) intraprese nel frattempo per migliorare la capacità di comprensione dei testi scritti alla fine della scuola dell’obbligo.

Il test PISA comprende tre sezioni: una di lettura, una di matematica ed una di scienze. Il test è triennale ma ogni volta il peso di una sezione, ossia la parte che occupa nell’insieme delle domande ( circa 150 in tutto) è diversa. Nel 2000, la priorità era stata accordata alla lettura; nel 2003 alla matematica; nel 2006 alle scienze. Ogni volta si testano le tre discipline, ma l’importanza accordata loro varia.

Gli errori americani testé resi pubblici sono stati commessi nella stampa del quaderno di domande riguardanti la lettura facente parte del test svolto nella primavera 2006. I risultati del test PISA 2006 non sono ancora stati resi pubblici. Lo saranno il 4 dicembre prossimo. Gli Stati Uniti hanno preferito anticipare lo scandalo che sarebbe scoppiato con la denuncia pubblica da parte dell’OCSE della mancanza dei dati americani sulla lettura. Il direttore del Centro Nazionale di statistica scolastica (NCES) Mark S. Schneider ha quindi preferito annunciare subito il malfatto che è stato attribuito ad una pessima supervisione da parte del suo servizio e ad un errore del contraente RTI International, of Research Triangle Park, N.C..

Il contratto per la realizzazione di PISA 2006 negli Stati Uniti era di un importo di 4 milioni di dollari. RTI ha restituito al NCES 500.000 dollari per l’errore commesso.

Education Week Informa che sono stati scoperti errori anche nella stampa dei test di matematica e scienze, ma che i responsabili americani e quelli dell’OCSE hanno ritenuto che fossero meno gravi e non tali da falsare i risultati. Gatta ci cova, si potrebbe dire. Nasce il sospetto che si sia voluto salvare capra e cavoli ed evitare l’esclusione completa degli Stati Uniti dall’indagine PISA 2006. Occorrerà avere informazioni più precise per giudicare con cognizione di causa la decisione.

Si scopre ora che il test PISA 2006 negli Stati Uniti non è stato svolto nella primavera 2006 come ovunque, ma in autunno, tra settembre e novembre. L’errore è stato scoperto nel luglio scorso quando i gruppi di ricerca dei vari paesi hanno ricevuto dai centri di calcolo internazionale i risultati per paese per controllarli. [1]. I responsabili dell’indagine negli USA al RTI si accorsero subito che qualcosa non quadrava ed hanno allarmato il NCES dove si è immediatamente capito che i risultati del test di lettura erano inutilizzabili e che il test era andato irrimediabilmente perso.

[1] I dati italiani sono arrivati all’INValSi suppergiù nello stesso momento