Si può valutare la competenza degli insegnanti con i risultati dei loro allievi ai test?

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Il serpente che si morde la coda

I buoni insegnanti andrebbero premiati, se possibile con premi di ordine finanziario, mentre i pessimi inegnanti dovrebbero essere licenziati. A parte il fatto che non tutti sono d’accordo su questi semplici ed evidenti principi, il problema è come distinguere i buoni dai cattivi docenti. La valutazione dei docenti non è un tabù, ma non è nemmeno l’operazione più semplice da svolgere. Nonostante la consapevolezza ampliamente condivisa negli ambienti scientifici della difficoltà di quest’impresa, si continua a proporre di risolvere il problema modificando la scala degli stipendi, contestando uno dei più solidi tabù sindacali, pur sapendo che non tutti gli insegnanti lavorano allo stesso modo. La funzione è la stessa, ma l’impegno ed il lavoro no. Che fare?

Esistono ormai centinaia di ricerche e di indagini su questo problema e quasi tutte convergono nelle conclusioni: il salario al merito non è un provvedimento adeguato per migliorare le scuole; gli inconvenienti sono maggiori dei benifici; i problemi per valutare la competenza dei docenti sono considerevoli e non sono, almeno finora, tecnicamente corretti; la valutazione dei docenti costa moltissimo e non c’è un rapporto diretto evidente con gli effetti, ossia i risultati (di qualsiasi genere siano) degli allievi.

L’Association américaine Teacher Leaders Network est une initiative du Center for Teaching Quality qui vise l’amélioration de la qualité des enseignants pour améliorer les résultats scolaires. Ce réseau Teacher Leaders regroupe 200 enseignants considérés parmi les meilleurs aux Etats-Unis. Il vient de publier un rapport «Performance-Pay for Teachers:Designing a System that Students Deserve» (en annexe) qui propose de changer radicalement la manière avec laquelle les enseignants sont rétribués et d’introduire le salaire au mérite.

La proposta di retribuire gli insegnanti in base al merito è allettante ma è anche ardua da impostare. Con ciò non si vuol dire che sia impossibile contemplare una modifica delle modalità di retribuzione degli insegnanti, ma solamente segnalare che gli ostacoli di ordine tecnico ( per non dire quelli di ordine politico e sindacale) da superare sono considerevoli. Questa idea ha anche una lunga storia alle spalle. Ecco alcune recentissime pubblicazioni sull’argomento.

In primo luogo, il blog della Veille Scientifique et Technologique dell’Istituto Nazionale Francese di Ricerca Pedagogica (INRP) ha pubblicato l’8 novembre 2006 un intervento di Marie Gaussel che prende lo spunto dall’adozione di un modello di retribuzione in base al merito ed al lavoro svolto adottato nelle scuole pubbliche di Chicago.

Modalità alternative di retribuzione dei docenti sono state studiate in un progetto del CPRE, il Consortium for Policy Research in Education costituitosi nel 1985, che raggruppa sette prestigiose università americane [1] che hanno messo in comune le proprie forze per migliorare con la ricerca l’insegnamento nelle scuole elementari e medie. Sotto la direzione di Allan Odd, uno dei massimi specialisti di economia dell’educazione negli Stati Uniti, un gruppo di ricercatori ha analizzato i programmi messi in atto per attirare nella professione di insegnante le migliori personalità nonché i programmi predisposti per ricompensare gli insegnanti più brillanti. I risultati di questo studio sono stati pubblicati nel rapporto Changing Teacher Compensation, CPRE, 2002 curato da Allan Odd e collaboratori.

Nel 2004, nel sistema pubblico delle scuole di Denver (Stati Uniti, Colorado) terminò uno degli esperimenti più ampi condotto negli Stati Uniti in materia (stipendio in base al merito). L’esperimento, condotto d’intesa con le associazione degli insegnanti e l’amministrazione scolastica, fu pilotato in partenariato da entrambi le parti. L’esperienza non diede nessun frutto nel senso che fu chiusa senza nessuna proposta di continuare a pagare gli insegnanti in base al merito. Tuttavia, la conseguenza principale di questo esperimento fu la modifica sostanziale delle modalità di retribuzione dei docenti nella provincia di Denver. L’articolo di Donald Gratz, Lessons from Denver: The Pay for Performance Pilot, pubblicato nella rivista Phi Delta Kappan, Vol. 86, No. 08 (April 2005): 568-581, descrive questa vicenda e spiega le ragioni dell’esperimento.

Una delle difficoltà principali da superare per approntare un modulo di retribuzione in base al merito è la valutazione degli insegnanti. Anche su questo tema esiste una letteratura immensa. In allegato è ripreso un articolo di Lorrie Shepard e Amelia KREITZER pubblicato nella rivista Educational Researcher, Vol. 16, No. 6, August- September 1987, pp. 22- 31 nel quale si ricostruisce la vicenda clamorosa della valutazione delle competenze accademiche degli insegnanti e dei dirigenti della scuola pubblica del Texas (il TECAT : Texas Evaluation of Current Administrators and Teachers). Questa operazione che ha coinvolto poco più di 200 000 insegnanti è esemplare dei problemi che si pongono quando si tratta di valutare le competenze degli insegnanti.

Presentazione della relazione Performance-Pay for Teachers. Designing a System that Student Deserve a cura del Teacher Leaders Network fatta nel sito del Café Pédagogique (Francia) del 9 maggio 2007:

L’idée de la rémunération des enseignants au mérite est-elle en train de s’imposer ? Nicolas Sarkozy l’a officiellement mise dans son programme. "Je veux que souffle sur lui (l’enseignant) un vent de liberté et d’évaluation. Liberté pédagogique des enseignants…. Mais évaluation des enseignants selon les résultats des élèves". Cette proposition en rejoint directement une autre. Cette semaine, aux Etats-Unis, le Teacher Leaders Network, une association qui regroupe un certain nombre de professeurs récompensés pour leurs qualités pédagogiques, demande lui aussi une paie différenciée. L’affaire fait grand bruit outre-Atlantique. Ces enseignants demandent que soient mieux payés les professeurs qui font progresser les résultats de leurs élèves ou qui obtiennent de nouveaux diplômes ou encore qui acceptent d’aller en zep, à condition qu’ils soient qualifiés. Le Teacher Leaders Network promeut l’avancement selon la réussite plutôt qu’à l’ancienneté. En France, d’ailleurs, il faut le reconnaître, tous les professeurs sont capables de désigner des collègues plus efficaces que d’autres.

Sont-ils pour autant capables de s’entendre sur les critères de cette efficacité ? Ecartons d’abord l’idée simpliste de graduer l’efficacité sur le taux de réussite aux examens. L’erreur est souvent commise par les parents or, si on le faisait, on récompenserait les enseignants des établissements de centre-ville par rapport à ceux de banlieue.

Alors quels critères retenir ? L’enseignant efficace n’est ce pas aussi celui qui aide les élèves à construire une bonne estime de soi ? C’est sans doute celui dont les élèves ont des acquis supérieurs à ceux de classes comparables. Mais dans ce cas comment faire la part des relations entre les élèves dans ces progrès et celle du maître ? Ces acquis profitent-ils à tous les élèves de façon égale ou le maître n’est-il pas plus efficace avec certains ? Plusieurs études ont pu montrer que, selon les représentations qu’ils se font de leurs élèves, les enseignants sont meilleurs avec certains qu’avec d’autres. On mesure alors la complexité de ces interactions.

Dans "Enseigner" (éditions des PUF,2006), Pascal Bressoux conclue une réflexion sur l’efficacité des enseignants en disant qu’elle "apparaît donc moins comme une caractéristique intrinsèque de l’enseignant que comme le résultat d’une interaction avec la situation d’enseignement et les élèves". La façon la plus simple d’avoir de meilleurs enseignants c’est peut-être de changer l’économie de l’Ecole et les représentations qui y ont cours. On tient là la limite du raisonnement sur l’évaluation de l’enseignant.

[1] The University of Pennsylvania, Harvard University, Stanford University, the University of Michigan, Teachers College Columbia University, Northwestern University, and the University of Wisconsin-Madison

Les documents de l'article

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