La valutazione degli insegnanti è diventata una faccenda cruciale nelle politiche scolastiche. In questo articolo si presentano tre documenti americani recenti che fanno il punto alla situazione. Una ricerca di Patricia Hinchey professore di scienze dell’educazione alla Pennsylvania State University, un documento su un’esperienza pilota svolta a Chicago e una relazione sulle riforme in corso negli USA riguardanti la valutazione degli insegnanti.

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Bando al feticismo dei test

Oggigiorno si dispone di una massa di dati sulle esperienze di valutazione degli insegnanti imperniate sui punteggi conseguiti dai loro studenti nei test. I risultati di queste esperienze non sono probanti e i responsabili politici sarebbero ben ispirati se facessero una pausa per esaminare in modo oculato i problemi che rendono alquanto complessa la questione della valutazione degli insegnanti. Invece succede il contrario: le autorità scolastiche e politiche si lasciano facilmente ubriacare dall’uso dei test, meno ne capiscono e più si fidano dei risultati, considerano i test come un feticcio nel quale fare pieno affidamento, ma coloro che si occupano di test, che li costruiscono e li manipolano, sanno benissimo che i test non sono e non possono essere un feticcio soprattutto quando si usano per prendere decisioni della massima importanza per la carriera professionale o per il destino di una scuola.

Vale proprio la pena rivenire sull’argomento della valutazione degli insegnanti affrontato più volte in questo sito con l’illusione di diffondere informazioni utili su quanto si fa altrove e di invitare i responsabili politici e sindacali alla cautela di fronte a una questione scottante. Per questa ragione mi sembra utile riassumere documenti di ricerca che affrontano da diverse angolature il problema della valutazione degli insegnanti. La sintesi di questi lavori è ormai monotona :

  • gli insegnanti si possono e si devono valutare [1] ;
  • non esiste uno strumento unico, perfetto di valutazione degli insegnanti ;
  • non si può fare affidamento sui punteggi degli studenti nei test per valutare la bravura di un insegnante ;
  • occorre combinare svariati approcci ma il dosaggio di ognuno non è ancora stato appurato ;
  • la misura del valore aggiunto dell’apprendimento può entrare in linea di conto ma deve restare un elemento marginale perché è troppo precaria e perché esige una grande competenza per calcolarla.


Il documento "Getting Teacher Assessment Right : What Policymakers Can Learn from Research" di Patricia Hinchey pubblicato dal "National Education Policy Center"dell’Università del Colorado a Boulder fornisce una sintesi delle ricerche scientifiche condotte in questi ultimi anni sulla questione della valutazione degli insegnanti e conclude che in questo campo la soluzione più appropriata consiste nel comporre molteplici approcci e non in un singolo strumento che di per sé è certamente inaffidabile. Il documento è pubblicato nel Web del NCED e può essere consultato in inglesecliccando qui.

La valutazione è necessaria

La bravura degli insegnanti, il loro impegno, la loro qualità e la loro efficacia si devono valutare e possono essere valutati. Su questo punto ormai esiste una concordanza di punti di vista. Il problema risiede nelle modalità di valutazione. [2] .

Una valutazione giusta degli insegnanti è possibile


Dopo avere esaminato le esperienze svolte su vasta scala in svariati sistemi scolastici si giunge a identificare un punto di convergenza : una valutazione autentica e ponderata degli insegnanti implica l’adozione di un sistema equilibrato composto di diversi approcci valutativi nel quale però i modelli del valore aggiunto calcolato con i punteggi conseguiti dagli studenti nelle prove strutturate (i test) occupano un ruolo del tutto secondario. Nel documento di Hinchey si afferma che per ora non esiste un metodo di valutazione degli insegnanti valido in sé e per sé. Ogni metodo ha i suoi pregi e i suoi difetti e le carenze di uno possono essere compensate e corrette combinando vari metodi. Questi metodi includono :

  • L’osservazione in classe e le valutazioni da parte degli amministratori scolastici ;
  • I portfolio predisposti dagli insegnanti stessi per documentare il loro lavoro e le loro responsabilità ;
  • la valutazione d parte di colleghi (i pari grado).

Da queste considerazioni si vede subito che i test somministrati agli allievi non sono presi in consierazione.


Kevin G. Weiner, direttore del NCEP ha affermato che "dopo un decennio di disastri causati negli USA dalla riforma NCLB [3], i responsabili politici continuano purtroppo a credere ciecamente nell’utilità dei punteggi degli studenti nelle prove strutturate (i test) per valutare gli insegnanti e considerano i test come un feticcio [4]. Le autorità si servono dei test come stampella per sostenere metodi zoppicanti di valutazione degli insegnanti, mentre invece dovrebbero ricercare soluzioni equilibrate".

Caratteristiche di una valutazione autentica e democratica degli insegnanti


Nel documento "Getting Teacher Assessment Right : What Policymakers Can Learn from Research" si osserva pure che nella maggioranza delle discussioni in corso sul miglioramento della qualità degli insegnanti gli argomenti sono squilibrati a favore dei test. "Orbene, ci sono domande importanti da porre ed affrontare su cosa possono indicare o non possono indicare i punteggi delle prove strutturate a proposito di un singolo insegnante, ed è indubbio che se si pone un’enfasi esclusiva sui punteggi nei test si ottengono conseguenze imprevedibili e controproducenti che minano alla base l’obiettivo principale della valutazione degli insegnanti che è quello di sviluppare un eccellente corpo di insegnanti" afferma Hinchey.

Da par suo Kevin Welner afferma che "i pericoli connessi a un uso improprio dei dati del valore aggiunto non devono essere sottostimati. Una iper-valutazione dei punteggi conseguiti nei test può ridurre il curricolo, falsare il giudizio espresso su un insegnante, neutralizzare gli sforzi per attirare nuovi talenti nella professione".



I risultati delle ricerche messe in evidenza nel documento sostengono che una valutazione efficace degli insegnanti dovrebbe far sì che :
 

  • Tutti partecipanti alla valutazione dovrebbero essere coinvolti nella pianificazione e nella preparazione della valutazione ed avere l’occasione di conoscere e di capire pienamente il modulo di valutazione adottato ;
  • Le valutazioni dovrebbero sfruttare un ampio ventaglio di strumenti piuttosto che appoggiarsi su una singola prova come lo sono per esempio i punteggi degli studenti nei test ;
  • L’architettura di un sistema di valutazione degli insegnanti deve essere basata su una ricerca di alta qualità e deve essere accompagnata da risorse adeguate.

State of the States : Trends and Early Lessons
on Teacher Evaluation and Effectiveness Policies.
Documento del "NAtional Council on Teacher Quality", 2011.

Il secondo documento è stato prodotto dal "National Council on Teacher Quality" [5] e descrive le tendenze nonché le prime lezioni che si possono trarre dalle politiche impostate per valutare gli insegnanti. Il documento fornisce una rassegna delle politiche riguardanti la valutazione degli insegnanti nei 50 stati americani ed analizza in maniera dettagliata le caratteristiche delle politiche attuate in 17 stati che attribuiscono ai risultati degli studenti un ruolo significativo nella valutazione degli insegnanti. Questi 17 stati esaminati in dettaglio sono i seguenti :

Delaware, Washington D.C., Florida, Idaho, Illinois, Indiana, Luisiana, Maryland, Michigan, Minnesota, Nevada, New York, Ohio, Oklahoma, Rhode Island,
Tennessee
 

Il documento integrale in inglese è allegato a questo articolo. Ne presentiamo qui la sintesi liberamente tradotta.

 

Un movimento senza precedenti

L’adozione di modalità di valutazione degli insegnanti che integrano gli apprendimenti degli studenti nella valutazione è senza precedenti negli USA. Presto o tardi anche l’Unione Europea che sembra dettar legge in campo scolastico in Europa pur non avendo grandi competenze in materia negli statuti europei, finirà per fare la stessa cosa. Del resto in Italia è dal 1997 che se ne parla senza grandi risultati a parte il siluramento del ministro Berlinguer che aveva avuto il coraggio di proporla. Poiché è ancora prematuro dire se gli Stati americani e i loro sistemi scolastici riusciranno a realizzare riforme della valutazione degli insegnanti imperniate sui risultati degli studenti, il documento si limita a sviluppare tre approcci :

  • una descrizione dettagliata di come si presenta oggigiorno il paesaggio della valutazione degli insegnanti negli USA ;
  • un’analisi approfondita di casi scelti tra le politiche più ambiziose sull’efficacia degli insegnanti ;
  • un insieme di osservazioni preliminari sullo sviluppo e l’attuazione di valutazioni degli insegnanti impostate sui risultati degli studenti

Il documento rileva che il paesaggio della valutazione degli insegnanti è molto cangiante. Moltissimi stati hanno avviato riforme della valutazione degli insegnanti senza nessun incentivo da parte del governo federale.

Un paesaggio in piena evoluzione


Ecco alcuni dati in merito :

  • In questi ultimi tre anni, 32 Stati hanno modificato le loro politiche di valutazione degli insegnanti ;
  • Due anni fa soltanto 15 Stati esigevano una valutazione annuale dei loro insegnanti. Ora sono 24 gli Stati che la richiedono per tutti gli insegnanti di tutti gli ordini di scuola ;
  • I cambiamenti sono ancora più marcati per quel che riguarda l’uso dei punteggi degli studenti nei test per valutare gli insegnanti. Nel 2009, ossia due anni fa, su 50 Stati ben 35 non prevedevano nessun uso dei punteggi degli studenti nei test per valutare gli insegnanti. Non se ne parlava affatto. Solo in 4 Stati i punteggi dei test somministrati agli studenti erano il criterio predominante di valutazione degli insegnanti. Oggigiorno in 23 Stati si presta non solo attenzione a quanto apprendono gli studenti per valutare gli insegnanti ma si esigono addirittura prove evidenti ed oggettive di quel che imparano gli studenti e della loro crescita intellettuale, culturale, morale e affettiva ;
  • 17 Stati hanno adottato una legge o un regolamento che richiede esplicitamente di considerare quanto apprendono gli studenti come criterio predominante della valutazione degli insegnanti ;
  • In 18 Stati si possono licenziare gli insegnanti sulla base dei risultati della valutazione ma solo in 13 Stati le valutazioni degli insegnanti sono esplicitamente connesse ai risultati degli studenti nei test.

La maggior parte di queste politiche è recentissima per cui è prematuro trarre qualsiasi conclusioni da quanto si osserva. Peraltro, solo in pochi Stati si sono effettivamente adottati sistemi di valutazione degli insegnanti su vasta scala. Taluni Stati hanno semplicemente formulato intenzioni o esigenze che non sono però state ancora tradotte in pratica. Tuttavia, da tutto questo subbuglio si possono già trarre alcune lezioni :
 

  • Le misure dell’efficacia degli insegnanti non devono essere necessariamente perfette per essere utili


Le misure dell’efficacia degli insegnanti non sono perfette, nondimeno rappresentano un progresso rispetto al passato quando non si prestava quasi nessuna attenzione all’impatto dell’insegnamento sugli studenti e quanto si fornivano pochissime informazioni sensate ed utili sui punti di forza o sulle debolezze degli insegnanti, ossia informazioni che potevano essere utili per lo sviluppo professionale.
 

  • La preoccupazione di rendere comparabili tra loro le misure di tutti gli insegnanti e quindi di adottare per tutti gli insegnanti un modello unico di valutazione potrebbe essere controproducente e quindi vanificare gli sforzi per migliorare la valutazione degli insegnanti. È logico che si tenti di identificare o di sviluppare misure comparabili per tutti insegnanti indipendentemente dal livello di insegnamento o delle materie che si insegnano però è molto più importante preoccuparsi della validità e dell’equità delle misure che non della loro comparabilità per tutto il corpo insegnante.

 

  • La valutazione degli insegnanti è una sfida ardua alla quale gli Stati sono confrontati. L’aspetto più complicato è l’impostazione di valutazioni attendibili che misurino la crescita degli studenti nei livelli di istruzione, nelle classi e nelle materie che di solito non vengono o non sono oggetto di valutazioni con test come per esempio talune discipline umanistiche, le discipline sportive o artistiche, l’educazione speciale o dei disabili, eccetera. I sistemi di valutazione degli insegnanti sono confrontati alla sfida di dover sviluppare misure rigorose ed eque sulla crescita dell’apprendimento e delle competenze degli studenti, sui risultati conseguiti dai loro insegnanti che tengano conto di tutta la gamma di insegnamenti e che quindi prevedano una varietà di metodi di misura.

 

  • Gli Stati non dovrebbero perdere di vista l’importanza delle osservazioni in classe perché la validità e la bravura di un insegnante non si misura unicamente comparando tra loro i risultati nei test somministrati all’inizio e alla fine dell’anno scolastico per poter calcolare, così almeno si ritiene, il valore aggiunto di un anno di scuola, confrontando la differenza di punteggi tra i due testi. E altrettanto importante osservare il comportamento degli insegnanti in classe e come gli studenti apprendono in classe durante una lezione.

 

  • E’ indubbio che le valutazioni degli insegnanti sono utili non soltanto perché forniscono a tutti gli insegnanti informazioni sulle loro competenze professionali e quindi li potrebbero aiutare a migliorarsi, a emendare i propri difetti, a potenziare le loro qualité, ma soprattutto perché le valutazioni permettono di identificare gli insegnanti migliori e quelli incompetenti. La precisione delle informazioni sulla crescita degli studenti e sul valore aggiunto dell’insegnamento può anche non essere molto elevata e raffinata ma questo non vuol dire che queste misure dovrebbero essere trascurate.

 

  • Il sostegno delle parti interessate è molto importante ma più importante ancora è la presenza di una forte leadership, di un dirigente motivato e competente che sa gestire la scuola. Il perfezionamento del miglioramento del corpo docente è di per sé un compito molto arduo. Tutti si rendono conto che la riforma della gestione degli insegnanti si urterà contro opposizioni di ogni genere. Pertanto è certamente importante che tutte le parti interessate siano coinvolte in questa operazione ma esse devono essere controbilanciate da una leadership reale e quando è necessario anche da una perizia tecnica appropriata.

 

  • Le soluzioni burocratiche imposte dall’amministrazione non sono un approccio adeguato per garantire qualità e rigore della valutazione degli insegnanti. Il coinvolgimento dello Stato e dell’amministrazione statale sembrerebbe una buona idea di per sé ma potrebbe anche non essere realistica tenuto conto delle competenze dello Stato. L’intervento dello Stato deve essere calibrato e tenere conto delle capacità locali. Non tutti i livelli decisionali hanno le competenze per svolgere un’adeguata valutazione degli insegnanti per cui i livelli decisionali superiori alle istanze intermedie nell’apparato gerarchico dell’amministrazione scolastica hanno un compito specifico da svolgere che però deve essere delimitato e definito con precisione. Sembra in ogni modo poco pertinente disinteressarsi delle modalità impostate alla base di valutazione degli insegnanti e lasciar fare ai livelli decisionali inferiori quello che vogliono. Ci sono buone ragioni per essere scettici di fronte ad un’attitudine come questa perché non tutti hanno la capacità o la volontà per impostare sistemi di valutazione impeccabili.

 

  • Gli Stati dovrebbero iniziare con valutazioni annuali per tutti gli insegnanti per poi adattarle gradualmente per tener conto delle prestazioni degli insegnanti altamente efficaci una volta che il sistema è diventato totalmente operativo.

 

  • Nella misura del possibile gli Stati dovrebbero ricorrere a valutatori esterni indipendenti. I valutatori esterni possono in effetti fornire un feedback importante sulla valutazione nonché svolgere un controllo efficace dei dirigenti scolastici e degli amministratori della scuola.

 

  • Mettere alla gogna gli insegnanti incompetenti non è una politica appropriata. Taluni ritengono che rendere pubblica l’ incompetenza di un insegnante sia una prova di una buona politica d’ accountability. Ciò non è affatto vero. Questa una pratica umiliante che rende un pessimo servizio al corpo insegnante. Gli insegnanti incompetenti devono essere non soltanto licenziati ma devono anche e soprattutto essere aiutati a risolvere il loro problema professionale.

 

  • Le politiche di valutazione degli insegnanti dovrebbero prefiggersi di aiutare tutti gli insegnanti a migliorare e non occuparsi solamente degli insegnanti deboli. Molti Stati hanno impostato riforme della valutazione degli insegnanti che prevedono di connettere esplicitamente i piani di sviluppo professionali con i risultati della valutazione se questi risultati sono insufficienti. Orbene le buone valutazioni sono significative se servono a tutti gli insegnanti e non solo a quelli in difficoltà.

 

  • Gli Stati dovrebbero anticipare e tener conto delle reazioni di ansietà prodotte dall’adozione di nuovi sistemi di valutazione per gli insegnanti. Gli insegnanti, come qualsiasi persona d’altra parte, temono l’ignoto. La burocrazia statale può e deve anticipare e neutralizzare queste paure nonché prevedere i provvedimenti che servono per diminuire le tensioni generate dalle valutazioni.

 

  • Clausole d’eccezione dovrebbero essere accuratamente predisposte per evitare scappatoie e taroccamenti vari suscitati dei nuovi sistemi di valutazione. In taluni Stati si sono già osservati comportamenti di questo tipo che minano la validità delle politiche di valutazione.

 

  • Gli Stati dovrebbero neutralizzare tutti i comportamenti che pregiudicano la pertinenza e la validità della valutazione degli insegnanti con una verifica sistematica del loro sistema di valutazione ; inoltre l’amministrazione statale deve essere sufficientemente flessibile per adattare il modulo di valutazione alle necessità locali e alle constatazioni. Si è chiaramente agli inizi di una nuova politica per cui non si sa bene dove si andrà a finire. La flessibilità è quindi indispensabile come lo è la sperimentazione. Ci sono molte cose da imparare. Per questa ragione lo Stato deve impostare tutta una serie di controlli per essere sicuro che i sistemi di valutazione siano corretti e credibili.

"Rethinking Teacher Evaluation in Chicago
Lessons Learned from Classroom Observations, Principal-Teacher Conferences, and District Implementation"
Consorzio di ricerca sulla scuola di Chicago, Università di Chicago, URBAN EDUCATION INSTITUTE, Novembre 2011

 

Questo è l’ultimo documento presentato in questo articolo [6]. Riguarda la valutazione degli insegnanti nella città di Chicago da cui provengono sia l’attuale presidente degli Stati Uniti Barack Obama sia il suo ministro dell’educazione Arne Duncan.

Il testo che segue è una libera traduzione della sintesi originale del documento in inglese.

 

Nel 2008 l’assessorato all’istruzione della città di Chicago ha deciso che era giunta l’ora di rilanciare la valutazione degli insegnanti e di sperimentarne una soluzione per informarli sulle loro competenze didattiche e educative. A quell’epoca questa iniziativa era all’avanguardia del movimento nazionale americano (descritto poc’anzi) di ristrutturazione della valutazione degli insegnanti. L’iniziativa di Chicago per migliorare la valutazione era motivata da due fattori principali.
 

  • Dapprima, dalla necessità di sostituire un modello fallimentare di valutazione degli insegnanti che non forniva agli insegnanti il pur che minimo feedback sulla loro prassi educativa e neppure nessuna indicazione sensata su quanto ci si aspettasse da loro nelle aule scolastiche.
  • Il secondo dalla necessità di sostituire il sistema di valutazione tradizionale degli insegnanti che non effettuava nessun distinzione tra bravi insegnanti e quelli incompetenti.

Insufficienze del modello tradizionale di valutazione degli insegnanti


Per esempio, a Chicago, insegnanti e dirigenti dovevano fidarsi di un sistema di valutazione che era generalmente considerato arbitrario ed ingiusto da tutti. Inoltre, secondo questo sistema risultava che il 93% degli insegnanti era valutato in maniera eccellente mentre il 66% delle scuole di Chicago si trovano in uno stato fallimentare dal punto di vista dell’istruzione e dell’educazione in quanto le loro prestazioni erano di gran lunga inferiore agli standard minimi richiesti dalla città. Il divario tra risultati scolastici da un lato e valutazione degli insegnanti dall’altro era flagrante. Come mai infatti la maggioranza degli insegnanti poteva essere ritenuta eccellente mentre invece la maggioranza delle scuole erano scadenti e fornivano prestazioni preoccupanti ?

Il rapporto allegato a quest’articolo riassume i risultati di un’esperienza pilota biennale fatta a Chicago, concepita per ottenere un miglioramento dell’istruzione mediante informazioni basate su prove fornite agli insegnanti sul loro debolezze e sui loro punti di forza.

L’esperienza pilota


L’esperienza pilota è consistita in un insieme di corsi di formazione e di programmi di supporto destinati ai dirigenti e agli insegnanti, di osservazioni dei dirigenti, di osservazioni in aula della didattica svolte due volte all’anno, d’ incontri tra dirigenti e insegnanti per discutere i risultati della valutazione e le prassi d’insegnamento.

Quest’esperienza pilota ha dimostrato che si può ottenere un miglioramento dell’istruzione e dei comportamenti degli insegnanti in classe generalizzando l’osservazione in classe, la raccolta di prove empiriche nonché la formulazione di definizioni condivise sull’efficacia dell’insegnamento. Il nuovo sistema di valutazione si è dimostrato molto migliore di quello tradizionale. Inoltre il nuovo sistema ha messo in evidenza tutta una serie di problemi come per esempio la debolezza dell’accompagnamento professionale degli insegnanti e la mancanza di iniziative da parte di numerosi dirigenti.

Risultati ottenuti

Tra i risultati specifici di quest’esperienza pilota si possono mettere in evidenza i punti seguenti :
 

  • Le valutazioni svolte partendo dall’osservazione in classe sono misure valide delle prassi di insegnamento ;
  • Le valutazioni fondate sulle osservazione in classe possono fornire misure attendibili e valide dell’insegnamento ; i dirigenti e gli esperti formati all’osservazione in classe in generale concordano nei loro giudizi e attribuiscono punteggi assai simili agli insegnanti che osservano ;
  • I dirigenti scolastici concordano sul fatto che le conferenze o i consigli scolastici sono diventati più sostanziosi che non in passato quando si mettono sul tavolo i risultati delle valutazioni degli insegnanti. I temi trattati in questi incontri sono meno amministrativi e riguardane più l’istruzione e il miglioramento della scuola, questioni che invece in passato invece erano trascurati. Purtroppo si è anche constatato che molti dirigenti non hanno le competenze necessarie per pilotare discussioni approfondite sull’insegnamento ;
  • Più della metà dei dirigenti si è fortemente coinvolta nella realizzazione del nuovo sistema di valutazione. I dirigenti che invece hanno boicottato il nuovo sistema di valutazione oppure che non ci sono dati da fare per sostenerlo hanno giustificato il loro comportamento con l’argomento che era troppo impegnativo, che richiedeva troppo tempo e che avevano molti altri compiti da svolgere.


In conclusione il documento fornisce una prova della pertinenza di una valutazione impostata sull’osservazione in classe ossia di una pratica in vigore alcuni decenni sono e che man mano è andata diradandosi fino a sparire in quasi tutti i sistemi scolastici. Si tratta ora di riflettere sulle modalità per rilanciare una valutazione degli insegnanti sulla base dell’osservazione in classe. La documentazione esistente a questo riguardo attira l’attenzione sulla difficoltà di organizzare l’osservazione in classe. Non è affatto ovvio svolgere osservazioni oggettive con griglie apposite. Il ricorso a due osservatori è per esempio una modalità tentata per rendere oggettive le osservazioni, ma la presenza in aula di una persona terza che osserva l’insegnante e la classe è una situazione artificiosa che modifica i comportamenti di tutti. Alcune esperienze recenti molto interessanti sono state fatte con l’uso dalla video, filmando le lezioni in classe, e facendone valutare da diversi osservatori. Una ricca documentazione a questo riguardo si trova nel materiale prodotto dal video study svolto a margine dell’indagine TIMSS [7] dell’IEA sulla matematica e le scienze nel 1994/ 95 [8].

[1] ndr. : gli insegnanti sono sempre stati valutati per ragioni soprattutto politiche che avevano a che fare con l’accertamento della loro ortodossia pedagogica rispetto alla filosofia politica dell’educazione adottata dallo Stato

[2] Mi sembra opportuno precisare che il metodo "Valorizza" sperimentato in Italia non è un metodo di valutazione degli insegnanti ma è un’ esperienza di riconoscimento della reputazione di cui gode un insegnante di un determinato istituto. L’esperienza promossa dal ministero italiano della Pubblica Istruzione mira a premiare la reputazione e dunque a riconoscere i docenti meritevoli di ricevere un premio, ed è in questo senso un tentativo per snellire la scala degli stipendi, per modificare la regola delle retribuzioni stanziate solo in funzione dell’anzianità, in un paesaggio politico rigido, caratterizzato dalla presenza di parti rigidamente contrapposte su posizioni difensive. La valutazione della qualità e dell’efficacia degli insegnanti è qualcosa d’altro

[3] Acronimo per “No Child Left Behind", si vedano gli articoli a questo riguardo in questo sito, identificabili con una ricerca svolta con l’acronimo NCLB

[4] NDR. : Meno si capiscono, più diventano credibili

[5] Acronimo NCTQ

[6] La versione originale integrale in inglese è allegata in formato .pdf

[7] Acronimo per "Terza indagine internazionale sulla matematica e delle scienze“

[8] Si veda per esempio l’articolo seguente : James W. Stigler and James Hiebert, Closing the Teaching Gap, Phi Delta Kappan, Vol. 91, No. 3, November 2009, pp. 32-37. Stigler e Hiebert sono stati i direttori della ricerca Video-TIMSS che ha filmato un migliaio di lezioni di matematica in una decina di sistemi scolastici

Les documents de l'article

nctq_stateOfTheStates.pdf
Teacher_Eval_Report_FINAL-2.pdf