Presentazione di una indagine condotta da ricercatori olandesi sugli effetti a lunga scadenza dell’istruzione e formazione professionale in alternanza, ossia dell’apprendistato secondo il modello tedesco.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Istruzione e formazione professionale

Gli autori contestano la pertinenza della tesi propugnata dall’OCSE da anni secondo la quale gli studi superiori ( università e altro) garantirebbero prospettive professionali migliori per cui i governi sono incitati a promuovere l’istruzione terziaria. I risultati di questa indagine che vanno a controcorrente di quanto diffuso dall’OCSE in questi ultimi anni sono stati pubblicati non a caso nel corso dell’estate , ma almeno sono resi pubblici e comprovano che all’interno dell’OCSE esiste una bella disputa tra fautori di una tesi e sostenitori di una opposta.

 

Tre ricercatori olandesi dell’università di Amsterdam [1] firmano un testo pubblicato questa estate nel blog dell’OCSE sull’educazione "Educationtoday"  [2

Il testo è corredato da grafici alquanto eloquenti.

Sintesi in italiano che riprende molto liberamente il post del blog.

Sembrerebbe assurdo citare un’indagine di questo tipo in Italia dove si lotta per avere un’IFP degna di questo nome, ma forse è opportuno aprire gli occhi e conoscere in anticipo certe conseguenze che si manifestano trenta o quaranta anni dopo. In ogni modo in Italia l’organizzazione degli studi superiori è zoppicante. L’analisi contesta le tesi dell’OCSE che da anni propugnano un maggiore accesso agli studi universitari e anche un miglioramento della formazione universitaria. Qui non si parla né di insegnamento duale o in alternanza, né di scuole professioni a statuto speciale, bensì della validità e utilità dell’istruzione e formazione professionale lungo il percorso esistenziale nella vita attiva, per uomini e donne. Le conclusioni però mettono in luce gli aspetti benefici dell’apprendistato alla tedesca. Traduzione parziale in italiano molto libera.

L’istruzione e la formazione professionale significano molte cose e non sono interpretate allo stesso modo da molte persone.

In taluni paesi, l’istruzione e la formazione professionale è del tutto secolarizzata e non prevede nessun contatto con il mondo reale dal lavoro oppure contatti molto saltuari. [3] .In altri sistemi scolastici invece, l’espressione designa sistemi nei quali la formazione professionale è fornita soprattutto in un posto di lavoro ed è curata dalle aziende [4]. In questo ultimo caso la formazione e l’ istruzione professionale sono denominate" insegnamento duale » , più comunemente noto come" apprendistato". L’economista USA Hanushek ha messo in guardia contro un’interpretazione troppo ottimista dell’importanza nel settore della formazione istruzione professionale. La sua contestazione era perfettamente in linea con la linea OCSE favorevole da anni allo sviluppo dell’istruzione terziaria [5]. Un sistema forte di istruzione e formazione professionale può senz’altro aiutare gli studenti deboli a inserirsi nel mondo del lavoro ma la formazione professionale iniziale è poco efficace quanto si ha a che fare con le ultime fasi della carriera professionale. Maggiori dosi di istruzione e formazione professionale non sono secondo Hanushek e consorti una risposta adeguata per le fasi finali della vita professionale. I lavoratori qualificati nell’istruzione formazione professionale sono i primi ad essere licenziati dopo I cinquant’anni perché le loro competenze sono diventate probabilmente obsolete.

 

L’articolo degli Olandesi contesta la validità di questa tesi.

 

 

Se si esamina l’impatto dell’istruzione e formazione professionale lungo l’arco della vita professionale si fanno osservazioni affascinanti e molto rilevanti per i dibattiti politici su come organizzare il sistema scolastico. Emerge da questa indagine la presenza di un equilibrio strano tra da un lato I guadagni a corta scadenza(all’inizio della vita professionale) e le perdite a lunga scadenza. Questa bilancia dovrebbe essere evidente per tutti i responsabili politici che si occupano di scuola quando soprattutto se prefiggono di cambiare il sistema scolastico.

 

 

Questioni a livello micro e macro

 

 

I tre ricercatori ritengono che sia prematuro mobilitarsi per eliminare l’istruzione e la formazione professionale. Nei documenti elaborati da Hanushek e consorti non è chiaro infatti se il problema sia un problema micro che riguarda I lavoratori formati nel settore dell’istruzione e formazione professionale rispetto a coloro i quali sono formati in programmi molto più generali come per esempio I laureati oppure se si tratta di una questione macro che riguarda l’impostazione di tutto il sistema scolastico. Si può accettare l’idea che le persone che sono state formate nell’istruzione e formazione professionale corrano il rischio di essere licenziati più facilmente più avanti nel corso della loro esistenza e nella loro vita professionale, ma forse questa tendenza non è correlata affatto alle modalità con le quali l’Istruzione e formazione professionale sono organizzate. Quando si pone la domanda:" la promozione dell’ istruzione e formazione professionale è la risposta ai disagi odierni?" si pone una questione di sistema alla quale Hanushek e consorti hanno risposto in maniera micro. Gli Olandesi hanno pertanto condotto un’indagine per osservare il decorso professionale di persone adulte che hanno avuto una istruzione e formazione professionale spinta del tipo di quelle fornite con l’apprendistato o con l’insegnamento duale rispetto a coloro che hanno invece avuto una istruzione e formazione professionale generale sfruttando dati provenienti da 22 sistemi scolastici che sono stati presi in considerazione nell’ indagine PIAAC [6]. L’avvertimento di Hanushek e consorti che mettono in guardia i sostenitori dell’ istruzione e formazione professionale di tipo tedesco secondo il quale ci sarebbero conseguenze negative sul finire della vita professionale per coloro che all’inizio nella vita professionale avessero svolto un apprendistato non è confermato dai dati in possesso dei ricercatori.

 

Commento finale

 

Gli autori producono alcuni grafici molto eloquenti dai quali si desume che l’allarmismo di Hanushek e consorti non si giustifica. Quindi il documento è una critica indiretta alla politica proclamata dall’OCSE che incita la classe politica a stimolare o anzi a promuovere la frequenza universitaria o studi nell’insegnamento superiore. In altri termini i ricercatori olandesi contestano la validità della tesi favorevole all’espansionismo scolastico, cioè al principio « più istruzione per tutti » sussunto da questa posizione. I dati prodotti da PIAAC dimostrano che all’inizio della vita professionale coloro che hanno seguito un insegnamento duale severo, ossia un apprendistato iniziale esigente, sono avvantaggiati per quanto riguarda sia la ricerca di un posto di lavoro sia il livello retributivo. Gli stessi sono invece leggermente svantaggiati alla fine della vita professionale rispetto ai laureati [7] nel senso che rischiano maggiormente, ma in modo leggero, di essere licenziati dopo i 50 anni oppure rischiano di avere uno stipendio inferiore a quello dei laureati, ma questi svantaggi non sono pronunciati e non inficiano la bontà di un’istruzione e formazione professionale strutturata , esigente, di qualità.

 

[1] Herman van de Werfhorst, Andrea Forster, Thjis Bol

[2] Clicca qui per accedere al testo in inglese e qui per accedere al blog dell’OCSE, pure in inglese.

[3] ndr.: Questo è il caso dell’Italia dove la FIP statale è state pressoché licealizzata

[4] E’ invalsa l’abitudine di indicare questo tipo di formazione con l’acronimo ECEVET

[5] ndr.: L’istruzione terziaria in Italia è pressoché ridotta all’istruzione universitaria

[6] PIAAC è un’indagine sui livelli di cultura della popolazione adulta patrocinata dall’OCSE e svoltasi nel 2012. Si possono consultare diverse informazioni su questa indagine in questo sito. Si effettui una ricerca con l’acronimo PIAAC

[7] Si usa qui un termine italico per indicare la categoria di coloro che conseguono un diploma finale nell’insegnamento terziario o nell’insegnamento superiore che non è l’insegnamento secondario come si ritiene in genere in Italia