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Valutazione dei dirigenti scolastici

La valutazione dei dirigenti

Il problema della valutazione dei dirigenti scolastici è scottante ovunque. Non è un caso se anche in Italia se ne parla da tempo e se finora non si è riusciti ad impostare esperienze convincenti, ossia con prove inequivocabili, di valutazioni attendibili di dirigenti scolastici. La questione è molto complessa sia dal punto di vista metodologico che da quello politico. Recentemente, negli Stati Uniti, sono stati pubblicati due articoli su questo tema, entrambi firmati dagli stessi autori, nomi noti nell’ambito della comunità di ricercatori che si occupano di faccende scolastiche, alcuni dei quali, come Eric Hanushek e Steven G. Rivkin, sono pure molto noti in Europa.

I due articoli sono i seguenti  :

Estimating the Effect of Leaders on Public Sector Productivity : The Case of School Principals, a cura di Gregory F. Branch, Eric A. Hanushek e Steven G. Rivkin, National Bureau of Economic Research, 2012 ;

 
School Leaders Matter, a cura di Gregory F. Branch, Eric A. Hanushek e Steven G. Rivkin in Education Next, 2013
 

Gravi debolezze

Il centro nazionale statunitense di politica scolastica (NEPC, acronimo che sta per "National Education Policy Center") con sede a Denver nel Colorato ha commissionato alla professoressa Margaret Terry Orr, Bank Street College of Education, New York un’ analisi critica di questo testo. La professoressa Orr ha concluso che la lezione più rilevante da ritenere di quest’ indagine è che è semplicemente impossibile stimare in modo oculato l’efficacia dei dirigenti usando i punteggi degli studenti nelle prove strutturate sulle competenze conoscitive considerati i limiti di questi dati nonché delle procedure per calcolare i punteggi. Questi strumenti non dovrebbero essere utilizzati per valutare i dirigenti. Questa conclusione è di per sé rilevante ed è la ragione per la quale qui si segnala quest’analisi critica.

Entrambi gli articoli si basano su un’ indagine che cerca di stabilire il valore aggiunto del dirigente nel miglioramento degli apprendimenti degli studenti di un istituto scolastico. I ricercatori trovano effetti molto variabili, che possono essere insignificanti oppure rilevanti a dipendenza delle modalità di valutazione applicate.

La professoressa Orr nota che l’indagine condotta dai tre autori si basa su un’ ampia banca dati ma che gli aspetti metodologici limitano severamente l’utilità delle conclusioni. Il parere, 16 pagine, della professoressa Orr lo si può ritrovare cliccando qui. Questo parere è molto interessante perché contesta la pertinenza delle conclusioni di autori famosi che provengono dalla cerchia degli economisti dell’educazione.

Dati inattendibili o mancanti

Tra i problemi che rendono contestabili questi due articoli la professoressa Orr segnala i seguenti :

  • l’età dei dati che varia da dati vecchi di 12 anni fino a 18 anni. L’indagine quindi si basa su dati non aggiornati ;
  • l’oblio di alcune variabili molto rilevanti per determinare la bontà o debolezza di un dirigente scolastico come per esempio gli anni d’esperienza, la validità dei dati utilizzati per comparare tra loro i dirigenti, gli effetti indiretti dei dirigenti sulla vita scolastica, le caratteristiche socio-professionali dell’ambiente nel quale si trova scuola nonché quelle della popolazione che frequenta la scuola, la mobilità degli insegnanti. La carenza di questi aspetti indebolisce in maniera considerevole la pertinenza e la validità delle affermazioni contenute nei due articoli. La Prof.ssa Orr afferma : “questi difetti metodologici nonché i limiti dei dati di cui ci si è serviti sollevano questioni molto serie riguardanti l’importanza dell’effetto dei dirigenti sugli apprendimenti degli studenti e quindi sulla validità delle analisi svolte”.

Il documento redatto dalla professoressa Orr è molto utile sia dal punto di vista metodologico perché tratta questioni tecniche rilevanti come per esempio quella del ricorso alla stima del valore aggiunto di un dirigente, sia dal punto di vista della ricerca valutativa ,come per esempio le questioni relative alla valutazione dell’incidenza del dirigente sugli insegnanti dell’istituto scolastico oppure quella della rotazione dei dirigenti.

La professoressa Orr conclude dicendo che “la conclusione più importante da un punto di vista politico che si può dedurre dall’indagine sulla quale si basano i due articoli è che la stima dell’efficacia di un dirigente è semplicemente impossibile allo stato attuale delle metodologie in nostro possesso e della qualità dei campioni utilizzati. Per questa ragione stime di questa natura per valutare i dirigenti non devono essere utilizzate”.

In Italia il problema è ancora più grave perché in primo luogo mancano moltissimi dati che sono indispensabili per impostare una valutazione accurata a causa di leggi molto rigorose sulla protezione della sfera privata che collidono con le esigenze della ricerca scientifica. Inoltre in Italia si continua ancora a scommettere molto sul calcolo del valore aggiunto come se fosse di per sé semplice calcolare il valore aggiunto di un dirigente, della sua personalità. dello stile direzionale con i punteggi degli studenti nei test. Merito dei due articoli è quello di dimostrare l’impossibilità di una via del genere, che è quindi una pista da abbandonare, almeno per il momento.