Presentazione di un documento pubblicato negli USA sulla valutazione dei dirigenti scolastici messo a punto dalle due principali associazioni di presidi USA, quella dei presidi delle scuole primarie e quella dei presidi dell0insegnamento secondario.

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Leadership scolastica

Per gli Americani si tratta di rivedere e ripensare il problema, ossia le modalità di valutazione dei dirigenti, mentre per l’Italia si tratta di concepire una formula nuova di trinca che non sia una scopiazzatura o una banalità. Prima di valutare occorre formare i dirigenti e prima ancora assumerli. La valutazione è il terzo tempo in un certo senso.

In Italia da alcuni anni si parla di leadership scolastica, di selezione e formazione dei dirigenti scolastici e "dulcis in fundo" di valutazione dei dirigenti. Esperienze di varia natura si susseguono, fondazioni rinomate ci mettono il becco, il ministero partecipa al coro. Le iniziative sui dirigenti scolastici sono molteplici. La più recente è un convegno sulla leadership organizzato dalla Fondazione TreLLLe e la Fondazione San Paolo a Roma il 22 novembre 2012 sul tema"I dirigenti scolastici : funzioni, reclutamento, valutazione. In Italia e in Europa" (cliccare qui per vedere il programma), ma l’evento dell’anno è stato il mega-concorso per dirigenti scolastici dell’estate 2012 con il codazzo di errori, scandali, ricorsi e controricorsi. Nel frattempo la valutazione dei dirigenti scolastici in Italia è sempre in alto mare. In ogni modo, se si valutano gli insegnanti vanno valutati anche i dirigenti. Le due categorie sono indissociabili. Si dovrebbero valutare anche gli amministratori, i responsabili scolastici nei dipartimenti o nei ministeri, ma questa è un’altra faccenda. Per ora non se ne parla nemmeno.

Le due principali associazioni di dirigenti USA, quella dei dirigenti delle scuole primarie e quella dei dirigenti dell’insegnamento secondario hanno recentemente pubblicato un documento sulla valutazione dei dirigenti nel quale si contesta la tendenza dominante negli USA consistente a ricorrere ai punteggi conseguiti dagli studenti in alcuni test per valutare anche i dirigenti. Il documento delle due associazioni è allegato a quest’articolo nella versione originale in inglese. Il documento è stato presentato anche sul settimanale "Education Week" (cliccare qui per accedere alla versione integrale in inglese dell’articolo) a cura di Gail Connelly e JoAnn Bartoletti, presidenti delle due associazioni nazionali di presidi negli USA.

La valutazione dei dirigenti fin qui è stata trascurata

In un’ epoca come quella odierna contraddistinta per quel che riguarda le politiche scolastiche dall’importanza attribuita alla valutazione, la domanda di valutazione dei dirigenti non è mai stata veramente una priorità in tutti i sistemi scolastici. Laddove lo si è fatto però si sono adottati spesso criteri di valutazione assurdi come quello che connette la valutazione dei dirigenti ai punteggi degli studenti nei test o ad altre variabili sulle quali i dirigenti non hanno nessun diretto controllo. Questa questione presto o tardi finirà per diventare un argomento delle politiche scolastiche ovunque perché i risultati di una scuola e il miglioramento degli apprendimenti degli studenti non dipendono unicamente dalla bravura degli insegnanti ma anche dallo stile di direzione del dirigente, dalla sua cultura, dalla sua bravura, dal suo potere carismatico. Quindi si dovranno approntare valutazione dei dirigenti che tengono conto di molteplici criteri. Questi sistemi di valutazione dovrebbero includere piani dello sviluppo professionale che riconoscano le caratteristiche uniche di ogni singola scuola e della comunità che ruota attorno ad una scuola.

Valutare i dirigenti sulla base dei punteggi nei test degli studenti : assurdo

Negli Stati Uniti più di 30 Stati hanno adottato recentemente piani di valutazione dei dirigenti i quali includono in misura significativa i punteggi degli studenti della scuola nei test . Ne risultano modalità di valutazione caotiche, che peccano da parecchi punti di vista, per esempio non fissano obiettivi chiari da conseguire per la singola scuola, non tengono nemmeno conto delle prove addotte dalla ricerca scientifica che identificano ormai in modo scrupoloso le caratteristiche di un dirigente scolastico competente.

Criteri per una valutazione giusta e formativa


Le due Associazioni nazionali americane dei dirigenti rappresentano più di 99.500 dirigenti scolastici. L’iniziativa di pubblicare un documento sui criteri di valutazione dei dirigenti è stata presa per opporsi da un lato alla valutazione basata principalmente sui punteggi conseguiti dagli studenti della scuola nei test e per indicare che ci sono procedure migliori, corrette, giuste per valutare i dirigenti che producono nel contempo miglioramenti in tutto l’istituto scolastico. Questo documento è allegato ed è il frutto del lavoro di un comitato congiunto delle due associazioni nazionali di dirigenti scolastici, quella dei presidi della scuola primaria e quella dei dirigenti dell’insegnamento secondario. Il comitato si è avvalso anche della collaborazione dei principali ricercatori specializzati nel settore della valutazione e dello sviluppo professionale della leadership. Questo lavoro è sfociato nella messa a punto di un nuovo paradigma di valutazione dei dirigenti.


Il quadro teorico adottato identifica i settori fondamentali della leadership scolastica che dovrebbero essere incorporati in un sistema di valutazione dei dirigenti :

  • La crescita professionale e l’insegnamento impartito nella scuola ;
  • lo sviluppo personale di ogni studente dell’istituto scolastico nonché l’apprendimento scolastico ;
  • la pianificazione dello sviluppo della scuola ;
  • la cultura scolastica ;
  • le relazioni sociali in particolare con i principali attori della comunità locale e la capacità ad ottenere il loro consenso e sostegno per i programmi della scuola ;
  • le qualità professionali e pratiche.

Nessuno di questi temi allevia le responsabilità del dirigente rispetto alla rendicontazione per il successo della scuola. In realtà, questi settori coincidono con un incremento dell’ "accountability" o rendicontazione. Questi sei settori definiscono in modo più preciso i comportamenti che danno i migliori risultati scolastici possibili per ogni istituto, che generano un clima scolastico sereno, disteso, proficuo e non fanno per nulla l’apologia della complessità della funzione del dirigente. Nondimeno sono imperniati su fattori che la ricerca indica come strettamente correlati con il controllo che un dirigente deve esercitare sulla scuola. Lo sviluppo delle capacità dirigenziali in ognuno di questi settori è la chiave del successo di un miglioramento genuino della scuola.

Valutare in modo corretto si può


Le due associazioni statunitensi di presidi condividono da lungo tempo l’idea che qualsiasi valutazione della dirigenza scolastica dovrebbe essere basata su misure valide, giuste e credibili e dovrebbe essere utilizzata come una leva per migliorare la collaborazione all’interno della scuola e non come uno strumento di punizione. La valutazione non è qualcosa che dovrebbe essere fatto ai dirigenti ma è un progetto da costruire in comune. La valutazione dei dirigenti sarà efficace quando sarà accurata e sarà utile quando i dirigenti potranno contribuire attivamente alla messa a punto delle modalità di valutazione. Inoltre, una valutazione efficace dei dirigenti richiede di essere concepita come un elemento di un sistema globale di sostegno del dirigente, sistema nel quale lo sviluppo professionale dovrebbe essere una componente determinante. Inoltre, la valutazione dei dirigenti non può precludere le prospettive di carriera dei dirigenti, il riconoscimento delle loro competenze ai fini di un avanzamento della gerarchia scolastica.


Negli Stati Uniti, i singoli Stati hanno la responsabilità di promuovere la valutazione della dirigenza scolastica. Le due associazioni nazionali di presidi invitano il governo federale USA ad incoraggiare i singoli Stati ad attuare sistemi di valutazione della dirigenza basati su misure molteplici e sensate. Un’ efficace procedura di valutazione della dirigenza scolastica è quella che tiene conto dei contesti locali, che considera gli anni di esperienza accumulati dai dirigenti e che è imperniata sul lavoro realmente svolto dai dirigenti.


Le due associazioni fanno notare che i dirigenti scolastici statunitensi sono favorevoli a valutazioni trasparenti, che si applichino sistematicamente a tutti i dirigenti di uno Stato e che attribuiscano un’ elevata priorità al controllo dei risultati dei dirigenti con il loro operato piuttosto che a misure che non hanno nessuna incidenza sulle loro prestazioni. Valutazioni sensate possono servire per informare i dirigenti sulle loro prestazioni, aiutare ad apprendere e a progredire, per correggere eventualmente i propri difetti. In altri termini le due associazioni richiedono modalità di valutazione che servono a sviluppare la capacità dei dirigenti, ad aprire prospettive di carriera e non a valutazioni che siano un pretesto per punire o per costituire un corpo di dirigenti ossequiosi e disciplinati.

 

 

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