Riassunto di un articolo recentemente pubblicato negli USA che fa il punto sulla situazione della valutazione degli insegnanti. Questa operazione non può essere svolta alla leggera. Pero’ e’ indispensabile. Gli insegnanti sono sempre stati valutati in passato ma oggigiorno con le nuove tecnologie e con le mutazioni dei curricoli e dell’organizzazione scolastica la valutazione degli insegnanti e’ diventata ancor più delicata ed importante. Il problema e’ critico in Italia dove il numero dei precari e di coloro che aspettano un posto nella scuola e’ altissimo.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Valutazione degli insegnanti

L’uso dei punteggi in alcuni test per valutare la bravura degli insegnanti sembra ormai definitivamente condannato. Dopo mesi di polemiche e’ ormai chiaro che i punteggi degli studenti in alcuni test non consentono di valutare gli insegnanti. Quindi e’ ora di accantonare la polemica e di condannare il ricorso all’uso esclusivo dei test per formulare un giudizio sulle competenze dei professori. Cio’ non significa che i test non servano e non si debbano fare. Si possono utilizzare ma solo come componente di una procedura complessa che si prefigge di valutare gli insegnanti con metodologie appropriate, rigorose e non più soltanto con visite occasionali di ispettori o esperti in classe oppure con i risultati di prove strutturate. Gli insegnanti vanno valutati, i buoni professori devono essere premiati e incoraggiati, quelli deboli vanno aiutati a trovare una sistemazione conveniente dentro o fuori dalla scuola. Ma svolgere questo lavoro con il ricorso ai punteggi di alcuni test e’ di per se’ un errore madornale.

Vale la pena rivenire su un argomento che in Italia e’ tuttora fonte di polemiche perche’ si sono fatti ben pochi passi avanti per risolverlo tranne il tentativo poco felice , sebbene originale, di "Valorizza", l’esperienza patrocinata dall’Associazione TRELLLE e dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo un paio di anni fa di cui esiste perfino una sintesi in inglese [1] L’esperienza voluta dal MIUR ha suscitato una fortissima opposizione e una polemica violenta e non se ne e’ più fatto nulla. Il problema pero’ rimane sul tappeto. Presto o tardi, con l’evoluzione dei sistemi scolastici, si dovrà pure valutare il personale scolastico soprattutto se lo si dovrà pagare meglio di oggigiorno. 

Si riprende qui di seguito un articolo sull’argomento pubblicato dal settimanale USA "Education Week" il 2 aprile 2014 intitolato "Take the Time to Evaluate Teacher Evaluation" redatto da un gruppo di collaboratori dell’Istituto di Monterey in California. L’articolo e’ protetto da copyright ed e’ qui tradotto liberamente in italiano come contributo alla discussione in corso in Italia su questo scottante problema.

Prendi il tempo che ci vuole per valutare la valutazione degli insegnanti

L’articolo inizia con la vicenda di un’insegnante di New York, Pascale Mauclair, specialista dell’insegnamento dell’inglese ai bambini immigrati non anglofoni, celebrata per anni come la migliore maestra della città. Ma nel 2012 , a seguito delle numerose valutazioni degli insegnanti realizzate a New York, Pascale divenne la peggiore insegnante della città. Molte famiglie chiesero di non più affibbiare i propri figli ad una insegnante ultima in classifica e chiesero perfino che Pascale fosse licenziata. Questo successe nonostante il sostegno indefesso del dirigente scolastico che non mollo’ la maestra. Più tardi si scopri’ che il punteggio scadente dell’insegnante era il risultato di un errore perche’ non si era tenuto conto del fatto che lei insegnava a bambini che non erano di lingua madre inglese.

Fortunatamente ci sono alcune buone notizie che provengono dagli specialisti della valutazione dei professori e che impediscono errori simili. Per esempio lo scorso anno il Ministero Federale USA dell’istruzione ha indicato che qualora si valutassero gli insegnanti con i punteggi degli studenti nei test sarebbe stato opportuno attendere ancora un anno prima di valutare gli insegnanti con i punteggi degli studenti nei test, specialmente quando la posta in gioco era elevata. In questo modo si concedeva agli Stati di prolungare fino all’anno scolastico 2016-2017 il periodo di prova per la valutazione degli insegnanti. Senza sperimentazioni appropriate si corre infatti il rischio di licenziare insegnanti capaci e di non identificare insegnanti da aiutare oppure perfino insegnanti da licenziare perche’ non all’altezza.

 

Di solito succede che quando gli insegnanti giudicano la validità dei modelli di valutazione, esprimono pareri autoreferenziali. Spetta a valutatori professionisti ponderare il peso che i punteggi degli studenti nei test dovrebbero avere nella valutazione degli insegnanti. I valutatori professionisti dovrebbero proporre schemi adeguati per valutare la qualità degli insegnanti.

Per ora, fin quando non saranno realizzate indagini serie, un ricorso generalizzato ai punteggi conseguiti dagli studenti nei test viola standard e norme in vigore per l’uso negli USA di test scolastici o psicologici. Questi standard sono stati elaborati in comune dall’AERA (American Educational Research Association), dall’"American Psychological Association" e dal "National Council on Measurement in Education", quindi da associazioni competenti in materia, allo scopo di fornire principi che impedissero un uso errato dei test per misurare la qualità degli insegnanti. In un documento del 2012, Lorrie A. Shepard, decano della facoltà di scienze dell’educazione dell’Università del Colorado a Bolder ha affermato che la validità dell’uso dei test deve comprovare la pertinenza delle premesse sulle quali si basa il ricorso ai punteggi degli studenti nei test per valutare gli insegnanti.

La lista seguente elenca quanto si dovrebbe verificare prima di dichiarare che un insegnante sia efficace o inefficace :

  • Verificare che gli strumenti che rendono attendibile un modello di valutazione degli insegnanti tenga conto dell’insegnamento in classe e soprattutto dei cambiamenti sociali del gruppo classe ;
  •  
  • Verificare che la somministrazione e l’applicazione degli strumenti valutativi sia conforme ai protocolli predisposti dai valutatori ;

 

  • Fare si’ che il calcolo dei punteggi e le rubriche utilizzate siano appropriate agli strumenti ;
  •  
  • I punteggi dei valutatori (colleghi, dirigenti, studenti, ecc.) devono essere accurati, consistenti con i protocolli e liberi da pregiudizi ;
  • Le osservazione svolte per la valutazione devono essere corrette, neutre, prive di prevenzioni, svolte da molti osservatori e non da uno solo e tenere conto dei molti fattori che determinano il comportamento degli insegnanti ( per esempio il periodo dell’anno, il momento della giornata, la disciplina insegnata, ecc.) in modo tale che i risultati siano generalizzabili fino a riflettere il comportamento globale dell’insegnante ;
  • Gli strumenti di misura devono essere attendibili ;
  • I punteggi della valutazione degli insegnanti non devono essere significativamente correlati con le variabili associate agli studenti a cui insegnano(per esempio la bravura linguistica in inglese per chi insegna agli studenti non anglofoni ;i voti ricevuti nella materia che si insegna quando si era studente ;il livello di povertà misurato negli USA dalla possibilità di frequentare la mensa scolastica a gratis ; ecc.). Questo significa che gli strumenti devono considerare fattori che gli insegnanti possono modificare ;
  • I punteggi degli strumenti devono essere il riflesso di ciò che si vuole ottenere ( per esempio le caratteristiche che fanno un buono o un cattivo insegnanti in classe) ;
  • Gli insegnanti con punteggi elevati devono essere veramente bravi mentre gli insegnanti con punteggi bassi devono essere veramente deboli ;
  • I valutatori devono essere competenti a valutare insegnanti.

 

Talune di queste caratteristiche sono facili da verificare e i dati esistono già. Invece per altri punti occorre essere creativi, inventare nuovi strumenti.

Molto critiche sono le conclusioni con conseguenze politiche. Per esempio le politiche riguardanti l’uso delle misure della valutazione degli insegnanti si basano spesso sulla supposizione che i responsabili politici capiscono e possano interpretare in modo efficace e corretto le misure per premiare gli insegnanti o punirli, o costringerli a seguire corsi di perfezionamento e sul presupposto che lo stipendio basato sulle prestazioni migliori la qualità dell’insegnamento.

Similmente, le conseguenze spiacevoli, non auspicabili, devono essere esplorate ed il loro impatto deve essere controllato. Per esempio le conseguenze personali di una valutazione e la correlazione con sanzioni o premi può indurre taluni insegnanti a rifiutare di insegnare in certe classi o a certi tipi di studenti ; oppure può succedere che vengano a mancare insegnanti competenti per sostituire quelli che sono stati licenziati o rimossi per incompetenza oppure quelli che chiedono una pensione anticipata perche’ scoraggiati dall’insegnamento.

Infine non va sottovalutata la nomea derivante dal risultato della valutazione presso il pubblico o presso gli insegnanti. Questa etichetta incide molto sulla fiducia riposta in un insegnante o sull’immagine di se’ e per riflesso sulla qualità dell’insegnamento. Occorre quindi ponderare le conseguenze di questo marchio.

 

Per concludere occorre valutare la pertinenza di queste critiche, non prenderle sottogamba.

 

 

 

 

 

[1] "Valorizza :A Holistic and Contextual Approach for Teacher Appraisal"