David Berliner, professore all’Universita’ dell’Arizona, autore assai noto negli USA per saggi sulla politica scolastica, prende posizione in un articolo pubblicato nel 2014 nella rivista USA "Teachers College Record" contro il metodo del calcolo del valore aggiunto per valutare gli insegnanti.

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Valutazione degli insegnanti

Dopo la proposta congiunta della Fondazione Trellle e della Fondazione San Paolo per la scuola di valutazione degli insegnanti in base alla loro reputazione che se non erro si identifico`con l’etichetta "Valorizza", in Italia si parla meno di questi tempi della valutazione degli insegnanti, ma il problema sussiste, ed è grave nonché difficile da risolvere. Il fatto di non parlarne non esclude pero’ che si effettuino indagini sul modo di valutare gli insegnanti. E’ quanto succede negli USA dove le proposte di legge, le leggi adottate dai vari stati e le indagini sulla valutazione degli insegnanti si accumulano. Uno dei metodi proposti e largamente esplorato è quello del valore aggiunto. Le critiche rivolte a questo metodo sono numerose e taluni concludono che alla fin fine gli insegnanti non si possono valutare. Questa è una conclusione radicale, estrema, molto gradita da molti insegnanti e dalle loro organizzazioni professionali. Nonostante gli ostacoli non si può pero’ concludere che un sistema di valutazione corretto, giusto, equilibrato degli insegnanti non sia possibile.

 Il metodo del valore aggiunto per valutare l’operato degli insegnanti e’ molto contestato con argomenti non del tutto anodini. Resta pero’ il fatto che il principio di per se’ non e’ proprio bislacco Si tratta di un tentativo per misurare l’efficacia di un insegnante. Vale senz’altro la pena di misurare i progressi che durante un anno scolastico i discenti fanno con un determinato insegnante perché è indubbio che l’effetto di un insegnante a corta e a lunga scadenza è senza dubbio rilevante. Il modo di procedere del valore aggiunto vale anche come metodo per valutare la qualità e la competenza di un insegnante? Il metodo del valore aggiunto (VA) non e’ del tutto scartato negli USA per cui e’ preso in considerazione con altri metodi quando si tenta di instaurare un meccanismo di valutazione degli insegnanti. Si tenta di importarlo, finora senza successo , in Europa.

In un articolo pubblicato nel numero 1 dell’annata 2014 della rivista USA "Teachers College Record" , più’ volte menzionata in questo sito, David Berliner, professore all’Universita’ dell’Arizona, autore molto noto negli USA [1], affronta la questione. Si riassume in questa sede l’argomentazione di Berliner tradotta liberamente in italiano. 

Varabii esogene 

 Il metodo del valore aggiunto pone molti problemi : e’ instabile come lo dimostrano i confronti dei risultati di due classi dello stesso insegnante, della stessa materia, oppure della stessa classe da un anno all’altro.

Quando si discute del VA occorre distinguere l’effetto di un insegnante su un singolo discente , effetto che può’ essere considerevole, e l’effetto di un insegnante sulla media dei punteggi di una classe, effetto che può’ essere ridotto dato il gran numero di variabili esogene che entrano in gioco, anche quando l’insegnante é unico in quella classe, il che è vieppiù raro. Per esempio tra queste variabili si includono l’effetto dei compagni, la composizione sociale della classe, il quartiere da dove provengono gi studenti, ecc. Spesso capita che si misurino alcune di queste variabili ma raramente si prendono in considerazione le interazioni tra queste variabili. La miriade di variabili esogene incide moltissimo sulla misura del VA fino al punto da falsarne totalmente il risultato.

 Il VA degli insegnanti e’ una truffa

Berliner conclude dicendo che mai e poi mai il metodo del VA deve essere usato paer valutare gli insegnanti. La speranza che con dati su due o tre anni si possa riuscire a identificare gi insegnanti molto buoni o a distinguerli da quelli pessimi e’ illusoria. Da un punto di vista morale e da quello psicometrico il metodo del VA non puo’ servire da base per una politica di valutazione degli insegnanti.Tra l’altro non ci sono in giro migliaia di insegnanti consistentemente inadeguati.

Se si giudicano gli insegnanti dal loro effetto sugli studenti con il ricorso a un test standardizzato di qualsiasi tipo , cioè’ con un modello di calcolo del valore aggiunto dell’efficacia di un insegnante che si rifà a un test in talune materie, si possono commettere errori madornali rispetto all’efficacia di questo o di quell’altro insegnante.

Effetti dovuti a molteplici cause

Spesso si attribuiscono agli insegnanti conseguenze che non dipendono da loro. Otre che agli effetti insegnante->studenti esiste anche un fenomeno opposto studenti->insegnante. Un insegnante puo’ cambiare a seconda della classe che ha davanti . Esitono indagini che dimostrano come un insegnante non sia riuscito affatto a modificare i clima di una classe. Molte variabili all’interno di una classe incidono sulle relazioni inter-individuali come per esempio il numero di ragazzi e ragazze in una classe, la composizione sociale della classe, la presenza di studenti disabili, le professioni esercitate dai genitori, le strutture familiari dalle quali provengono gli studenti, ecc. Inoltre si devono considerare le variabili scolastiche: l’intesa e la collegialità’ tra insegnanti, la rotazione degli insegnanti in un plesso scolastico, lo stile direzionale del dirigente, la biblioteca scolastica, la presenza di personale intermediario come i consiglieri pedagogici, ecc. Il comportamento in classe e le relazioni tra insegnanti e studenti sono pure influenzati da altre variabili come la violenza esistente nella scuola o nei dintorni della scuola, il grado di poverta’ della famiglie dalle quali provengono gli studenti, la fame degli studenti ossia il loro livello di nutrizione, quel che mangiano o non mangiano, la droga che circola nella scuola, la percentuale di studenti provenienti da famiglie ricomposte oppure da famiglie monoparentali, la percentuale di studenti che vivono in case d’affitto o in case di cui i genitori sono proprietari, ecc.

Variabii esogene

Le variabii esogene sono quelle che non entrano nel modello statistico usato e che non sono spiegate dal modello. Probabilmente il numero totale di variabii esogene che incidono sulle interazioni tra insegnante e studenti sono circa un centinaio. Forse sono anche di piu’. Talune si misurano ma lo si fa in modo imperfetto e pertanto si dice che sono controllate in modo imperfetto. Le variabili esogene interagiscono tra loro e in genere queste interazioni non sono sono prese in considerazione nei modelli statistici. Non esiste in ogni modo un modello che colga l ’insieme o almeno la maggioranza delle interazioni e non si sa bene quali siano le interazioni che hanno un effetto più’ forte dei altre.

La complessita’ dell’apprendimento scolastico in classe solleva la questione della validita’ delle cause che incidono sull’apprendimento. L ’apprendimento scolastico puo’ essere attribuito solo parzialmente agli insegnanti. Il contributo degli insegnanti da questo punto di vista forse e’ anche inferiore a quel che si crede di solito. Orbene, la procedura dei modelli del VA inferisce il contributo degli insegnanti da test strutturati isolandolo dalle interazioni con la miriade di altre variabili. Pertanto il rischio di inferenze errate e’ molto grande.

Inoltre il metodo del VA parte dalla premessa che il ruolo degli insegnanti negli apprendimenti scolastici sia elevato e pressoché indispensabile.Gli insegnanti non sono tutto nell’apprendimento. Contano anche le motivazioni degli studenti come pure i fattori extra-scolastici. Gli insegnanti non sono responsabili di quel che si impara o meno come un medico non e’ responsabile della salute di un paziente. I promotori del metodo del VA credono in una cosa simile, esasperano l’importanza de ruolo dell’insegnante. Lungi dall’autore l’idea che un insegnante non conti affatto. Questa non è la sua posizione, ma non si deve nemmeno confondere i piani e attribuire all’insegnante incidenze e responsabilità che non ha o che ha in modo parziale.

Premessa universale

I fautori della valutazione degli insegnanti con il modello del VA ritengono che un buon insegnante resti un buon insegnante in qualsiasi caso. Invece gli insegnanti sanno benissimo che possono riuscire con una classe e fare molta fatica con un’altra. Quindi la premessa è un non senso. 

Varie indagini scientifiche concludono che il 60% della varianza dei livelli di apprendimento e’ imputabile a fattori extra-scolastiche e che solo il 20% circa dei fattori di varianza degli apprendimenti sono di natura scolastica. Il restante 20% e’ il margine di errore di questo genere di stime. Queste proporzioni possono leggermente variare da un sistema scolastico all’altro ma oggigiorno esistono molte indagini sui fattori di apprendimendo che grosso modo convergono nei risutati. Il grosso degli apprendimenti scolastici dunque non va imputato agli insegnanti.

Il ruolo degli insegnanti

Nessuno in genere tende a sottovautare il ruolo degi insegnanti. E’ molto difficile isolare l’influsso di un insegnante sulle motivazioni, sui comportamenti degli studenti. Il valore aggiunto di un insegnante varia in funzione dell’evoluzione della classe, delle interazioni tra studenti nella classe , della relazione esistente tra la classe e la comunita’ scolastica. Docenti perfetti non esistono. Ogni insegnante opera con i suoi propri problemi in un contesto peculiare. 

I responsabili politici negli USA ma anche di altri paesi ignorano di solito [2] l’impatto della duplice interazione studenti->insegnante e insegnante->studenti. Non si parla nemmeno della triplice interazione insegnanti, caratteristiche dei compagni di classe, caratteristiche del vicinato da cui provengono gli studenti.

Alla ricerca della stabilità nei comportamenti degli insegnanti di classe e negli effetti degli insegnanti sugli apprendimenti.

Tutti sono d’accordo sul fatto che un singolo insegnante possa benissimo influenzare un singolo studente. Tutti ammettono anche che un singolo insegnante possa riuscire a mantenere anno dopo anno una reputazione elevata come bravo insegnante anche se gli studenti cambiano da un anno all’altro. La comunità scientifica sa pero’ anche molto bene che la stabilità degli effetti di un insegnante sugli apprendimenti è più illusoria che reale.

L’ignoranza sulla stabilità dei comportamenti degli insegnanti dipende molto da giudizi globali e generici. Un insegnante calmo o caloroso o bene organizzato lo resta da una classe all’altra, da un anno all’altro. Eppure i risultati ottenuti nei test dai suoi studenti possono cambiare moltissimo dal bene al male. Stessa cosa per un entusiasta o per una persona con grande spirito di collegialità.Questi comportamenti sono consistenti e forse sono anche indicatori pertinenti della qualità di un insegnante.Ci sono modelli di osservazione di questi comportamenti attuati negli USA. Per esempio il modello CLASS. Questi metodi di osservazione prendono in conto micro-variabili. Tanto per intenderci le micro-variabili spesso osservate sono il numero di domande poste durante un’ora di lezione oppure il numero delle volte che l’insegnante durante una lezione sollecita o si rivolge ai discenti deboli o disabili. [3]. A livello molecolare ,l’instabilità dei comportamenti degli insegnanti è molto alta. A causa di questa instabilità è molto difficile e precario valutare un insegnante con queste misure di comportamento. In genere si osserva che gli insegnanti sono molto sensibili alle situazioni peculiari di ogni classe. Per correggere la varianza dovuta all’instabilità ci vorrebbero osservatori molto competenti che entrino nella classe più volte . I costi diventano proibitivi. [4]

Limiti dell’osservazione in classe 

 Le indagini svolte convergono nelle conclusioni: le osservazioni in classe e i test non sono attendibili per valutare gli insegnanti. L’instabilità dei comportamenti degli insegnanti in classe è appurata. Infine, il comportamento degli insegnanti è molto influenzato dalla vita della classe. Le fonti dell’instabilità delle reazioni di una classe potrebbero essere un fattore determinante dell’instabilità dei comportamenti di un insegnante.

Limiti del metodo VA

Il modello del VA implica il riconoscimento della causalità dell’insegnante negli apprendimenti scolastici ma si potrebbe anche parlare nello sviluppo dell’intelligenza scolastica. . Questa causalità è molto meno rilevante di quanto si suppone. Inoltre il modello del VA sottovaluta moltissimo l’instabilità dei comportamenti degli insegnanti. Questi sono problemi seri quando si intende ricorrere al modello del VA per valutare gli insegnanti perché il metodo presuppone una chiara relazione tra quanto fanno gli insegnanti in classe e le prestazioni degli studenti nelle prove strutturate.Orbene questi presupposti non stanno molto in piedi per cui i metodi del VA sono poco affidabili quando si usano per valutare le prestazioni degli insegnanti.

Le osservazioni in classe hanno confermato che la correlazione tra comportamenti degli insegnanti e guadagni degli studenti nei risultati conseguiti nelle prove strutturate calano anno dopo anno e che inoltre sono anche trascurabili. Non esiste una competenza universale del buon insegnante che vada bene in qualsiasi circostanza e in qualsiasi momento. Il comportamento di un insegnante è necessariamente instabile.

I dati raccolti nelle ultime indagini permettono di dire che con il metodo del VA si riesce grosso modo a individuare gli insegnanti che si situano agli estremi della scala, ossia i molti buoni e i totalmente incompetenti. Oggigiorno, con i dati prodotti dalle indagini del VA si può dire che un quarto degli insegnanti si colloca nella metà superiore dell’insieme degli insegnanti per i quali si hanno dati del VA; il 14% si situerebbe al vertice e sarebbero dunque gli eccellenti. L’indagine più impressionante da questo punto di vista è stata quella finanziata dalla Fondazione Bill&Melinda Gates già citata [5].

Berliner cita in questo articolo diverse indagini sul VA che convalidano il suo punto di vista. Si tratta di lavoro impressionanti, di alta qualità. Talune contraddicono le tesi di Berliner, altre invece le confortano. Si tratta in genere di lavori costosi che meriterebbero di essere rifatti ma le risorse mancano. Nell’ultima parte dell’articolo Berliner cita indagini che mettono in evidenza il ruolo dei compagni e della composizione della classe. 

Conclusione

 

La composizione della classe , l’effetto dei compagni sembrano essere un fattore rilevante dell’apprendimento di un discente e le interazioni tra insegnanti, tra insegnanti e scuola, tra insegnanti e famiglie sono spesso trascurate o per nulla analizzate o prese in considerazione dalle indagini e dalle diverse modalità di uso del metodo del VA. 

Per terminare, "la polarizzazione dei responsabili politici e dei media sull’eroismo del singolo insegnante che opera da solo in classe, che compie miracoli oppure che non ce la fa ad insegnare forse appare come una strategia per evitare di investire nei programmi sociali che potrebbero ridurre il divario negli apprendimenti". Le indagini scientifiche suggeriscono che se si intraprendono politiche dell’alloggio nei centri urbani prevalentemente abitati dalla classe media per renderli socialmente più mescolati , se si adottano politiche che promuovono l’integrazione di tutte le classi sociali nei sistemi scolastici; se le politiche scolastiche eliminano le discriminazioni nelle scuole e impongono l’eterogeneità nelle classi; se le politiche impediscono la costituzione di classi ghetto , o con soli maschi o solo femmine, o con solo figli di immigrati o con troppi discenti che non conoscono la lingua ufficiale dell’insegnamento; se le politiche sono favorevoli allo sviluppo del capitale sociale tra vicini allora di colpo molti insegnanti che ora sono reputati pessimi diventeranno miracolosamente migliori.

 

[1] Articolo protetto dai diritti d’autore

[2] "Sono ciechi", afferma Berliner

[3] Questa è l’osservazione in classe effettuata dalla ricerca tradizionale

[4] Berliner cita il seguente lavoro effettuato per conto della Fondazione Bill&Melinda Gates: Bill e Melinda Gates Foundation, (2012): Gathering feedback for teaching: Combining high-qualità observations with student surveys and achievement gains (Policy and practice brief). Seattle, WA: Author. Retrive from http://www.metproject.org/downloads...

[5] Bill & Melinda Gates Foundation, (2012): Gathering feedback for teaching: Combinino high-qualità observations with student surveys and achievement gains (Policy and practice brief). Seattle, WA: Author. Retrive from http://www.metproject.org/downloads...