Presentazione dei principali esiti dell’indagine PISA-OCSE svolta nel 2009 e avente come nucleo d’interesse principale le competenze in lettura dei quindicenni.

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Sursum Corda (In alto i cuori)

L’indagine è svolta nelle scuole e consiste in un test di circa 150 items nonché di un questionario somministrati agli studenti. L’indagine non mira a valutare il rendimento delle scuole bensì le competenze dei giovani adolescenti ad un’età , i quindici anni, che grosso modo coincide con la fine della scolarità obbligatoria. Dopo 9 o 10 anni di scuola cosa sanno gli studenti ? Sono attrezzati per capire i problemi della vita quotidiana ? Quali sono le strategie migliori di organizzazione dei sistemi scolastici per ottenere risultati accettabili che permettano ai giovani da un lato di proseguire gli studi e dall’altro di cavarsela nella vita quotidiana ?

Sursum Corda (In alto i cuori). La strada da fare è ancora lunga
Il sistema scolastico italiano nell’indagine PISA 2009

 

 


Un progresso : finalmente nel campione italiano sono stati inseriti i centri professionali e la media non è calata. Quindi, il mediocre punteggio italiano non è imputabile, a prima vista, agli studenti deboli, a quelli che sono nei centri professionali, e quindi agli studenti che provengono dal mondo dell’immigrazione che costituiscono la maggioranza in questi centri, ma a tutti gli studenti, a tutta la scuola. Gli studenti dei licei non riescono ad innalzare la media italiana perché sono deboli.

Seconda osservazione preliminare : ci si poteva aspettare un miglioramento modesto della media generale dei quindicenni italiani perché in dieci anni anche in Italia si parlato assai di valutazione per cui c’è maggiore consapevolezza del valore e dell’importanza delle prove strutturate. Gli insegnanti, fedeli esecutori della volontà del potere, hanno recepito il messaggio e non hanno snobbato la prova. Basta questo modesto cambiamento di clima per migliore di poco i punteggi del test, per fare capire agli studenti che devono impegnarsi, che non conviene prendere sottogamba la prova, che devono andare fino in fondo al test, che non devono arrendersi e non rispondere di fronte alle domande difficili, che devono riflettere quando si trovano di fronte a una domanda difficile. Ciò non ha nulla a che fare con le riforme scolastiche, con la didattica, con i curricoli.
Lo sforzo fatto dall’INVALSI in quest’ultimo decennio nonché da molte organizzazioni professionali per spiegare cosa sono le prove strutturate ha servito certamente a qualcosa. I punteggi italiani nel test PISA 2009 sono più conformi alla realtà per quel che riguarda l’Italia ma la realtà non è brillante, come si potrà constatare qua sotto, anche perché la stessa cosa, lo stesso cambiamento è successo in altri sistemi scolastici.

Tutti, in primo luogo l’OCSE, invitano alla prudenza per quel che riguarda i confronti con il 2000. Non si sa ancora in quale misura siano pertinenti.

I punteggi nelle prove di matematica e scienze vanno presi con le pinzette perché nel test PISA2009 gli items di matematica e scienze erano molto pochi. Anche in questo caso occorre un esame approfondito da parte degli specialisti per appurare la validità dei confronti.

Veniamo ai risultati

  • Paesi con media di punteggi nella comprensione della lettura statisticamente non differenti da quella italiana : Grecia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Macao, Lituania
  • Paesi europei con media di punteggi nella comprensione della lettura statisticamente superiore in modo significativo a quella italiana : Ungheria, Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Regno Unito, Danimarca, Svezia, Polonia, Estonia, Norvegia,Islanda, Finlandia.
  • Top level nel test di lettura : i soliti sistemi scolastici : Corea, Finlandia, Canada (sistema scolastico federalista), Nuova Zelanda (grande autonomia alle scuole), Giappone, Australia (sistema scolastico federalista).
  • La media italiana in lettura è statisticamente inferiore alla media OCSE.

Competenze in lettura richieste al livello 3 ( il livello del grosso, un buon terzo, degli studenti italiani quindicenni)

Il lettore è capace di ricordare e riconoscere informazioni che, in certi casi, devono corrispondere a criteri multipli. Talora, il lettore è capace di ben comprendere un testo sfruttando le conoscenze che ha già o le informazioni che provengono dalla vita quotidiana.

L’Italia ha una forte percentuale di studenti quindicenni con punteggi bassissimi, inferiori al livello di competenza 3 (il 20%) e pochi studenti con livelli di competenza alta (livello 5 e 6) (25%), come si può vedere dalla tabella seguente :



 Indagine PISA 2009, test di comprensione della lettura

% studenti che non conseguono il livello 3 nel test di lettura
% studenti al livello 3 di competenze in lettura
% studenti al livello 4 e 5 di competenza in lettura,

selezione di sistemi scolastici



Non c’è proprio da rallegrarsi : le proporzioni di quindicenni che non sanno capire un testo semplice dopo nove o dieci anni di scuola è elevata. Anche in Finlandia : un quarto degli studenti. In Italia è il 44%, ossia quasi uno studente su due. Ma dove siamo ? Solo uno studente su 5 (19%) a Shanghai è bravissimo in lettura. In Italia questa proporzione crolla al 5%.

Commento di Orazio Giancola, sociologo, Università la Sapienza Roma, su FB :


1) Le comparazioni diacroniche su stime puntuali (media nazionali per wave pisa) non sono del tutto precise.
2) Ci sono ancora tante verifiche da fare relativamente alla confrontabilità nel tempo. Probabilmente l’unico confronto fattibile è Pisa 2000 reading con Pisa 2009 reading. In quel caso ... non ci sono cambiamenti (vedi slides su sito invalsi).
3) Il pessimo articolo di "Repubblica" confronta ranking che nei vari anni hanno visto un numero diverso di paesi (una cosa è essere 5° su 20 un’altra è essere 5° su 60, per esempio). Pisa 2009 include 74 paesi, Pisa 2006 ne includeva 58 ... Ma non è questione di "posizioni", il dato va contestualizzato e non preso come una classifica dei cd più venduti.
4) Da una prima lettura ci sono diversi motivi di allarme ancora più gravi che in passato : sussiste un mostruoso divario tra tipi di scuole (non tanto in reading quanto in matematica). In Italia pare aumentata la varianza "between schools" e rimasta stabile quella "within" : in altre parole, le scuole sono differenziate tra loro più che in passato (forse anche per effetto dell’inclusione nel campione della "formazione professionale") mente al loro interno c’è scarsa variazione.


La dispersione dei risultati

E’ pure rilevante interessarsi della dispersione dei risultati degli studenti, ossia della differenza di risultati tra gli studenti più deboli (quinto centile) e gli studenti che ottengono i migliori risultati (95º centile). Questa differenza è di soli 305 punti per la media dei paesi dell’OCSE. In Svizzera la differenza è quasi identica (308 punti) come pure in Germania (307). I paesi la cui media in lettura è significativamente migliore hanno tutti differenze meno grandi tra i punteggi degli allievi più deboli e quelli degli allievi migliori : Canada (296), Finlandia (284) e Shanghai (262). Questo vuol dire che la qualità non è incompatibile con l’equità.

Evoluzione diacronica 2000-2009

L’OCSE Propone anche una tabella,la Tabella V del documento di sintesi (che si può ottenere cliccando qui) , nel quale si comparano i risultati di comprensione della lettura del 2000 con quelli del 2009. Ebbene, in tutti i casi , non ci sono differenze statisticamente significative nei dati italiani tra le due prove. La scuola italiana marcia sul posto e mantiene le sue posizioni, senza progredire realmente.
In quest’articolo non si propongono analisi dettagliate tra le macro aree italiane o tra le regioni italiane. Si vedano a questo riguardo gli articoli pubblicati sul quotidiano « La Stampa » (molto migliori di quelli di Repubblica) dell’8 dicembre o i documenti pubblicati dall’INVALSI.

Miniera di dati

L’indagine PISA 2009 ha generato una serie impressionante di volumi, ben sei dei quali 5 sono stati presentati il 7 dicembre. Si tratta di una prestazione eccezionale alla quale occorre rendere omaggio ma che pone tutti gli analisti in serica difficoltà perché occorre padroneggiare l’insieme dei dati per parlare con cognizione di causa dei risultati di questa indagine. L’OCSE ha pure prodotto una sintesi molto ben fatta di questa massa d’informazione. A questo proposito occorre precisare che l’indagine comprendeva non solo il test di lettura, un test di minore importanza di matematica ed un test simile per rilevanza di scienze ma anche un questionario rivolto agli studenti e uno ai dirigenti scolastici o ai presidi o ai direttori di scuola. Inoltre, i sistemi scolastici partecipanti potevano somministrare, in modo del tutto facoltativo, altri tre questionari :
 • Questionario famiglie degli studenti ;
 • Sull’uso delle nuove tecnologie ;
 • Sulla carriera scolastica.

Il pacchetto di documenti prodotti dall’indagine PISA 2009 comprende i seguenti sei volumi (per ora solo in inglese) tutti allegati in formato pdf a quest’articolo :
 
Volume I, What Students Know and Can Do : Student Performance in Reading, Mathematics and Science, che compara le conoscenze e le competence deli studenti dei sistemi scolastici che hanno participato all’indagine

 
Volume II, Overcoming Social Background : Equity in Learning Opportunities and Outcomes, nel quail si esamina come i sistemi scolastici riescono a correggere l’impatto negative dei contesti sociali e dello statuto di immigranti sulle prestazioni degli student e delle scuole. 

 
Volume III, Learning to Learn : Student Engagement, Strategies and Practices, nel quale si esaminano le motivazioni dei quindicenni a studiare, il loro interesse per la lettura, le strategie d’apprendimento più efficaci tenendo conto die risultati nei test. 

 
Volume IV, What Makes a School Successful ? Resources, Policies and Practices, esamina come le risorse umane,finanziarie e materiali modellano le politiche scolastiche e determinano i risultati dell’apprendimento. 

 
Volume V, Learning Trends : Changes in Student Performance Since 2000, esamina i progressi dei vari sistemi scolastici sia dal punto di vista del miglioramento dell’equità nella distribuzione delle opportunità scolastiche che del profitto scolastico degli studenti.

 
Volume VI, Students on Line : Reading and Using Digital Information, explores students’ use of information technologies to learn (in preparazione - data probabile di pubblicazione giugno 2011)
 
 

Les documents de l'article

jpg_PISA2009-_scale.jpg
pdf_PISA09-vol1.pdf
pdf_PISA09-vol2.pdf
pdf_Pisa09-vol3.pdf
pdf_PISA09_vol4.pdf
pdf_PISA09-vol5.pdf