La perizia contabile che mette in evidenza gli sprechi finanziari nella gestione del ministero e nell’ amministrazione delle scuole.

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Dirigenti e insegnanti non hanno un’idea dei costi

Le finanze degli istituti sono una scatola nera. Le scuole piangono miseria, ma non sanno quanto spendono o non vogliono dirlo, o non sono in grado di tenere una contabilità funzionale corretta perché né i dirigenti né gli insegnanti hanno la formazione adeguata per gestire la contabilità. Se da un lato si può ammettere che le scuole, soprattutto in periodi di restrizioni finanziarie, difendano i loro bilanci e stendano un velo sulle loro risorse, dall’altro si suppone che le scuole barano nelle indagini sui costi oppure che spendono e spandano senza ritegno. L’assenza di informazioni attendibili e di trasparenza non fa altro che accentuare questi sospetti. Ogni tanto si scopre che la realtà è ben diversa dalla rappresentazione che ne è data, come è successo con la perizia commissionata dal governo inglese e segnalata nell’articolo di BBC News che qui riassumiamo. Forse è inevitabile che sia così fin quando l’autonomia scolastica non include anche la piena responsabilità finanziaria, ma in questo caso occorrerebbe che i dirigenti siano formati a fare i contabili oppure che ci siano consigli d’amministrazione per ogni scuola nei quali siano presenti esperti esterni locali, per esempio genitori ragionieri, che sappiano capire qualcosa sul modo di gestire le risorse di una scuola e sulla realtà dei preventivi di spesa.

Milioni di lire sterline sprecati nelle scuole

 

Secondo una perizia interna avviata dal governo inglese, milioni di sterline del gettito fiscale sarebbero sprecati nelle scuole. Lo studio, realizzato da Richard Handover, ex–amministratore delegato della celebre casa editrice W H Smith, affermerebbe, secondo il servizio della BBC che lo ha potuto consultare, che molti funzionari e dirigenti scolastici non hanno nessuna idea del valore degli importi spesi per la scuola. Inoltre, il documento invocherebbe il licenziamento di 40.000 aiutanti di sostegno, della cui efficacia si è parlato in una ricerca dell’ Istituto dell’ educazione dell’Università di Londra presentata in questo sito (clicca qui) .

 

Il ministro inglese dell’educazione Ed Balls da parte sua ha annunciato un taglio di 2 miliardi di lire sterline nel prossimo bilancio dell’istruzione. Si stringe dunque la cinghia delle spese per l’istruzione non solo in Italia ma anche altrove, come del resto lo ha paventato l’OCSE  al momento della presentazione dell’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione all’inizio del mese di settembre di quest’anno (clicca qui). Il bilancio dell’ istruzione è difendibile solo se si riesce a fare la dimostrazione della sua efficacia e se si riesce a giustificare la pertinenza delle spese. Gli operatori scolastici, in un periodo di crisi, non possono continuare a rivendicare lo stato d’eccezione e  chiedere aumenti di spesa senza fornire prove della validità delle loro rivendicazioni o delle loro lamentele. Per questa ragione, da un lato si moltiplicano le prove strutturate delle conoscenze (i test ), che mirano a valutare quanto si impara nelle scuole e dall’altro s’ impostano perizie contabili sulle spese marginali annunciate dalle scuole per l’insegnamento o per la sicurezza e il buon funzionamento delle scuole (per esempio la pulizia dei locali, l’isolamento contro l’inquinamento fonico nei corridoi degli edifici scolastici, le attrezzature elettroniche come le lavagne multimediali, i libri di testo, le piscine o le pedane per l’atletica, ecc.).

 

L’efficienza finanziaria è ignorata nelle scuole

Nella sua relazione, Richard Handover afferma con franchezza che: "l’efficienza finanziaria... non è percepita come un elemento centrale della responsabilità della gestione a qualsiasi livello del sistema scolastico”.

  Richard Handover descrive casi grotteschi come per esempio la spesa di 50.000 sterline per realizzare tre bagni in una scuola primaria (una somma 10 volte superiore a quella che sarebbe stata necessaria), mentre oppure la spesa di 35.000 sterline per una fotocopiatrice che ne costava 1000. 

Questo studio è stato commissionato un anno fa dal governo inglese per sapere se quanto speso dal Dipartimento inglese per l’istruzione fosse proporzionato al valore di quanto ottenuto. Il lavoro è stato trasmesso al governo questa primavera.  

Il portavoce del Dipartimento inglese dell’istruzione (l’equivalente del Ministero italiano dell’istruzione pubblica) ha dichiarato che qualificato utilissima questa  perizia, la quale è uno strumento di riflessione che serve per identificare i risparmi da realizzare nelle scuole e nel ministero. Per conto suo, il ministro dell’istruzione Ed Balls ha affermato di non condivideva talune  conclusioni dell’analisi. Per esempio, il ministro ha dichiarato di essere in disaccordo con la proposta di tagliare 40.000 posti di insegnanti e 120.000 posti di assistenti di sostegno ) i Teachers Assistants, detti TA).

 

Per la prima volta tagli al bilancio della scuola

 

Il ministro Ed Balls è il primo ministro inglese dell’istruzione a proporre tagli sostanziali nel bilancio dell’istruzione. Nessuno prima di lui aveva avuto il coraggio di farlo e di proporre addirittura una diminuzione di 2 miliardi di lire sterline della spesa statale per l’istruzione, nonostante i programmi del governo di  Gordon Brown che ha più volte annunciato di volere stanziare sostanziali incrementi di spesa  per lo sviluppo del sistema scolastico. Ed Balls sembra abbia innestato invece la retromarcia. Questa è una novità assoluta, ma i tempi difficili giustificano forse che si esami con oculatezza come si spendono i soldi dei cittadini nelle scuole e per le scuole.

 

Modalità di risparmio

Secondo il ministro inglese, ci sono modalità di risparmio che non pregiudicano affatto la qualità dell’ istruzione e che anzi potrebbero contribuire a potenziarla. Per esempio, Ed Balls cita il caso della riduzione del personale occupato nell’amministrazione della scuola, che può essere attuata senza  intaccare il numero di insegnanti in prima linea e quindi senza ripercussioni sulla qualità dell’insegnamento. Cinquecento milioni di sterline potrebbero essere risparmiati solo raggruppando i servizi amministrativi di varie scuole che potrebbero costituire pool di gestione con la costituzione di federazioni di scuole, le quali non sarebbero altro che  varianti delle reti tra scuole

I sindacati dei dirigenti e degli insegnanti entrano in materia

L’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici ha fatto osservare che l’aumento delle spese va in parte attribuito  alla pressione della burocrazia scolastica e che molte spese sono imputabili a richieste dall’amministrazione scolastica che spremono le scuole con domande incessanti di documenti e di dati. I sindacati degli insegnanti concordano sul fatto che una certa riorganizzazione del servizio scolastico  è giustificabile,  però si oppongono fermamente a qualsiasi di taglio dei posti di lavoro.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2009 da BBC News, adattato dall’amministratore di questo sito

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