Risultati di un’indagine sulle opinioni degli insegnanti USA riguardo alla valutazione del profitto scolastico. Come valutare? Cosa valutare?

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La valutazione dal punto di vista degli insegnanti

A cosa serve la scuola e quale è il ruolo degli insegnanti? Chi comanda nella scuola, chi ne è il timoniere? Queste domande sono ossessionanti. Un insegnante americano si chiede: "Come preparare gli studenti per mestieri che oggigiorno non esistono?" Ma è questo il compito delle scuole, si potrebbe obiettare. La valutazione si deve impostare in funzione di questa preoccupazione?

 

 Un’indagine sulle opinioni degli insegnanti USA

 

Due fondazioni americane (Scholastic e la fondazione Bill&Melinda Gates) si sono unite per effettuare una grande indagine sulle opinioni degli insegnanti americani riguardo alla valutazione.

Ci sono molteplici modi per giudicare il profitto scolastico degli studenti, ossia per valutare quanto imparano a scuola: dalle prove strutturate dette test (e non quiz, come invece, spesso, sono chiamati nei media italiani) ai voti dati dagli insegnanti ai compiti assegnati, alle prove in classe, alle interrogazioni in classe, ecc.). La gamma dei metodi di valutazione è molto ampia. Per gli insegnanti, sempre più giudicati su quanto imparano i loro studenti, trovare il miglior modo di misurare i risultati (quelli degli studenti e i loro) è particolarmente importante. In questa indagine rappresentativa, si è sondato il parere di un campione di 40.000 insegnanti USA e si sono raccolte le risposte a una serie di domande volte a conoscere quale forma di valutazione degli studenti è ritenuta la più utile da parte degli insegnanti.

Si tratta della più vasta indagine condotta negli Stati Uniti sugli insegnanti. Sono occorsi due anni per farla. Iniziata nella primavera 2008, i risultati sono stati pubblicati nel settembre 2010.



Obiettivi dell’indagine

  • Porre la voce degli insegnanti al centro dei discorsi sulla riforma scolastica facendo conoscere le loro opinioni, le loro idee, al grande pubblico, ai media e ai dirigenti scolastici.
  • Identificare quali sono i supporti e gli strumenti che direttamente impattano sulle competenze degli insegnanti a migliorare il profitto scolastico e che aiutano gli studenti a realizzare pienamente tutte le loro potenzialità. Le valutazioni esterne, le prove strutturate sono tali?
  • Conoscere l’opinione degli insegnanti sugli standard nonché sulle valutazioni per misurare le prestazioni degli studenti e degli insegnanti.
  • Rappresentare in modo accurato la gamma di opinioni degli insegnanti americani mettendo in evidenza la varietà, la ricchezza di idee sulle sfide rappresentate dalla preparazione degli studenti per riuscire a scuola e nella vita.

La metodologia dell’indagine



L’indagine sull’opinione degli insegnanti americani sulla valutazione e sulle riforme scolastiche si è svolta secondo una sequenza rigorosa di tappe:

  • Fase 1: impostazione dell’indagine con una consultazione su larga scala degli insegnanti

Questa fase è consistita in incontri di diversi "focus group" di insegnanti e si è svolta nell’ottobre 2008. A questo scopo sono stati costituiti 12 gruppi di discussione che hanno coinvolto 108 insegnanti di scuola primaria, dell’insegnamento secondario di primo e di secondo grado: quattro gruppi con insegnanti di scuola primaria, quattro gruppi con insegnanti di scuola media e quattro gruppi con insegnanti delle scuole secondarie superiori. Inoltre, queste discussioni sono state completate da interviste approfondite di insegnanti che hanno partecipato ai focus group. Questo lavoro ha permesso di chiarire le ipotesi di partenza e di reperire i punti di riferimento per la costruzione dell’indagine.

  • Fase 2: indagine nazionale

Lo svolgimento dell’ indagine vera e propria su scala nazionale è stata sub-appaltata ad una ditta specializzata, la Harris Interactive, che ha utilizzato per svolgerla il telefono e la corrispondenza elettronica. Le interviste telefoniche sono state 15.038 mentre l’indagine on-line ha raggiunto 25.452 persone. Le due indagini sono state svolte tra la metà di marzo e la metà di giugno del 2009. In totale gli insegnanti intervistati sono stati 40.490. Agli insegnanti non è stato rivelato il nome degli sponsor dell’indagine, ma ogni insegnante che ha accettato di rispondere alle domande ha ricevuto un buon regalo per acquistare qualcosa di suo gradimento in un negozio on-line specializzato nel materiale scolastico.

  • Fase 3: Trattamento dei dati

Le risposte sono state articolate per genere, anni di esperienza scolastica, grado d’insegnamento, regione abitata, luogo d’insegnamento.

  • Risultati dell’indagine


I risultati completi sono stati pubblicati in un documento che à allegato a questo articolo. In questo articolo ci limitiamo a mettere in evidenza alcuni spunti significativi che permettono di capire quali sono le aspettative degli insegnanti americani nella scuola pubblica nonché il loro punto di vista sulla valutazione. 

 

Questa è la più importante indagine finora svolta per conoscere il punto di vista degli insegnanti su questo tema.

 

L’opinione degli insegnanti su alcuni temi specifici

I test dell’indagine Pisa sono fuori strada


Non sono state poste domande sul test PISA dell’OCSE ma le risposte su quelli che dovrebbero essere gli obiettivi più importante delle scuole e dell’insegnamento in una lista di quattro possibili obiettivi (tabella 1), lasciano perplessi per quanto riguarda l’impostazione del test PISA.

Quasi tutti gli insegnanti (il 93%), di tutti gli ordini di scuola, affermano che le scuole devono preparare gli studenti a qualcosa di più che non il conseguimento di un diploma d’insegnamento secondario di secondo grado.

Solo l’11% degli insegnanti intervistati ritiene che l’obiettivo più importante delle scuole sia quello di preparare gli studenti a riuscire nella vita e nell’acquisizione delle competenze di natura pratica che facilitano l’esistenza, obiettivo centrale nel test PISA-OCSE. [1]

Tabella 1: Opinioni degli insegnanti USA sull’obiettivo più importante delle scuole e dell’insegnamento



Gli insegnanti non sono affatto contrari agli standard


Gli insegnanti americani riconoscono che gli standard sono importanti per migliorare i risultati scolastici degli allievi, per preparare gli studenti a andare all’università o ad entrare nella vita attiva.

La maggioranza degli insegnanti (95%) ritiene che standard scolastici più chiari, standard comuni a tutti gli Stati americani (90%) e standard scolastici esigenti (85%) possono avere almeno un’impatto di un certo rilievo sul miglioramento del profitto scolastico (Tabella 2). La maggioranza degli insegnanti (71%) è poco incline a rivendicare pochi standard perché l’impatto sul miglioramento del profitto scolastico degli studenti sarebbe moderato o poco significativo mentre solo il 28% degli insegnanti pensa che gli standard non avrebbero nessun impatto sui risultati. Nelle interviste, gli insegnanti avrebbero espresso il timore che quando si parla di pochi standard si core i rischio di proporre standard vaghi, meno rigorosi o meno esigenti e quindi un curricolo scolastico poco stimolante.

Tabella 2: Opinioni degli insegnanti sull’impatto che potrebbero avere standard corretti sul miglioramento del profitto scolastico



Fra gli insegnanti che ritengono che gli standard possono avere un impatto molto forte o forte sul profitto scolastico quasi tre quarti (il 74%, ossia tre insegnanti su quattro) auspicano standard più chiari mentre circa 6 insegnanti su 10 (60%) vorrebbero standard che siano nazionali, ossia comuni a tutti gli Stati. In questo gruppo la proporzione degli insegnanti che vorrebbero standard esigenti è di circa la metà (45%).



La valutazione esterna non è popolare: netta preferenza per una larga gamma di misure per valutare il profitto scolastico.



Nonostante il fatto che una grande maggioranza d’ insegnanti sia favorevole all’adozione di standard perché ciò facendo si migliorerebbe il profitto scolastico, chiaramente gli insegnanti ritengono che le prove strutturate ( i test) non possono essere la sola modalità di valutazione del profitto scolastico. Anzi, gli insegnanti ritengono che la valutazione dovrebbe essere svolta in funzione di quanto succede in classe (fin quando ci saranno le classi), e dovrebbe tener conto dei voti assegnati in classe, dei comportamenti e della partecipazione alla vita scolastica (Tavole 1 e 2 ).

 

Tavola 1: Il modo migliore per misurare il profitto scolastico (1)

Tavola 2: Il modo migliore per misurare il profitto scolastico (2)

Leggenda delle tavole 1 e 2:

Gli insegnanti americani ritengono che sia estremamente positivo ed utile disporre di misure chiare dal profitto scolastico. I risultati delle valutazioni, condotte però in modo non unilaterale, servono per personalizzare l’insegnamento e l’istruzione e per rinnovare l’organizzazione e il funzionamento delle scuole. Più della metà degli insegnanti (54%) preferiscono la valutazione formativa svolta in classe. Quasi la metà degli insegnanti (47%) considera che un criterio di valutazione molto utile è la partecipazione degli studenti all’insegnamento in classe ed un terzo (37%) considera che i risultati conseguiti nelle prove svolte in classe siano un criterio di valutazione pertinente. Le prove strutturate soprattutto le valutazioni esterne raccolgono meno del 10% delle adesioni degli insegnanti. Non sono affatto popolari.



Salario in base al merito e valutazione degli insegnanti



Dalle conversazioni con gli insegnanti risulta che l’aspetto più soddisfacente della professione risiede nel contatto con gli studenti. Come succede in qualsiasi settore produttivo, il grado di soddisfazione nello svolgere un determinato mestiere risulta da molteplici fattori. Il sostegno del dirigente, del preside, il suo apprezzamento, è un elemento determinante del grado di soddisfazione, quello che contribuisce maggiormente a ritenere gli insegnanti nella professione.

Gli insegnanti affermano che salari elevati, benché importanti, non sono determinanti per ritenere gli insegnanti nel mestiere. Altri fattori, non monetari, sono ricompense maggiormente apprezzate.

 

Gli insegnanti affermano che misure molto più accurate delle loro prestazioni devono comprendere l’impegno degli studenti, l’evoluzione del comportamento degli studenti lungo tutto il corso dell’anno scolastico. In genere, gli insegnanti hanno poca fiducia nella validità degli strumenti finora utilizzati per misurare la loro competenza e i loro meriti.

Soltanto il 10% degli insegnanti ritiene che gli incentivi monetari avrebbero un impatto positivo sul miglioramento delle loro prestazioni nonché sul miglioramento del profitto scolastico degli allievi. Questa opinione evolve in funzione degli anni d’insegnamento. Insegnanti neofiti sono più predisposti a considerare che gli incentivi monetari abbiano un impatto molto forte che non i veterani i quali sono più scettici sull’effetto degli incentivi monetari (Tavola3).

Tavola 3: Opinione degli insegnanti sull’importanza degli incentivi monetari per trattenere gli insegnanti nella professione

 

 

[1] Le tabelle inserite in questo articolo sono in lingua inglese perché sono state tratte dal documento originale, copiate ed incollate e non sono state né tradotte né rifatte

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