Presentazione di un documento critico di Martin Carnoy sull’opportunità per gli Stati Uniti di partecipare ancora a valutazioni internazionali comparate su vasta scala.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Valutazioni internazionali comparate: fine di un’epoca

Servono ancora le indagini internazionali comparate,le valutazioni su larga scala come PISA o TIMSS? Vale la pena parteciparvi? A quale scopo? Queste sono domande iconoclastiche poste da Martin Carnoy in una nota per il "National Educational Policy Center" ossia per il Centro Nazionale di politiche scolastiche dell’Università del Colorado a Boulder, presso Denver.

In un documento di 12 pagine pubblicato dal "National Educational Policy Center" di Boulder (Colorado), più volte citato in questo sito, Martin Carnoy dell’Università di Stanford pone il problema dell’utilità delle indagini internazionali comparate almeno dal punto di vista degli USA ma si potrebbero applicare le sue conclusioni a molti altri sistemi scolastici.

Martin Carnoy prende posizione contro il parere dell’organizzazione USA "America Achieves",intitolato " Middle Class or Middle of the Pack : What can we learn when benchmarking U.S. schools against the world’s best ?." [1] che invita gli USA a partecipare alle prossime indagini internazionali per comparare le scuole USA ad altri sistemi scolastici allo scopo di migliorare la scuola USA. Carnoy contesta questa tesi. La partecipazione alle indagini internazionali non servirebbe più questo scopo.

Utilità delle valutazione su vasta scala internazionali

Questa è una della prime note critiche sulla pertinenza delle indagini internazionali che hanno ormai una storia di mezzo secolo e una preistoria di dieci anni. Forse le valutazioni internazionali non servono più come sono impostate, né come sono utilizzate. Non lo sappiamo  Di sicuro si inizia a dubitare sulla pertinenza delle attuali valutazioni internazionali comparate. Queste sono indubbiamente servite, sono stata utilissime per conoscere i sistemi scolastici, hanno permesso di divulgare una cultura della valutazione nel mondo scolastico, di compiere passi da gigante nella metodologia della valutazione, ma la loro utilità politica e scientifica comincia ad essere dubbia. Da questo punto di vista il saggio di Carnoy è stimolante e anticipa considerazioni che non mancheranno di essere riprese anche altrove nei prossimi anni.

La perizia di Carnoy è stata pubblicata dal Centro nazionale USA per le politiche scolastiche  [2]. Il Centro ha pubblicato un comunicato stampa per annunciare il saggio di Carnoy, intitolato "Did ‘America Achieves’ Make Its Case for Another Test ?"  [3]

Il comunicato stampa si può consultare in inglese cliccando qui. Il saggio di Carnoy è allegato in inglese. Riprendiamo qui di seguito in italiano il testo del comunicato stampa.

Secondo il documento di "America Achieves", gli studenti dell’insegnamento secondario americano dovrebbero partecipare a un’ altra valutazione internazionale allo scopo di migliorare le loro prestazioni scolastiche. 

Affermazioni azzardate


In particolare, il documento sostiene che partecipando a un nuovo test internazionale tutti gli studenti dell’insegnamento secondario statunitense ne beneficerebbero. Il documento prodotto dell’organizzazione “America Achieves" è intitolato Middle Class or Middle of the Pack : What can we learn when benchmarking U.S. schools against the world’s best ? [4]. Nel documento prende lo spunto dalla constatazione che gli studenti degli Stati Uniti conseguono risultati inadeguati in matematica e scienze nelle prove del programma PISA pilotato dall’OCSE [5]. Gli autori del documento considerano che i risultati dell’indagine Pisa sono una “ sveglia per la classe media americana”. Inoltre gli autori sostengono che per far fronte a questi risultati mediocri le scuole dell’insegnamento secondario statunitense dovrebbero partecipare alle prossime indagini internazionali organizzate da PISA e pilotate ancora dall’OCSE per comparare le conoscenze scolastiche e le competenze dei quindicenni statunitensi con quelle dei coetanei del resto del mondo.

 

Argomenti dubbi

 

 

Purtroppo un esame accurato del documento non permette di raccogliere prove evidenti che sostengono la validità di questi argomenti. Martin Carnoy dell’Università di Stanford ha esaminato il documento le cui conclusioni sono esposte nel comunicato stampa del Centro nazionale statunitense per le politiche scolastiche la cui sede è a Boulder presso la scuola dottorale di scienze dell’educazione dell’Università del Colorado. Carnoy attira l’attenzione sul fatto che con questo documento, “America Achieves" promuove l’idea che le singole scuole che partecipano a un test international del genere hanno l’occasione di fruire e di sfruttare strumenti validi per migliorare l’efficacia della scuola e quindi indirettamente anche dell’intero sistema scolastico nazionale Usa. Orbene, Carnoy fa notare che il documento di per sé non fornisce nessun argomento a sostegno della validità di questa affermazione e che non si può affatto pretendere che i risultati dell’indagine Pisa sfocino in conclusioni del genere. Neppure le pubblicazioni scientifiche internazionali nel settore del miglioramento dell’efficacia delle scuole giungono a queste conclusioni.

 

Preconcetti e affermazioni dottrinarie

 

Secondo Carnoy “il documento di "America Achieves" "non si basa su nessuna ricerca scientifica valida ma piuttosto su affermazioni che la valutazione, le misure per conto proprio, di per sé, sono un efficace strumento di riforma”. Questa affermazione è fatta senza nemmeno spiegare come i test in questione siano in consonanza con i curricoli scolastici , con le strategie adottate per l’insegnamento della matematica e delle scienze oppure per quelle impostate per la preparazione professionale lo sviluppo delle competenze professionali degli insegnanti.

 

Richiesta contestabile

 

“Il rapporto non è di nessuna utilità per i responsabili politici” conclude Carnoy. Il documento in inglese si può scaricare consultando il sito del Centro Nazionale Usa per le politiche scolastiche. Si tratta di un documento molto elaborato che merita di essere letto con attenzione perché è un invito indiretto a concepire un nuovo strumento di valutazione e delle competenze e a sfruttare le indagini internazionali comparate in modo diverso da quello finora adottato dall’OCSE.

In un certo senso si può affermare che il modo con il quale i risultati e le competenze dei quindicenni sono valutati dagli strumenti PISA hanno tradito le intenzioni iniziali del programma come era stato concepito nel lontano 1997.

 

Implicazioni per l’Italia

 

 

Questo documento va letto con molta cautela in Italia. Dieci anni fa in Italia non esisteva pressoché nessuna cultura della valutazione. Nel campo della ricerca valutativa sulla scuola l’Italia arrancava in fondo al plotone con un gruppetto ridotto di specialisti. In dieci anni si sono fatti passi da gigante, i progressi sono stati considerevoli, ma la ricerca sulla valutazione e soprattutto la cultura valutativa sono solo agli albori. Non esiste una scuola italiana della valutazione scolastica. Si copia quanto fanno gli altri. Quindi quanto Carnoy sostiene per gli USA potrebbe non essere adattato alla scuola italiana che deve ancora farsi le ossa nel settore della valutazione. E’ per esempio indispensabile elaborare argomenti consistenti per giustificare le valutazioni internazionali comparate , per trarre da questi esercizi informazioni pertinenti ed utili. Per giungere a questo punto è indispensabile essere molto presenti nella comunità scientifica internazionale che produce gli strumenti valutativi, diventare convincenti per imporre le proprie idee. Forse ci vorranno ancora molti anni di duro lavoro per giungere a questo risultato e formare persone competenti, con la sensibilità appropriata, in grado di difendere la pertinenza di valutazioni democratiche per l’apprendimento, utili agli studenti, alle famiglie, alle scuole e al sistema scolastico.

 

 


 


 

[1] Nella classe media o in mezzo al plotone : che cosa possiamo apprendere dal confronto tra le scuole USA e le migliori scuole al mondo ?

[2] Noto con l’acronimo NEPC

[3] L’organizzazione "America Achieves" sciorina argomenti convincenti per un altra valutazione ?

[4] ndr. : Manifestamente il documento proviene dai lobby che sostengono la partecipazione degli Stati Uniti alle indagini internazionali

[5] Questa osservazione è valida per la media ma non per tutti gli Stati USA. Ci sono però Stati USA i cui quindicenni conseguono punteggi eccelsi come ciò del resto succede anche in Italia

Les documents de l'article

carnoy.pdf