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Altro che autonomia!

States will soon announce the schools or districts that did or did not make "adequate yearly progress," or "AYP" under NCLB. But the question that provides the most insight into a school’s performance is not whether a school made AYP, but rather how a school did or did not make AYP.

Una delle principali novità della legge federale No Child Left Behind (NCLB) votata alla quasi unanimità dal Congresso e dal Senato americani nel gennaio 2001 è l’obbligo per gli Stati di annunciare ogni estate, sulla base dei punteggi conseguiti nei test dagli allievi, le scuole che hanno o non hanno rispettato il ruolino di marcia prestabilito per ogni istituto, noto con l’acronimo AYP (Adequate Yearly Progress, ossia l’adeguato progresso annuo). La legge richiede che gli Stati debbano fissare gli obiettivi che ogni scuola deve conseguire. Lo scopo è quello di far sì che le scuole non la facciano franca, obbligandole a migliorare le loro prestazioni progressivamente, ogni anno, in modo tale da essere certi che quasi tutti gli allievi conseguiranno un punteggio sufficiente ("proficient") nei test strutturati entro il 2014 al più tardi.

Se una scuola non rispetta il ruolino di marcia, la legge prevede una gamma di provvedimenti che sono elencati nel riquadro. La legge tra l’altro specifica che non basta migliorare la media dei punteggi degli studenti che frequentano la scuola, ma che si devono migliorare i punteggi di tutti i gruppi di studenti: degli afro-americani, degli ispanici, degli studenti delle categorie socio-professionali basse, e degli studenti disabili. Sarebbe troppo facile basarsi sulla media, perché in questo caso le scuole potrebbero stimolare unicamente i buoni allievi e trascurare gli altri.

Di primo acchito, questa misura sembrerebbe un capestro per le scuole, perché le conseguenze possono essere gravi e perfino drammatiche se non si rispetta il ruolino di marcia. In realtà, gli Stati e le scuole hanno escogitato parecchi sotterfugi per trasgredire la legge ed, in un certo senso, far finta di migliorare senza migliorare. Va notato che gli Stati sono liberi di interpretare la legge e soprattutto, almeno fino ad ora, sono liberi di stabilire i livelli di sufficienza nei punteggi dei test, perché i test non sono nazionali ma sono statali, come se in Italia ogni Regione fosse libera di valutare i propri studenti e di stabilire i criteri di riuscita nei test strutturati.

Quest’esperienza americana insegna che non è affatto facile sviluppare un sistema che obblighi le scuole a rendere conto di quel che fanno ("accountability" in inglese). E’ bene saperlo in anticipo per non farsi illusioni, in un paese come l’Italia dove si è già visto cosa è successo nelle Regioni meridionali nelle prove sperimentali dell’INValSI, che non ha tenuto conto di queste lezioni ed ha impostato con estrema leggerezza una valutazione su larga scala senza premunirsi contro le manipolazioni dei test nel corso della loro somministrazione.

Allegato è lo studio completo : States’ Evidence: What It Means to Make ‘Adequate Yearly Progress’ Under NCLB, a cura di Erin Dillon and Andrew J. Rotherham per la fondazione Education Sector.

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