I risultati del 2009 sulle competenze in lettura nel celebre test nazionale americano NAEP (National Assessment of Educational Progress).

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Nessun progresso nelle competenze in lettura negli USA

Le riforme dell’insegnamento della lettura non hanno prodotto fin qui sostanziali miglioramenti. I risultati stagnano. Qualcosa non va : o le riforme proposte sono sbagliate, oppure non sono applicate in modo appropriato nelle scuole. Forse i cambiamenti di rotta nel sistema scolastico sono lentissimi, richiedono pazienza, grande bravura e la politica scolastica come è concepita non è in grado d’imprimere svolte al servizio d’istruzione. Quindi, per migliorare i risultati scolastici occorre una politica scolastica adeguata, che ora non c’è, ci vorrebbero riforme scolastiche appropriate che forse non ci sono, comportamenti diversi sul terreno che non si vedono. Tre parametri tra loro interconnessi ai quali va prestata attenzione nello stesso tempo. Non uno dopo l’altro.

Premessa

Ci vorrebbe forse più modestia con i dati INVALSI, questa è la lezione che si può trarre da quanto succede negli USA dove le valutazioni nazionali, campionarie, mostrano come sia difficile cambiare qualcosa nella scuola. Di sicuro non sono né i test né le valutazioni, anche se ben fatte, che bastano per elevare il livello di conoscenze e competenze degli studenti. Ci vuole dell’altro.

Forse si può già sin d’ ora anticipare quel che succederà in Italia tra alcuni anni. Dopo gli assestamenti iniziali del servizio di valutazione (ci son voluti più di dieci anni per averne uno accettabile), si faranno indagini decorose, ben fatte, che non modificheranno di uno iota lo stato dell’istruzione. Non c’è da illudersi. Poco cambierà fin quando non ci saranno modifiche profonde nell’impostazione delle politiche scolastiche e dunque delle strategie di scolarizzazione.

 

I risultati del test nazionale USA NAEP [1] stagnano. Il caso della lettura [2]

 Il NAEP è una delle valutazioni su larga scala più longeve al mondo. Si tratta di una valutazione nazionale svolta negli USA su un campione di studenti di vari ordini di scuola, avviata nel 1964, il cui merito principale risiede senza dubbio nella possibilità di monitorare su più decenni l’evoluzione della scuola americana dal punto di vista dei risultati degli allievi [3] nonché di essere stato e di continuare ad essere un terreno sperimentale unico. Per esempio è in questa indagine che si sono sperimentate le tecniche di valutazione in auge oggigiorno nella maggior parte delle indagini internazionali sulle conoscenze e competenze degli studenti come l’indagine PISA dell’OCSE [4]

Il test NAEP di lettura del 2009 è stato impostato in modo diverso dai precedenti poiché è stato cambiato il quadro di riferimento teorico. Questa volta si è prestata maggiore attenzione alle informazioni contenute nei testi (incluse le poesie) e si è utilizzato un nuovo metodo di valutazione del vocabolario degli studenti. Il cambiamento del quadro teorico determina un cambiamento degli items del test (temi e domande). La nuova architettura non inficia però la comparabilità con i test in vigore dal 1992.

Delusione

I risultati del test svolto nel 2009 sono deludenti in quanto mostrano che non c’è stato nessun progresso nelle competenze in lettura nonostante la grande attenzione che da diversi anni i sistemi scolastici americani e la politica scolastica federale dedicano alla lettura a scuola.

Nel 2009 gli allievi di terza media, ossia dall’ottavo anno di scuola su un totale di 500 punti possibili nel test di lettura hanno conseguito una media di 264 punti, solo un punto in più della media nel testo nazionale sulla capacità di lettura nel 2007. In quarta elementare la situazione è simile. Il punteggio medio nel test di lettura del 2009 fu di 221 punti, identico ai quello del 2007

La media dei punteggi degli studenti delle scuole medie tra il 2002 e il 2009 ha ondeggiato tra 262 e 264 punti. Rispetto al 1992 il miglioramento della media dei punteggi è stato di quattro punti , l’anno di confronto perché è in questo anno che si sono iniziati a fare gli stessi test. Anche la media dei punteggi degli alunni di quarta elementare è migliorata di quattro punti tra il 1992 e il 2009 ma tra il 2002 e il 2009 la variazione è stata di soli due punti.

"I risultati del NAEP indicano che nel corso di questi due ultimi decenni i guadagni nei risultati in lettura sono stati solo modesti e che non si è verificato in questo ambito nessun miglioramento sostanziale" ha dichiarato Steven Paine, ministro dell’educazione dello Stato della West Virginia nonché membro del comitato di direzione del NAEP , ente che definisce gli obiettivi del Net volta per volta, ossia ogni due anni. Per Paine i risultati sono "deludenti" se si considera il "rilevante contributo" al miglioramento della lettura della politica scolastica americana in questi stessi anni. L’aumento di un punto nella media dei punteggi degli studenti di terza media anche se è statisticamente significativo "non è sufficiente" ha dichiarato il ministro.

Ancora moltissima strada da fare

Il mediocre punteggio conseguito dei quindicenni statunitensi nel test di lettura dell’indagine internazionale Pisa svoltosi nel 2000 ha incentivato l’impegno di tutte le autorità americane a migliorare l’insegnamento della lettura nelle scuole ma i risultati sono stati scarsi. È in ogni modo rilevante sottolineare il fatto che le autorità politiche non sono rimaste indifferenti di fronte alla constatazione che gli studenti conseguivano mediocri risultati nei testi di lettura e che non imparavano a leggere ed a capire quel che leggevano nonostante gli anni passati a scuola. 

Le autorità politiche americane hanno reagito con prontezza quando sono state informate dell’esistenza di questo problema, ma le iniziative intraprese non hanno purtroppo prodotto i risultati sperati. A questo punto ci si deve chiedere se la colpa è da imputare al test che è troppo difficile oppure ai programmi che sprecano risorse perché sono male applicati, oppure alle indagini scientifiche che sarebbero sballate. Possiamo subito scartare questa terza ipotesi perché le indagini scientifiche concordano tra loro ed difficile supporre che ci sia un’intesa tra i vari team di ricerca per giungere alle stesse conclusioni.

Iniziative politiche per la lettura

A livello federale, in questi ultimi due decenni, si può segnalare la legge firmata dal presidente Bill Clinton nel 1998 [5]che ha attirato l’attenzione sulla necessità di migliorare le competenze di lettura degli studenti americani.

Due anni dopo il varo di questa legge nel 2000, un documento federale rilasciato dalla commissione di esperti in lettura, il "National Reading Panel", ha a sua volta sottolineato la necessità di migliorare la didattica della lettura ed ha proposto a questo scopo uno stanziamento di 6 miliardi di dollari.

Il presidente George W. Bush ha approvato il programma della commissione noto come programma "Reading First" con il quale ci si proponeva di realizzare cambiamenti radicali nella didattica della lettura, di promuovere la formazione professionale degli insegnanti nel settore della didattica della lettura, di impostare nuovi metodi di valutazione, di strutturare curricoli appositi per la lettura e di predisporre una sequenza di interventi per incitare gli studenti a leggere [6]

Nonostante questi sforzi, nel 2009, la proporzione degli studenti di terza media con un punteggio accettabile (soddisfacente o migliore) nel test NAEP è aumentata soltanto del 3% rispetto al 1992. In vent’anni circa nelle scuole americane non si è riusciti a far sì che la proporzione di studenti con competenze in lettura accettabili o buone fosse superiore ad un terzo. Se si guardano i punteggi in basso alla scala i risultati sono ancora più deprimenti. Nel 2009 un quarto degli studenti di terza media denotava una competenza in lettura inferiore a un livello elementare, semplice, ritenuto dagli esperti insoddisfacente per capire quel che si legge. Questa proporzione era di un terzo tra gli alunni di quarta elementare.

Chiamata alle armi

Questi risultati combinati con quelli mediocri dei quindicenni americani nell’indagine internazionale PISA del 2000 ma anche del 2009 equivalgono ad una chiamata alle armi per molti responsabili scolastici americani. Il segretario di Stato per l’educazione Arne Duncan, ossia il ministro dell’educazione del governo federale americano presieduto da Barack Obama, non ha perso l’occasione per tirare l’acqua al proprio mulino e indicare quanto urgente fosse l’approvazione delle riforme scolastiche promosse dal governo federale di Obama come per esempio l’attuazione di standard comuni a tutti i sistemi scolastici americani e l’adozione di metodi di valutazione migliori in tutti gli Stati. "Non possiamo essere soddisfatti da questi risultati" ha dichiarato. "Con risultati simili e con altri della stessa risma i nostri studenti non sono preparati a terminare l’insegnamento secondario di secondo grado con una preparazione corretta, che consenta loro di accedere senza problemi all’università o d’entrare nel mondo del lavoro".

La presidente dell’associazione nazionale degli insegnanti di inglese [7] Carol Jago ha dichiarato che risultati simili dovrebbero ricordare agli insegnanti che non basta adottare strategie didattiche per migliorare la lettura ma che queste strategie devono accordarsi con una quelle che incitano gli studenti a leggere molti libri. "Nel corso di quest’ultimo quinquennio o decennio, molti di noi hanno adottato diverse strategie per migliorare la lettura ed hanno pensato che quest’ impegno fosse sufficiente ad aiutare i lettori mediocri a fare quanto svolgono automaticamente, in modo invisibile, i bravi lettori" ha dichiarato Jago. "Dobbiamo però ricordarci che nella lettura entrano in gioco molteplici fattori che sono spesso trascurati in quel che leggono gli studenti oggigiorno" ed è su questi aspetti che la scuola dovrebbe lavorare [8]

Alcuni modesti miglioramenti



I responsabili scolastici americani sono stati consolati dal fatto che la proporzione di alunni di quarta elementare che ha conseguito un livello accettabile [9] in lettura è passato dal 59% percento nel 2000 al 67% nel 2009. Forse, i programmi federali sono serviti a qualcosa almeno nei primi anni di scuola, quando si ritiene che è concluso l’apprendimento della lettura.

Questa proporzione non è granché, perché il livello di competenza in lettura resta comunque minimo per due terzi degli alunni, "basico" come si dice.

Un’altra ragione di ottimismo per i membri del comitato di direzione della valutazione è il miglioramento della media del punteggio degli studenti ai livelli inferiori di competenze, ossia di quelli che fanno fatica a leggere. Per esempio, il punteggio conseguito dagli studenti di terza media del 10º percentile è aumentato di due punti dopo il 2007 e di sei punti rispetto al 1992. Per gli allievi di quarta elementare la media del 10º percentile è aumentata di cinque punti rispetto al 1992. La consolazione è magra, perché in realtà non ci dovrebbe essere nessuno a questo livello, tranne alcuni casi problematici. Si potrebbe pretendere che alla fine della scuola dell’obbligo tutti gli studenti sappiano leggere correttamente, capire quel che leggono, non impapinarsi quando leggono, ma si ha l’impressione che il sistema scolastico nel suo insieme, ossia dai responsabili politici, ai dirigenti , agli insegnanti, si accontenti di poco e non si prefigga per nulla un obiettivo di questo tipo. Purtroppo, ci sono prove a iosa sugli effetti negativi a medio e lungo termine di questa mediocre prestazione. Se non si sa leggere, se si legge con fatica, non si legge e in pochissimo tempo si ridiventa analfabeti. Le ore spese per la lettura sono sprecate e i buoni lettori saranno solo i buoni studenti ossia, in generale, gli studenti provenienti dai ceti privilegiati o con un buon zoccolo culturale alle spalle. Le diseguaglianze sociali di fronte alla conoscenza si riprodurranno e le opportunità per uscire dal ghetto della povertà saranno perse o sprecate. La scuola serve a poco ma è triste dirlo non sarà utile nemmeno per quel poco che potrà fare.



Analisi dei risultati

Michael L. Kamil professore di scienze dell’educazione all’università di Stanford ha dichiarato che gli insegnanti spendono troppo tempo su testi di natura letteraria nei primi anni di scuola e trascurano di attrezzare gli studenti con le abilità necessarie per estrarre informazioni dai testi che leggono, competenza che deve essere già curata nella scuola primaria. Col passare degli anni la situazione peggiora : dalla quarta elementare alla terza media gli insegnanti non fanno "nulla di sistematico" dal punto di vista dell’insegnamento della lettura. Questo è un problema pressapoco universale, che si riscontra in tutti i paesi nei quali le indagini internazionali sulle competenze in lettura mostrano la presenza di proporzioni elevate di studenti che fanno fatica a capire un testo e a leggerlo correttamente. Una delle cause rilevate ovunque è la mancanza di un’attenzione sistematica ai modi di leggere e alla lettura dopo La scuola primaria, come se ci fosse un’intesa generale sul fatto che al termine della scuola primaria l’apprendimento della lettura sarebbe un fatto acquisito e che quindi più nulla dovrebbe essere intrapreso per consolidarlo e svilupparlo ulteriormente.

 

 

[1] National Assessment of Educational Progress

[2] Rielaborazione di un articolo di Catherine Gewertz pubblicato dal settimanale USA "Education Week" del 24 marzo 2010. Articolo accessibile solo agli abbonati

[3] Ciò è possibile perché in generale i test sono costruiti in modo da renderli tra loro comparabili

[4] Il NAEP, ossia la valutazione nazionale americana lanciata nel 1964, pressoché agli albori della storia delle valutazioni su vasta scala, è stato un laboratorio straordinario di messa a punto dei metodi di valutazione su vasta scala e di sperimentazione dei test. E’ nell’ambito del NAEP che si è applicata per la prima volta su un grande campione di studenti la metodologia dell’IRT (l’Item Response Theory) che permette di predire il punteggio finale a un test senza che gli studenti abbiano a rispondere a tutti i quesiti.

[5] Reading Excellence Act

[6] Sugli esiti del programma "Reading First" è scoppiata una grande polemica lo scorso anno con accuse di malversazioni multiple. Lo scambio di denunce , in inglese, si trova su Google svolgendo una ricerca con il sintagma "Reading First"

[7] National Council of Teachers of English

[8] Si può visitare con profitto il sito dei professori americani d’inglese, dove le discussioni sono vivaci e dove i trovano molti documenti. Ovviamente il sito è in inglese

[9] Basic, nella scala del NAEP

Les documents de l'article

pdf_reading-2011-framework.pdf
pdf_reading09.pdf