Negli Stati Uniti si propone di allineare la celebre nonché storica indagine NAEP (National Assessment of Educational Progress) con l’indagine PISA per meglio apprezzare i risultati americani e comparare quelli dei vari Stati con quelli dei sistemi scolastici di altri continenti.

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Un metro di valutazione internazionale

L’Associazione nazionale dei Governatori (ossia dei presidenti di ognuno dei cinquanta stati americani: National Governors Association), il Consiglio dei capi dei servizi scolastici di ogni stato (Council of Chief State School Officers) e infine la fondazione Achieve invitano a rendere compatibile il NAEP (National Assessment of Educational Progress), ossia la prima e la più rigorosa valutazione nazionale della scuola negli USA, con gli standard appplicati nelle valutazioni internazionali.

L’informazione proviene dall’ articolo "Common Academic Standards Get Influential Push" di Michele McNeil pubblicato su Education Week, il 19 dicembre 2009.

Commento

La politica americana nel settore della valutazione sulla scena internazionale ne ha combinate di tutti i colori a partire dal 1990. Dopo avere tentato di imporre a mezzo mondo i propri standard d’apprendimento, i propri test, calibrati in funzione dei propri programmi, con il programma IAEP (International Assessment of Educational Progress) realizzato in due tornate, nel 1988 e nel 1991 [1] , e dopo avere tenuto in vita TIMSS [2] (finanziando largamente l’IEA), ripetuto più volte [3] per conoscere regolarmente il livello di competenze in matematica degli studenti americani i quali avrebbero dovuto essere secondo gli auspici presidenziali i primi al mondo nel 2000 almeno nei test di matematica svolti nel corso della scuola dell’obbligo (obiettivo per altro fallito), gli Stati Uniti (ossia il governo federale americano) hanno poi anche avuto un ruolo determinante nell’impostazione del programma PISA dell’OCSE che pur non essendo un’indagine concorrente di TIMSS ne era però assai prossima, al punto da poterla ritenere quasi un doppione di TIMSS, almeno per quel che concerne la sezione riguardante la matematica e le scienze. Non per nulla si son fatti salti mortali per interpretare in maniera diversa i risultati dei tredicenni (questa era la popolazione presa in conto nell’indagine TIMSS) e quelli dei quindicenni. [4

 

Non contenti del trambusto creato sul piano internazionale, sovvenzionando programmi scientifici e politici di valutazione in concorrenza tra loro, gli Stati Uniti hanno adesso deciso di modificare la strategia finora seguita che consisteva ad imporre agli altri sistemi scolastici i propri obiettivi e le proprie regole e di ripiegarsi su se stessi , modificando il loro programma nazionale di valutazione, la perla delle perle, si potrebbe anche dire , in materia di valutazione, ossia il programma NAEP (National Assessment of Educational Progress). [5] L’ossessione è sempre la stessa: fare in modo che l’istruzione impartita nelle scuole americane sia a livello mondiale (World-class education), anzi sia la migliore di tutti. Per arrivarci occorre dunque misurare i risultati, renderli comparabili, e capire come fanno gli altri sistemi scolastici a battere gli studenti americani nei test internazionali di lettura, matematica e scienze. Dopo di che si adotteranno i provvedimenti necessari per riformare l’insegnamento nelle scuole americane. Questo, per sommi capi, è il progetto in ballo promosso dalle tre organizzazioni.

Standard mondiali

La questione degli standard è particolarmente scottante negli USA. Molti ritengono che il solo modo per migliorare il livello medio dei risultati degli studenti americani e in particolare la media dei risultati negli Stati del Sud sarebbe quella di imporre standard nazionali imperativi per tutti gli Stati. Achieve [6]. Un’altra fondazione impegnata su questo terreno è la Thomas_B._Fordham_Foundation.

 

I governatori degli Stati nonché i Capi delle amministrazione scolastiche degli Stati, che si ritrovano in una associazione denominata CCSSO, ossia "Council of Chief State School Officers", hanno ora fatto propria questa dottrina e si sono alleati con i militanti degli standard nazionali. Attualmente, ogni Stato fissa liberamente i propri standard, per cui in certi Stati gli standard da conseguire nelle scuole sono molto elevati mentre in altri sono assai bassi. [7] Un insieme di standard comuni del tipo di quelli delineati nel documento qui presentato è già stato sviluppato da Achieve nell’ambito del progetto "American Diploma Project", al quale partecipano 34 Stati americani. Il progetto si prefigge di migliorare la qualità della formazione liceale e universitaria [8] mediante standard. Il passo compiuto ora negli Stati Uniti con la costituzione di una coalizione che richiede di modificare gli standard del NAEP per allinearli sui livelli internazionali, ribalta la strategia finora adottata dagli Stati Uniti che consisteva nell’imporre i propri parametri agli altri nel campo della scuola, ma non cambia sostanzialmente il problema. Si tratta sempre di uniformare gli obiettivi dell’istruzione scolastica a livello mondiale, di unificare gli obiettivi dell’istruzione per offrire una punto di riferimento unico ai responsabili dei sistemi scolastici e delle politiche scolastiche. E’ significativo che nell’introduzione del documento di Achieve si citi Andreas Schleicher, direttore delle statistiche dell’educazione all’OCSE e soprattutto direttore all’OCSE dell’indagine PISA, il quale afferma che non si può fare a meno di adottare una visione globale se si vuole migliorare l’istruzione. [9] Questa posizione non è sorprendente e conferma quale è il ruolo latente ma molto influente di un’organizzazione internazionale come l’OCSE nello sviluppo di un impero scolastico sul modello di quello sviluppato nel mondo occidentale. Un tempo questa posizione si chiamava "imperialismo". Adesso si è più cauti nell’uso di un lessico così pomposo e si preferisce piuttosto parlare di "pensiero unico". In ogni modo si tratta di una forma di dominazione intellettuale e scientifica, propagata da una concezione singolare dell’eccellenza scolastica.

Dissensi

Non tutti convengono con quest’impostazione e ci sono obiezioni e contestazioni di natura pedagogica, sindacale e teorica. Cominciamo con quest’ultimo aspetto.

Obiezioni teoriche

In un articolo pubblicato in una rivista dell’AERA (American Educational Research Association) [10] da Pamela Moss e Aaron Schutz si fanno notare i limiti di quest’impostazione. Gli autori esaminano criticamente la natura del consenso che si vorrebbe conseguire attorno agli standard che sono presentati come il rimedio che consente d’ impostare programmi di valutazione esigenti e rigorosi. Gli autori ritengono che questo discorso difetta di approfondimenti teorici e che il tema degli standard merita un esame critico approfondito, sia per quel che riguarda l’etica della conoscenza (qui si allude a Jürgen Habermas) sia per quel che riguarda l’ermeutica filosofica del mondo ( qui ci si rifà a Hans-Georg Gadamer). Lo sviluppo degli standard smussa le diversità e soprattutto è la manifestazione di un’impostazione autoritaria delle relazioni vigenti all’interno della scuola e dei programmi scolastici poiché consente agli specialisti della valutazione che lavorano nell’ombra di prendere decisioni determinanti concernenti lo sviluppo dell’istruzione.

Contestazione politica

Un altro gruppo contrario a standard nazionali è costituito da coloro che negli Stati Uniti si oppongono a qualsiasi forma di centralismo scolastico e che vorrebbero smantellare il Ministero federale dell’Istruzione (Department of Education). [11]

 

Obiezioni psico-pedagogiche

Ostili o molto riservati rispetto ad un’impostazione dell’insegnamento in base agli standard sono molti specialisti di psicometria e parecchi psico-pedagogisti che ritengono nocivi gli effetti causati dall’adozione di standard che si possono misurare con indagini a tappeto.

Una di queste voci è quella di Lauren Resnick, dell’università di Pittsburgh, una figura molto nota negli ambienti scientifici della ricerca sull’istruzione. In un articolo pubblicato una decina di anni fa  [/span], Renswich, che ha molto lavorato sugli standard, affermava che " non esiste un consenso internazionale di ciò che costituisce "un’istruzione di stampo eccelso a livello mondiale" ( "world-class" education) [12] . Resnick è giunta a questa conclusione dopo avere condotto un’indagine internazionale di tipo etnografico che ha collezionato una documentazione considerevole (programmi, manuali scolastici, prove d’esame, compiti per gli studenti, sondaggi d’opinione, ecc.) sull’argomento per vederei cosa ci si aspetta dagli studenti, quanto dovrebbero sapere e quanto dovrebbero fare, nei vari paesi. [13

 

L’iniziativa dei Governatori, del CCSSO e di Achieve va controcorrente e soprattutto parte dal presupposto, tutto da dimostrare, che gli standard in auge negli Stati Uniti siano inferiori a quelli applicati in altri sistemi scolastici, dando per scontato che si riesca a identificarli. [14]

 

Altre raccomandazioni

Il documento non si sofferma solo sulla valutazione, sui risultati mediocri degli studenti americani nelle indagini internazionali come TIMSS e PISA, sul miglioramento degli standard e l’adozione di standard nazionali negliUSA. Le tre istituzioni che l’hanno promosso invitano gli Stati a intraprendere tre altri tipi di iniziative:

- a intervenire per ottenere un miglioramento del materiale didattico, in particolare dei manuali e della documentazione audio-visiva, nonché dei programmi affinché siano in consonanza con gli standard;

- a migliorare la formazione degli insegnanti (questo è un classico al quale nessuno sfugge);

- a utilizzare la valutazione come un strumento per accrescere il senso di responsabilità delle scuole ("l’accountability").

Inoltre, siccome un po’ di umanesimo e di etica non fanno mai male nell’imperante meralismo pedagogico, si chiede agli Stati di essere più dinamici e intraprendenti nella lotta contro le disuguaglianze scolastiche, di combattere le discriminazioni scolastiche che colpiscono le minoranze etniche e le famiglie più povere. Tutti i livelli di competenze vanno presi inconsiderazione. Le politiche scolastiche per migliorare i risultati non devono essere accecate dalle medie e concentrarsi solo sulle prestazioni dei migliori studenti. Le medie dei punteggi nelle prove standardizzate si migliorano non solo con un’istruzione più stimolante per i migliori studenti, ma anche e soprattutto con un insegnamento che si curi dei più deboli e che riesca a ottenere con loro risultati migliori.

 

[1] L’indagine IAEP è stata pilotata dall’ ETS (Education Testing Service) di Princeton e verteva su due discipline: la matematica e le scienze. Alla prima indagine nel 1988 hanno partecipato cinque paesi: Corea, Irlanda, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti.

[2] Third International Mathematics and Science Study

[3] Fino al punto da dovere modificare l’acronimo dove la T invece di significare Third, ossia terza, ha finito per significare Trends (ossia tendenze).

[4] La popolazione studiata nell’indagine TIMSS era composto di allievi del tredicesimo anno di scuola mentre invece la popolazione dell’indagine PISA è composta di studenti di 15 anni. Inoltre, il test di TIMSS è impostato in funzione dei programmi scolastici mentre invece il test di PISA è strutturato in funzione di un insieme di competenze in lettura, matematica e scienze ritenute necessarie per cavarsela nella vita quotidiana delle società contemporanee, ed è quindi "curriculum free".

[5] Il NAEP è stato creato nel 1964 per osservare e misurare i progressi degli allievi americani di quattro gruppi d’età. La prima valutazione nazionale è stata compiuta su un campione nazionale nel 1969. Per anni la valutazione del NAEP è stata effettuata unicamente su un campione nazionale. Qualsiasi comparazione dei risultati tra Stati era proibita per legge. Solo a decorrere dagli inizi degli anni Novanta fu autorizzata la realizzazione del NAEP su un campione di studenti di ogni Stato, rendendo così possibile la comparazione dei risultati tra stati. Sul NAEP si veda: Jones, Lyle V. et et Olkin, I. (2004) : The Nation’s Report Card. Evolution and Perspectives. Phi Delta Kappa Educational Foundation, Bloomington.

[6] Achieve è un istituto che opera in questa direzione, finanziando un osservatorio che pubblica ogni anno una relazione sull’evoluzione degli standard negli USA. Clicca qui per il 2007 e vedi l’allegato per il 2008

[7] Si veda a questo riguardo il sito di Achieve.

[8] Negli Stati Uniti si parla soprattutto di Colleges

[9] "For Andreas Schleicher, head of the Indicators and Analysis Division at the Organisation for Economic Co-Operation and Development’s Directorate for Education, the case for adopting a global view to improving education is undeniable".

[10] Educational Standards, Assessment, and the Search for Consensus.. American Educational Research Journal, Vol. 38, No. 1 (Spring, 2001), pp. 37-70

[11] Fino a pochi decenni fa negli Stati Uniti non c’era un Ministero dell’educazione. In genere, i Repubblicani erano ostili alla creazione di questo ministero mentre invece i Democratici vi erano favorevoli.

[/span] Lauren Resnick, Katherine J. Nolan, Daniel P. Resnick: Benchmarking Education Standards.Educational Evaluation and Policy Analysis, Vol. 17, No. 4, 438-461 (1995)

[12] ".. there is no international consensus on what constitutes "world-class" education".

[13] Si trattava del "New Standards Project"

[14] La ricerca di Resnick dimostrerebbe piuttosto il contrario

Les documents de l'article

pdf_benchmakring_for_success_dec_2008_final.pdf
pdf_CommonCore.pdf