Presentazione di un’indagine USA sulla valutazione dei dirigenti scolastici.

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Errori da non commettere

I dirigenti scolastici contano ma devono essere tali e non dei burocrati, non dei manager, non dei pedagogisti. Il profilo di un dirigente scolastico è particolare, non si improvvisa. Per questa ragione la formazione dei dirigenti scolastici pone problemi almeno come quella della formazione degli insegnanti. Ancora più complessa è la valutazione dei dirigenti scolastici. Molto di moda è il metodo del valore aggiunto perché si ritiene che un buon dirigente scolastico plasma scuole migliori nelle quali gli studenti apprendono meglio. L’ipotesi tiene, ma i metodi in voga per valutare il valore aggiunto di un buon insegnante non sono appropriati. Il Centro nazionale USA delle politiche dell’istruzione ha esaminato un’indagine valutativa dei dirigenti e l’ha demolita. In quest’articolo si presenta sia l’indagine sia l’analisi che ne mette in dubbio la pertinenza.

Gregory F. Branch, Eric A. Hanushek e Steven G. Rivkin, 2013 : Estimating the effect of leaders on public sector productivity : The case of school principals. National Bureau of Economic Research [1]

 

L’Istituto Nazionale USA per le politiche dell’istruzione ( NEPC) con sede nel Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università del Colorado a Boulder nei pressi di Denver, centro più volte citato in questo sito, ha fatto esaminare da Margaret Terry Orr del Dipartimento di scienze dell’educazione del Bank Street College of Education a New York ( morr@bankstree.edul’indagine svolta da grossi nomi dell’economia dell’educazione, tra i quali spicca Eric Hanushek, sulla valutazione dei dirigenti.

Questo tema si trascina da anni in Italia dove finora non si è concluso nulla in questo settore e forse è un bene che sia così. Meglio l’impotenza che errori madornali, sviste imperdonabili, che incidono sul futuro di molte persone con gravi conseguenze pedagogiche e umane . L’esame critico di Orr, in inglese, può essere consultato cliccando qui.

Ecco in traduzione italiana libera, con qualche commento redazionale, la critica di Orr estratta dal comunicato stampa del NEPC di Boulder.

 

Cave Canem  [2]

La conclusione di Orr è inequivocabile : i punteggi nei test degli studenti non possono essere utilizzati per valutare i dirigenti scolastici. 

 

Orr rileva che le indagini sfruttano un’ ampia banca dati ma che i difetti metodologici sono tali da limitare moltissimo l’interesse della banca dati. Tra i difetti metodologici si cita l’età degli studenti che varia dai 12 ai 18 anni, la mancanza di variabili come per esempio quelle sull’esperienza dei dirigenti, la discussione sull’efficacia dei confronti tra dirigenti, l’effetto non lineare dei dirigenti sulle scuole, l’assenza di considerazioni delle condizioni sociali delle scuole come per esempio il fatto di essere scuole collocate in zone di estrema povertà, la mobilità del corpo insegnante.

Gli autori della valutazione inoltre non tengono conto delle politiche distrettuali [3] e nemmeno delle tendenze del corpo insegnante per quel che riguarda la mobilità e le carriere. Gli autori trascurano inoltre di considerare gli effetti dei dirigenti nel corso del primo anno di scuola come dirigenti. “Questi difetti metodologici nonché l’insufficienza dei dati mettono seriamente in dubbio la validità dell’indagine e delle conclusioni sugli effetti dei dirigenti, sull’incidenza dei dirigenti sui punteggi degli studenti e per finire sulla validità delle analisi svolte”. Questo documento è più utile per gli aspetti metodologici sollevati che non per le questioni tecniche in ballo come per esempio la stima del valore aggiunto dei dirigenti, la validità dei diversi modelli di direzione e l’influenza dei dirigenti sugli insegnanti e sulla rotazione di insegnanti e dei dirigenti. “La conclusione più importante dal punto di vista politico che può essere tratta da questo documento è che non è possibile stimare l’efficacia dei dirigenti con i metodi che si conoscono né con i tipi di campionatura invocati. Questo vuol dire che le stime del valore aggiunto dei dirigenti ed i modelli utilizzati per produrle non possono essere usate per valutare i dirigenti”.

[1] Cliccare qui per accedere alla relazione in inglese

[2] Titolo della redazione

[3] ndr. : In Italia si direbbero i provveditorati scolastici