Dati forniti da Euridice, il servizio di documentazione sulla scuola dell’Unione Europea

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L’uso delle TIC nelle scuole in Europa

Il documento fa il punto alla situazione sulla diffusione delle TIC nelle scuole europee, in particolare nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Il quadro che ne risulta non è affatto brillante: le TIC penetrano lentamente nelle scuole. Ci si deve allora chiedere se quest’evoluzione sia attribuibile a errori della politica che sbandiera obiettivi ambiziosi per le scuole europee ma che non è all’altezza della sfida oppure se è il frutto di una scelta deliberata dei sistemi scolastici che avanzano con cautela, prendono il tempo per fare fronte a un’ondata che minaccia di travolgerli, resistono mentre cercano la parata. I sistemi scolastici si difendono. Questa seconda ipotesi è la chiave d’interpretazione usata in quest’articolo di presentazione e commento.

Cos’ è Euridice (Eurodyce in inglese) ?

La rete Euridice fornisce informazioni sui sistemi scolastici europei nonché un’analisi di questi sistemi e delle politiche scolastiche. Nel 2011, la rete comprendeva 37 unità nazionali presenti in 33 paesi che partecipano al programma dell’Unione Europea nel campo dell’istruzione e della formazione (tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, la Croazia e la Turchia, i paesi della AELE). La rete è coordinata e gestita da un’agenzia situata a Bruxelles che elabora le pubblicazioni e produce inoltre una vasta gamma di risorse accessibili via Internet (cliccare qui).

Lo stato dell’informatica nelle scuole in Europa

Il documento sull’informatica nella scuola si basa su pubblicazioni precedenti apparse nel corso del decennio 2000-2010. I dati di cui si serve Euridice non sono originali, nel senso che non sono il prodotto di un’indagine apposita ma sono dati prodotti da altre indagini. Un gruppo di esperti europei convocati dall’agenzia Euridice li sintetizza e li analizza. Il documento è quindi una sintesi di dati di seconda e terza mano. Taluni sono eccellenti, altri meno. Questo è il difetto principale della maggioranza dei documenti prodotti da Euridice. Ne risulta un’immagine sfuocata dei temi affrontati proprio perché la rete non attinge a dati originali ma sfrutta dati prodotti da altri enti né verifica la pertinenza dei dati di cui si serve. 

In generale si può però dire che il prodotto finale è accettabile quando soprattutto specialisti rinomati vi hanno messo la mano. Il loro intervento compensa i difetti della qualità dell’informazione statistica raccolta e corregge le lacune dell’informazione. Nondimeno, a queste informazioni di sintesi che non sono nemmeno il prodotto di meta-analisi, non va attribuito un valore di verità assoluta. Si tratta di informazioni più o meno sicure il cui pregio principale consiste nel fatto, almeno per quanto riguarda il tema delle nuove tecnologie dell’informazione nella scuola, che vengono prodotte da una decina di anni in qua per cui offrono un’immagine dell’evoluzione recente in Europa. Anche in questo caso però non si tratta di studi longitudinali veri e propri. I limiti di questi lavori sono evidenti nelle modalità di presentazione delle informazioni che rispettano criteri negoziati aspramente sul piano diplomatico con i responsabili dei vari sistemi scolastici che forniscono le informazioni nazionali al centro di Bruxelles.

Per quel che riguarda l’Italia, le informazioni provengono dall’Ansas di Firenze (ex-INDIRE). L’esperto che ha assistito l’unità italiana di Euridice per questo studio è il professor Daniele Barca dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna. Purtroppo, per ora il documento è disponibile soltanto in lingua inglese, francese e tedesca. Lo si trova in inglese allegato a quest’articolo di presentazione. Pure acclusa è una sintesi in francese.



Principali osservazioni elaborate dagli esperti di Euridice

 

  • Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) hanno conosciuto una rapida evoluzione nel corso di questi ultimi 10 anni.
  • L’uso delle TIC nell’insegnamento cambia le pratiche, i metodi ed i contenuti dell’insegnamento nonché le modalità di valutazione.
  • Nonostante la disponibilità crescente di computer e la facilità d’accesso a Internet, l’uso delle TIC a casa per svolgere i compiti scolastici o altri lavori scolastici è relativamente debole.
  • Le TIC come strumenti d’ insegnamento ed apprendimento sono fortemente promosse a livello centrale dagli Stati, ma esiste un baratro tra questi investimenti e l’uso didattico nelle scuole che è di gran lunga meno diffuso.
  • Le disparità nell’ attrezzatura in TIC tra scuole si riduce poco per volta, ma la mancanza di applicazioni specifiche per l’apprendimento e di personale specializzato per sostenere gli insegnanti incide parecchio sull’uso delle TIC nell’insegnamento.
  • In Europa si promuovono diversi metodi di insegnamento particolarmente originali basati su un apprendimento attivo e sul coinvolgimento degli studenti in esperienze di ogni genere.
  • Gli insegnanti acquisiscono le competenze necessarie per servirsi delle TIC prevalentemente nel corso della loro formazione iniziale e molto meno nei corsi di perfezionamento professionale ulteriori


La situazione italiana in dettaglio (selezione di alcuni dati)
 

Commento :

In Italia un’economia domestica su cinque non è ancora attrezzata con un computer, mentre nei paesi scandinavi si è quasi prossimi alla copertura universale : quasi tutte le economie domestiche possiedono un computer. Quindi il divario tra il Nord e il Sud dell’Europa rimane considerevole. L’Italia è sotto la media europea per densità di computer anche se il PIL pro capite italiano è superiore alla media dell’Unione Europea.

 

I Paesi sono classificati per ordine decrescente della densità di collegamento a Internet

 

Commento :

Anche in questo caso l’Italia à mal messa. Senza collegamento a Internet il possesso di un computer serve a ben poco. I paesi del Nord Europa hanno una percentuale altissima di economie domestiche collegate ad Internet. L’Italia ha un tasso di collegamento a Internet inferiore alla media europea. Un terzo delle economie domestiche italiane non ha accesso ad Internet. Questa proporzione è elevata. Nelle case italiane ci sono computer che però non si possono usare come strumenti di documentazione.

Informazioni provenienti dalla banca dati dell’indagine TIMSS (Acronimo per "Tendenze internazionali nell’insegnamentgo della matematica e delle scienze" del 2007). Non tutti i paesi hanno ritenuto di partecipare a questa indagine (per esempio la Francia nonvi ha partecipato) e la Germania ha partecipato solo all’indagine svolta in quarta elementare. I dati provengono dal questionario per i docenti di matematica e scienze ai quali fu chiesto se potevano disporre di computer per le ore di matematica e scienze. In caso affermativo, agli insegnanti fu chiesto di specificare se in questo caso richiedevano agli studenti di utilizzare i computer durante le lezioni per una serie di attività che qui non elenchiamo.

Commento :

Rari sono i paesi nei quali i computer sono stati usati nell’insegnamento delle discipline scientifiche secondo svariate modalità. In genere, i computer si usano con moderazione nell’insegnamento scientifico. Nella media dei paesi che hanno partecipato all’indagine TIMSS nel 2007 circa la metà degli studenti non hanno mai avuto modo di servirsi del computer nel corso delle lezioni di matematica e scienze. La scuola italiana si trova pressoché in questa media. Uno studente su due arriva alla fine della scuola media probabilmente senza mai avere avuto l’occasione di utilizzare un computer nell’ambito dell’apprendimento scientifico. Poiché si ritiene che i computer sono strumenti apprezzabili per sviluppare le competenze scientifiche, queste percentuali preoccupano e rivelano il ritardo della scuola nell’adozione di strumenti nuovi per migliorare l’acquisizione delle competenze scientifiche.

Dati provenienti dalle dichiarazioni degli studenti nel questionario a loro rivolto nell’ambito dell’indagine PISA 2009. Mancano i dati della Francia e dell’Inghilterra.

Commento :

Anche nel caso dell’insegnamento linguistico i computer sono poco utilizzati. Soltanto un quinto degli studenti europei dichiara di avere avuto modo di servirsi dei computer nelle lezioni di lingue. Nei Paesi nordici la media è un poco migliore (uno studente ogni due), mentre in Germania, Italia e Spagna la proporzione di studenti che non hanno mai usato i computer nel corso delle lezioni di lingue è nella media europea, ossia pari all’80% circa.

 

Morale della favola

 

Non c’è proprio da cantar gloria ! Si è ancora ben lontani da un uso generalizzato dei computer nell’insegnamento nei sistemi scolastici europei. L’Europa non è per nulla una potenza informatica. Da questi dati si ha la conferma che i sistemi scolastici si difendono molto bene e che non cedono alle pressioni sociali. A casa e fuori di scuola gli studenti vivono in un altro mondo ma a scuola è differente. In quell’ambiente si pretende che si strutturano i saperi, si accede alla conoscenza con regole e codici da rispettare, si organizza la mente e si apprendono regole che nn si usano mai nell’esistenza quotidiana. Nasce il sospetto che i sistemi scolastici predispongono le giustificazioni della lenta adozione delle TIC e soprattutto approntano le applicazioni compatibili con il funzionamento e l’organizzazione delle scuole.

Les documents de l'article

tic_EU.pdf
Euridice_TIC.pdf