Il numero 404 della rivista francese "Les Cahiers pédagogiques" è dedicato alle interazioni tra la ricerca documentaria svolta degli allievi su Internet e l’attività scolastica.

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Ne sanno di più degli insegnanti

Per molti allievi e insegnanti Internet è diventato il primo luogo di ricerca documentaria. Sia gli uni che gli altri si immaginano che le ricerca di informazioni su Internet sia un gioco da bambini che facilita da un lato la preparazione dei compiti assegnati dalla scuola e dall’altro la preparazione delle lezioni. L’ illusione di una risposta immediatamente accessibile dura però poco: cercare informazioni, documentarsi, richiede competenze e si deve imparare a farlo. Ecco dunque aprirsi un varco per la scuola. Quale pedagogia elaborare per queste nuove pratiche? Quale posto riservare ai responsabili dei centri di documentazione e delle biblioteche degli istituti scolatici il cui compito principale consiste nell’accompagnare gli allievi nelle loro ricerche? Come sfruttare al meglio queste nuove risorse? Questo numero speciale rende conto dei risultati di inchieste, testimonianze, analisi di insegnanti, ricercatori, allievi.

"Gli allievi e la documentazione"

 

Tema del numero 470 della rivista francese "Les Cahiers pédagogiques", febbraio 2009

 

Questo numero dei "Cahiers pédagogiques" ha il merito di affrontare una questione particolare che sta ponendo a molti insegnanti di ogni ordine di scuola nonché a molte scuole dotate di centri di documentazione e di biblioteche problemi inediti connessi alla facilità di ricercare informazioni su Internet. [1] I compilatori di questa raccolta hanno avuto il merito di affrontare la questione dal punto di vista degli operatori scolastici offrendo in questo modo uno squarcio su come la pedagogia e il mondo della scuola possono o potrebbero sfruttare le opportunità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie della comunicazione nonché sulle strategie che il sistema scolastico sta già mettendo in atto per far fronte ad un a delle rivoluzioni tecnologiche più minacciose per il suo futuro.

 

La nuova pedagogia

 

 Gli articoli contenuti in questo numero riflettono ovviamente l’indirizzo dominante attualmente nella pedagogia francese. In Francia, gli istituti scolastici di ogni ordine di scuola sono tenuti a predisporre di centri di documentazione e informazione nei quali operano professori e documentalisti con una preparazione specialistica apposita, il cui compito principale non è solo quello di arricchire e di aggiornare l’insieme di documenti posseduti dalla scuola nonché quello di dare un colpo di mano ai colleghi professori nella preparazione delle lezioni ma anche e soprattutto quello di accogliere e aiutare gli allievi nelle loro ricerche. La presenza di questi centri nelle scuole francesi è il frutto di un rinnovamento profondo della pedagogia e della didattica e dunque della formazione degli insegnanti.

 

Nei contributi raccolti in questo numero della rivista appare in filigrana questo contesto pedagogico che fa da sfondo a tutti gli interventi interventi. È diventato ormai comune nell’ insegnamento in Francia incentivare gli allievi a svolgere ricerche e indagini. La ricerca [2] è diventata la modalità principale dell’ apprendimento scolastico. La lezione ex-cattedra è stata sostituita dall’attività di ricerca in piccoli gruppi oppure dalla ricerca individuale su qualsiasi tema. Agli insegnanti e ai neo- insegnanti è stata inculcata l’idea che non c’è apprendimento senza la partecipazione attiva da parte degli allievi [3]. In questo contesto, i centri di documentazione e d’ informazione diventano il cuore delle scuole, il perno della pedagogia nel sistema scolastico francese. Per questa ragione i compilatori di questo numero si chiedono quale debba essere il ruolo dei professori documentalisti nel nuovo contesto generato dalla presenza di Internet ed dalla facilità d’accesso alle informazione in qualsiasi momento, anche fuori di scuola , 24 ore su 24, sia per gli allievi che per i colleghi insegnanti.

 

Informazioni a iosa: come venirne a capo?

 

L’ambiente extra-scolastico degli allievi è scombussolato dalle nuove tecnologie mentre l’ambiente scolastico evolve a sua volta molto più lentamente e con grande cautela. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nonché l’uso che ne fanno gli allievi hanno messo sottosopra l’attività di documentazione fin qui volta nelle scuole e preso a contropiede le pratiche professionali sia dei professori documentalisti che degli insegnanti delle altre discipline. Il posto dell’informazione - documentazione nella costruzione delle conoscenze è stato totalmente rimesso in discussione dalla ricerca di informazioni su Internet che è diventata una pratica comune. Nonostante ciò, molti insegnanti sono sorpresi di fronte a questo stato di cose e non sanno come reagire, anche perché, occorre dirlo, la ricerca d’informazioni con Internet è di per sé complessa se si considerano gli ostacoli che si incontrano quando si inizia una ricerca documentaria a casaccio, senza schemi strutturati che guidino queste attività di ricerca di informazioni. Si può senz’altro parFure lancia in resta per una ricerca quando si riceve un compito da svolgere o quando si ha una relazione da preparare, ma in questo modo non si va molto lontano e si possono prendere delle vere e proprie cantonate.
Gli insegnanti e il documentalisti che operano nelle scuole si interrogano quindi sul senso della ricerca documentaria nel contesto attuale, tenuto conto delle reazioni degli studenti e sulle modalità da adottare per valorizzare lo strumento informatico a scuola e non sprecarne le occasioni che esso offre. Indubbiamente un Internet interpella profondamente l’organizzazione degli istituti scolastici e dell’insegnamento.

 

Il carteggio dei "Cahiers pédagogiques"


Il carteggio presentato in questo numero è suddiviso in cinque sezioni che corrispondono ad altrettanti assi di riflessione che tengono conto di inchieste, testimonianze, analisi, commenti da parte dei professori documentalisti e insegnanti della scuola primaria e secondaria, di ricercatori e allievi:

  1. le pratiche adottate dagli allievi per documentarsi a scuola: le modalità attuali connesse a ricerche personali di natura scolastica svolte a scuola o a casa: ostacoli, resistenze, evoluzione dei comportamenti;
  2. le pratiche degli insegnanti e dei documentalisti: le collaborazioni che si instaurano tra loro all’interno degli istituti scolastici; la questione sempre scottante dell’identità professionale dei documentalisti rispetto a quella degli insegnanti [4];
  3. i provvedimenti adottati dagli istituti scolastici per promuovere lo sviluppo dei centri di documentazione e l’uso di Internet tra gli allievi per i lavori personali, i progetti di lettura, l’orientamento scolastico e professionale;
  4. descrizioni di esperienze nell’ambito della ricerca documentaria per le attività scolastiche;
  5. le conoscenze informatiche dei documentalisti, degli insegnanti e degli allievi nel settore della ricerca documentaria.

 La necessità di una formazione: la scuola ricupera il terreno perso

 

 

 Uno degli assi sui quali si insiste parecchio in questo carteggio è quello della necessità di una formazione e di una educazione all’informazione. Passare da " ho avuto fortuna; mi è andata bene" a "ho trovato l’informazione che mio occorreva e che cercavo" per trasformarla in conoscenze è un lavoro di lunga allena che richiede una preparazione e un allenamento sistematico. L’evoluzione da un modo di ricerca delle informazioni fatta a casaccio a un modo di ricerca sistematico richiede l’acquisizione di metodologie e tecniche appropriate nonché l’assimilazione di una cultura della documentazione, il possesso di punti sicuri di riferimento, la comprensioni di nuovi codici : essere immersi in un mondo di immagini, rapide, fugaci, non va da sé. Si può essere facilmente travolti da questa abbondanza. Per questa ragione, afferma uno degli autori dei contributi ineriti nel carteggio (Nicole Boubée), "l’attività di informatica dei giovani rende sicuramente necessaria una formazione all’immagine nel quadro di una cultura dell’informazione".


Un altro autore (MF Blanquet) afferma che l’ambiente nel quale vivono gli studenti è fugace, "in costante movimento, fortemente marcato dalle tecnologie dell’informazione" e impone dunque un lavoro di collaborazione, una "presa di coscienza di una responsabilità collettiva tra gli insegnanti per creare soluzioni alle sfide del domani. In questo modo gli insegnanti sono chiamati a impegnare tutta la loro responsabilità nella creazione di una scuola il più possibile adeguata al mondo di domani." Infatti, non è al mondo vigente che occorre formare i giovani ma bensì a quello che verrà . Questa è la vera sfida. Orbene, l’apprendimento dell’autonomia individuale ne è una garanzia.

 

Il solito angelismo pedagogico: fare un buon uso delle nuove tecnologie

 

Ciò significa imporre un uso legittimo rispetto a uno illegittimo delle nuove tecnologie e non solo un uso efficace rispetto a uno ritenuto efficace nella ricerca delle informazioni con le nuove tecnologie. Il sistema scolastico si sta organizzando: delimita le frontiere da non valicare, impedisce i vagabondaggi, le scoperte, sane o malsane, inattese. La solita illusione di contrapporsi ai desideri soggettivi, di incanalarli e se possibile soffocarli. INTERNET è il nuovo terreno di sfida della volontà del potere, intellettuale o politico che sia, contro l’anarchia del soggetto ribelle che parte all’avventura verso incontri forse supposti, o forse sperati, diversi da quelli imposti dai custodi della fede e della verità.

 

Secondo il pedagogismo che inspira la maggioranza dei contributi raccolti in questo numero tutti gli allievi e tutti gli insegnanti devono "restare all’erta e coltivare la curiosità verso il mondo" (M. Fourcade). Questo è l’obiettivo che deve accomunare insegnanti e studenti. Non è sufficiente limitarsi a acquisire buoni riflessi rispetto all’informazione, imparare le tecniche per la ricerca di informazioni al fine di fare "un buon uso" della tecnologia, oppure mirare a trasformare gli studenti in "buoni utenti" di Internet. I professori documentalisti d’intesa con i loro colleghi delle altre discipline dovrebbero invece fare modo che gli studenti "apprendano le chiavi di comprensione delle modalità di funzionamento del mondo dell’informazione", perché questa è un’esigenza divenuta indispensabile nella vita professionale e personale. La posta in gioco della didattica dell’informazione è non solo il rinnovo qualitativo della pedagogia della documentazione. In ballo è una questione educativa e sociale. Ciò riguarda tutti (F. Albertini).


[1] I Centri di documentazione e d’informazione sono stati resi obbligatori in Francia nelle scuole medie e nelle scuole secondarie di secondo grado nel 1973. Si veda a questo riguardo la spiegazione data nell’articolo di Wikipedia in francese, cliccando qui

[2] Sarebbe più corretto dire la "pseudo-ricerca", perché di questo si tratta, ossia di ricerche fasulle, impossibili da realizzare, suggerite nei manuali scolastici, sollecitate da professori che non hanno nessuna idea di cosa sia la ricerca

[3] Questa è l’interpretazione dell’attivismo pedagogico declinato in una specie di salsa socio-costruttivista spiegata nei manuali pedagogici in voga nelle facoltà che preparano i futuri insegnanti

[4] La presenza in sottofondo di questa questione è una tipica manifestazione della struttura corporativistica che paralizza i cambiamenti all’interno del sistema scolastico nonché della presenza di nicchie di potere all’interno del sistema scolastico saldamente ancorate all’apparato istituzionale