Recensione del documento "Digital learning now!" prodotto dalla fondazione americana per l’eccellenza dell’educazione.

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E’ in corso una sfida decisiva per il futuro dei sistemi scolastici. Si inizia infatti a capire che le TIC potrebbero modificare tutti i parametri dell’organizzazione scolastica se fossero adottati integralmente per istruire la popolazione. Il problema è però duplice: da un lato non si può lasciare la briglia sciolta allo sviluppo delle TIC nel settore dell’istruzione. Occorre controllarne l’uso perché già si sa che potrebbe succederne di tutti i colori; dall’altro, non è ancora esaurita la funzione dell’apparato scolastico esistente la quale consiste a predisporre le condizioni che permettono di governare la popolazione, giovane, adulta o anziana che sia (si pensi al "Lifelong learning"). Solo quando le TIC potranno essere usate come una nuova tecnica di potere e di governo e non saranno più presentate come un’occasione unica per rendere migliore e più giusta l’istruzione, potrà avviarsi la metamorfosi dei sistemi scolastici .

C’è ancora una speranza?

 

Speranza che non solo qualcosa cambi nelle scuole, perché di sicuro qualcosa cambierà, ma speranza che le scuole, i sistemi scolastici cambieranno da cima a fondo, che non ci saranno più le classi, che non si dovrà più né bocciare, né ripetere un anno perché concetti come questi non solo diventeranno (lo sono già) assurdi ma diventeranno caduchi, un non- senso ?

 

Lo si può dubitare ma non è quanto pensa il Digital Learning Council, un’associazione americana presieduta da due governatori [1], creato nell’ambito della fondazione "Excellence for Education" , che raggruppa un centinaio di specialisti dell’educazione, della politica, e di rappresentanti dell’industria cibernetica.

 

 

Il rapporto pubblicato nel dicembre scorso (allegato, nella versione in inglese) invita a mandare al macero il sistema scolastico attuale e a riconfigurarlo completamente seguendo l’esempio delle aziende e dell’esercito americano (ma non solo di quello americano , perché tutti gli eserciti in questi ultimi anni hanno adottato e vissuto profonde mutazioni), con un ricorso massiccio alle risorse numeriche. 

 

Vantaggio delle TIC: l’istruzione universale accessibile a tutti

 

Le TIC consentono in teoria a ciascuno di imparare con il proprio ritmo e con strumenti personalizzati. Per il comitato che ha redatto questo documento, la cibernetica è un’occasione straordinaria per educare tutti, è uno strumento unico per ridurre le disuguaglianze sociali di fronte all’istruzione. Potenzialmente senz’altro, ma non è più così. L’artiglieria scolastica si è messa in moto e annienterà tutte le "chances" di trasformazione dell’apparato scolastico. Guai a toccarlo. L’ordine sarà: fuoco a sazietà sul nemico.

 

Smantellare i sistemi scolastici vigenti

Il documento del Digitall Learning Council propone 10 principi per pilotare la trasformazione del sistema scolastico. Il documento, propagandato negli USA con grandi mezzi, si prefigge di instaurare realmente un’uguaglianza d’accesso all’istruzione, di realizzare il diritto all’istruzione per tutti. Ogni studente dovrebbe poter scegliere fra diverse risorse cibernetiche di qualità. Non ne esiste una sola dunque, non c’è un solo modo per apprendere con le TIC o con un solo tipo di TIC, per esempio le LIM. L’organizzazione degli istituti scolastici va totalmente cambiata per permettere ad ogni studente di seguire determinati corsi con gli strumenti cibernetici appropriati: regole per l’iscrizione, principi per la composizione delle classi, formazione degli insegnanti, composizione degli orari giornalieri, struttura del curricolo, ausiliari didattici, edilizia scolastica, e via dicendo. Si deve abbattere tutto.

 

Liberalizzazione a spada tratta

Nell’insieme, queste 10 raccomandazioni, che caldeggiano l’abrogazione di qualsiasi restrizione imposta dagli apparati statali e dalla burocrazia scolastica per limitare l’accesso degli studenti all’educazione virtuale, riassumono i criteri da rispettare per consentire agli studenti di scegliere tra una moltitudine di fornitori d’istruzione, per rimuovere qualsiasi costrizione imposta dalla gestione burocratica della scuola, a cominciare dal calendario scolastico e dagli orari giornalieri, per valutare le scuole in base ai risultati conseguiti piuttosto che in funzione dell’importo degli investimenti e degli input, come per esempio le dimensioni delle classi e la proporzione tra insegnanti e studenti. L’associazione all’origine di questo documento vorrebbe permettere a tutti gli studenti di accedere a un tipo di istruzione virtuale e richiede l’abrogazione di tutte le norme restrittive che impediscono lo sviluppo delle opzioni più originali e di qualsiasi tipo d’istruzione alternativa.

 

Neutralizzare gli ostacoli che frenano l’accesso all’istruzione virtuale

 

Le raccomandazioni identificano in modo accurato gli ostacoli che impediscono lo sviluppo dell’educazione virtuale e mettono in evidenza i fattori necessari per ottenere un’istruzione di alta qualità. Si suggerisce per esempio che gli Stati dovrebbero valutare "la qualità dei contenuti e dei corsi imperniati esclusivamente su lezioni virtuali", ma non spiega come realizzare questo compito difficile.

 

Le raccomandazioni di questo documento mirano soprattutto a rimuovere le barriere che si frappongono a qualsiasi forma di competizione tra varie tipologie d’istruzione virtuale ma non offrono nessuna indicazione pratica, operativa, su come attuare le raccomandazioni, come per esempio su come impostare "un forte sistema di monitoraggio e di controllo della qualità". Si ha l’impressione che le raccomandazioni siano parecchio ingenue, che sono state concordate presupponendo che la buona qualità dell’istruzione sia un prodotto automatico dell’abrogazione di ogni tipo di normativa, una specie di miracolo della liberalizzazione.

L’espansione dell’istruzione virtuale

L’istruzione virtuale è attualmente in piena espansione ed interessa sia le autorità scolastiche, sia le associazioni a scopo non lucrativo che si occupano di istruzione sia una vasta gamma di enti sorti in questi ultimi tempi per fornire un’istruzione di qualità in breve tempo facendo affari. Tuttavia, senza un rigoroso controllo di queste iniziative si corre il rischio di avere non solo uno splendido raccolto ma anche molte erbacce.

 

Da molti punti di vista le proposte raccolte nel documento forniscono un panorama della scuola alquanto utopico, molto simile a quanto esiste attualmente nelle migliori università, americane dove c’è un nugolo di assistenti e molti tutori che si occupano degli studenti, che li seguono, nonché moltissimi fondi e donazioni. Orbene, ci si può chiedere, se queste condizioni si potranno riprodurre anche nella scuola dell’obbligo e nell’insegnamento secondario di secondo grado e per di più ovunque. Per esempio le università della Ivy League americana sono poche. La maggioranza delle università USA non fruiscono affatto delle condizioni privilegiate delle università mondialmente note come Stanford, il MIT o Harvard.

 

Già sin d’ora ci sono prove a iosa di abusi, di inganni, di prestazioni scadenti anche da parte di istituzioni che sulla carta sembrerebbero al di sopra di ogni sospetto. Il mercato dell’istruzione e la competizione tra scuole non garantiscono automaticamente una buona qualità. La mercanzia venduta può anche essere adulterata. Quando si ha a che fare con l’istruzione chi si occupa di verificare la qualità dei prodotti? Come? Le proposte per un’istruzione virtuale di qualità non contengono nessuna indicazione a questo riguardo.

Necessità del controllo dell’offerta

Gli Stati non dovrebbero trascurare una delle raccomandazioni di questa associazione che milita per un’organizzazione alternativa dell’ istruzione ma anche per una politica neo-liberale dell’istruzione: "gli enti e i programmi che non danno soddisfazione e che forniscono un’istruzione di bassa qualità vanno proibiti. Non si devono concedere licenze per fornire programmi d’istruzione a chi non fornisce garanzie di qualità. Nel caso di non rispetto dei criteri di qualità le licenze vanno tolte". Orbene, numerose esperienze , particolarmente negli Stati Uniti
hanno permesso di constatare nel corso di questi ultimi dieci anni che la chiusura di programmi scadenti e di scuole pessime o di bassa qualità non sono affatto operazioni semplici. Questo lo si è visto anche nel caso che sembrerebbe il più semplice come quello delle "charter schools". Una constatazione analoga è stata fatta in Europa a livello universitario, dove, per esempio, in questi ultimi anni, in diversi sistemi scolastici, sono scoppiati scandali inverosimili nel settore delle università o di altre istituzioni dell’insegnamento superiore. La chiusura dei diplomifici universitarti non è per nulla un’operazione semplice. l mercato da solo duqnque non è in grado di correggere i difetti dell’offerta d’istruzione e non genera automaticamente la qualità. Il controllo, la sorveglianza dell’autorità pubblica, sono indispensabili ma non è affatto detto che l’autorità pubblica riesca ad imporre la chiusura di scuole o istituti scadenti.

Le dieci raccomandazioni


In generale, le dieci raccomandazioni sono sensate, ma come dimostra l’esperienza delle "charter schools", i responsabili pubblici devono essere pienamente consapevoli delle difficoltà esistenti per garantire, gestire, mantenere la qualità dell’istruzione soprattutto quando si tentano nuove vie e si autorizzano sperimentazioni di nuovo genere, soluzioni radilamente alternative nel campo dell’istruzione. È vero che da un lato il sistema scolastico deve essere cambiato, ma non è affatto semplice inventare qualcosa di nuovo che sia di qualità e che garantisca risultati migliori di quelli che si conseguono con il sistema attuale.

10 raccomandazioni per un’istruzione cibernetica di alta qualità



1. Aventi diritto: tutti gli studenti sono digital-learners
2. Accessione: tutti gli studenti devono poter accedere liberamente a un’istruzione cibernetica di alta qualità e a corsi virtuali
3. Insegnamento personalizzato: tutti gli studenti devono potere scegliere le modalità d’apprendimento confacenti ai propri gusti, alla propria natura, facendo ricorso ai contenuti masterizzati messi a disposizione da fornitori ai quali è stata attribuita una licenza apposita
4. Promozione: il progresso degli studenti avviene in funzione dell’acquisizione delle competenze debitamente verificate
5. Contenuti: i contenuti cibernetici, i materiali d’istruzione, i corsi virtuali on-line o i programmi che combinano così virtuali e in parallelo corsi "tradizionali" devono essere tutti di alta qualità
6. Istruzione: l’istruzione cibernetica e gli insegnanti che se ne occupano devono essere di alta qualità
7. Fornitori: tutti gli studenti devono poter accedere a una
vasta gamma di fornitori di alta qualità che possono operare perché dispongono di una licenza apposita rilasciata per fornire un insegnamento virtuale
8.Valutazione e rendicontazione: il profitto scolastico, quel che si apprende, sono il criterio di misura per valutare la qualità del contenuto dell’insegnamento e dell’istruzione impartita
9. Finanziamento: le modalità di finanziamento devono prevedere incentivi per stimolare gli apprendimenti, per offrire una gamma di opzioni e strategie d’apprendimento e per promuovere modalità alternative d’istruzione
10. Investimenti: d’ora innanzi tutte le infrastrutture devono poter essere compatibili con un’istruzione digitale.

 

Conclusione

 

Si potrebbe affermare che non c’è nulla di nuovo in questa lista: troppo generica e troppo marcata ideologicamente. Contrappone l’istruzione virtuale che sarebbe di per sé eccellente all’istruzione scolastica tradizionale, ma verosimilmente questa visione manicheista non funzionerà. I sistemi scolastici tradizionali sono ossi duri da mordere, resisteranno e occorrerà patteggiare.

 

Il pregio di queste raccomandazioni però risiede altrove: in primo luogo vi si delineano le condizioni per impostare un’istruzione virtuale o digitale che sia su vasta scala; in secondo luogo responsabili politici si tuffano nel bagno senza timori , senza calcoli e non esitano ad affermare che non ci sono compromessi possibili con il sistema attuale.

Le TIC aprono una nuova era per l’istruzione e per la scuola e le loro potenzialità potranno essere sfruttate appieno se si smantellano i sistemi scolastici di stampo ottocentesco che fanno tanta fatica a mantenere le promesse e a scomparire.

[1] Jeb Busch ex-governatore della Florida e Bob Wise ex-governatore della Virginia dell’Ovest

Les documents de l'article

pdf_Digital-Learning-Now-Report.pdf