Pubblicazione annuale dell’UNESCO sullo stato dell’istruzione nel mondo. Versione 2012.

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UNESCO

L’UNESCO ammette che l’appuntamento della scolarizzazione universale primaria entro il 2015 sarà mancato. I progressi realizzati dopo il 2000 si stemperano. Ciò non impedirà di perseverare, di spostare la data dell’appuntamento al 2020 e di continuare sulla via intrapresa, senza interrogarsi sulle cause del fallimento. Per ora,la denuncia della ragione principale che frena l’espansione mondiale della scolarizzazione di base sarebbe la mancanza di risorse.In questo modo l’UNESCO potrà giustificare il suo operato e batter cassa per finanziare congressi, seminari, esperti.

Amara constatazione tre anni prima della scadenza : non si riuscirà nemmeno questa volta a conseguire l’obiettivo della scolarizzazione universale primaria. La data era già stata spostata una volta, dal 2010 al 2015. Come ci si poteva aspettare anche stavolta non si arriverà all’appuntamento. Anzi, avverte l’UNESCO, la situazione peggiora. Il ritardo aumenta. 

Ammissione del fallimento

Nel 2000, i paesi membri dell’UNESCO avevano solennemente sottoscritto un ambizioso programma denominato “ Educazione per tutti” che si prefiggeva di realizzare la scolarizzazione primaria universale entro il 2010, scadenza poi spostata al 2015. A tre anni da questa scadenza, ’Unesco constata che l’obiettivo della scolarizzazione universale primaria non sarà conseguito. Questo annuncio, per il resto prevedibile, è formulato nel documento annuale nel quale l’UNESCO effettua il bilancio dell’evoluzione della scolarizzazione nel mondo, documento allegato a questo articolo con il comunicato stampa relativo. L’UNESCO dichiara che : “ la maggior parte degli obiettivi non saranno conseguiti e che i progressi dell’EPT [1] rallentano”. “Nonostante le prospettive globali poco felici che si delineano all’orizzonte, i progressi realizzati in alcuni dei paesi più poveri del mondo dimostrano però ciò che è possibile realizzare con l’impegno congiunto dei governi nazionali e dei finanziatori internazionali per permettere alla maggior parte dei bambini di essere scolarizzati, di frequentare 1a scuola per l’infanzia, di completare l’istruzione primaria e di iscriversi nell’insegnamento secondario”. Questa seconda affermazione è consolatoria e non è del tutto veritiera, perché l’insegnamento secondario di massa è ancora di là da venire. Infatti, in molti sistemi scolastici nazionali dei paesi in via di sviluppo un gran numero di bambini non riesce nemmeno a completare 1’ istruzione primaria di cinque anni.

Alcuni dati


L’Unesco si consola affermando che il numero dei bambini non scolarizzati nel mondo è diminuito della metà dopo il 2000 ed è passato da 108 a 61 milioni. Ma dopo il 2008, si è entrati in una fase di stagnazione ed anzi in certe zone, come per esempio nell’Africa sub- sahariana, il numero dei bambini non scolarizzati è cresciuto invece di diminuire. Si stima che globalmente 200 milioni di bambini non completano l’istruzione primaria. Si va a scuola per qualche anno e poi basta. Molti bambini seguono un’ istruzione primaria di 2 o 3 anni soltanto, il che è del tutto insufficiente per modificare i comportamenti e per acquisire le competenze richieste dalla scolarizzazione. Nel documento si stima che 130 milioni di bambini abbandoneranno l’istruzione primaria senza avere appreso né a leggere né a scrivere. Beninteso, nel documento dell’UNESCO si insiste moltissimo sulla mancanza di insegnanti oppure sul reclutamento di persone poco qualificate per insegnare. Nel documento si mette in evidenza con l’ esempio virtuoso dell’India dove è stata realizzata nell’insegnamento primario la parità tra ragazzi e ragazze. Ma l’India è un caso a parte. Basta pensare al Pakistan vicino per rendersi conto dei problemi che si pongono per scolarizzare le ragazze.

Non solo nei paesi in via di sviluppo


Per la prima volta il documento dell’UNESCO si sofferma anche sugli ostacoli ed i problemi che si pongono nei paesi sviluppati come per esempio negli Stati Uniti, nella città di New York, oppure in Francia o in Italia dove la dispersione scolastica tra i giovani è molto elevata. Le politiche scolastiche non riescono neppure a realizzare la generalizzazione dell’istruzione secondaria superiore in queste zone molto progredite.

Che fare ?

Per l’Unesco si tratta di una questione di risorse. Basterebbero 5 miliardi di dollari per realizzare la scolarizzazione primaria universale, una somma derisoria rispetto a quella investita per realizzare i giochi olimpici di Londra. Ma non è con questi argomenti piuttosto demagogici che si avanzerà. La questione è infatti un’ altra e mette in gioco la natura del sapere scolastico, dell’organizzazione delle scuole, della cultura popolare, del modello scolastico proposto dall’UNESCO. Dietro le quinte, nei seminari o nelle conferenze locali, probabilmente si discute di queste questioni ma nessuna critica emerge nel documento finale come se esistesse una forte censura politica che impedisce l’espressione di voci dissenzienti, critiche, che propongono e sostengono soluzioni alternative alla scolarizzazione di tipo occidentale.

[1] EPT è l’acronimo del programma e significa "Educazione per tutti"

Les documents de l'article

UNESCO2012-pressrelease.pdf
UNESCO_2012.pdf