Deux inspecteurs généraux de l’éducation et un inspecteur général des finances ont examiné la mission et les perfomances de l’Institut National de Recherche en Education (INRP) et tirent un bilan mitigé de sa production, tout en reconnaissant des améliorations récentes après le tranfer à Lyon de l’ institut. Le rapport propose soit la dissolution soit la refondation l’institut.

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Una perizia appena pubblicata sul funzionamento e la produzione dell’istituto Nazionale di Ricerca Pedagogica (INRP) che ha sede a Lione denuncia le carenze della ricerca che vi si svolge e propone sia di dissolvere l’Istituto, che è in crisi da parecchi anni, sia di rifondarlo attribuendogli compiti diversi

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Rapport de la mission d’audit de l’Institut national de recherche pédagogique (INRP)

L’Italia non possiede un Istituto Nazionale di ricerca pedagogica indipendente come lo è l’INRP, mentre istituti analoghi, al servizio delle scienze dell’educazione ma anche delle scuole e delle autorità responsabili del funzionamento dei sistemi scolastici, esistono in molti altri paesi. La ricerca pedagogica in Italia è pressoché esclusivamente universitaria e solo da pochi anni in Italis si è sviluppata una ricerca scientifica sui temi della scuola e dell’istruzione non connessa con le università. Gli IRRE, che avrebbero potuto e dovuto assumere questa funzione, hanno in gran parte fallito questo obiettivo, per ragioni che non è qui il caso di sviscerare.

L’INRP di Lione è un grosso istituto che fa fatica a trovare, anche in questo caso per tutta una serie di ragioni complesse, tra le quali però occorre includere anche un disaccordo di fondo sulla natura della ricerca pedagogica, un posto riconosciuto e di prestigio all’interno del panorama della ricerca scientifica francese ed internazionale. Anche in Francia, come in Italia del resto, la ricerca scientifica sulla scuola e l’istruzione è carente, soprattutto perché si fa fatica ad ammettere la professionalità della ricerca pedagogica ( che presuppone competenze professionali elevate e rispetto degli standard scientifici di qualità internazionalmente riconosciuti) ed anche perché si continua a ritenere che gli insegnanti possano essere ricercatori professionisti. Il mito dell’insegnante-ricercatore ha la vita dura. La perizia testé pubblicata mette in evidenza queste lacune e propone soluzioni radicali per il futuro dell’INRP.

L’INRP è pressappoco l’equivalente dell’ex-INDIRE di Firenze. Taluni compiti infatti sono simili. L’INRP è l’erede di un’ istituzione voluta da Jules Ferry, il padre della scuola statale in Francia, a metà del XIX secolo, la cui missione era di predisporre e distribuire materiale didattico-pedagogico agli insegnanti. L’IRDP è sorto quindi inizialmente come biblioteca didattica e museo pedagogico e svolge tuttora questa funzione. Infatti l’IRDP gestisce tuttora il Museo nazionale pedagogico che si trova a Rouen. L’istituzione ha avuto un percorso travagliato lungo tutto il corso del XX secolo quando la funzione di ricerca è diventata una componente centrale della sua missione subendo di petto le traversie che hanno contraddistinto la storia della ricerca scientifica sull’istruzione ed i sistemi scolastici.

L’ l’INRP non ha mai ricevuto una missione chiara da parte dell’amministrazione centrale del sistema scolastico; non ha però neppure saputo prendere la svolta impressa alla ricerca pedagogica una quarantina d’anni fa dalle indagini internazionali e nazionali sulla scuola; non ha mai adottato metodi di ricerca quantitativa basata su misure rigorose delle osservazioni privilegiando invece la ricerca-azione; è rimasto impantanato nel mito dell’insegnante-ricercatore (come è successo anche in Italia, per esempio negli IRRE); ha cullato l’illusione di una funzione di formazione degli insegnanti e non ha mai trovato una posizione riconosciuta nell’ambito accademico . La fragilità dell’istituto era ed è tuttora endemica.

Questo stato di cose non ha però impedito il gonfiamento progressivo dell’istituzione, che accoglieva nel 2006 circa 300 persone con statuti diversi ( di cui solamente 35 ricercatori professionisti), con un bilancio annuo di pressappoco 16 milioni di €. Nonostante queste risorse piuttosto considerevoli, la missione di ricerca non si è mai imposta come una priorità essenziale ed è sempre stata contrastata. La perizia segnala per altro che molte ricerche dell’INRP non rispettano gli standard di qualità internazionalmente riconosciuti nel campo della ricerca scientifica sulla scuola, mette in evidenza la debole notorietà dell’istituto nella comunità scientifica internazionale e nazionale , e denuncia la scarsa utilità delle ricerche per i responsabili della scuola e probabilmente anche per i docenti. In un cerftosenso si ha l’impressione che l’IRDP è un istituto pressoché al servizio degli interessi professionali del personale che vi opera. Sul piano nazionale francese, alcune università hanno un prestigio ben superiore a quello dell’IRDP nel campo della ricerca pedagogica ed alcune direzioni del Ministero, come per esempio quella della valutazione e della prospettiva e delle performance (Direction de l’évaluation, de la prospective et de la performance) hanno il monopolio della produzione e dell’analisi dei dati statistici sulla scuola nonché delle valutazioni campionarie e censuarie. L’IRDP non è un polo di eccellenza scientifica per le università francesi nel settore pedagogico, tranne forse nel campo della storia dell’educazione, per cui l’istituto incontra notevoli difficoltà ad interagire con i centri universitari.

La perizia testé pubblicata si interroga sulle funzioni di questo istituto nazionale. La diagnosi dei mali che lo affliggono è in gran parte corretta, vi si riconoscono però anche i progressi realizzati in questi ultimi anni, ma la terapia proposta ( la dissoluzione pura e semplice dell’istituto oppure la sua rifondazione con una missione del tutto diversa) non è convincente.

Questo audit indirettamente mette a nudo le inadempienze del potere politico e dei responsabili del sistema scolastico francese, ma anche le esitazioni, le paure, le incertezze della ricerca scientifica sulla scuola nei confronti dello Stato che esercita un monopolio nel campo dell’istruzione, della formazione e della ricerca. Si può dubitare che quest’analisi concorra a risolvere li problemi dell’Istituto nazionale di ricerca o a rafforzarne il prestigio, la solidità e la produzione, come lo dimostrano le osservazioni del Ministero inserite alla fine del rapporto stesso.

Quest’indagine conoscitiva presenta talune somiglianza con quella recentemente pubblicata dall’OCSE sullo stato della ricerca pedagogica in Svizzera., benché in Svizzera, paese federale e multilingue, non ci sia un Isituto nazionale di ricerca pedagogica. Nondimeno, un certo numero di Cantoni (che sono pressapoco comparabili alle regioni italiane almeno dal punto di vista istituzionale) si sono attrezzati con mini istituti di ricerca pedagogica con missioni svariate. Uno di questi è lo SRED (Service de la Recherche en Education) di Ginevra, che non è poi un piccolo istituto, un altro l’Ufficio Studi e ricerche (USR) del Canton Ticino. Inoltre, l’insieme dei cantoni di lingua francese si è dotato di un istituto di ricerca e documentazione pedagogica (IRDP). Anche in Svizzera da decenni il dibattito sulla missione della ricerca pedagogica è quanto mai vivace, le perizie sullo stato, la produttività, la qualità di questa ricerca si sono moltiplicate nel corso degli anni, senza fugare i dubbi sulla sua utilità. La comunità scientifica è inoltre divisa rispetto alla posizione da tenere nei confronti dello stato e dell’amministrazione statale della scuola, le correnti di ricerca sembrano tra loro inconciliabili, la ricerca empirica, sperimentale e quantitativa è vista in certi ambienti scientifici con scetticismo e la valutazione su vasta scala nonché comparata è entrata nel campo della ricerca solo da un decennio a questa parte. Mi sembra che si possa collegare, nonostante la diversità delle situazioni, il rapporto dell’OCSE con l’audit dell’ispezione generale dell’amministrazione francese sull’INRP. In entrambi i casi si affrontano, o direttamente oppure in filigrana, problemi di fondo concernenti lo statuto, la missione, la natura della ricerca pedagogica.

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Audit_INRP.pdf