Serie di indicatori che collegano prestazioni, profitto e obiettivi ufficiali per la scuola primaria e l’insegnamento secondario.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Il sistema scolastico è efficace?

Pessimi risultati, qualche buona sorpresa, e notevoli divari tra i risultati scolastici da un lato e dall’altro le intenzioni politiche sulla scuola.

 

Questo tipo di documento non esiste in Italia mentre invece dovrebbe essere prodotto regolarmente da un un governo che continua a gestire centralmente il sistema dell’istruzione e quello scolastico, in barba alla legge sull’autonomia. Solo con indagini di queste genere, che probabilmente sono ben fatte solo in apparenza, si riesce almeno a sapere se le prestazioni delle scuole corrispondano agli obiettivi prestabiliti nelle leggi finanziarie.

Ovviamente ci vorrebbe un istituto in grado di farlo , persone competenti, che capiscono sia le statistiche scolastiche che le politiche della scuola, e dati validi.

 

La legge finanziaria francese impone a ogni ministero di dichiarare i propri obiettivi e di indicare in quale proporzione questi obiettivi sono conseguiti. Questo obbligo è stato votato nel 2001 nell’ambito della legge organica relativa alle leggi finanziarie (LOLF) che modifica completamente le procedure di finanziamento dei servizi statali e di gestione dell’amministrazione pubblica. Questo esercizio è stato ora svolto per la prima volta per il Ministero dell’Istruzione Pubblica (Ministère de l’Education Nationale). Una missione interministeriale ha recentemente pubblicato il primo rapporto riguardante le prestazioni del sistema scolastico francese (scuola primaria e secondaria) nel quale si collega l’importo della spesa pubblica per la scuola con gli obiettivi dichiarati e quelli conseguiti (il documento integrale, in francese, è allegato a questo articolo). In fondo si tratta di prendere sul serio le decisioni del parlamento e di far sì che l’amministrazione statale non meni il can per l’aia. Un impegno è un impegno e se si stanziano risorse pubbliche per prenderlo è giusto e doveroso verificare se l’amministrazione statale rispetti la parola o esegua il compito che le è stato assegnato.

 

La lista di indicatori è di per sé eloquente ed è meritevole di attenzione per tutti coloro che si occupano di costruire insiemi di indicatori della scuola.

 

L’insieme di indicatori della scuola primaria

 

A questo scopo riportiamo qui di seguito gli indicatori prodotti per la scuola primaria, che sono stati scelti in funzione degli obiettivi della politica condotta dallo stato in questo settore.

 

Gli obiettivi sono quattro (quindi non sono una valanga, ma sono in un numero limitato, il che permette a tutti di avere una visione d’assieme della politica scolastica per la scuola elementare):

 

Obiettivo 1: Fare in modo che tutti gli alunni padroneggino alla fine della scuola primaria le competenze di base (che sono specificate in sei sotto-indicatori)

Obiettivo 2: Aumentare la proporzione di alunni delle zone difficili [1] e degli alunni disabili che terminano con successo l’istruzione primaria (obiettivo a sua volta suddiviso in sei sotto-indicatori)

Obiettivo 3: Disporre di un pool di insegnanti di qualità (obiettivo suddiviso in cinque sotto-indicatori)

Obiettivo 4: Promuovere uno sviluppo equilibrato del territorio scolastico con uno stanziamento appropriato delle risorse stanziate (tre sotto-indicatori).

 

Il documento contiene moltissimi indicatori di grande interesse per capire il sistema scolastico francese e per approfondire gli aspetti metodologici connessi allo sviluppo di un insieme d’indicatori della scuola.  [2]
 

 

 Come definire la prestazione della scuola?

 

La prestazione scolastica è il risultato del confronto tra gli obiettivi assegnati alla scuola e i risultati che la scuola consegue. Espressa in questi termini, la definizione sembra banale, quasi ovvia, ma in realtà essa pone problemi metodologici di misura, di calcolo, di analisi molto complessi. La misura delle prestazioni di una scuola è di per sé un’operazione complessa, che richiede un estremo rigore e moltissima attenzione per evitare sbavature grossolane, nocive per la scuola, per chi vi lavora (alunni, insegnanti e tutte le categorie di personale ATA), per le famiglie che potrebbero essere disorientate da informazioni inesatte, e per la politica che potrebbe trarre conclusioni strampalate quando si discutono e votano decisioni riguardanti programmi, risorse da stanziare, modifiche dei programmi.  Dunque, occorre una grande cautela quando si manipola il concetto di prestazioni scolastiche.

 

Risultati onorevoli secondo i dati dell’apparato scolastico

 

Sulla base dei dati raccolti prodotti dal ministero stesso, gli esaminatori del sistema scolastico francese traggono conclusioni a prima vista onorevoli per le scuole: alla fine dell’insegnamento primario , nel 2008, l’87% degli alunni "padroneggia le competenze di base" in francese, il 90% le competenze di base in matematica. Alla fine della scuola media, queste proporzioni calano e sono del 78 e dell’ 88%. Orbene, queste cifre di per sé non sono soddisfacenti perché il 100% degli alunni dovrebbe padroneggiare le competenze di base. Siamo ancora distanti da questo obiettivo. Per altro, è inammissibile che proseguendo la scolarità, le prestazioni peggiorino. Dovrebbe succedere il contrario. Evidentemente il sistema disfunziona: invece di correggere le insufficienze, che il sistema stesso genera, cammin facendo queste si aggravano. Infine, questi dati non sono attendibili perché non sono prodotti da un’istanza neutra, oggettiva. Non è qui il caso di entrare nei dettagli dei metodi di calcolo e delle indagini valutative, ma si può sospettare che il quadro sia molto meno brillante di quello illustrato nel documento.


Un male cronico: le bocciature

 

Ripetenze e bocciature sono sempre all’ordine del giorno in Francia, nonostante le moltissime dimostrazioni che provano l’inefficienza delle bocciature. Non c’è però nulla da fare: gli insegnanti sono sordi ai risultati della ricerca e bocciano a tutto spiano. Le autorità scolastiche hanno fatto proprio l’obiettivo dell’eliminazione delle bocciature, ma i discorsi non bastano per modificare le convinzioni degli insegnanti. Ci vuole dell’altro: un impegno costante e esplicito da parte di tutti i livelli decisionali, risorse, azioni di sostegno. Il rapporto constata che la percentuale dei bocciati è calata, ma il tasso di ripetenze resta superiore agli obiettivi fissati sia per la scuola primaria che per la scuola secondaria di primo grado. In altri termini si continua a bocciare troppo, il che vuol dire che il sistema fa molta fatica a contrastare riflessi ancestrali che provengono dal profondo passato della scuola statale. Ci si può a questo punto interrogare sull’efficienza della formazione degli insegnanti, tema scottante ovunque.

 

Assenteismo  scolastico

 

Anche su questo punto si è ben lungi dagli obiettivi che fissano l’azzeramento delle assenze ingiustificate. Succede invece il contrario: l’assenteismo scolastico, ossia l’assenza di quattro mezze giornate senza giustificazioine, aumenta dal 2007 al 2008: dello 0,7% nella scuola media; del 4,3% negli istituti tecnici e professionali, dell’1,2% nei licei di cultura generale. I dati rivelano che l’assenteismo è concentrato in un numero relativamente ridotto di scuole e in determinate zone. Per prevenire l’assenteismo, il ministero, ossia il sistema scolastico, applica una ricetta classica: crea e recluta specialisti dell’assenteismo mandati a operare nelle scuole. Questo provvedimento è ovviamente molto ben accolto dagli addetti ai lavori, dai sindacati, dalle famiglie, e via dicendo. Chi oserebbe opporsi? In questo modo, in Francia si stanno reclutando, a decorrere dal primo febbraio 2009, 5000 mediatori del successo scolatico [3].


Divario tra realtà scolastica e la rappresentazione della dirigenza politica che si occupa di scuola

 

Il documento ha il pregio di mettere in evidenza la scollatura rispetto alla realtà scolastica dei dirigenti politici che si occupano di scuola in questi mesi nel governo francese. Uno dei loro cavalli di battaglia usato per imporre provvedimenti di controllo e di "rendicontazione" da parte delle scuole, provvedimenti percepiti come punitivi da una parte degli insegnanti, dei sindacati della scuola, dei pedagogisti, dei partiti progressisti, è quello della violenza scolastica, del bullismo nelle scuole, del racket dentle scuole e nelle immediate vicinanze. Il tema è utilizzato dalle maggioranze politiche di destra per mobilitare l’opinione pubblica contro il lassismo scolastico. Orbene, i dati scoperti dalla commissione che ha redatto il documento e che sono prodotti dallo stesso Ministero rivelano invece che la violenza scolastica è in calo. Occorre qui segnalare che in Francia, da anni, il Ministero dispone di strumenti molto elaborati che permettono di realizzare regolarmente un inventario degli atti di violenza. Le definizione di questi atti sono precise e coerenti, per cui le statistiche sulla violenza scolastica risultano alquanto affidabili. Con queste informazioni, il Ministero può osservare l’evoluzione della violenza nelle scuole e farsi un’idea precisa delle sue manifestazioni. Orbene, la proporzione degli atti gravi di violenza è calato dal 29 per 1000 al 13 per mille nella scuola media e dal 33 al 15 per mille negli istituti tecnici e professionali. Ovviamente tutta l’opposizione gongola perché ritiene di prendere a contropiede il ministro che invece denuncia l’aumento della violenza. Il fatto è che la violenza nelle scuole esiste e che evolve proprio come l’assenteismo.


 

[1] le zone prioritarie dette ZEP, per esempio, oppure quelle delle scuole dei quartieri periferici cittadini o delle borgate, oppure quelle delle aree isolate e depresse

[2] Lista degli indicatori dell’istruzione primaria, in francese:

  •  OBJECTIF 1 Conduire tous les élèves à la maîtrise des compétences de base exigibles au terme de la scolarité primaire


 INDICATEUR 1.1 Proportion d’élèves maîtrisant, en fin d’école primaire, les compétences de base en français et en mathématiques
 INDICATEUR 1.2 Proportion d’élèves maîtrisant en fin de CE1 les trois compétences du palier 1 du socle commun
 INDICATEUR 1.3 Proportion d’élèves maîtrisant en fin de CM2 les compétences du socle commun (palier 2)
 INDICATEUR 1.4 Proportion d’élèves entrant en sixième avec au moins un an de retard
 INDICATEUR 1.5 Proportion d’élèves apprenant l’allemand
 INDICATEUR 1.6 Taux de redoublement

  •  OBJECTIF 2 Accroître la réussite scolaire des élèves en zones difficiles et des élèves à besoins éducatifs particuliers


 INDICATEUR 2.1 Rapport des proportions d’élèves maîtrisant en fin de CE1 les trois compétences du palier 1 du socle commun en Réseaux Ambition Réussite / hors Education Prioritaire et en Réseaux Réussite Scolaire / hors Education Prioritaire
 INDICATEUR 2.2 Rapport des proportions d’élèves maîtrisant en fin de CM2 le socle commun (palier 2) en RAR / hors EP et en RRS / hors EP
 INDICATEUR 2.3 Rapports des proportions d’élèves maîtrisant en fin de CM2 les compétences de base en français et en mathématiques en RAR / hors EP et en RRS / hors EP
 INDICATEUR 2.4 Rapports des proportions d’élèves entrant en 6ème avec au moins un an de retard en RAR / hors EP et en RRS / hors EP
 INDICATEUR 2.5 Ecarts des taux d’encadrement (nombre d’élèves par classe) entre RAR, RRS, et hors EP
 INDICATEUR 2.6 Evolution de la scolarisation et de la réussite scolaire des élèves handicapés du premier degré

  •  OBJECTIF 3 Disposer d’un potentiel d’enseignants qualitativement adapté

 INDICATEUR 3.1 Proportion d’enseignants inspectés au cours des cinq dernières années
 INDICATEUR 3.2 Taux de prise en charge de l’enseignement des langues vivantes étrangères par les maîtres du 1er degré
 INDICATEUR 3.3 Part du volume de formation destinée à la spécialisation des personnels se consacrant à la grande difficulté scolaire ou au handicap
 INDICATEUR 3.4 Taux de remplacement (congés pour maladie ou maternité)
 INDICATEUR 3.5 Taux de rendement du remplacement

  •  OBJECTIF 4 Promouvoir un aménagement équilibré du territoire éducatif en optimisant les moyens alloués


 INDICATEUR 4.1 Nombre d’académies bénéficiant d’une dotation globale équilibrée
 INDICATEUR 4.2 Part du potentiel enseignant en responsabilité d’une classe
 INDICATEUR 4.3 Proportion d’écoles de une à trois classes.

[3] « Médiateurs de réussite scolaire»

Les documents de l'article

pdf_DRGNORMALMSNEC.pdf