Pubblicazione dell’OCSE sulla gestione dei sistemi scolastici.

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I sistemi scolastici si governano

La scuola è un sistema complesso: lo è un istituto come a maggior ragione lo è un sistema scolastico o regionale o nazionale. Non si governano questi sistemi unicamente con fiuto politico, con bravura e sacrificio , giorno per giorno. Si governano bene se si ha una teoria del buon governo. I sistemi complessi si governano. Da una cinquantina d’ anni a questa parte nelle università si insegnano le tecniche di gestione. Ci sono tecniche da studiare, da applicare per una efficace e buona gestione dei sistemi scolastici e delle riforme scolastiche. Sovente sorgono forti tensioni all’interno dei sistemi scolastici, soprattutto quando si oppongono procedure di controllo burocratiche e innovazioni. L’innovazione esige libertà d’iniziativa; il controllo esige valutazioni. I due postulati devono imbrigliarsi l’uno nell’altro. Non si può privilegiarne uno a scapito dell’altro. Il volume dell’ OCSE compie un passo avanti rispetto alle prime indagini internazionali comparate condotte un ventennio orsono sulle procedure decisionali. Si tratta pertanto di un lavoro teorico molto importante perché tenta di stabilire un ordine di priorità , di fare un inventario delle questioni da considerare quando si governa un sistema scolastico che sia quello nazionale oppure quello di un istituto.

 E’ appena stato pubblicato dall’OCSE un documento sulla gestione dei sistemi scolastici, un testo interessante che tratta di una questione scottante: come gestire i sistemi scolastici che sono sistemi complessi.

 

Il documento esiste in inglese e francese e si può leggere o scaricare cliccando qui. Il testo di per sé convoca le conoscenze vigenti rispetto alla gestione di sistemi complessi ed è un puro prodotto delle nuove scienze della gestione ma questa volta non è redatto da economisti che si sono specializzati nel campo dell’istruzione bensi’ da psicologi e da comparativisi. Si tratta di un documento realizzato da Olandesi e in parte da Americani che riflette conoscenze e esperienze quasi agli antipodi di quelle in voga in Italia. Per questa ragione il volume è indubbiamente interessante e merita di essere letto e studiato da coloro che hanno a che fare con il governo della scuola intesa come sistema scolastico. Non è affatto detto che la dottrina futura si basi su queste considerazioni ma di una cosa si può essere certi se si vogliono evitare le cantonate prese dal MIUR o i concorsi caricaturali proposti in Italia per gestire il personale insegnante: non si può dirigere un sistema scolastico complesso con improvvisati colpi di testa. Ci vuole abilità, occorrono conoscenze e competenze che vanno acquisite prima di mettere le mani in pasta.

In questa presentazione si riprendono considerazioni esposte nel blog dell’OCSE sull’istruzione in un post intitolato "Governing complex education systems" ( esiste solo la versione in inglese che si può consultare cliccando qui), apparso il 12 aprile scorso.

Quali sono I modelli di governo efficaci per gestire i sistemi scolastici che per natura sono complessi? Come possono i governi scegliere priorità e adottare politiche scolastiche che equilibrano la diversità locale con obiettivi scolastici nazionali? E come possiamo assicurarci che esiste fiducia reciproca, cooperazione e comunicazione tra i molteplici livelli decisionali e i molteplici attori di un sistema scolastico?

 

 

Queste sono questioni rilevanti affrontate nel volume testé pubblicato dall’OCSE nel quale si fa il punto sulle indagini in corso a questo riguardo con riferimento a svariate esperienze nazionali allo scopo di identificare gli elementi necessari per impostare una politica scolastica efficace. In questo volume si esprimono posizioni contro-corrente con una riflessione imperniata sul concetto di complessità. Orbene, già una quindicina di anni fa, erano state formulate le prime considerazioni che prendevano in conto la natura complessa dei sistemi scolastici e si ragionava sul governo dei sistemi scolastici assumendoli come sistemi complessi in occasione degli incontri annuali della società americana di ricerche in educazione(acronimo AERA). Questo approccio era pero`allora troppo teorico ma oggigiorno permette di formulare un inventario delle questioni sul tappeto in grado di strutturare I ragionamenti sulla creazione di approcci strategici aperti, dinamici, necessari per governare sistemi complessi nel mondo contemporaneo.

 

 

Una gestione efficace dei sistemi scolastici non è affatto una faccenda semplice.

 

Non ci sono soluzioni magiche per governare bene le scuole, non esiste una ricetta che risolva tutti problemi e che garantisca un buon esito. Le indagini condotte dal punto di vista della teoria della complessità rivelano che a un certo livello di complessità di un sistema-poco importa se si ha a che fare con un sistema scolastico oppure con un istituto scolastico-le reazioni possono essere imprevedibili e le conseguenze di cambiamenti apparentemente insignificanti o semplici possono essere del tutto imprevedibili. Questa constatazione ovviamente induce a ipotizzare procedure appropriate. Il governo della scuola richiede di essere flessibile ma anche di fornire orientamenti chiari sulla direzione da prendere per conseguire gli obiettivi prefissati. Questo governo deve anche essere efficace, pur tenendo conto delle risorse che sono per natura limitate nonché del tempo che occorre per riuscire un cambiamento..

 

 

Nel libro si tratteggiano gli elementi chiave di un moderno sistema di governo della scuola.

 

In primo luogo ci vuole perseveranza e lungimiranza per concatenare sistemi multi-livello. Queste doti sono essenziali per coinvolgere un insieme di molteplici attori che devono essere indotti a collaborare tra loro. Si ritiene che sia importante includere tutti i gruppi interessati e tenere conto di tutti i pareri , non solo di quelli di coloro che sono abituati a fare la voce alta, per coinvolgere ogni attore nella procedura decisionale. Le nuove tecnologie facilitano indubbiamente il coinvolgimento di una vasto insieme di attori e peraltro inducono ad affrontare nuove sfide: per esempio quella di considerare un feedback immediato delle decisioni prese e di effettuare un confronto quasi istantaneo tra risultati e aspettative. Le nuove tecnologie sfociano di regola in soluzioni a corta scadenza piuttosto che in soluzioni a lunga scadenza. Le nuove tecnologie vengono usate per risolvere questioni urgenti, immediate, che danno fastidio e non per avere una "visione" ampia dei problemi. Cio’ è un peccato. Questa situazione produce comportamenti decisionali molto reattivi nei quali la priorità è concessa a ciò che è urgente piuttosto che a ciò che è importante. Non perdere il Nord, non smarrire le considerazioni a lungo termine non è affatto semplice ma queste condizioni sono cruciali per una gestione efficace e rispettosa delle risorse locali dei sistemi scolastici.

 

Vasta gamma di tensioni

 

I sistemi scolastici devono essere pure in grado di risolvere una vasta gamma di tensioni. Per esempio quando si promuove l’innovazione si deve essere pure in grado di potenziare la rendicontazione da parte del sistema. Idealmente, un sistema dovrebbe avere sia modalità di rendicontazione potenti e costruttive come pure capacità molto dinamiche di innovazione. Le due cose devono convivere in un sistema scolastico e anzi in qualsiasi sistema. Purtroppo i meccanismi di controllo della rendicontazione generalmente tendono a minimizzare i rischi e gli errori per privilegiare l’efficienza. Si deve anche riconoscere che un margine elevato per procedere per tentativi è una componente fondamentale di qualsiasi spirito di innovazione. È pertanto essenziale trovare un buon equilibrio tra questi due elementi(oppure una più accurata combinazione di dinamiche che si rinforzano reciprocamente). Questo equilibrio dipende dal contesto e dalla storia del sistema come pure dalle ambizioni e dalle aspettative che si hanno per il futuro.

 

Il fattore umano

 

Il successo richiede anche ragionamenti riguardanti gli individui coinvolti nelle procedure, i loro fabbisogni e le loro aspirazioni. Non si deve pensare solo alla loro rappresentatività formale. Ogniqualvolta si imposta una riforma è necessario pensare meticolosamente a quanto è necessario a livello umano per riuscire. Gli insegnanti ( e i dirigenti, gli studenti e le famiglie) hanno la capacità per assumere le responsabilità che sarebbero le loro? Se non è il caso, si sono previsti corsi di formazione oppure modalità di sostegno? Questo è un semplice insieme di domande ma il lavoro svolto all’OCSE dimostra che spesso questi elementi sono parte di un puzzle che si sfascia quando si procede in fretta per impostare riforme politiche. Orbene, senza la capacità e il sostegno necessari , i migliori piani possono deragliare e fallire al livello cruciale , ossia quello delle classi. [1]

 

Quali sono gli elementi caratteristici di moderni sistemi efficaci di governo?

 

  • Priorità alle procedure e non alle strutture;
  • flessibilità per potersi adattare ai cambiamenti e q novità inattese;
  • sviluppo delle competenze e coinvolgimento di tutti gli attori in un dialogo aperto;
  • visione sistemica per concatenare tutti i ruoli e per bilanciare le tensioni;
  • fiducia;
  • prove di efficacia;
  • indagini scientifiche .

 

I sistemi scolastici evolvono e crescono in un mondo nuovo e così pure devono crescere e evolvere i sistemi che li dirigono e li governano.

 

 

 

[1] E’ curioso che all’OCSE si pensi ancora in termine di classi. Queste scompaiono e nelle scuole più innovative non esistono più.