Educazione comparata: le politiche scolastiche si assomigliano ovunque e poco per volta , quasi tutte, sono modellate dai test utilizzati nelle indagini internazionali. Recensione di un volume di Symposium Books.

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Prove strutturate

Un libro che mancava e che fa il punto dopo quindici anni di successi internazionali del tutto inattesi dell’indagine PISA patrocinata dall’OCSE. Il paesaggio scolastico mondiale ha incassato il colpo: PISA vende a tutti il proprio modello di scuola (la scuola targata PISA) che è un modello come gli altri ma il modello di scuola PISA è avallato da una potente organizzazione internazionale ed ha il vento in poppa. Il libro analizza l’impatto di PISA in vari sistemi scolastici e in particolare la relazione tra i risultati dei quindicenni nei test di PISA e le politiche scolastiche impostate per incitare le scuole a essere più autonome e ciò`facendo a migliorarsi.

Il volume ( in inglese): 

Oxford Studies in Education, Symposium Books

The Global Testing Culture

shaping education policy, perceptions, and practice

Compilato da WILLIAM C. SMITH

2016, 302 pagine

 

Indice

William C. Smith An Introduction to the Global Testing Culture, 7-23

D. Brent Edwards Jr A Perfect Storm: the political economy of community-based management, teacher accountability and impact evaluations in El Salvador and the global reform agenda, 25-42

Rie Kijima & Jane Leer Legitimacy, State-building and Contestation in Education Policy Development: Chile’s involvement in cross-national assessments, 43-61

Hilla Aurén & Devin Joshi Teaching the World that Less is More: global education testing and the Finnish national brand, 63-83

Ji Liu Student Achievement and PISA Rankings: policy effects or cultural explanations?, 85-99

Angeline M. Barrett Measuring Learning Outcomes and Education for Sustainable Development: the new education development goal, 101-114

Karen E. Andreasen & Christian Ydesen The International Space of the Danish Testing Community in the Post-war Years, 115-130

Sumera Ahsan & William C. Smith Facilitating Student Learning: a comparison of classroom and accountability assessment, 131-151

Rená ta Tichá & Brian Abery Beyond the Large-scale Testing of Basic Skills: using formative assessment to facilitate student learning, 153-169

Anthony Somerset Questioning across the Spectrum: pedagogy, selection examinations and assessment systems in low-income countries, 171-191

Sean W. Mulvenon & Sandra G. Bowman An Evaluation of How the ’Policies of K-12 Testing’ Impact the Effectiveness of Global Testing Programs, 193-212

Mariam Orkodashvili How Much Stakes for Tests? Public Schooling, Private Tutoring and Equilibrium, 213-229

Kristine Kousholt & Bjørn Hamre Testing and School Reform in Danish Education: an analysis informed by the use of ’the dispositive’, 231-247

Pearl J. Chung & Hyeonwoo Chea South Korea’s Accountability Policy System and National Achievement Test, 249-260

David Balwanz The Discursive Hold of the Matric: is there space for a new vision for secondary education in South Africa?, 261-278

Tracey Burns, Patrick Blanchenay & Florian Köster Horizontal Accountability, Municipal Capacity and the Use of Data: a case study of Sweden, 279-294

 

Presentazione della casa editrice ( passaggi liberamente tradotti e talora interpretati):

 

Negli ultimi trent’anni il mondo scolastico è stato invaso dai test standardizzati , molti dei quali con alta posta in gioco. L’uso delle prove standardizzate come strumenti politici è stato legittimato dalle organizzazioni internazionali che le hanno presentate come un metodo imparabile per misurare la qualità delle scuole. La natura implicita di questi strumenti nonché il loro elevato potere normativo quando la posta in gioco è elevata è denominata in questo volume "cultura universale della valutazione con i test". Questa cultura permea tutti gli aspetti della politica scolastica odierna nella maggioranza dei paesi. Il potenziamento e la generalizzazione della cultura della valutazione con test diventa sinonimo di "accountability" ( rendicontazione ) che a sua volta è sinonimo di qualità dell’istruzione.

Soggiacente a questa cultura della valutazione con prove strutturate diffusa ormai a livello planetario si colloca un insieme di valori promosso dalle pubblicazioni di un settore particolarmente dinamico della comunità scientifica che si occupa di istruzione. Questo pacchetto di valori include segnatamente i seguenti: l’educazione come diritto umano; la fede nella scienza; la decentralizzazione scolastica; il neoliberismo. Questi valori fruiscono di un’ampia approvazione e quindi funzionano benissimo quando si tratta di legittimare i vari aspetti dei test con alta posta in gioco. Per finire gli stesso valori concorrono a ritenere efficaci tali test e quindi a considerarli strumenti appropriati delle politiche scolastiche perché si dà per scontato che le prove strutturate sono di per sé buone. Ciononostante moltissime pubblicazioni mettono in dubbio queste assunzioni date per scontate e evidenziano le conseguenze negative connesse al ricorso sistematico ai test specialmente nel caso di test con alta posta in gioco come per esempio il "teaching to test", la modificazione dei test, la distribuzione disuguale delle risorse scolastiche, la distorsione dell’attenzione degli insegnanti, cioè un insieme di reazioni che si manifestano spesso soprattutto quando i test sono connessi a conseguenze rilevanti per le scuole, per gli insegnanti o per gli studenti, per i dirigenti scolastici.

Il volume presenta svariate voci critiche che attirano l’attenzione sulle manifestazioni a livello nazionale della cultura planetaria della valutazione con test o che attirano l’attenzione sulle conseguenze della diffusione di questa cultura. Gli autori concordano nel dire che il problema non risiede di per sé nel ricorso alle prove strutturate. Il problema è altrove e riguarda sia il modo con i quale i test sono gestiti oppure l’uso e gli abusi dei test e il collegamento tra test e rendicontazione che accentua la forza dei test come strumento per modellare la società e le scuole generando conseguenze indesiderabili, inattese, non auspicate che sono connesse alla diffusione della cultura della valutazione esclusivamente basata sulle prove strutturate.